NAVE TEDESCA PORTI TUTTI IN GERMANIA

Cronaca internazionale

“Siamo stati circondati dai miliziani”. Cos’è successo alla nuova nave Ong di Casarini

Mediterranea ha denunciato di essere stata accerchiata dai gommoni libici a 30 miglia dalle coste dell’Africa del Nord

Francesca Galici 18 agosto 2025 – 14:47

"Siamo stati circondati dai miliziani". Cos'è successo alla nuova nave Ong di Casarini

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La nuova nave di Mediterranea Saving Humans, la Mediterranea, ha iniziato a operare davanti alle coste della Libia in attesa di barconi di migranti da recuperare e poi portare in Italia. La nave, stando a quanto dichiarato dalla Ong, questa notte prima dell’alba sarebbe stata accerchiata dai miliziani libici. “Dalle 3 della notte appena trascorsa Mediterranea, la nuova nave dell’organizzazione italiana del soccorso civile in mare per la sua prima missione, è entrata nella zona Sar sotto il controllo libico iniziando la sua attività di pattugliamento e monitoraggio in acque internazionali a circa 30 miglia nautiche dalle coste della Libia”, si legge nella nota.

Secondo quanto dichiarato da Mediterranea, “a partire dalle ore 5 di questa mattina, la nave è stata circondata da diversi RHIB (gommoni veloci) militari, che avevano a bordo ciascuno 5/6 uomini armati con pistole e fucili mitragliatori. Le imbarcazioni non hanno risposto a nessuna richiesta di identificarsi. A un certo punto, intorno alle 7:30, sono diventati ben otto i gommoni veloci disposti a cerchio intorno a Mediterranea, e hanno cominciato pericolose manovre intorno alla prua della nave, mentre i miliziani a bordo, in divisa e molti con il volto coperto dal passamontagna, facevano gesti di minaccia all’indirizzo del nostro equipaggio. Subito dopo iniziavano a inviare ossessivi messaggi radio con una sola frase ‘Go out of Libya – Go out of Libya’”.

Il comandante di Mediterranea, si legge ancora nella nota, “ribadiva via radio che ci troviamo in acque internazionali di navigazione libera senza alcuna limitazione. Intorno alle 8.30 i gommoni militari libici abbandonavano la scena e facevano rotta verso il porto di Al Zawiyah, nota base della cosiddetta guardia costiera libica e di diverse tra le più pericolose milizie”. Mediterranea prosegue nella nota dichiarando che i militari “vogliono avere campo libero per catturare e deportare uomini donne e bambini che tentano di salvarsi da lager, torture e violenze di ogni tipo, e soprattutto non vogliono testimoni dei naufragi che noi chiamiamo ‘fantasma’, che proprio in quel tratto di mare avvengono spesso.

Siamo qui anche per questo: documentare e raccontare che cosa è diventato il Mediterraneo e il diritto internazionale a furia di fare la guerra alle persone migranti. Non ci fanno paura. Mediterranea va avanti. La sua prima missione continua”.

sragionamenti di una vongola putrefatta

Qualcuno lo dica ad Albanese, viva il taser e Trump: quindi, oggi...

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DE LORENZO

gran brutta gente

Albanese e la trama dei filo Hamas in Italia: finge di non conoscerli ma ci fa i comizi insieme

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Giulia Sorrentino 18 agosto 2025

Nei giorni scorsi Francesca Albanese, la relatrice speciale Onu sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi occupati, ha minimizzato lo scoop lanciato da Il Tempo in merito alla sua presenza al convegno tenutosi alla Camera dei Deputati per la presentazione del rapporto “Dall’economia dell’occupazione all’economia di genocidio”, su invito del Movimento 5 Stelle e in particolare della deputata Stefania Ascari. Proprio lì era stata ritratta in un selfie con Sulaiman Hijazi, uomo che per anni ha orbitato accanto a Mohammad Hannoun, persona ritenuta vicino ad Hamas. Ma lei, quando il deputato di FdI Marco Scurria le ha chiesto delucidazioni in merito a quella foto, ha risposto come una persona totalmente estranea a quel mondo, come se non sapesse di chi si stesse parlando: «Chiunque sia mai venuto ai miei convegni e a tutti gli eventi pubblici cui partecipo sa che c’è sempre grande afflato e partecipazione, grande bisogno di dimostrarmi la solidarietà e francamente non chiedo la carta d’identità né il pedigree a tutti quelli che mi chiedono una foto. Quindi l’ho fatto anche con il signore in questione».

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Nessuna conoscenza, quindi, stando alla sua versione dei fatti, anche se nel rispondere non si è discostata da chi era accanto a lei. Eppure, poco più di un mese fa è stata ospite e relatrice a un evento organizzato proprio dall’Api, una delle fondazioni di Mohammad Hannoun, l’uomo sanzionato dal dipartimento del Tesoro Usa per aver materialmente assistito, sponsorizzato o fornito supporto finanziario, materiale o tecnologico, beni o servizi a sostegno di Hamas. “Buio su Gaza” è il titolo della manifestazione tenutasi a Lenno sabato 5 luglio dalle 17 alle 21. Almeno a Mohammad Hannoun, che ha avuto proprio Sulaiman Hijazi come vice in diverse associazioni, avrà chiesto la carta di identità? Difficile ritenere che una donna che si occupa proprio di Gaza non sia a conoscenza delle sanzioni in atto e dei volti, peraltro assolutamente non celati, dietro le sigle che orbitano nel mondo pro Pal. Così come è difficile anche solo lontanamente immaginare che lei condivida il palco con soggetti di cui ignora la provenienza: questo perché il secondo a prendere parola è stato proprio il fondatore dell’Api. Erano sullo stesso palco, nella stessa location, l’invito proviene da un’associazione che porta la firma di Hannoun.

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Anche questo è frutto di un caso? Difficile da credere, anche perché Hannoun non è certo sconosciuto alle cronache italiane: diverse le manifestazioni in cui si esprime con frasi piuttosto opinabili, come quando ha elogiato la vita di Yahya Sinwar, capo dell’ufficio politico di Hamas, mente dell’attacco del 7 ottobre e leader riconosciuto di Hamas: «È stata ingiustamente stroncata» la vita di Sinwar secondo Hannoun e la sua eliminazione «equivale a quella di una qualsiasi donna o di un qualsiasi bambino della terra di Palestina». Lo stesso che durante la carovana tenutasi sabato a Milano per la Palestina ha ammesso, dandoci ragione, che «io sono simpatizzante di Hamas come sono simpatizzante di ogni fazione che lotta per i miei diritti». Quindi, ora, la Albanese prenderà le distanze? O dirà di non conoscerlo? Continuiamo a porle la medesima domanda: in che rapporti è con individui ritenuti vicino a un’organizzazione terroristica che lei, comunque, non definisce mai come tale?

che bello capire come dimaio


Ucraina, “mantenere la pressione su Putin”: cos’hanno deciso i Volenterosi

domenica 17 agosto 2025condividi

Ucraina, "mantenere la pressione su Putin": cos'hanno deciso i Volenterosi

2′ di lettura

“Chiarire completamente le garanzie di sicurezza che vogliamo” per l’Ucraina, preparare la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di domani a Washington e “come organizzare il prossimo incontro con il presidente Putin, l’Ucraina, gli Stati Uniti e l’Europa“: questi gli obiettivi dell’incontro della Coalizione dei Volenterosi, che si è appena concluso dopo 2 ore. Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron in alcuni frammenti audio del discorso introduttivo all’incontro in videoconferenza, a cui si è collegato dalla residenza estiva al forte di Brégançon. Nel video si vedono collegati la premier Giorgia Meloni, il primo ministro britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e da Bruxelles Zelensky assieme alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

La cosiddetta Coalizione dei Volenterosi è il gruppo composto da quei Paesi disposti a dare un contributo per monitorare e sostenere qualsiasi futuro accordo di pace fra Mosca e Kiev. Macron, poi, ha invitato tutti a “mantenere la pressione” sul presidente russo, come riportano i media francesi. Un obiettivo, questo, condiviso dal vicepremier polacco Radosław Sikorski, che su X ha postato un’immagine di se stesso collegato in videoconferenza con gli altri leader e ha scritto: “Si è concluso l’incontro della Coalizione occidentale dei Volenterosi per l’Ucraina, in vista dei colloqui di domani a Washington. Ho sottolineato che, affinché la pace si realizzi, è necessario esercitare pressione sull’aggressore, non sulla vittima”.

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Da Meloni a Starmer: chi vola a Washington con Zelensky

Donald Trump ha annunciato ai leader europei l’intenzione di organizzare un vertice trilaterale con Vladimir Putin…

Il capo dell’Eliseo ha anche spiegato che il meeting di oggi ha lo scopo di preparare l’incontro di domani a Washington fra Donald Trump e Zelensky. All’incontro alla Casa Bianca è emerso che parteciperanno anche diversi leader europei. Secondo Macron, in ogni caso, “Putin non vuole la pace, ma la capitolazione di Kiev”. 

imbecilli cronici

Fiera del Levante vietata a Israele, la deriva antisemita della rossa Bari

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Giulia Sorrentino 17 agosto 2025

Ennesimo episodio folle a Bari: dopo la consegna delle chiavi da parte del sindaco alla relatrice speciale ONU Francesca Albanese, ecco che Israele viene letteralmente silurata dalla Fiera del Levante: questo quanto deciso in vista della nuova edizione in programma dal 13 al 21 settembre. L’esclusione di Tel Aviv avviene su richiesta del sindaco Vito Leccese, che lo scorso primo luglio aveva invitato «a non far partecipare Israele alle attività fieristiche all’interno del quartiere fieristico barese, istituzionali ed economiche».

con quello che si sta scoprendo sulle vaccinazioni…..

SCOMMETTIAMO CHE SONO ZINGARE ?


Venezia, borseggiatrice di 14 anni aggredisce a sangue una turista

venerdì 15 agosto 2025condividi

1′ di lettura

Una borseggiatrice di 14 anni ha aggredito a sangue una turista americana di mezza età che stava cercando di derubare. È successo ieri pomeriggio a Venezia, in zona Santa Maria del Giglio. L’adolescente avrebbe iniziato a colpire la donna per liberarsi dalla sua presa. Dunque, l’avrebbe colpita più volte alla testa con il cellulare fino a farle sanguinare le tempie. La turista, infatti, dopo essersi accorta che una ragazzina le aveva appena sfilato il portafoglio, con dentro non solo i soldi ma anche il suo passaporto, avrebbe reagito trattenendola per i capelli, decisa a non farla scappare fino all’arrivo della polizia.

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Fuori dal coro, immigrati violenti: Giordano sopra l’8%

Vi proponiamo Tele…Raccomando, la rubrica di Klaus Davi dedicata al piccolo schermo CHI SALE (“Fuori dal coro&rd…

La minorenne, insieme a una complice anch’essa minorenne, avrebbe opposto resistenza anche alla polizia locale. Gli agenti però sono riusciti a bloccare e condurre in caserma entrambe le giovani. Che poi sono state denunciate a piede libero. La più piccola, quella che avrebbe materialmente aggredito la turista, ha 14 anni.

I SOLITI IDIOTI

Guerra in Ucraina

“Pronti a inviare truppe in Ucraina”. Il Regno Unito si prepara dopo l’incontro Usa-Russia in Alaska

Il ministro della Difesa John Healey rilancia il sostegno a Kiev prima del vertice Trump–Putin in Alaska, mentre Zelensky chiede una “pace giusta” in formato trilaterale

Francesca Salvatore 15 agosto 2025 – 19:05

"Pronti a inviare truppe in Ucraina". Il Regno Unito si prepara dopo l'incontro Usa-Russia in Alaska

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Il Regno Unito è pronto a inviare truppe in Ucraina se, al termine del vertice in Alaska tra Donald Trump e Vladimir Putin, la Russia accetterà di concordare un cessate-il-fuoco. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa britannico John Healey in un’intervista alla BBC, utilizzando l’espressione “put boots on the ground” – letteralmente “mettere gli stivali sul terreno” – per indicare lo schieramento di forze armate sul campo.