FUORI DALLE BALLE !!!!

Milan, Gigio Donnarumma chiede l’annullamento del contratto: “Ho firmato sotto violente pressioni psicologiche”

Nel Milan riesplode, dirompente, il caso di Gigio Donnarumma. Non si parla tanto delle voci sulla clausola da 70 milioni del suo contratto, clausola che parrebbe non esistere (se non “pro-forma”). Si parla di qualcosa di ben più clamoroso, di cui dà conto il Corriere della Sera: Donnarumma vuole annullare il contratto con il club rossonero.

La vicenda è iniziata quando, nelle ultime settimane, è arrivata allo studio legale del Milan la prima e-mail dell’avvocato Rigo, consulente di Mino Raiola. Il clan del procuratore, infatti, invoca l’annullamento del contratto firmato in estate puntando il dito contro una presunta violenza morale che lo strapagato portiere avrebbe subito. Si ritorna ai giorni della difficilissima trattativa per il rinnovo, prima saltato e poi, dopo furibonde polemiche e la minaccia di un anno in tribuna, era arrivato a cifre stratosferiche (per Donnarumma e anche per il fratello).

Il punto è che Raiola, nella lettera – gli avvocati erano Leandro Cantamessa prima e Mattia Grassani ora, che sta seguendo la pratica – afferma che nel martedì di luglio in cui Donnarumma firmò il nuovo contratto lui non si trovava negli uffici di Casa Milan (l’avvocato Rigo, in segno di protesta, lasciò la stanza nel momento in cui Gigio firmò). Ed in questo contesto, dopo aver ricevuto tre mensilità, Donnarumma ha fatto spedire ai dirigenti questa famigerata lettera, in cui chiede l’annullamento del contratto poiché avrebbe subito pressioni psicologiche, firmando senza la necessaria serenità.

Donnarumma e Raiola, insomma, puntano tutto sull’articolo 1435 del codice civile: se dimostrata, la violenza morale determina l’annullabilità del contratto. Una mossa di guerra, una mossa di guerra che fa ridere il Milan e scatenerà una nuova campagna dei tifosi contro un portiere che non si accontenta di 6 milioni netti (e probabilmente ingiustificati) all’anno più un milioncino per il fratello.

Le parti, comunque, sono al lavoro. Una causa ancora non è stata istruita. Di sicuro, Raiola punta a portare via dal Milan Donnarumma a parametro zero: con l’annullamento e dunque senza prolungamento, il contratto scadrebbe a giugno. Raiola, inoltre, punta a un ingaggio superiore ai 10 milioni netti l’anno e, ovviamente, commissioni da record per sé. Sulle tracce del portiere ci sono Psg e Real Madrid (i francesi in pole position). Ma manca ancora mezzo campionato, che per Donnarumma può diventare un incubo.

LIBERO

 

AFFANCULO I FIGHETTI CHE CON 6.000.000 DI EURO/ANNO PARLANO DI VIOLENZA PSICOLOGICA !!!

VIA DAL MILAN  !!!

 

 

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Bastarda !

farmaci

Si era capito da subito, che la ministra, non è altro che il project manager, delle case farmaceutiche…una diplomatella di quartiere di un paesino chiamato Italia, stabilisce che i cittadini pagheranno il doppio la tariffa per le medicine ecc…ma questo popolo in passato pieno di dignità e orgoglio, quando si sveglia a tutta questa prepotenza ?

 

“giornalismo” d’elite:

 

Giornalista
E rieccoci di fronte al dilemma (soprattutto noi giornalisti): denunciare a costo di enfatizzare oppure tacere a rischio di sottovalutare?
Parlo dei rigurgiti – parole più che mai appropriata – fascistoidi.
Ma forse esiste una terza via: l’ironia. Raccontare questi tizi per ciò che sono: sfigati. Non viene altra parola in mente pensando a quel politico ligure che su internet inneggiava al Ventennio. Che mi ha fermato un giorno per strada. Mi è venuto a dieci centimetri dalla faccia urlando: “Fai schifo, scribacchino”. Pensava di farmi paura con il suo sguardo minaccioso. E invece indietreggiavo per la sua alitosi. Le ascelle pezzate.
Sono così i fascistoidi di oggi. Sfigati.

Sfigati perché non hanno nemmeno il coraggio di dire quello che sono: fascisti.
Sfigati perché non hanno il fegato di ammettere ciò che amano di Mussolini – tipo le leggi razziali – così dicono che faceva arrivare i treni in orario (che avesse fatto il capostazione, allora, come diceva Massimo Troisi).
Sfigati perché nei loro raid non mostrano la faccia e indossano maschere da carnevale.
Sfigati perché l’unico modo di suscitare attenzione è provare a fare paura.
Sfigati perché per fare paura devono essere in venti.
Sfigati perché hanno soltanto le mani per dire qualcosa.
Sfigati perché sembra abbiano una paralisi facciale, sempre con il sopracciglio aggrottato.
Sfigati perché devono vestirsi di nero per far capire in cosa credono.
Sfigati perché se li guardi bene spesso non sono teste rasate, ma solo calvi (con la forfora sulla camicia nera).
Sfigati perché sotto il bomber molti non hanno il petto in fuori, ma la panza.
Sfigati perché alle loro riunioni non c’è una donna. E non solo perché le disprezzano, ma perché nessuna donna se li fila.
Sfigati perché se dovessero parlare e non digrignare i denti, balbetterebbero discorsi senza senso.

Parliamo allora di loro, perché non è giusto tacere (l’abbiamo già fatto, ahimè, in passato). Ma non diciamo che sono forti, che ci fanno paura. È questo che richiama qualche giovane alle loro adunate: il desiderio di far paura. In un Paese dove non ti senti ascoltato, suscitare timore sembra l’unico modo per sentirti importante. Per confermare che esisti.

 

 

POVERETTO…..

A PROPOSITO DI SENZA SENSO……

nb: non sono giornalista e non sono fascista …sono DEMOCRATICO NEL DNA E CREDO CHE CHIUNQUE POSSA ESPRIMERE LE PROPRIE IDE SE IN MODO CIVILE E DEMOCRATICO…… come quelli dei centri sociali insomma…..

Fondazione Prada – Milano.-

fondazione
ARTE ? Per me questa è solo sporcizia !
Mestieranti da strapazzo (non artisti) che, furbescamente, cavalcano l’onda attuale del “mettere tutto in discussione” del “distruggere tutto” (anche il buon gusto e l’educazione !).- mummificare l’artista nella stessa posizione frocionica .. e poi buttatelo in un mare di letame di…..
CIALTRONI !!!