ridicoli e penosi:

Devastanti parole di Palamara. Svela i 3 segreti della giustizia

“Sono stato travolto dalla fiumana e mi sono perso, ma non sento di essere stato moralmente indegno”, spiega l’ex presidente Anm, ma l’Assemblea vota per l’espulsione

Federico Garau – 

“Ho avuto rapporti con la politica. La frequentazione con la politica, il confronto sulle nomine è sempre esistito”, queste le parole di Luca Palamara che hanno scatenato un vero e proprio mare di polemiche nelle ultime ore.

“Non mi sono mai sottratto e non mi sottrarrò nè dai procedimenti nè in tutte le cose in cui sarò chiamato, ma chiedo di essere giudicato serenamente”: questa la richiesta dell’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati dinanzi all’assemblea dell’Anm che dovrà deliberare sul ricorso da lui presentato contro il provvedimento di espulsione.

Palamara, che ci ha tenuto a sottolineare come il Consiglio superiore della Magistratura ancora non abbia autorizzato l’utilizzo delle oramai celeberrime e scandalose intercettazioni telefoniche effettuate nel corso delle indagini nei suoi confronti, ha poi proseguito. “Sono qui perché penso che prima venga l’interesse di tutti, della magistratura, di recuperare la fiducia dei cittadini, e l’interesse dei colleghi che mio malgrado sono stati travolti”.

L’ex presidente dell’Anm si sente quasi una vittima, e parla senza mostrare di essere consapevole del reale peso di quelle intercettazioni. “Sono stato travolto dalla fiumana e mi sono perso, ma non sento di essere stato moralmente indegno”, ha spiegato all’assemblea durante il suo intervento, come riportato da AdnKronos.

“Fino al 2008 ho fatto lo scribacchino di atti, prima a Reggio Calabria poi a Roma. Poi la mia posizione nella vita politico-associativa mi ha dato un altro ruolo. Ho vissuto un’altra vita, una vita di rappresentanza. Se ho fatto bene o male non posso dirlo io”, ha detto ancora, scaricando poi la responsabilità delle sue azioni sul ruolo assunto successivamente. “È stato un errore tornare alla procura di Roma dopo il Csm, un errore fare poi la domanda da aggiunto. Le cariche che ho avuto mi hanno fuorviato, e mi hanno fuorviato le mille richieste che mi arrivavano”.

Sulle conversazioni tratte dalle chat del proprio smartphone Palamara ha spiegato: “Non ho mai cancellato i messaggi. Dalle chat sono scaturiti 3 procedimenti penali e 6 disciplinari”. E le frequantazioni con Lotti? “Col senno di poi dico che non dovevo farlo”.

“Ho avuto rapporti con la politica. La frequentazione con la politica, il confronto sulle nomine è sempre esistito.”, ha raccontato l’ex presidente dell’Anm nella parte più delicata del suo intervento, specificando, tra l’altro, che gli incontri avvenuti in un hotel romano con alcuni colleghi, con Cosimo Ferri e l’ex viceministro Luca Lotti per discutere delle nomine ai vertici del Csm “non erano clandestini”.

“Da Palamara dichiarazioni devastanti. Intervenga Mattarella”, afferma Francesco Giro di Forza Italia, come riportato da LaPresse. “Palamara ha ammesso che: 1) la magistratura è politicizzata fino al midollo; 2) Ermini voluto da Lotti (e quindi, nessuno ha l’anello al naso, dal Pd. Ma era ovvio. Solo la sinistra ha la faccia di nominare un suo deputato in carica, che peraltro si dimette dal Parlamento con un certo ritardo, vice Presidente del Csm); 3) nomine solo in base alle correnti, alcune vincenti sulle altre. I magistrati non iscritti o non assidui nella vita associativa e correntizia della magistratura erano tagliati fuori a ‘scartabellare le carte’. “, ha aggiunto il senatore azzurro. “Parole di Palamara. I magistrati esterni alla logica correntizia lavoravano duramente nei sottoscala. Gli altri vivevano nel successo mediatico giudiziario. Che orrore”.

Alla fine, in ogni caso, il lungo discorso di Palamara non è servito a convincere l’assemblea dell’Anm. Proprio in questi minuti è arrivata la notizia della decisione dell’Associazione nazionale magistrati di respingere il ricorso presentato dall’ex presidente contro la decisione di espellerlo. Viene dunque confermata la delibera dello scorso 20 giugno, l’Assemblea ha votato “Sì” all’espulsione di Palamara.

ASSERVITI AI DEM IN OGNI SITUAZIONE, PADRI DI INFINITE SENTENZE “AD CAZZUM” CHE NON RISPETTANO LE LEGGI , DOTATI DI UN SOLO OCCHIO …NON SI RIFANNO LA VERGINITA’ CON L’ESPULSIONE DEL PALAMARA !!

un governo di di lobotomizzati:

SAREBBE FACILE…..

Tuffo in mare col salvagente. Così le Ong ci rifilano i migranti

Con i migranti che si gettano in mare la Guardia Costiera deve attivarsi per il loro salvataggio: in questa maniera più di 100 persone a bordo della Open Arms sono entrate in Italia nelle ultime ore prima ancora del via libera all’approdo della nave

Mauro Indelicato – Ven, 18/09/2020 – 12:02
La Open Arms da giorni staziona a largo di Palermo ma oramai sapere se approderà o meno appare superfluo.


UN GOVERNO SERIO LI SALVEREBBE ED IMMEDIATAMENTE LI TRASPORTEREBBE CON MOTOVEDETTA A CASA LORO MAGARI USANDO LO STESSO SISTEMA: BUTTARLI A MARE SULLE RIVE .UN GOVERNO SERIO….. NON UN’ACCOZZAGLIA DI BUFFONI

una fucina di cazzate :

“Soldi Ue? Taglieremo le tasse”. Ma è la “grande balla” di Conte

Il premier annuncia il taglio delle imposte per il ceto medio. Gentiloni lo gela: “Non si fa con i fondi Ue”. E il piano dell’esecutivo è una presa in giro…

Ignazio Stagno – Gio, 17/09/2020 –

Il recovery plan verrà usato per ridurre le tasse. Almeno questo è l’annuncio che fa il governo per cercare di rendere appetibile il bastone dell’Europa per la nostra economia zoppicante.

LA CAZZATA DEL MILLENNIO:

Willy Monteiro, i fratelli Bianchi percepivano il reddito di cittadinanza. Bechis: “Champagne e bella vita, come facevano?”a bella vita dei fratelli Bianchi pagata coi soldi del reddito di cittadinanza. Ufficialmente, due dei 4 ragazzi arrestati per il brutale pestaggio di Willy Monteiro, il 21enne ucciso fuori da un locale di Colleferro in una rissa, sono a tal punto indigenti da avere avuto il diritto di accedere al sussidio voluto da Luigi Di Maio. Ma qualcosa non torna e basta dare un’occhiata alle Stories e ai video pubblicati dai Bianchi sui social per testimoniare il loro tenore di vita.

“Una vera e propria vita Smeralda, da cinepattone – sottolinea Franco Bechis sul Tempo -. Vacanze a Palma di Majorca, poi in barca all’isola di Palmarola annaffiate da bevute di champagne. E ancora sulla costiera amalfitana e a Positano in un albergo con colazione e vista da urlo, macchina con autista per trasferirsi durante le serate in locali esclusivi dove brindare e mangiare. O nel resort umbro da 250 euro a notte nella campagna di Marsciano”. 

La domanda allora è d’obbligo: come facevano Marco e Gabriele, campioni di arti marziali e fruttivendoli in crisi per colpa del coronavirus a permettersi tutto questo lusso sfrenato se per lo Stato erano sotto la soglia della povertà?

QUANTI NEL PAESE VIVONO COL REDDITO DEL FANCAZZISTA SENZA AVERNE DIRITTO OPPURE SVOLGENDO LAVORO IN NERO TRUFFANDO IN TAL MODO LO STATO 2 VOLTE ?

LA CAZZATA PEGGIORE DEL MILLENNIO NON POTEVA CHE ESSERE PARTORITA DA MENTI DEVASTATE DALL’IGNORANZA ED INCAPACITA’ MENTALE.

SI AGGIUNGANO ANCHE I MIGLIAIA DI “ORIENTATORI” AL LAVORO PAGATI PER GRATTARSI I DIMAI CHE NON HANNO COLLOCATO ASSOLUTAMENTE NESSUNO PERCHE’…….. NESSUNO VUOLE LAVORARE !!!

CHE SCHIFO !!

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