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Ilda Boccassini, la rabbia di Maria Falcone: “Non c’è più rispetto né senso del pudore”

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11 ottobre 2021

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“Si è smarrito ormai qualunque senso del pudore”: Maria Falcone commenta così le dichiarazioni fatte da Ilda Boccassini nella sua nuova autobiografia. L’ex magistrato, infatti, ha dedicato uno spazio del libro al suo rapporto sentimentale con il collega Giovanni Falcone. “Non c’è più rispetto prima di tutto dei propri sentimenti (che si sostiene essere stati autentici), poi della vita e della sfera intima di persone che, purtroppo, non ci sono più, non possono più esprimersi su episodi veri o presunti che siano”, ha scritto la sorella del giudice ucciso dalla mafia in una lettera inviata al quotidiano La Sicilia.

“Ha impedito che controllassero le carte di credito”. Scandalo-Boccassini, l’inchiesta sabotata dalla pm anti-Cav

Secondo Maria Falcone, inoltre, i protagonisti di questa vicenda – compresa la moglie del magistrato, Francesca Morvillo, morta col marito nella strage di Capaci – “avrebbero vissuto questa violazione del privato come un’offesa profonda“. In un secondo momento, la sorella di Falcone ha giudicato in maniera negativa anche l’intervento del drammaturgo Ottavio Cappellani, che sul quotidiano ha commentato in chiave satirica i passaggi del libro della Boccassini relativi al rapporto con Giovanni Falcone. “Non riesco bene neppure a comprendere il senso – ha fatto sapere – mi pare si sia superato il limite“.

Il pessimo gusto della Boccassini, sfregio alla moglie morta di Giovanni Falcone: Che notte..., Senaldi picchia duro

Il pessimo gusto della Boccassini, sfregio alla moglie morta di Giovanni Falcone: “Che notte…”, Senaldi picchia duro

“Questo immaginare scenette da sit-com di basso livello, questo descrivere due persone, che hanno fatto della compostezza e della riservatezza regole di vita e che sono state uccise per difendere la democrazia nel nostro Paese, come ridicoli protagonisti di un romanzetto di quart’ordine è vergognoso”, ha osservato la sorella del magistrato.

come disse Cossiga:

La rivelazione di Sgarbi sulla Meloni: “Lo avevo detto a Giorgia, vedrai cosa accadrà…”

11 Ottobre 2021 – 16:53

Il critico d’arte poi rivolge un appello alla Lamorgese: “Impedisca la manifestazione di Landini”Marta Moriconi11

Sabato 16 ottobre i sindacati scenderanno in piazza a Roma “contro i fascismi”, dopo l’assalto di sabato scorso alla sede della Cgil durante il corteo no green pass. Ma sabato è anche la vigilia del ballottaggio delle Amministrative. Il sabato di guerriglia a Roma e l’assalto alla Cgil quanto potrebbero incidere nei prossimi ballottaggi, soprattutto in riferimento al voto nella Capitale, tra Enrico Michetti e Roberto Gualtieri?

“È una domanda che mi sono posto. L’ho già detto a Giorgia Meloni all’indomani del primo turno: vedrai, faranno qualsiasi cosa per etichettare Enrico Michetti come neofascista. E i fatti mi hanno dato ragione. Tutto è partito da quella che io chiamo la “congiura di Fanpage”. Si è usato un “infiltrato clandestino” alla ricerca di un reato che non c’è. E gli effetti si sono visti. La verità è che siamo di fronte a una profonda violazione delle regole democratiche da parte dell’informazione e di certa politica. Come non pensare alla Gruber che ha definito Michetti come un neofascista davanti a Calenda che ha cercato addirittura di correggerla?”.

Tornando agli scontri, in cosa consiste la scorrettezza dell’informazione?

“Nello spostare il tiro sul fantasma del fascismo che non c’è, evitando di parlare delle migliaia di persone che hanno manifestato liberamente per un sacrosanto diritto di libertà. C’erano sì Fiore e Castellino, ma è anche vero che non si manganellano le persone civili, non si fa sanguinare chi ha idee diverse”.

Secondo lei l’opinione pubblica capirà che non c’è alcun pericolo di fascismo? E come deve fare Michetti per non subire questa campagna di demonizzazione?

“Temo di no. La gente non capirà che il pericolo fascista non esiste. Per quanto riguarda Michetti, tutti gli elettori che lo hanno votato al primo turno, devono tornare a votare, questo è il mio invito. Devono capire che la pressione mediatica che stiamo subendo sta facendo diventare santo il governo e fascista la gente che scende in piazza”.

Se la Meloni ha dei problemi, Matteo Salvini?

Salvini è in una situazione difficile. Vuole star dentro, ma anche fuori dal governo. Dei suoi elettori il 70% circa è filo-governativo, ossia dalla parte delle posizioni di Zaia e Fedriga. Ma il resto vorrebbe stare all’opposizione. E tutto questo rischia di compromettere il voto per Michetti”.

Cosa pensa della manifestazione di Landini per la democrazia e per il lavoro, contro i fascismi, proprio a Roma, luogo di ballottaggio, il 16 ottobre in pieno silenzio elettorale?

“Io farò un’interrogazione parlamentare perché non è accettabile che si faccia politica col sindacato nel giorno di silenzio elettorale. Landini non è un corpo apolitico, ma attraverso il sindacato fa politica e non può farla il giorno del silenzio elettorale, condizionando le urne. La facciano piuttosto il 18, il 19, non il 16. È un’azione chiaramente contro la Meloni.

Oggi si parla di stretta sulle manifestazioni e della nuova linea di Draghi. Che idea si è fatto?

L’unica stretta sulle manifestazioni deve essere quella di impedire la manifestazione di sabato di Landini. Chiedo formalmente al ministro dell’Interno Lamorgese di impedire che si faccia una manifestazione politica nel giorno di silenzio elettorale. Poi, un’altra stretta dovrebbe essere nei confronti di quegli agenti in borghese, se è come appare, che hanno picchiato selvaggiamente alcuni manifestanti di sabato”.

Quale strategia consiglierebbe oggi al candidato sindaco di Roma Enrico Michetti?

“Da soli né io né lui abbiamo la possibilità di potere fare un comizio in piazza dicendo che non è vero che siamo fascisti. Ma ormai Gruber, Fanpage e Landini, i tre finti democratici, hanno imposto un taglio eversivo alla comunicazione. Spero ora che vadano a votare quelli che vengono chiamati fascisti senza esserlo e che siano più numerosi di quelli che vengono chiamati al voto contro i fascisti inesistenti. Ripeto, il rischio fascista non c’è. C’è un rischio eversivo da parte dell’informazione”.

LA FOSSA BIOLOGICA

Immigrazione, il documento Ue che inchioda Luciana Lamorgese: più arrivi in Italia che in Grecia

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Andrea Morigi 10 ottobre 2021

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Se le recinzioni non separassero le città spagnole di Ceuta e Melilla dal territorio marocchino, un flusso ininterrotto di migranti si riverserebbe giorno e notte dall’Africa all’Europa. Senza le barriere di filo spinato installate dalla Lituania, la Bielorussia vi spedirebbe quotidianamente centinaia presunti profughi. La Polonia, benché sia protetta da 130 km di filo spinato alto due metri, ha registrato nella sola giornata di venerdì 553 tentativi di ingresso illegale e ha arrestato otto persone, mentre per il secondo giorno consecutivo alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi dal lato bielorusso del confine.

LE EMERGENZE
Poiché l’eco degli spari è arrivata piuttosto attutita fino a Roma, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese trascura l’emergenza sul fronte orientale e in compenso si duole della proposta degli omologhi di altri dodici Paesi Ue di alzare qualche muro, in quanto li ritengono «una misura efficace di protezione delle frontiere, che servono gli interessi dell’intera Unione, non solo degli Stati membri di primo arrivo». Di parere contrario, la titolare del Viminale, ne contesta l’iniziativa che a suo parere «desta certamente preoccupazione» e «non risolve il problema». A suo avviso la soluzione consiste nell’«aiutare i Paesi terzi da cui partono i migranti. Solo così si riesce a contrastare il fenomeno, perché ci sono problemi strutturali e non congiunturali». Quindi «il problema va risolto alla radice dando condizioni migliori alle persone nei loro Paesi. Noi stiamo operando con altri Paesi su questo versante». In realtà, le fa notare Matteo Salvini, «è preoccupata perché 12 Paesi europei vogliono bloccare l’immigrazione clandestina. E fanno bene». Invece il leader della Lega è «preoccupato perché la Lamorgese ha reso i confini italiani un colabrodo, con 50.000 ingressi irregolari solo dal mare. Sveglia!».

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Basta un’occhiata alla relazione sulla migrazione e l’asilo pubblicata il 29 settembre dalla Commissione Ue. Quando anche l’esponente del governo italiano avrà trovato il tempo di leggerla, scoprirà che sul versante sud c’è la Turchia, che era solita utilizzare alternativamente la rotta balcanica o le isole greche come porta d’accesso per il Vecchio Continente. Quest’ anno, invece, si predilige la Penisola. Nel Mediterraneo orientale si legge nel rapporto – gli arrivi direttamente dalla Turchia all’Italia sono aumentati notevolmente, del 208%, con 6.175 arrivi nel 2021, rispetto ai 2.007 nel 2020. Sulla stessa rotta orientale il dato complessivo nel 2021 è inferiore rispetto allo scorso anno, con un calo significativo del 58% degli arrivi in Grecia nel 2021 finora. Si dev’ essere sparsa un po’ ovunque la voce che l’Italia accoglie tutti perché se «il Mediterraneo centrale ha registrato l’aumento più elevato (+82%) di tutte le rotte nel corso del 2021», gli arrivi riguardano ormai principalmente le coste dello Stivale.

GLI SBARCHI
Infatti, mentre «il numero totale di arrivi a Malta nel 2021 è stato di 470, un calo del 78% rispetto allo stesso periodo del 2020, questo dovrebbe essere visto nel contesto di un forte aumento degli arrivi in Italia con oltre 41.000 arrivi totali, quasi la metà dei quali dalla Libia», secondo i calcoli della Commissione di Bruxelles. La tendenza riguarda tutto il Nordafrica, informa il rapporto: «Anche la migrazione dalla Tunisia rimane elevata rispetto agli anni precedenti, rappresentando quasi il 40% dei migranti irregolari arrivati in Italia finora quest’ anno. Un’altra tendenza significativa è l’aumento dei numeri che arrivano direttamente in Italia, rispetto agli sbarchi a seguito di ricerche e soccorsi». Se a qualcuno sembrava un’esagerazione leghista, la certificazione ora arriva direttamente dall’Europa. Il problema è che non si può erigere un muro per fermare gli sbarchi. Ma i porti continuano a rimanere aperti e delle quote di ridistribuzione dei profughi si non parla ormai più a livello comunitario. Tanto nessuno accoglierà coloro che arrivano in Italia. 

NO alla violenza, al doppiopesismo, agli incapaci !

“In piazza con la Cgil“, “Non con la sinistra“: si riaccende lo scontro

10 Ottobre 2021 – 23:07

Il 16 ottobre la Cgil organizza una manifestazione nel giorno del silenzio elettorale. Forze Italia e Lega non ci saranno. Salvini contro la Lamorgese: “Chi sbaglia paga”Francesca Galici0

"In piazza con la Cgil", "Non con la sinistra": si riaccende lo scontro

Per l’assalto alla Cgil, le forze dell’ordine hanno arrestato due dei principali esponenti di Forza Nuova, Giuliano Castellino e Roberto Fiore, il leader del movimento “Io apro” e l’ex militante dei Nar. Sono in tutto 12 gli arresti per gli scontri e le violenze di Roma, condannate da qualunque schieramento politico. A Milano, invece, sono state denunciate 57 persone, la metà delle quali, riconducibili al mondo anarchico ma per queste proteste non c’è stato lo stesso sdegno. “A Roma sono stati arrestati violenti di destra, a Milano sono stati arrestati elementi di sinistra, sono tutti criminali e violenti”, fa notare il leader della Lega. Anche Antonio Tajani chiede la condanna unanime: “Anarchici no Green pass denunciati a Milano dopo le manifestazioni di ieri. Tutti prendano le distanze dai violenti”.

La condanna delle violenze da parte del centrodestra

Intanto, gli investigatori e la procura di Roma sono al lavoro per individuare eventuali responsabilità penali da parte di altre persone presenti all’assalto alla Cgil sabato pomeriggio. Subito dopo l’attacco di ieri, il sindacato ha ricevuto la piena e massima solidarietà da parte di tutte le forze politiche. Ferma la condanna di Antonio Tajani per Forza Italia: “Condanna totale. Berlusconi ha espresso solidarietà a Landini questa mattina al telefono. È un atto vigliacco, vile, senza coraggio che deve essere condannato senza se e senza ma e con stragrande fermezza. Vanno puniti tutti coloro che hanno commesso atti di violenza”. “Questi sono criminali, non sono manifestanti. Condanna senza se e senza ma. Condanno e condannerò finchè campo ogni genere di violenza”, ha detto Matteo Salvini. FdI ha espresso solidarietà e, dalla Spagna, anche Giorgia Meloni condanna gli episodi violenti: “Sicuramente è violenza e squadrismo, poi la matrice non la conosco. Sarà fascista, non sarà fascista: il punto è che è violenza e squadrismo, questa roba va combattuta sempre”.

Salvini contro la Lamorgese: “Chi sbaglia paga”

Matteo Salvini, nel corso di un intervento web all’indomani degli scontri di Roma, ha puntato il dito contro Luciana Lamorgese, responsabile della sicurezza nel Paese: “Chiederemo al ministro Lamorgese che sapeva e che non sapeva. Chi sta facendo il ministro come sta passando il suo tempo? Com’è possibile che Castellino fosse in strada? Chi sbaglia paga, gli estremisti violenti, come il ministro”. Poi ha aggiunto: “Anche i ministri incapaci dovrebbero rispondere della loro assenza”. Già ieri, Da FdI e dalla Lega era stato chiesto un passo indietro al ministro. “La Lamorgese deve dimettersi: Italia nel caos e forze dell’ordine in difficoltà per la sua totale incapacità”, hanno dichiarato fonti del Carroccio.

In quella stessa diretta dal suo profilo Facebook, Matteo Salvini si è smarcato dalla manifestazione antifascista annunciata dalle sigle sindacali, dichiarando che il 16 ottobre non scenderà in piazza con la sinistra. “Abbiamo deciso che era il momento di organizzare una grande manifestazione antifascista e democratica”, ha fatto sapere Maurizio Landini, raccogliendo i consensi alla partecipazione da parte del Pd e del M5s. Immediatamente, le forze politiche di sinistra hanno alzato i toni, chiedendo al centrodestra di presentatrsi in piazza con loro. Ma, al momento, all’appuntamento non si presenteranno gli esponenti di Forza Italia e Lega.

“Noi saremo nei gazebo della Lega, non in piazza”, ha dichiarato Salvini, sottolineando che il suo partito non sarà alla manifestazione che “la sinistra organizza nel giorno del silenzio elettorale, prima dei ballottaggi”.

NEL GIORNO DEL SILENZIO ELETTORALE NON SI FANNO MANIFESTAZIONI VERO LAMORGESE ? INOLTRE MAI VISTO TANTO SDEGNO PER GLI ATTI DI VIOLENZA CONTRO PERSONE O SEDI DELLA DESTRA : LE INCAPACITA’ COLPEVOLI D’UN GOVERNO FASULLO CI HANNO PORTATO A QUESTO , SI PREVEDEVA DA TEMPO !

no alla violenza ma….

QUANDO PER TROPPO TEMPO SONO VIOLATI I PIU’ ELEMENTARI PRINCIPI DELLA DEMOCRAZIA , SI DISATTENDONO I DESIDERATA DEGLI ELETTORI, SI TRADISCONO IN MODO IGNOBILE LE PROMESSE ELETTORALI , SI LUCRA SILL’INVASIONE…

ECCO ALLORA NON MERAVIGLIAMOCI SE PRIMA O POI SCOPPIERA’ UNA GUERRA CIVILE !

megalomani

Così Boccassini nascose i “consigli” di De Gennaro

9 Ottobre 2021 – 06:00

L’ex pm svela, vent’anni dopo, il pressing dell’allora capo della Polizia: “Provò a fermarmi su Berlusconi”Luca Fazzo0

Così Boccassini nascose i "consigli" di De Gennaro

Forse era meglio dare retta a Gianni De Gennaro. O forse era più giusto denunciarlo: come si permette il capo della Polizia di urlare contro un pubblico ministero, premere perché non indaghi contro un potente, impedirgli di fare il suo dovere? Invece Ilda Boccassini non fece nessuna delle due cose. Non denunciò il suo amico De Gennaro. Ma nemmeno gli diede retta: proseguì a testa bassa nella sua offensiva contro Silvio Berlusconi, sfoderando contro l’ex premier una nuova accusa, nuova puntata di un assedio che durava ormai da cinque anni. Una accusa destinata nel giro di una manciata di anni a rivelarsi infondata.

Il ruolo di De Gennaro – l’uomo più potente della sicurezza pubblica italiana – nei processi a Berlusconi non si sarebbe mai saputo se non l’avesse rivelato la Boccassini nel suo libro di memorie, La stanza numero 30, appena uscito da Feltrinelli: e che sta facendo notizia soprattutto per quanto la dottoressa rivela sui suoi rapporti affettuosi con Giovanni Falcone. Ma nel libro c’è molto altro. C’è l’autoritratto della protagonista di una stagione cruciale della giustizia italiana. E ci sono rivelazioni (vere fino a prova contraria) su episodi chiave. Come quello su De Gennaro che nel novembre 2000 convoca la pm nel suo ufficio al Viminale (e già questo sarebbe irrituale), e quando arriva le chiede «cosa stai combinando a Milano?». Il riferimento è la nuova accusa che la dottoressa sta preparando in quei giorni contro Silvio Berlusconi nel processo Sme: corruzione giudiziaria, un reato assai pesante che metterebbe il processo al riparo dalla prescrizione. De Gennaro rivela a Ilda che i suoi colleghi, a partire dal capo Gerardo D’Ambrosio, non sono d’accordo con lei. E «per il bene di tutti» le chiede di ripensarci.

Come andò a finire? Lei non ci ripensò, formulò la nuova accusa contro il Cavaliere. E anche da quella imputazione, come da tutte le altre del caso Sme, Berlusconi venne assolto «per non avere commesso il fatto»: esito del processo cui, nel suo libro, Ilda la Rossa dedica due righe. Ma la domanda vera è un’altra: perché ha taciuto per vent’anni? Perché non fece una relazione sull’ingerenza senza precedenti del superpoliziotto in un processo così delicato?

Non è l’unica domanda che il libro lascia sospesa. C’è la storia del pentimento di Salvatore Cancemi, che accusa Berlusconi di avere pagato Cosa Nostra: rovinato in buona parte, scrive, da uno scoop di Repubblica. Ilda dice di essere rimasta «annichilita e sconvolta» dalla fuga di notizie. Ma aggiunge anche che anni dopo, davanti a un bicchiere di whisky, il cronista autore dello scoop le rivela l’identità della fonte. È un uomo che Ilda dice di «conoscere bene». Ma che non denuncia, anche se ha danneggiato un’indagine cruciale. Perché? Chi era la «talpa»?

Storie recenti e storie remote, in cui Ilda – e qui è difficile darle torto – si dipinge come una «selvaggia», fuori dalle correnti e dai giochi di potere dei colleghi. Ma costellate di valutazioni impietose. Alcune destinate a chi non può più difendersi, come Giovanni Tinebra, suo capo a Caltanissetta. Alcune, spassosissime, dedicate alla vanità di Giancarlo Caselli (che in missione in Usa cerca la lacca per la chioma) o di Roberto Scarpinato, «narciso siciliano con l’acconciatura alla D’Artagnan». Alcune di violenza sorprendente, come il passaggio dedicato al suo ultimo capo, Francesco Greco, suo amico per decenni: che la emargina non solo dalle inchieste antimafia ma anche dai dibattiti, dove «senza interagire con me intratteneva le platee su tematiche di cui non era esperto».

E, su tutte le trecento pagine, l’ombra di Falcone. Che, tra un viaggio e un tuffo in mare, l’ammoniva a fare processi solo con prove irrefutabili. Invano.

(17 ottobre 1991, Falcone fuma nel cortile della prefettura di Milano. Un cronista gli chiede una parola di solidarietà per la Boccassini, che Borrelli ha appena cacciato dal pool antimafia. E Falcone, sbuffando: sta parlando con la persona sbagliata”)

SPUTTANARE UN DEFUNTO DOPO VENTI ANNI E’ SINTOMO D’INTELLIGENZA E SIGNORILITA’……

l’amica intima di lucano e zingari:

La Boldrini emette già sentenza: “Via Salvini e Meloni

8 Ottobre 2021 – 22:39

L’ex presidente della Camera ha scelto ancora una volta Twitter per attaccare i suoi acerrimi rivali politiciFederico Garau0

La Boldrini emette già sentenza: "Via Salvini e Meloni"

Continua l’eco prodotto dall’inchiesta “Lobby nera”, sulla quale anche l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, com’era ovvio attendersi, ha voluto dire la sua: cogliendo al volo l’occasione propizia, l’ex presidente della Camera dei deputati ha attaccato sia il leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che il segretario del Carroccio Matteo Salvini.

Pur essendo ancora in corso l’inchiesta di Fanpage sul caso Fidanza, la rappresentante dem ha preferito non attendere oltre per affondare il colpo e chiedere esplicitamente le dimissioni dei suoi acerrimi rivali politici. Come le è capitato in altre circostanze, la Boldrini ha scelto i social network per sputare veleno: “In un Paese normale, dopo l’inchiesta di Fanpage, ci sarebbe stato un terremoto politico”, ha esordito l’ex Leu su Twitter. “Salvini e Meloni si sarebbero fatti da parte. Invece no, stanno ancora lì. Ma noi continuiamo a dire: fuori l’ideologia fascista dalle istituzioni repubblicane”, ha concluso.“Non c’è spazio per i nostalgici del fascismo”

Insomma, nessun bisogno di attendere oltre, senza considerare le responsabilità reali ed i risvolti della vicenda, la Boldrini ha già emesso la propria sentenza di condanna. Solo una sentenza ha fatto gridare allo scandalo il deputato dem, quella formulata contro l’ex sindaco di Riace Domenico Lucano: da brava paladina delle Ong che caricano clandestini nelle acque del Mediterraneo, l’ex presidente della Camera non poteva restare insensibile, fino a commuoversi profondamente per la “sentenza abnorme”. Dopotutto, cosa saranno mai i reati contestati all’ex cittadino di Riace? Si parla “solo” di favoreggiamento di immigrazione clandestina, truffa e abuso di ufficio, per ben 13 anni e 2 mesi di reclusione.

Con l’opportunità perfetta per rifarsi sui suoi avversari politici, anche per la frustrazione dovuta alla condanna dell’adorato Lucano, l’esponente dem non ha esitato ad attaccare a testa bassa. A nulla sono valse le parole della leader di FdI Giorgia Meloni, che ha attaccato duramente Carlo Fidanza, parlando addirittura di espulsione dal partito in caso di avvicinamento ad ambienti razzisti e filofascisti. La stessa Meloni è lontana da simili deprecabili ideali. Per Laura Boldrini la colpa è assoluta, e tutti devono subire le conseguenze. Si tratta di un’occasione troppo ghiotta per potersi vendicare dei “nemici” del centrodestra.

POVERETTA, ORMAI FUORI DAL TAVOLINO DEGLI SPIRITISMI S’ATTACCA A TUTTO PER FARSI NOTARE…… VORREMMO TANTO DIMENTICARLA !!

maledetti schifosi

DA GIORNI ORMAI E’ UN ASSALTO CONTINUO SU TUTTI I MEDIA A SALVINI E MELONI CON INSULTI D’OGNI TIPO , A PARTE LE MONTATURE BESTIALI ENFATIZZATE E SMONTATE SUBITO DOPO LE ELEZIONI RESTA IL FATTO CHE QUESTA GENTE NON CONOSCE NE’ EDUCAZIONE, NE’ CORRETTEZZA, NE’ HA IL SENSO DEL PUDORE E DELLA DEMOCRAZIA: BUZZURRI SPESSO ANALFABETI CHE GALLEGGIANO NEL MARE DI MERDA CHE HANNO CREATO PER FAR DENARO NEL MODO PIU’ SCHIFOSO CHE ESISTA!

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