semplice:

amici mi hanno chiesto il motivo di questo intervallo:

PER LA SECONDA VOLTA MI TROVO DENUNCIATO PER OPINIONI ESPRESSE QUI

buttare denaro in avvocati e girare per tribunali per dire semplicemente quel che si pensa è da paese del quarto mondo….

se e quando risolvero’ tornero’….. ammesso che non mi diano l’egastolo !

 

Annunci

NOTICE

PER MOTIVI PERSONALI QUESTO BLOG DA OGGI SOSPENDE LE PUBBLICAZIONI

RINGRAZIO L’AMICA CLAUDIA ( che non mancherà d’aprirne uno nuovo in wordpress vista la sua “verve”  E TUTTI GLI AMICI CHE IN TANTI ANNI HANNO PARTECIPATO , COMMENTATO, SEGUITO.

TUTTO FINISCE…..

 

WP_20171208_17_09_54_Pro

 

La voce del padrone

L’argomento media non è nuovo e l’ho già affrontato numerose altre volte, su questo blog. Inoltre nelle conversazioni con l’amico Massimo è già venuta fuori la similitudine dei giornalisti, col  vecchio logo della RCA dischi (per i collezionisti patiti del vinile) del cane posizionato davanti alla tromba del grammofono, pronto ad ascoltare.
La voce del padrone fa sì che  attualmente i giornali titolino tutti all’unisono. Soprattutto emettono lo stesso suono e pure le stesse stecche e gracchiamenti.
E quando non sono i partiti a determinarne direttamente “la linea”, lo fanno i loro padroni di riferimento. Ecco perché quotidiani definiti “di destra” come “il Giornale” di Berlusconi o “Libero” di Angelucci, in questi giorni non si differenziano da quelli di sinistra. Mi soffermo su questo secondo e sui padroni di riferimento,  perché di Berlusconi sappiamo già vita, morte e miracoli. Dal 2001 «Libero» è di proprietà del gruppo Angelucci, attivo nel settore della sanità (è proprietario di parecchie cliniche) e dell’immobiliare.
Con l’aiuto della banca romana Capitalia, gli Angelucci hanno investito 30 milioni nel quotidiano, trasformandolo da giornale regionale a giornale nazionale.
Nel 2007 l’Editoriale Libero s.r.l., società editrice del quotidiano, viene ceduta alla Fondazione San Raffaele, struttura ospedaliera di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. La testata è tuttora di proprietà del gruppo.
Dicevo poc’anzi che parlano lo stesso linguaggio contro la Lega e il M5s. Del resto non è un mistero che il Giornale e Libero si siano travasati reciprocamente per anni gli stessi direttori e vicedirettori: Feltri (oggi in perpetua  imbolsita esternazione etilica contro Salvini), Sallusti ridotto al Lothar del Mandrake-Cavaliere e pure altri numerosi cronisti e collaboratori.  Anche Belpietro fu direttore di entrambi i giornali, ma poi dopo l’obbligo per Libero di sostenere Renzi e il suo pessimo referendum, si mise in proprio su “La Verità”.  E fece bene!  Diciamo che dietro il discorsetto della “linea editoriale” si nascondono, in realtà,  gli interessi del padrone. Se poi il padrone (o i padroni) scendono in campo in politica o nella finanza o in entrambi i casi, ecco che è fatta. Anche Angelucci militò nelle file del PdL.
La destra? la sinistra?

Dopo quest’asse pentaleghista  e l’ipotesi di un governo giallo-verde, i quotidiani di riferimento sembrano tutti impazziti, schizofrenici, disorientati e infuriati. Forse perché stanno saltando queste categorie novecentesche (destra/sinistra), per certi aspetti rassicuranti.
La globalizzazione e con essa la Ue (che è ne una parte), hanno creato nuove forme di antagonismi e di conflittualità: non più la destra contro la sinistra, ma mondialisti e globalisti contro sovranisti e indipendentisti, laddove la sinistra classica e la “destra farlocca” si collocano insieme dalla parte dei primi.  In Italia è il caso del PD e dell’attuale FI con un Berlusconi opportunamente merkelizzato e junckerizzato che pretende di fare il Premier con il suo jolly Tajani, senza aver vinto alle elezioni. Pertanto,  le coalizioni CONTRO queste sfide saranno in futuro  senz’altro più eterogenee e flessibili di  quelle del secolo appena trascorso. In parte è già così.
Da qui l’impazzimento mediatico, il suo fuoco unanime di sbarramento, il suo agire come un sol uomo nei confronti di chi ha buttato per aria i loro piani. E di questo fuoco di sbarramento ne subiamo  ogni giorno la  peggior ridondanza a livello nazionale come internazionale: da Repubblica (con l’esternazione di De Benedetti che dà dell’antisemita a Salvini) al Corriere, al Giornale specializzato in  quotidiani articoli minacciosi e  mascalzoni contro il Carroccio (Sallusti, Sergio Rame, Vittorio Macioce, Sgarbi e le sue sclerate), La Stampa del gruppo Fiat-FCA diretto da Molinari, il Messaggero, il Financial Time che parla di “calata dei Barbari a Roma”, Le Monde, Libération, il tedesco Die Welt… Con la malevola attenzione di  Macron a Sofia, dell’oligarca Jacques Attali a Torino alla Fiera del Libro,  di Cottarelli del FMI…Serve altro ancora? Siamo al plotone di esecuzione. Giornali, tv  e vari media,  ovvero il braccio armato della Finanza.

Questa in corso, è diventata una campagna del Terrore Preventivo, del pregiudizio per il pregiudizio, della calunnia, dell’ostracismo e ostruzionismo. Pertanto darò la mia apertura di credito a questo governo giallo-verde e metterò un SI’ al programma ai gazebi leghisti, anche se ci sono punti che vanno resi senz’altro più incisivi come l’immigrazione.

Qui il Contratto del Nuovo Governo in PDF. Sarcasmo e sghignazzate a non finire contro questi giovani che si sono riuniti e hanno scritto con trasparenza un programma che chiunque può leggere, approvare o disapprovare. Gli altri, quelli che c’erano prima (e non dimentichiamo che sono tuttora reggenti) invece, non hanno chiesto un bel nulla a nessuno: sono corsi a Bruxelles a prendere ordini e ce li hanno girati così com’erano,  e imposti con la forza. Amen.
by Nessie

…c’è sempre l’enigma finanza e banche a cui le testate si appoggiano. I giornali sono pur sempre “barchettine di carta” in balia dei cosiddetti “mercati finanziari” (oltre ai nostri soldi di contribuenti). Per questo temono e demonizzano tutto ciò che non possono controllare. E non c’è dubbio che questa novità “giallo-verde” per loro rappresenti un enigma.

ma fatevi li …azzi…vostri

1) A proposito degli impegni di bilancio che la Francia ordina di rispettare all’Italia, è utile ricordare che l’Italia negli ultimi 10 anni ha rispettato il limite di deficit al 3%, 7 volte su 10. La Francia, 1 su 10. I francesi farebbero più bella figura a tacere.
2) La gravità della situazione della politica italiana si vede anche dal fatto che l’unico a rispondere al ministro dell’economia francese sia stato Salvini. L’intero arco dei partiti italiani non difende più gli interessi nazionali, ma serve quelli sovranazionali.
3) Un governo vero avrebbe convocato d’urgenza alla Farnesina l’ambasciatore francese per rispondere delle ingerenze francesi negli affari dell’Italia. Un governo di impostori invece espelle i diplomatici russi che non hanno mai ingerito negli affari dell’Italia.
4) Bruno Le Maire, ministro dell’economia francese:”tutti in Italia devono capire che il futuro dell’Italia è in Europa e da nessun’altra parte.” Tutti in Francia devono capire che sono gli italiani a decidere il loro futuro, e ingerenze estere non sono più tollerate.

Beh dai ve lo vedete il conte Gentiloni Vendeilmare a rispondere per le rime al suo amichetto francese? Le regole si applicano ai servi, e si interpretano per i padroni.