Rimini, 2 agosto 2017 – «Presto correte! Ci sono due bambini piccoli abbandonati nella zona del luna park». La telefonata accorata di un passante, con la voce rotta dall’emozione, è stata fatta nel tardo pomeriggio di sabato al 113.

Immediato l’intervento di una pattuglia dei carabinieri, che di lì a poco hanno prelevato i due innocenti – due fratellini, un bambino di circa un anno, ancora troppo piccolo per camminare, e una bimbetta dall’età apparente di circa due anni – e li hanno portati con la massima urgenza al pronto soccorso dell’ospedale ‘Infermi’. Qui i bambini – ritrovati vestiti con pochi cenci sudici, con i capelli lunghi (tanto che il maschietto poteva essere scambiato per una femminuccia), affamati, disidratati e ‘cotti’ dal sole, che urlavano disperati come non ci fosse un domani – sono stati rifocillati, rivestiti, lavati e curati dal personale sanitario, che li ha condotti in una saletta di osservazione separata del pronto soccorso, lontana dagli sguardi degli adulti.

Nel contempo sono state avvisate le assistenti sociali, reperibili come sempre anche durante la notte. All’ospedale ‘Infermi’ è arrivata nel giro di qualche ora anche una donna di origine rom, residente da molti anni nel Riminese, che ha affermato di essere la nonna materna dei due bambini.

«La loro madre se n’è andata via, non sappiamo dove è, e il padre attualmente è rinchiuso in carcere», avrebbe detto la donna ai presenti. Aggiungendo che i due bambini le sarebbero stati ‘consegnati’ dal nonno paterno, ma spiegando di avere già diversi altri bambini da accudire. La donna avrebbe mostrato ai carabinieri presenti – gli stessi che avevano ‘recuperato’ i piccoli dalla zona luna park, sbraitando ad alta voce come una disperata, uno stato di famiglia nel quale sarebbe risultata anche la presenza appunto di due bimbi.

I due piccoli sono stati tenuti in osservazione per qualche tempo dal personale sanitario e dalle assistenti sociali. E già lunedì mattina erano stati affidati alle cure amorevoli dei responsabili di una casa famiglia della provincia.

La scelta fatta dai responsabili del servizio minori – come avviene sempre in questi casi – è stata quella di non separare i due fratellini, collocandoli nella stessa struttura di accoglienza. In attesa degli sviluppi della situazione, non esclusa una eventuale adozione.