DUE SANE RISATE

Pd nella bufera in Campania. Tesoriere arrestato, FdI: Schlein non dice nulla?

03 febbraio 2025

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Èstato sospeso dal Pd, Nicola Salvati, che non è più tesoriere del partito in Campania sulla scia dell’inchiesta della procura di Salerno che contesta a decine di indagati – tra cui Salvati, ai domiciliari  – le accuse di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, corruzione, falso in atto pubblico e autoriciclaggio. “In relazione all’inchiesta condotta dalla Procura Distrettuale di Salerno che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 31 persone, il Pd Campania comunica che il dott. Nicola Salvati, coinvolto nell’inchiesta in relazione alla sua attività professionale, ai sensi dello Statuto e del Codice etico del Pd e facendo salvo il principio di presunzione di innocenza, è stato cautelativamente sospeso dall’anagrafe degli iscritti del Pd e sollevato dal suo incarico di Tesoriere del Pd Campania”,  afferma in una nota Antonio Misiani, commissario del Partito Democratico in Campania.

Clandestini e corruzione, raffica di arresti: c'è anche un tesoriere Pd

Clandestini e corruzione, raffica di arresti: c’è anche un tesoriere Pd

La vicenda giudiziaria diventa presto oggetto di scontro politico. “Dopo le vicende giudiziarie di Oddati, Alfieri, Cascone, Zannini arriva anche l’arresto del Tesoriere Regionale del PD. Ormai nel Partito Democratico campano sono più le vicende giudiziarie che gli iscritti – dichiara il Senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, Commissario Regionale del Partito in Campania – La Schlein tace, Misiani si forza di sospendere e sta rimanendo Commissario di se stesso. È evidente che esiste una questione morale che è un dato politico al netto di sviluppi processuali verso i quali rimaniamo garantisti. La Schlein che invoca sempre le dimissioni degli avversari farebbe bene a dare subito un colpo di spugna nel suo partito campano completamente avvizzito da tanti anni di deluchismo sfrenato in cui il potere è stato l’unico credo”.

defecano simili idiozie in quanto pagati per farlo o ci credono davvero ?

Che tempo che fa, la sparata di Michele Serra sul caso Almasri e Meloni: “Stupito dalla polizia”

03 febbraio 2025

Che Tempo che fa va in scena il “processo” a Giorgia Meloni. Il plotone schierato composto da Michele Serra, Marianna Aprile e Massimo Giannini si avventura un “procedimento” contro la premier e il governo. Prima vengono ricostruiti i fatti del caso Almasri poi si arriva alle “condanne”.

scandalizzati avendo la faccia come il culo

“Se non fosse la sorella sarebbe già parlamentare. Non ci diano lezioni”

Il capogruppo di Fdi Galeazzo Bignami: “La giustizia sarà riformata. Italia modello in Ue”

Fabrizio de Feo 3 Febbraio 2025 – 05:00

"Se non fosse la sorella sarebbe già parlamentare. Non ci diano lezioni"

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Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera. Qual è lo stato di salute del partito all’indomani della Direzione nazionale?

«Ricordo che quando eravamo all’opposizione ci dicevano: parlare è facile, vedrete quanto è difficile mantenere il consenso quando si governa. Il consenso non lo abbiamo solo mantenuto ma aumentato. D’altra parte le fallimentari profezie della sinistra sono state smentite in tutto: dai dati economici al paventato aumento dello spread, dall’isolamento internazionale alla disoccupazione fino ai i verdetti delle agenzie di rating».

Cosa risponde alla nuova ondata di accuse di familismo?

«Nel mirino c’è Arianna. Ricordo quando facevamo attività nel movimento giovanile assieme. Se non si chiamasse Meloni minimo sarebbe parlamentare. Chiamandosi così ha ritenuto di fermarsi prima, proprio l’opposto del familismo. Mi sembra che si facciano due pesi e due misure. A Bologna abbiamo avuto Silvia Prodi consigliere regionale e Vittorio Prodi presidente della Provincia. Non mi sembra che da sinistra possano dare lezioni neanche su questo».

Prima il caso Almasri, poi la decisione della Corte d’Appello sull’Albania hanno aperto un nuovo fronte con la magistratura. La situazione che vi preoccupa?

«Storicamente tutte le volte si è vista la stessa reazione, almeno da parte di alcuni segmenti, a partire dall’avviso di garanzia a Berlusconi. Significa che stiamo andando nella direzione giusta. È innegabile che il settore necessiti di una riforma, come chiede tra l’altro anche il Pnrr».

Se finora il centrosinistra non è riuscito a ostacolare l’azione del governo, l’intervento della magistratura rischia di costituire un problema serio?

«È sempre così, la sinistra protesta, ma non avendo una idea alternativa di nazione non riesce a far nulla di più, quindi entra in campo la magistratura con singoli elementi che detta la linea. Sulla vicenda Almasri, dopo il rimpatrio Nordio ha passato un intero pomeriggio in Aula. Nessuno di fatto ha sollevato la questione. Ora dopo che si è mossa la magistratura è diventato il vessillo politico da agitare».

Sul caso Albania il trasferimento delle competenze alla Corte d’Appello non sembra aver cambiato l’approccio.

«Tutti e 5 i giudici che hanno firmato i provvedimenti provengono dalla sezione specializzata del tribunale di Roma. È una azione connotata da un elevato tasso di ideologismo a cui dovrebbe ribellarsi anche l’opposizione. Si può essere d’accordo o meno con una legge dello Stato, ma la si rispetta e la si applica, non si opera per eluderla».

Le ragioni dello scontro vanno ricondotte alla separazione delle carriere?

«No. Il vero problema è l’estrazione dei componenti del Csm perché smantella il sistema patologico correntizio che preferisce l’appartenenza alla competenza».

Restando all’Albania come risponde a chi, come Elly Schlein, sostiene che i costi siano eccessivi?

«Innanzitutto gli 800 milioni sono da qui al 2030. Nulla di paragonabile ai 5 miliardi l’anno sostenuti per l’accoglienza ai tempi del loro governo, un enorme business che oggi è stato smantellato. Vogliamo spendere sempre meno ma per una risposta strutturale».

L’attenzione dell’Europa rispetto al modello italiano potrebbe aiutarvi?

«Di certo l’Italia è riuscita a cambiare schema. Prima il controllo era mirato sui movimenti secondari, ora l’attenzione si è spostata sul controllo delle frontiere. Devono essere le istituzioni a governare i flussi non gli scafisti. La politica italiana è vista come un modello con un più 30% di rimpatri, meno 60% degli sbarchi e meno 30% delle morti in mare».

Che idea è fatto del caso Santanchè?

«Il giudizio che dovrà affrontare non riguarda le sue funzioni da ministro, ma l’ammortamento di

alcuni beni. Siamo nell’ambito del diritto penale societario, una materia estremamente incerta nei confini. Se lo stesso Gup dice che gli elementi meritano un approfondimento tutti dovrebbero esercitare la dovuta cautela».

SEMPLICEMNTE DEMENZIALE !!!

Ilaria Salis, l’ultima perla: “Ero anti-elettoralista…”, così gela chi l’ha votata

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Salis l’occupante ora a Bruxelles si occupa di case: l’ultima follia Ue

Ilaria Salis in estasi: “Benvenuti migranti!”, la sinistra non smentisce se stessa

02 febbraio 2025

L’ultima perla di Ilaria Salis si mostra in una lunga intervista concessa dall’europarlamentare di Alleanza Verdi-Sinistra al sito Iconografie e rilanciata dalla stessa ex detenuta in Ungheria, dove era a processo con gravi accuse prima di essere eletta a Bruxelles nelle liste di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Ebbene, Salis risponde alle domande della rivista a partire dalla questione della detenzione. In questo contesto, l’ex insegnante brianzola torna sulla sua proposta di abolire il carcere: “Io sono convintamente abolizionista e intendo continuare a portare questo discorso nel mio lavoro istituzionale. Il problema è che in Italia questo tema è ancora marginale rispetto ad altri paesi, probabilmente anche perché a differenza degli Stati Uniti non abbiamo avuto una lotta radicale come quella per l’abolizione della schiavitù”, afferma l’attivista ed europarlamentare osservando che l’abolizione delle carceri è “un tema che va posto come propositivo perché implica anche il ripensamento della società stessa, passando per un processo graduale”. E richiama l’esempio dei Paesi Bassi dove “sono stati chiusi la metà dei penitenziari passando per la depenalizzazione di svariati reati minori, trasformati in semplici infrazioni amministrative”. 

“Oppressione inaccettabile”, l’ultima di Salis: ora lancia la “resistenza dei migranti”

Posizioni che, nel suo discorso pubblico, Salis aveva già snocciolato tra post e dichiarazioni. La novità contenuta nell’intervista, la “perla” di cui sopra, riguarda proprio la candidatura e la successiva elezione al Parlamento europeo. Sembra infatti che sia diventata europarlamentare quasi controvoglia. Sentite qua: “Il mio caso è stato qualcosa di assolutamente non programmato. Io stessa sono stata per molti anni convintamente anti-elettoralista, mentre adesso mi ritrovo ad essere una rappresentante eletta nei corpi della politica istituzionale”, afferma l’esponente del gruppo The Left. “Eppure questo passaggio non si può scindere da quella che è stata la mia storia, avendo dovuto prendere questa scelta in prigione senza potermi confrontare con chi avrei voluto. Certo, credo che sia stata la scelta giusta ma sto ancora cercando di trovare un equilibrio in questa nuova dimensione – argomenta Salis -. D’altra parte, ritengo che coniugare le lotte dal basso e la politica istituzionale sia difficile ma non impossibile e mi auguro che la mia non resti una vicenda isolata”. Insomma, da anti-elettoralista convinta all’Europarlamento, una parabola su cui Salis ancora deve trovare un equilibrio…

come sono buoni i sinistrati !!

Migranti, accogliere i profughi è un grande business: frutta 3 miliardi l’anno

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Edoardo Sirignano 02 febbraio 2025

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La falsa morale dei compagni. Quei moralisti che oggi gridano allo scandalo e accusano il governo Meloni di buttare i soldi degli italiani in Albania, non dicono una parola sui milioni di euro spesi dalla sinistra al governo per l’accoglienza.

La gestione rossa dei centri – A ricordarli, però, è una minuziosa ricerca dell’Anac, che mette in rilievo quanto speso per la gestione dei tanto discussi centri d’accoglienza, negli anni, in cui a guidare il Paese c’erano i progressisti, oggi criticoni, del Partito Democratico. Si scopre, infatti, che dai 783,70 milioni spesi nel 2014 si è passati a 1,3 miliardi di euro dell’anno successivo e ai 2,473 miliardi del 2016, fino alla cifra record di quasi 3 miliardi del 2017. Pur trattandosi del periodo in cui l’emergenza migratoria era ai massimi livelli, considerando che era appena scoppiata la primavera araba, ciò non basta a giustificare la politica di chi sui famosi “arrivi” avrebbe realizzato il più grande business di tutti i tempi.

Chiara presa in giro del Parlamento”. Furia di Fratelli d'Italia per l'ultima decisione dei giudici

“Chiara presa in giro del Parlamento”. Furia di Fratelli d’Italia per l’ultima decisione dei giudici

La denuncia di Cottarelli – Tra i grandi economisti a mettere l’accento sulle spese folli di quel periodo di grandi flussi, d’altronde, non ci sono solo sovranisti, ma c’è un big del campo largo come Carlo Cottarelli. L’ex senatore, allora, era a capo dell’osservatorio Cpi (Conti Pubblici italiani) dell’Università Cattolica, ovvero quell’istituto che denunciava, appunto, come il costo dei migranti fosse balzato dagli 840 milioni di euro del 2011 ai 4,4 miliardi del 2017. Una cifra che comprende non solo i costi per le strutture, ma anche quelli relativi al salvataggio in mare, ovvero le risorse destinate alle famose Ong del mare. C’è, poi, un altro studio che smentisce chi, allo stato, dispensa lezioni di buon governo, dimenticando quanto accaduto nel recente passato.

La maxi gestione delle richieste d’asilo – La Corte dei Conti, attraverso una relazione ben dettagliata, calcola come il Viminale nel quinquennio 2013-2018, ovvero quello in cui si sono alternati i vari Letta, Renzi, Gentiloni e Conte, si sia impegnato a gestire quasi la metà (297.646) di tutte le richieste di asilo presentate nei 25 anni precedenti (641.320). Non c’è bisogno, pertanto, di un professore universitario per capire che per chi affrontava una crisi, senza precedenti, probabilmente conveniva che non si facesse nulla per fermare gli arrivi. Si passò, infatti, dalle quasi 42mila persone sbarcate nel 2013 alle quasi 183mila del 2017.

la stupida scritta:

Va modificata:

LA STORIA MO0STRA CHE QUESTI VOGLIONO GOVERNARE AL POSTO DEL GOVERNO E DEGLI ELETTORI !!

Dai Cpr alle riforme. Tutti gli assalti della magistratura contro il governo

Il “partito delle toghe” invade il campo dell’esecutivo. Sentenze su trasporti, immigrazione, Lgbt e opere pubbliche. La guerra anche al Ponte sullo Stretto

Pasquale Napolitano 1 Febbraio 2025 – 14:07

Dai Cpr alle riforme. Tutti gli assalti della magistratura contro il governo

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Il «governo delle toghe» in Italia è già realtà. Trasporti, opere pubbliche, immigrazione, sicurezza, riforme, diritti: nei 27 mesi dell’esecutivo Meloni non c’è stato campo nel quale i magistrati non sono entrati a gamba tesa. Determinando l’agenda politica e in alcuni casi ribaltando i provvedimenti varati dal centrodestra. Uno scenario che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo l’inchiesta della Procura di Roma per il caso Almasri (nella quale è indagata per peculato e favoreggiamento), ha evocato giovedì pomeriggio a Milano, intervenendo all’evento La Ripartenza organizzato da Nicola Porro: «Le toghe vogliono decidere la politica industriale, ambientale, le politiche per l’immigrazione, vogliono decidere come si possa riformare la giustizia. C’è però un problema: se io sbaglio, gli italiani mi mandano a casa, se i giudici sbagliano nessuno può fare o dire niente. Nessun poter al mondo in uno Stato democratico funziona così, i contrappesi servono a questo. Se alcuni giudici vogliono governare, si candidino alle elezioni e governino» – dice la premier.

Il Giornale mette in fila dal 22 ottobre 2022, giorno dell’insediamento del governo Meloni, ad oggi i provvedimenti delle toghe che hanno avuto un impatto sull’azione dell’esecutivo. Il terreno più caldo è l’immigrazione. L’11 ottobre 2023 il Tribunale di Catania, con la famosa sentenza del giudice Iolanda Apostolico, assesta il colpo mortale ai decreti Cutro, disponendo la liberazione dei migranti sottoposti a trattenimento dei Cpr. A cascata, le Corti di Roma, Firenze, Napoli, seguiranno l’orientamento siciliano seppellendo le leggi varate dall’esecutivo per combattere l’immigrazione illegale. Un film che si ripete con il trasferimento degli immigrati nei Cpr in Albania. Il 19 ottobre 2024, nelle strutture albanesi arrivano i primi 16 immigrati. E subito la sezione Immigrazione del Tribunale di Roma demolisce la norma sui Paesi sicuri e annulla il trasferimento, imponendo il rientro in Italia. Anche in questo caso effetto domino: dopo Roma, arrivano le sentenze di Catania, Bologna e Palermo. Progetto Albania sepolto, in attesa di sbrogliare la matassa a livello europeo. L’ala più progressista delle toghe già minaccia le barricate sul Ddl sicurezza, non ancora approvato, e l’adozione del Viminale sulle zone rosse, misura necessaria a combattere la microdelinquenza.

Capitolo riforme. Il 15 novembre del 2024 i giudici della Corte Costituzionale accolgono i ricorsi di alcune Regioni (tutte a guida Pd) contro l’autonomia differenziata, altra legge approvata dal centrodestra. La Consulta non abolisce l’autonomia ma ne ridimensiona di molto la portata. Il Ponte sullo Stretto non piace alle toghe. Tra mille ostacoli e con anni di ritardo il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture sta portando avanti il progetto per la realizzazione del collegamento tra Calabria e Sicilia. Toghe permettendo. Il Tar del Lazio il 15 gennaio scorso ha accolto il ricorso, presentato dai Comuni di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, contro la valutazione di impatto ambientale (Via) positiva espressa dal ministero dell’Ambiente. Insomma, anche i giudici, con le associazioni ambientaliste, lavorano per impedire/rallentare l’opera. Come in una partita di tennis, a ogni atto del governo corrisponde una reazione delle toghe. Il vicepremier Matteo Salvini il 15 dicembre 2024 precetta i lavoratori del trasporto pubblico, imponendo uno sciopero di 4 ore. Ecco, che puntale arriva la sentenza del Tar che annulla il provvedimento di Salvini, autorizzando lo sciopero generale. Caos e disagi. Le toghe piombano anche sul tema del salario minimo. Il governo studia una norma, con Cnel e sindacati. Ma subito giunge l’entrata a gamba tesa dei giudici. Stavolta è la Cassazione con il verdetto 27711/ 2023 che stabilisce l’obbligo per il Parlamento di varare una legge sul salario minimo legale, sottraendo alla contrattazione collettiva il potere di stabilire il salario.

elementare Watson: questi se ne fregano delle leggi e della democrazia..LORO SONO LA LEGGE DIVINA !!

4 di Sera, Fidanza a valanga contro i giudici: “Albania? Non stanno applicando la legge”

01 febbraio 2025

Proprio nella serata di oggi, sabato 1 febbraio, i 43 migranti non trattenuti in Albania sono arrivati a Bari a bordo di un’imbarcazione della Guardia Costiera. Presenti sul posto le forze dell’ordine, la capitaneria di porto e i volontari. Per i migranti, appena sbarcati, la Prefettura ha disposto l’accoglienza nel Cara di Bari Palese, il più grande centro in Puglia che ospita stranieri. 

“Governo frustrato, dove cerca i suoi nemici”. Elly Schlein, l’ennesima sparata