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Magistratura

L’inquietante “pizzino” del Pd ai magistrati per fermare l’esecutivo

Dall’ex ministro Orlando nuovi segnali. Il centrodestra: “Al limite dell’eversione”

Pasquale Napolitano 14 agosto 2025 – 05:00

L'inquietante "pizzino" del Pd ai magistrati per fermare l'esecutivo

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Il Pd manda un pizzino ai giudici – “troppo fiacchi contro il governo Meloni” e spinge per l’assalto giudiziario. Sotto gli ombrelloni (area centrodestra), si rafforza il sospetto che un’offensiva giudiziaria (come ai tempi di Berlusconi) contro l’esecutivo sia ormai alle porte. Questioni di settimane, prima del big bang. Il conto alla rovescia è iniziato. L’autunno caldo per Meloni e i suoi ministri porterebbe direttamente lì: allo scontro con le toghe politicizzate. Un assalto che si concretizzerebbe in piena campagna elettorale per le regionali, un appuntamento chiave per il centrodestra, e alla vigilia della penultima legge di bilancio targata Meloni. Ma soprattutto, tra le voci del centrodestra, c’è una certezza granitica: le inchieste su Ricci e Sala, che quindi colpiscono politici di sinistra, sono operazioni di depistaggio. Che coprono il vero obiettivo: l’affondo finale della magistratura contro il governo Meloni. I timori del governo, stavolta, non nascono dalla solita narrazione sulle toghe rosse contro le maggioranze di centrodestra. Gli indizi sono chiarissimi. A Palazzo Chigi non è sfuggita l’intervista rilasciata il 9 agosto scorso dall’ex ministro della Giustizia Pd Andrea Orlando a Carmelo Caruso del Foglio. Orlando attacca, parla del caso Almasri, della separazione delle carriere. Ma non è questo il punto. Meloni, Nordio e Mantovano sono letteralmente saltati sulla sedia quando hanno letto la risposta che l’ex Guardasigilli dà al cronista, parlando del rapporto tra governo e giudici: “Oggi non c’è una risposta omogenea da parte della magistratura, non siamo ai tempi di Berlusconi. Una parte (della magistratura) reagisce con i soliti richiami alla Costituzione, tra l’altro fiacchi. Ma un’altra mi sembra che cerchi buone relazioni con l’esecutivo. Rispetto al passato noto maggior attenzione e tutela” dice Orlando. “Parole fanno filtrare gli esponenti della maggioranza che sono al limite dell’eversione giudiziaria”. Tradotto: un ex ministro della Giustizia con un’intervista incalza le toghe a rompere ogni indugio e andare fino in fondo contro l’esecutivo. C’è un secondo motivo di preoccupazione che assale il centrodestra. Il pizzino viene spedito da Andrea Orlando. Perché proprio lui? È stato due volte ministro della Giustizia. Già questo basterebbe a dare peso all’appello. C’è però un episodio che ritorna di fondamentale importanza e che consente di leggere in modo giusto le parole di Orlando. Bisogna fare un salto indietro nel 2014. Matteo Renzi è il premier incaricato. Per la guida del ministero della Giustizia il rottamatore sceglie Nicola Gratteri, oggi a capo della Procura di Napoli. Nessun mistero, storia raccontata sia da Renzi che da Palamara nei libri. L’eventuale nomina di Gratteri al ministero della Giustizia manda in fibrillazione la corrente di sinistra delle toghe. Parte la moral suasion sul Colle. L’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano blocca la nomina di Gratteri (anche questa è storia nota). E la scelta ricade su Andrea Orlando che, al contrario di Gratteri, dava ampie garanzie e rassicurazioni alla magistratura militante di sinistra. Quello di Orlando è il secondo pizzino che arriva dal fronte Pd ai giudici. Il primo è datato 25 luglio. Siamo a Palazzo Madama.

In Aula, si sta approvando la riforma Nordio sulla separazione delle carriere, prende la parola Dario Franceschini (l’ispiratore dell’elezione di Elly Schlein alla guida del partito) e lancia un messaggio ai giudici: “Il Pd è con voi e contrasterà con ogni mezzo, senza esitazione, la riforma”.

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Naufragio Lampedusa, Meloni: “Inumano cinismo”, sinistra muta

mercoledì 13 agosto 2025condividi

2′ di lettura

“Quando si consuma una tragedia come quella di oggi, con la morte di decine di persone nelle acque del Mediterraneo, sorge in tutti noi un forte sentimento di sgomento e compassione”: la premier Giorgia Meloni lo ha scritto in un post su X riferendosi al naufragio al largo di Lampedusa in cui sono morte 26 persone. “E ci troviamo a misurare l’inumano cinismo con cui i trafficanti di esseri umani organizzano questi loschi viaggi – ha proseguito la presidente del Consiglio -. Insieme al profondo cordoglio per le vittime, alla pietà per quanti hanno perso la vita, rinnoviamo pertanto l’impegno a contrastare questi trafficanti senza scrupoli nell’unico modo possibile: prevenire le partenze irregolari, gestire i flussi migratori”.

Secondo Meloni, “che la tragedia di oggi sia avvenuta nonostante un dispositivo internazionale pronto e operativo ci avverte, infatti, che il doveroso intervento di soccorso non è una misura sufficiente e, soprattutto, non risolve le cause del drammatico problema”. 

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Naufragio Lampedusa, “evitate di guardarvi allo specchio”: sinistra sciacalla

“Continuate pure a non organizzare un servizio delle Istituzioni europee e italiane di ricerca e soccorso nel Medit…

la matematica è un’opinione per i sinistrati

Spiagge, Meloni spiana Schlein: “Attaccare il governo è vergognoso”

martedì 12 agosto 2025condividi

2′ di lettura

Giorgia Meloni non le manda a dire. Dopo gli attacchi da parte della sinistra sulla stagione balneare e sulle accuse alla premier per “le spiagge vuote”, sono arrivati i dati ufficiali a smentire le teorie dei progressisti. Ma a quanto pare, basta dare un’occhiata al colloquio di Schlein con la Stampa di ieri, dalle parti del Nazareno si fa finta di nulla ignorando persino i dati schiaccianti delle ultime ore che riguardano la settimana di Ferragosto.

E così è proprio la premier a scendere in campo e a rispondere con un post sui social agli attacchi della sinistra e dei cinque stelle in queste ore: “Ritengo vergognoso che, pur di attaccare il Governo, certa opposizione diffonda notizie false, danneggiando l’immagine e gli interessi dell’Italia. Negli ultimi giorni, tra le diverse uscite, anche la segretaria del PD Elly Schlein ha lasciato intendere che il turismo italiano fosse in crisi. Peccato che, poche ore dopo la sua uscita, i dati ufficiali del Viminale – tratti dalla banca dati ‘Alloggiati web’ della Polizia di Stato – abbiano certificato l’esatto contrario, con arrivi in crescita e milioni di visitatori nelle nostre strutture ricettive. Alle mistificazioni e alle falsità costruite a tavolino rispondono i numeri e la verità. Chi ama davvero la propria Nazione non la scredita davanti al mondo per convenienza politica. Noi continueremo a lavorare per renderla ogni giorno più forte, attrattiva e orgogliosa di sé”.

Ritengo vergognoso che, pur di attaccare il Governo, certa opposizione diffonda notizie false, danneggiando l’immagine e gli interessi dell’Italia.
Negli ultimi giorni, tra le diverse uscite, anche la segretaria del PD Elly Schlein ha lasciato intendere che il turismo italiano…

ecco che accade a coccolare e mantenere soggetti irrecuperabili

Milano, la mamma del rom: “La donna investita? Che capisce…”

mercoledì 13 agosto 2025condividi

Milano, la mamma del rom: "La donna investita? Che capisce..."

1′ di lettura

Dopo la morte di Cecilia De Astis a parlare è la mamma di uno dei ragazzini rom che si trovava a bordo dell’auto impazzita che ha ucciso la 71enne in via Saponaro a Milano. Con un forte accento slavo, la donna racconta: “È da stamattina all’alba che piango. Per mio figlio. E per la signora che è morta. Cosa posso dire… non so davvero”, afferma al Corriere.

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Cecilia De Astis, la rivelazione-choc: “Qui a 12 anni guidano tutti”

“Arrivano con le roulotte. Non sono mai stanziali. Vanno in giro, compiono furti e rompono i vetri delle auto . Ce …

La madre ha scoperto la tragedia solo la notte precedente, quando il figlio e i suoi amici, di 11, 12 e 13 anni, sono tornati a casa tardi e, tra le lacrime, hanno confessato: “Mio figlio me l’ha raccontato stanotte. Erano usciti al mattino insieme, a piedi. E sono tornati tardi”. Sull’auto, afferma: “L’hanno trovata abbandonata con le chiavi dentro, o l’avranno rubata, ma non ci hanno detto niente”. Sottolinea la loro ingenuità: “Sono bambini, non sono adulti, che capiscono”. I ragazzi, immortalati da una telecamera con t-shirt di Pokémon, mostrano atteggiamenti da adolescenti, ma la loro giovane età è evidente. Dopo un’intera giornata al comando, hanno ammesso tutto e sono stati affidati alle famiglie, in attesa di capire che cosa accadrà. 

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Il figlio di Cecilia De Astis: “Quello di mia madre è un omicidio”

Filippo,il figlio di Cecilia De Astis, la donna falciata e uccisa da un’auto guidata da un ragazzino rom è in…

il comico non ha ancora capito che non conta un beato

Vertice in Alaska ad Anchorage. Zelensky: “Pace? Mosca prepara nuove offensive”