dagospia
QUANDO CAPISCI LO 0,001% DI NULLA
Nicola Fratoianni senza vergogna su Meloni: “Non avete il coraggio”
mercoledì 20 agosto 2025condividi

2′ di lettura
Ci risiamo. Ancora una volta la sinistra attacca Giorgia Meloni per quanto sta accadendo in Medio Oriente. “Mentre prosegue senza sosta lo sterminio dei palestinesi a Gaza, o per fame o per i proiettili dell’Idf, in attesa dell’occupazione completa della Striscia i criminali al governo di Israele non si fermano : ora la decisione di nuovi insediamenti in Cisgiordania. L’obiettivo è chiaro: risolvere il dramma che vive il popolo palestinese da decenni semplicemente cancellandolo dalla faccia della terra “.
Lo ha affermato Nicola Fratoianni di Avs. “Una situazione agghiacciante e insostenibile – ha proseguito il leader di SI – su cui la comunità internazionale prosegue a far finta di niente. Mentre Meloni e il suo governo continuano colpevolmente nella linea del silenzio e della complicità: non hanno il coraggio di riconoscere lo Stato di Palestina, non hanno il coraggio di imporre sanzioni e stop al commercio di armi con Israele”.

“Israele esclusa dalla Fiera del Levante”: l’ultimo sfregio
“L’approvazione definitiva da parte di Israele del progetto di insediamento nell’area E1 della Cisgiordania rappresenta un atto gravissimo di annessione totale della Palestina – si legge nella nota diffusa da Angelo Bonelli -, un piano di pulizia etnica e di annientamento politico del popolo palestinese. Con questo insediamento, Netanyahu e il suo governo di estrema destra mirano a dividere la Cisgiordania in due, cancellando di fatto ogni prospettiva di uno Stato palestinese libero e sovrano. Quale differenza c’è tra l’occupazione russa in Ucraina e quella israeliana in Palestina? Due pesi e due misure. Per i palestinesi non solo nessuno si mobilita per difenderli, ma anzi molti governi occidentali continuano a sostenere militarmente Netanyahu.
E ancora: “Si tratta di una scelta criminale che viola la legalità internazionale e distrugge definitivamente ogni ipotesi di pace. Netanyahu continua a comportarsi come un despota, ignorando le risoluzioni dell’Onu e sfidando l’intera comunità internazionale, mentre a Gaza porta avanti il genocidio e in Cisgiordania consolida l’apartheid – ha aggiunto Bonelli -. Chiedo al governo Meloni di smettere di voltarsi dall’altra parte: tacere significa essere complici. L’Italia dice chiaramente da che parte della storia vuole stare: con chi costruisce muri, deporta popolazioni e annienta un popolo intero, o con chi chiede giustizia, pace e diritto all’autodeterminazione Servono sanzioni immediate contro Netanyahu e il suo governo, il ritiro dell’ambasciatore italiano da Tel Aviv e la sospensione di ogni accordo militare ed economico con Israele”.
BRUTTA BESTIA L’ IGNORANZA QUANDO S’ACCOPPIA CON L’ARROGANZA !!
VENDEREBBERO ANCHE IL…PER QUALCHE VOTO IN PIU’
Sala e i voti islamici. Le campagne elettorali di Pd e M5S in moschea

Sullo stesso argomento:
Giulia Sorrentino 20 agosto 2025
Il Pd e il Movimento 5 Stelle è da anni che fanno campagna elettorale nella Casa della Cultura Musulmana di Milano, la tanto discussa moschea abusiva di viale Padova 144, che fa capo all’architetto e imam Mahmoud Asfa, suocero di Sulaiman Hijazi, l’uomo che per anni è stato il vice di Mohammad Hannoun in una delle sue associazioni come la ABSPP, sanzionata dal Dipartimento del Tesoro Usa in quanto ritenuta una «falsa organizzazione caritatevole» che contribuisce a «finanziare l’ala militare di Hamas». Ed è proprio all’ultima carovana organizzata da Hannoun e dalla sua associazione Api, l’Associazione dei Palestinesi in Italia, che Asfa ha mostrato sostegno tramite i propri canali social (su un profilo Facebook peraltro scomparso dopo i nostri articoli) definendo quella di Hannoun come «una grande manifestazione di auto si aggira per le strade di Milano decorate con la bandiera palestinese in solidarietà a Gaza chiedendo la fine del genocidio». Ed è sempre Asfa la figura dietro al progetto della moschea di via Esterle, che dovrebbe essere la prima moschea di Milano ufficialmente riconosciuta.

Ascari e Dibba: quali sono le domande a cui non rispondono
Intanto, negli anni, appunto, vediamo diverse iniziative organizzate per scopi elettorali nella moschea abusiva meneghina: era il 29 giugno del 2021 quando sia sul profilo di Asfa che su quello della moschea scrivevano che «in apertura della sua campagna elettorale il sindaco di Milano Beppe Sala presenta il suo programma», in occasione di un evento in cui l’associazione sponsorizzava Majdulin Shehadeh e Zakaria Bounegab, i due candidati di Europa Verde alle elezioni comunali, lista a sostegno di Sala. Un’alleanza, quella tra le due liste, manifestata dallo stesso Sala che in quell’occasione aveva sottolineato come «confido nell’apporto dei Verdi, perché portate un livello di esperienza che va oltre il buon senso. Il buon senso non basta. Il confronto con chi ha studiato ti fa capire delle cose. Voi avete un bagaglio di esperienze e competenze fondamentali per la città». Ma il sostegno di Asfa verso il mondo dem non si limita a loro: era il 17 maggio 2024 quando in occasione delle elezioni europee è stata ospite della moschea Cecilia Strada, oggi europarlamentare del Pd, «nota per il suo sostegno alle questioni giuste, hai diritti umani e alle libertà pubbliche, oltre alla causa della Palestina».

Dalla nuova moschea di Milano al suocero di Hijazi fino ad Hannoun. La rete islamista amica di M5S e Pd
Ma in viale Padova 144 il 18 settembre del 2022 c’è stato anche un intervento del vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo «durante la presentazione del candidato Antonio Misiani, in cui sono stati dati gli ultimi aggiornamenti sulla moschea di via Esterle». Un doppio appuntamento, quindi: da un lato la rassicurazione da parte del Pd sul progetto della prima grande moschea di Milano, dall’altro l’appoggio della comunità islamica per Misiani, oggi responsabile economico del Pd e nel cerchio magico di Elly Schlein. E ancora, vediamo la vicesindaca Scavuzzo che partecipa addirittura alla festa di fine Ramadan all’interno della moschea, banchettando insieme a pochi eletti. Ma non c’è solo il Pd, anche il Movimento 5 Stelle è stato fortemente sponsorizzato: era il 22 settembre del 2022 quando «in vista delle elezioni politiche del 25 settembre la casa della cultura musulmana organizza un incontro sull’importanza della partecipazione della comunità musulmana al voto. Saranno presentii candidati Sara Montrasio e Daniele Tromboni Che presenteranno il programma elettorale del Movimento 5 Stelle». Insomma, al di là della causa palestinese, ecco la prova che il Pd il Movimento 5 Stelle intrattengono rapporti piuttosto fitti con queste persone per una mera questione di voti. Ora grideranno al complotto da parte del Tempo anche davanti a prove inconfutabili? O forse ammetteranno che abbiamo solo raccontato le cose come stanno?
GENTE SENZA CERVELLO CHE FA IL MEDICO ??
Tg4, Cerno contro i medici che gettano farmaci israeliani: “Aiutano la propaganda vincente di Hamas”

Sullo stesso argomento:
Durante l’edizione serale del Tg4 del 20 agosto, la conduttrice Stefania Cavallaro ha approfondito il caso dell’ospedale dell’aretino nel quale due dottoresse si sono videoriprese mentre gettano via una serie di farmaci, anche salvavita, in quanto prodotti in Israele. Dopo il putiferio scatenato dal video in questione pubblicato sui social, le due donne ne hanno poi girato un altro nel quale si sono scusate con le persone offese e per i modi in cui era stato realizzato il video originario.

“Vogliono trasformarci nello Stato islamico tricolore”. Cerno boccia i presidi islamici
Interpellato in merito dalla conduttrice, il direttore del Tempo Tommaso Cerno ha dichiarato: «Esiste un collegamento molto diretto tra queste immagini, queste scuse posticce che abbiamo visto, questo comportamento gravissimo di questi due medici, con la propaganda di Hamas». E ha sottolineato: «Hamas è una struttura terroristica che tiene in ostaggio i palestinesi di Gaza, che è riuscita in questi ultimi mesi a trasmettere l’idea di essere la Palestina, di essere la vittima di Israele. Con un sistema occidentale di trasmissione del sapere». Per la precisione: «Noi assistiamo a un’inondazione di notizie false su Gaza e non abbiamo più la capacità di discernerle. Quindi vengono utilizzati politici di primo e secondo livello – il Tempo sta facendo un’inchiesta sull’argomento, in solitudine, che finalmente sta riportando un po’ di verità sulla questione in Israele e negli Stati Uniti – che diventano portavoce di cose che non esistono, professionisti, categorie, sindacati. I medici del video sono vittime di questa propaganda, che è un disegno sistematico del mondo militare-terroristico di Hamas, che sta vincendo la grande battaglia della comunicazione fake su quanto avviene in Medio Oriente. E che porterà – profetizza Cerno – a molti comportamenti come questo, che porta a questo antisemitismo dilagante, gravissimo, che ormai vediamo quotidianamente nelle nostre cronache. Nel silenzio assoluto, se non nella connivenza di una parte della nostra politica». E quali possono essere le conseguenze? Il direttore del Tempo preconizza: «O noi democrazie riusciamo a fermare tutto questo e a ripristinare un racconto normale e verificato di ciò che avviene, contestando Netanyahu, il suo governo, la sua deriva di destra tutto quello che volete, ma ripristinando la realtà, o questi comportamenti saranno dilaganti e devastanti e saranno la vittoria dei terroristi di Hamas sulla nostra cultura democratica».
i cerebrolesi sinistri vorrebbero il battipanni ?
RIBELLARSI ALLE FORZE DELL’ORDINE E’ SEGNO CHE SEI IN CERCA DI GUAI IN QUASI TUTTI GLI STATI DEL MONDO CON ARMI VERE…..
tafazzi dementi
In
La Fiera rompe la cooperazione con Israele. Ma ora per i pugliesi è un problema (idrico)
Dopo anni di intese nel settore acqua, il voltafaccia di Bari L’ambasciata: “Popolazione danneggiata dalla politica”
Fabrizio de Feo 19 agosto 2025 – 05:00

Ascolta ora
La decisione di escludere Israele dalla prossima edizione della Fiera del Levante oltre a rappresentare una scelta moralmente e politicamente discutibile, rischia di trasformarsi anche in un autogol economico. È questo il messaggio che si alza dall’ambasciata israeliana.
“I cittadini della Regione Puglia e della città di Bari non trarranno alcun guadagno dalla decisione presa dal sindaco del capoluogo. L’interesse della popolazione pugliese non deve essere danneggiato dalle decisioni politiche locali”, scrive in un comunicato l’ambasciata israeliana in Italia. Israele è leader mondiale nelle tecnologie idriche, con cui da anni collabora proficuamente con enti e aziende pugliesi”.
A Bari, proprio alla Fiera del Levante, si è tenuto nel 2023 il Water Innovation Summit Italia-Israele, conferenza sul servizio idrico integrato. Le collaborazioni tecnologiche e commerciali tra Israele e Puglia sono un bene comune estremamente prezioso e mutualmente vantaggioso che non deve essere danneggiato da strumentalizzazioni politiche”.
A far discutere è la scelta – in un luogo che da sempre rappresenta un’occasione di incontro e di scambio tra popoli – di puntare il dito contro un unico Paese, uno Stato peraltro dalla lunga e forte tradizione democratica. “Se l’Iran o la Corea del Nord dovessero iscriversi verrebbero accettati?” chiedono provocatoriamente Francesco Giubilei e Fabrizio Tatarella, presidente e vicepresidente della Fondazione Tatarella. Anche la presidente dell’Ucei, Noemi Di Segni, chiede al presidente della Fiera Gaetano Frulli di tornare sui suoi passi: “Si può aiutare la popolazione civile palestinese con azioni concrete, non escludendo un intero Paese e le sue aziende”. E ancora: “Se vale un filtro morale, ci si aspetta allora un elenco molto lungo di Stati da bandire”.
Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, è ancora più netto e punta il dito contro il Partito democratico: “Vi state abituando alle aggressioni agli italiani di religione ebraica: non fate comunicati per condannare le aggressioni, non fate manifestazioni di solidarietà contro l’antisemitismo, non fate dibattiti con tema le aggressioni agli ebrei. L’antisemitismo si combatte nel presente e nel futuro, non solo con lo sguardo rivolto al passato”.
Elly Schlein non replica alle critiche di Meghnagi, torna anzi puntare il dito contro il premier israeliano. “Le voci di dissenso che si stanno alzando nella società israeliana vanno sostenute. È fondamentale fermare subito Netanyahu e i suoi crimini a Gaza e in Cisgiordania” scrive sui social.
Il centrodestra, invece, assume posizioni chiare contro una decisione che rischia di alimentare una volta di più la confusione tra la critica a un governo e la colpevolizzazione di un intero popolo. Maurizio Gasparri due giorni fa ha parlato apertamente di antisemitismo.
Mentre il vicepresidente del gruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, Alfredo Antoniozzi, definisce la scelta “una ritorsione inutile”, proponendo piuttosto “di unire i prodotti israeliani con quelli arabi per dimostrare che può esserci una condivisione tra popoli, per ridare la speranza di una pace. Siamo tutti colpiti da ciò che succede a Gaza ma le ritorsioni di questo genere a cosa servono? A farsi pubblicità?”
NON HANNO IL CERVELLO
fdi inchioda il M5s con questo video: “Come si cambia la poltrona”
martedì 19 agosto 2025condividi

1′ di lettura
Tutto e il contrario di tutto, in perfetto stile grillino. Da nemico giurato ad alleato prezioso per le elezioni regionali. Il Movimento Cinque Stelle ha cambiato completamente giudizio verso il Partito democratico. Non più male assoluto come ai tempi di Casaleggio e Beppe Grillo, ma partner per governare insieme in Toscana e non solo. La virata a sinistra dell’ex partito del cambiamento ora e completa.
Sui social, però, è rispuntata un video di Paola Taverna, vecchio caposaldo dei Cinque Stelle. Nella clip si vede la grillina parlare da un palco e insultare a valanga il Partito democratico: “Mi veniva da ridere perché mi sono immaginata l’ultima scena prima di venire qui in Aula, dove praticamente Nicola Morra si girava e diceva: ‘siete diversamente onesti’ e io dovrei rettificare il Corriere della Sera perché ha detto che mi sono girata verso la parte del Partito democratico e ho detto: ‘zozzoni’. Invece gli ho detto: ‘mafiosi, siete delle merd***, ve ne dovete andare, dovete morire’. Gliene ho dette di tutti i colori”. La stessa Paola Taverna che si è fatta fotografare proprio mentre concludeva l’accordo con Eugenio Giani.

Fdi picchia duro: “Ecco la notizia che manda in tilt la sinistra”
Nel pieno di un’estate torrida, ecco che per l’Italia arriva una notizia “rinfrescante”. La comu…
Com’era prevedibile, la clip non è passata inosservata. L’account social di Fratelli d’Italia ha ricondiviso il video su X e ha lasciato il seguente commento: “Grillini, come si cambia la poltrona“.
schifosi furbastri
I finanziatori segreti della nave di Casarini
di Simone Di Meomartedì 19 agosto 2025condividi

3′ di lettura
Da dove ha preso i soldi “Mediterranea Saving Humans” per acquistare la sua nuova nave da 54 metri e 1.000 tonnellate di peso? Chi ha finanziato l’associazione di promozione sociale fondata da Luca Casarini per affiancare alla Mare Jonio anche la nuovissima Mediterranea? La domanda è tutt’altro che capziosa, considerato che gli ultimi bilanci della Ong disponibili, per il triennio 2021-2023, non mostrano alcuna traccia di accantonamenti, prestiti, donazioni vincolate o raccolte straordinarie capaci di giustificare una spesa così ingente. Eppure, la nave c’è. È reale, ha preso il largo da pochi giorni e sta operando attivamente nel Mare Nostrum.
Vediamo nel dettaglio. Il 2023 si è chiuso per la Ong con ricavi per un milione e mezzo di euro, composti in larga parte da contributi liberali. Ma la totalità delle entrate è stata assorbita dai costi operativi. Solo i servizi, tra cui le spese di navigazione, hanno bruciato oltre 1,2 milioni. A questi si aggiungono le voci di personale (96mila euro), consulenze e comunicazione (68mila), più una quota simile per oneri accessori. Alla fine dell’anno, l’utile residuo è stato di appena 16mila euro, a fronte di un’esposizione debitoria salita a 77mila euro e di una liquidità disponibile ridotta a 73mila euro. Un quadro economico-finanziario fragile e instabile. Non molto diverso era stato il bilancio del 2022, con costi per 1,306 milioni e ricavi poco superiori, utili per 82mila euro e una liquidità di 102mila. Da allora, però, i debiti sono aumentati, la cassa è diminuita e non vi è stato alcun incremento strutturale delle risorse.

Luca Casarini-choc: “L’ebreo pestato in Autogrill? Per chi è un regalo”
Tirando le somme, l’utile medio del triennio- circa 33mila euro all’anno – è pari a un trentesimo del valore dichiarato della nave salva migranti. Com’è stata comprata, allora? Anche ammettendo l’ipotesi che l’imbarcazione sia stata rilevata da un soggetto terzo per poi essere ceduta o affidata alla Ong- cosa peraltro non riscontrabile nei documenti contabili – resterebbe comunque il nodo della sostenibilità gestionale. I bilanci già soffrono per la sola Mare Jonio. Difficile immaginare che, con le stesse risorse, la Ong possa sostenere due missioni in parallelo. Dunque, torna la domanda iniziale: chi ci mette i soldi? Ad annunciare l’acquisto è stato Beppe Caccia, armatore della Mare Jonio, pochi giorni fa: «Comprare, allestire, equipaggiare la nave Mediterranea è costato poco più di 1 milione di euro, soldi che arrivano dalle migliaia di donazioni». Nessuna indicazione aggiuntiva, né dettagli sui tempi, né sui canali utilizzati, né tantomeno sui soggetti eventualmente coinvolti. Bisognerà forse aspettare il bilancio 2024 per sapere quali e quante siano queste donazioni?
Nel frattempo, la nuova nave è entrata in servizio sabato scorso. Dopo essere stata ferma nel porto di Borriana, vicino a Valencia, si è diretta verso la zona Sar al largo della Libia. E proprio ieri, l’equipaggio ha denunciato che diversi gommoni della guardia costiera libica, con uomini armati a bordo, avrebbero intercettato l’imbarcazione in acque internazionali, intimando l’inversione di rotta. Il 2025 è stato un anno particolarmente difficile per la Ong. Il giudice per l’udienza preliminare di Ragusa, Eleonora Schininnà, ha disposto infatti, nel maggio scorso, il rinvio a giudizio dell’equipaggio della Mare Jonio, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Al processo, oltre al comandante, figurano anche Alessandra Metz, legale rappresentante della società armatrice Idra Social Shipping, lo stesso Caccia e, naturalmente, Luca Casarini, ex leader delle Tute Bianche, insieme ad altri sei operatori.
Al centro dell’inchiesta, il sospetto trasbordo di 27 naufraghi avvenuto nel settembre 2020: i migranti erano stati soccorsi dal cargo danese Etienne Maersk e successivamente affidati alla Mare Jonio per essere condotti a Pozzallo. Due mesi dopo l’approdo, la compagnia danese aveva versato 125mila euro a Idra Social Shipping. Una somma che, secondo l’accusa, configurerebbe un pagamento illecito per il servizio svolto, nonostante i promotori dell’operazione abbiano sempre parlato di una sorta di «rimborso spese». Oggi Mediterranea opera con due unità: la storica Mare Jonio e la nuova arrivata. Mala doppia presenza in mare pone interrogativi su scala più ampia. La gestione finanziaria e la linearità delle condotte dei “taxi del mare”, che quasi sempre entrano in rotta di collisione con le politiche di sicurezza del Governo, impongono una trasparenza assoluta. Non basta dire: noi siamo i buoni.
non sanno che dire…..
Caso Hijazi, quali sono le domande: Ascari e Di Battista non rispondono

Sullo stesso argomento:
Prosegue l’inchiesta del Tempo sui rapporti opachi che intercorrono tra una certa politica e Hamas. I nomi chiave sono due: Sulaiman Hijazi e Mohammad Hannoun, per anni legati in una delle diverse associazioni di Hannoun, uomo sanzionato dal dipartimento del tesoro USA per la sua presidente vicinanza ad Hamas. Ma che cosa c’entrano con queste figure nomi come quello dell’ex grillino Alessandro Di Battista e la deputata pentastellata Stefania Ascari?
Entrambi sono andati in missione proprio con l’associazione sanzionata, l’ABSPP, ma perché? E perché, invece di risponderci, provano a intimidirci con le querele? Perché, nonostante abbiamo provato a più riprese a contattarli, si trincerano dietro il silenzio? E perché Francesca Albanese, relatrice speciale ONU, ha condiviso il palco proprio con Hannoun il 5 luglio a Lenno? Non sapeva di essere stata invitata da una delle associazioni che fa capo a lui, ovvero l’Api? Ecco tutte le domande che facciamo a chi non vuole dire come stanno le cose.
che abbiano ragione ??
E’TEMPO DI SPARARE SENZA TENTENNAMENTI AI DELINQUENTI SERIALI SENZA SCOSSETTINE ELETTRICHE, INOLTRE…. SE SEI DEBOLINO … STAI A CASA INVECE DI FARE IL DELINQUENTE STRADALE !!
Milano, poliziotti presi a calci e pugni: il pestaggio choc
di Andrea Fatibenedomenica 17 agosto 2025condividi
2′ di lettura
Non terminano le cronache dal Gratosoglio, quartiere nel profondo sud delle periferie milanesi in questi giorni tristemente raccontato dalle pagine di giornale per la tragica morte di Cecilia De Astis qui avvenuta. Ma questa, seppur in comune abbia lo sfondo di degrado e abbandono, è una storia ben diversa dall’incidente provocato dai bambini rom. I protagonisti, questa volta due uomini di origine marocchina, stavano viaggiavano su uno scooter nella zona quando hanno incrociato una volante della polizia impegnata in un regolare posto di blocco. I due, probabilmente con più di qualcosa da nascondere, hanno deciso di scappare via, ignorando l’alt delle forze dell’ordine. Sulle loro tracce si sono subito messi i poliziotti della questura di Milano, che poco dopo, intorno alla mezzanotte tra giovedì e venerdì, hanno notato la moto, prima sfuggita all’alt, in via Feraboli.
I due si sono accorti di essere nuovamente pedinati e hanno continuato la corsa fino a quando non sono caduti dal mezzo, finendo a terra. A quel punto hanno lasciato sull’asfalto lo scooter e si sono dati alla fuga a piedi. Ma ciò non è bastato per sfuggire. Quando sono stati fermati dai poliziotti hanno cercato di scappare, aggredendo i due agenti un uomo e una donna – con violenti calci e pugni. I due poliziotti hanno comunque avuto la meglio, arrestando i due malviventi di 19 e 42 anni: ciononostante i coraggiosi agenti sono finiti al pronto soccorso, con ferite evidenti e un periodo di guarigione di circa 10 giorni. Un caso che, per la dinamica, ricorda quello di Ramy, prima scappato in moto, poi morto in un incidente causato dall’inseguimento.

Milano, uccide il cognato a coltellate: “Mi avete preso”
I due marocchini, invece, entrambi con precedenti alle spalle, non hanno potuto evitare l’arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. «Esprimo la mia totale solidarietà», interviene il deputato di Fratelli d’Italia già vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, «ai due agenti della Questura meneghina che hanno inseguito una moto e fermato per alcuni controlli le due persone a bordo. Questo è quanto accade sistematicamente nelle periferie di Sala, completamente abbandonate da lui e dal suo predecessore Pisapia. Paghiamo i risultati, purtroppo, delle politiche attuate dal Centrosinistra negli ultimi 14 anni, totalmente inadeguate e troppo permissive verso gli stranieri». Poi, la preoccupazione perla preoccupante recidiva in quartiere: «Questo altro grave fatto è accaduto al Gratosoglio. Riguardo a quest’ultima situazione, leggo che oggi il Giudice minorile di Milano ha vietato l’espatrio per i tre minori rom. Bene questo provvedimento ma bisogna intervenire, anche e soprattutto, sui genitori di questi bambini, che girano indisturbati e liberi di fare ciò che vogliono nelle città, soprattutto compiendo molteplici attività illegali diventando appunto pessimi esempi per i propri bambini».
