maledetti porci schifosi:
Isis ha decapitato quattro bambini cristiani in Iraq per il rifiuto di convertirsi all’Islam: lo ha denunciato Canon Andrew White, vicario anglicano nel paese, che è conosciuto come il ‘vicario di Baghdad’. L’uomo ha detto alla rete di solidarietà ortodossa che le uccisioni sono avvenute in una enclave cristiana vicino a Baghdad che è stata occupata da Isis.
voxnews
COMMENTARE ?
IMPOSSIBILE ….
LO FACCIANO I BEOBUONISTI
DI CASA NOSTRA.
brutte abitudini:
umane imperfezioni:
i difetti umani sono tanti…
ed io li ho quasi tutti…
uno tuttavia mi manca:
la presunzione d’avere sempre ragione !
sono cosi’ tollerante da ritenere piu’ che
giusto che ognuno faccia come crede
sia in buona che in cattiva fede
sempre che il rispetto sia reciproco !
quando finirà ?
“Siamo minorenni”: disordini in centro accoglienza dopo che esami li sbugiardano
Sottoposti a esame medico per l’accertamento dell’età sono risultati maggiorenni. Fingevano, come quasi tutti quelli che sbarcano e su invito delle cooperative finta di essere minorenni per non essere espulsi. Questa volta, stranamente, sono stati controllati.
Invitati a lasciare la struttura per minori hanno cominciato a protestare, e solo l’intervento massiccio della Polizia ha evitato gravi disordini nel centro di accoglienza per minori immigrati, nel quartiere commerciale del Villaggio Mosè a Canicattì. A creare il caos un gruppo di extracomunitari, palesemente adulti, i quali appena sbarcati avevano dichiarato di essere minorenni. L’intervento degli agenti ha calmato gli animi, e poco dopo gli extracomunitari sono stati convinti a lasciare la struttura per essere trasferiti, in un centro di accoglienza per adulti. Sempre a spese nostre, invece che a casa loro. voxnews
GRAZIE BANDA DI
LOBOTOMIZZATI
ABUSIVI
INCAPACI E
XXXXXXX !
prima imparate ad usare il bidet:
Faceva freddo ieri mattina a Londra, ma questo non ha fermato le decine di mamme che hanno allattato al seno i loro bambini proprio di fronte al prestigioso hotel Claridge.
L’albergo si era guadagnato le prime pagine per aver chiesto a una cliente di essere più discreta mentre nutriva la sua bimba. Un cameriere subito dopo aver visto la neonata attaccata al seno si era precipitato dalla signora e l’aveva coperta con un tovagliolo gigante. Indispettita l’ospite si era fatta fotografare prima e dopo il curioso incidente e aveva postato le foto sul web, scatenando un putiferio. A nulla sono valse le giustificazioni dei portavoce dell’albergo. In men che non si dica le mamme inglesi si sono organizzate e ieri hanno inscenato un allattamento collettivo proprio davanti all’hotel. «Chiediamo che l’albergo riveda il suo regolamento riguardo al comportamento più naturale del mondo – ha spiegato una delle mamme – ritengo che il mio bambino abbia diritto ad essere nutrito quando ha fame». «Sono scioccata dal comportamento del Claridge – ha commentato Katie Pirson – nel 2014 ritengo non si debba preoccuparsi di come i nostri piccoli vengono nutriti, ma soprattutto che vengano nutriti». Molte madri hanno sottolineato l’esistenza di una legge.(…)
il GIORNALE
TRASFORMARE IL GESTO PIU’ UMANO IN SPETTACOLO E’ SEGNO DELL’IDIOZIA DILAGANTE.
VIVI IL PRIMO RAPPORTO CON TUO FIGLIO IN MODO PRIVATO, DISCRETO , INTIMO , LASCIALO FUORI DA FRASTUONI E RUMORI MOLESTI DEL MONDO !
LA MANIA DI FARSI VEDERE E DI “PRETENDERE” CREDENDO D’AVER RAGIONE QUALSIASI COSA E’
ULTERIORE SEGNO D’IMMATURITA’ E POVERTA’ D’ANIMO….
OGGI:
Sant’Ambrogio
Da Wikipedia,
Nascita forse 339-340
Morte 397
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principale Basilica di Sant’Ambrogio, Milano
Ricorrenza 4 aprile (vetero-cattolici e luterani)
7 dicembre (cattolici)
20 dicembre (ortodossi)
Attributi api, scudiscio, bastone pastorale e gabbiano
Patrono di Milano, prefetti, Lombardia, Buccheri, Cerami, Vigevano, Castel del Rio, Sant’Ambrogio di Torino, vescovi, apicoltori
Aurelio Ambrogio
vescovo della Chiesa cattolica
Nato Treviri, incerto 339-340
Consacrato vescovo 7 dicembre 374
Deceduto Milano, 397
Aurelio Ambrogio (Aurelius Ambrosius), meglio conosciuto come sant’Ambrogio (Treviri, incerto 339-340 – Milano, 397) è stato un vescovo, scrittore e santo romano, una delle personalità più importanti nella Chiesa del IV secolo. È venerato come santo da tutte le Chiese cristiane che prevedono il culto dei santi; in particolare, la Chiesa cattolica lo annovera tra i quattro massimi dottori della Chiesa, insieme a san Girolamo, sant’Agostino e san Gregorio I papa.
Conosciuto anche come Ambrogio di Treviri, per il luogo di nascita, o più comunemente come Ambrogio di Milano, la città di cui assieme a san Carlo Borromeo e san Galdino è patrono e della quale fu vescovo dal 374 fino alla morte, nella quale è presente la basilica a lui dedicata che ne conserva le spoglie.
Ambrogio con la sorella Marcellina, in un rilievo baroccoAurelio Ambrogio nacque nel 339-340, da un’importante famiglia senatoria romana (la famiglia degli Aurelii, da parte materna, la famiglia dei Simmaci, da parte paterna), a Treviri (Gallia), dove il padre esercitava la carica di prefetto del pretorio delle Gallie.
La famiglia di Ambrogio era cristiana da alcune generazioni (egli stesso cita con orgoglio la sua parente Santa Sotere, martire cristiana che «ai consolati e alle prefetture dei parenti preferì la fede»[1]) ed egli era terzogenito dopo due fratelli, Marcellina (consacratasi a Dio nelle mani di papa Liberio nel 353) e Satiro, anch’essi venerati poi come santi.
Destinato alla carriera amministrativa sulle orme del padre, dopo la sua morte prematura frequentò le migliori scuole di Roma, dove compì i tradizionali studi del trivio e del quadrivio (imparò il greco e studiò diritto, letteratura e retorica), partecipando poi alla vita pubblica della città.
Dopo cinque anni di avvocatura a Sirmio, nel 370 fu incaricato quale governatore della provincia romana Aemilia et Liguria, con sede a Milano, dove divenne una figura di rilievo nella corte dell’imperatore Valentiniano I. La sua abilità di funzionario nel dirimere pacificamente i forti contrasti tra ariani e cattolici gli valse un largo apprezzamento da parte delle due fazioni.[2][3]
Nel 374, alla morte del vescovo ariano Aussenzio di Milano, il delicato equilibrio tra le due fazioni sembrò precipitare. Il biografo Paolino racconta che Ambrogio, preoccupato di sedare il popolo in rivolta per la designazione del nuovo vescovo, si recò in chiesa, dove all’improvviso si sarebbe sentita la voce di un bambino urlare «Ambrogio vescovo!», a cui si unì quella unanime della folla radunata nella chiesa. I milanesi volevano un cattolico come nuovo vescovo. Ambrogio però rifiutò decisamente l’incarico, sentendosi impreparato: come era in uso presso alcune famiglie cristiane all’epoca, egli non aveva ancora ricevuto il battesimo, né aveva affrontato studi di teologia.[4]
Paolino racconta che, al fine di dissuadere il popolo di Milano dal farlo nominare vescovo, Ambrogio provò anche a macchiare la buona fama che lo circondava, ordinando la tortura di alcuni imputati e invitando in casa sua alcune prostitute; ma, dal momento che il popolo non recedeva nella sua scelta, egli tentò addirittura la fuga. Quando venne ritrovato, il popolo decise di risolvere la questione appellandosi all’autorità dell’imperatore Flavio Valentiniano, cui Ambrogio era alle dipendenze. Fu allora che accettò l’incarico, considerando che fosse questa la volontà di Dio nei suoi confronti, e decise di farsi battezzare: nel giro di sette giorni ricevette il battesimo e, il 7 dicembre 374, venne ordinato vescovo.[5][6] Riferendosi alla sua elezione, egli scriverà poco prima della morte:[7]
« Quale resistenza opposi per non essere ordinato! Alla fine, poiché ero costretto, chiesi almeno che l’ordinazione fosse ritardata. Ma non valse sollevare eccezioni, prevalse la violenza fattami. »
Nonostante, come scrisse più tardi, si sentisse «rapito a forza dai tribunali e dalle insegne dell’amministrazione al sacerdozio»[8], dopo la nomina a vescovo, Ambrogio prese molto sul serio il suo incarico e si dedicò ad approfonditi studi biblici e teologici.
Ambrogio con le insegne episcopaliGli impegni pastorali[modifica | modifica wikitesto]Quando divenne vescovo, adottò uno stile di vita ascetico, elargì i suoi beni ai poveri, donando i suoi possedimenti terrieri (eccetto il necessario per la sorella Marcellina).
Uomo di grande carità, tenne la sua porta sempre aperta, prodigandosi senza tregua per il bene dei cittadini affidati alle sue cure. Ad esempio, Sant’Ambrogio non esitò a spezzare i Vasi Sacri e ad usare il ricavo dalla vendita per il riscatto di prigionieri[9][10]. Di fronte alle critiche mosse dagli ariani per il suo gesto, egli rispose che «è molto meglio per il Signore salvare delle anime che dell’oro. Egli infatti mandò gli apostoli senza oro e senza oro fondò le Chiese. […] I sacramenti non richiedono oro, né acquisisce valore per via dell’oro ciò che non si compra con l’oro» (De officiis, II, 28, 136-138)
La sua sapienza nella predicazione e il suo prestigio furono determinanti per la conversione nel 386 al cristianesimo di Sant’Agostino, di fede manichea, che era venuto a Milano per insegnare retorica.
Ambrogio fece costruire varie basiliche, di cui quattro ai lati della città, quasi a formare un quadrato protettivo, probabilmente pensando alla forma di una croce. Esse corrispondono alle attuali basiliche di San Nazaro (sul decumano, presso la Porta Romana, allora era la Basilica Apostolorum), di San Simpliciano (sulla parte opposta), di Sant’Ambrogio (collocata a sud-ovest, era chiamata originariamente Basilica Martyrum in quanto ospitava i corpi dei santi martiri Gervasio e Protasio rinvenuti da Ambrogio stesso; accoglie oggi le spoglie del santo) e di San Dionigi.
Il ritrovamento dei corpi dei Santi martiri Gervasio e Protasio è narrato dallo stesso Ambrogio, che attribuisce il merito del ritrovo ad un presagio, per il quale egli fece scavare la terra davanti ai cancelli della basilica (oggi distrutta) dei santi Felice e Nabore. Al ritrovamento dei corpi seguì la loro traslazione (secondo un rito importato dalla chiesa orientale) nella Basilica Martyrum; durante la traslazione, si racconta (è lo stesso Ambrogio a riportarlo) che un cieco di nome Severo riacquistò la vista. Il ritrovamento del corpo dei martiri da parte del vescovo di Milano diede grande contributo alla causa dei cattolici nei confronti degli ariani, che costituivano a Milano un gruppo nutrito e attivo e negavano la validità dell’operato di Ambrogio, di fede cattolica.
Ambrogio fu autore di diversi inni per la preghiera, compiendo fondamentali riforme nel culto e nel canto sacro, che per primo introdusse nella liturgia cristiana, e ancor oggi a Milano vi è una scuola che tramanda nei millenni questo antico canto.
L’importanza della sede occupata da Ambrogio, teatro di numerosi contrasti religiosi e politici, e la sua personale attitudine di uomo politico lo portarono a svolgere una forte attività di politica ecclesiastica. Egli scrisse infatti opere di morale e teologia in cui combatté a fondo gli errori dottrinali del suo tempo; fu inoltre sostenitore del primato del vescovo di Roma, contro altri vescovi (tra i quali Palladio) che lo ritenevano pari a loro.
Si mostrò in prima linea nella lotta all’arianesimo, che aveva trovato numerosi seguaci a Milano e nella corte imperiale. Si scontrò per questo motivo con l’imperatrice Giustina, di fede ariana e probabilmente influì sulla politica religiosa dell’imperatore Graziano che, nel 380, inasprì le sanzioni per gli eretici e, con l’editto di Tessalonica, dichiarò il cristianesimo religione di Stato. Il momento di massima tensione si ebbe nel 385-386 quando, dopo la morte di Graziano, gli ariani chiesero insistentemente con l’appoggio della corte imperiale una basilica per praticare il loro culto. L’opposizione di Ambrogio fu energica tanto che rimase famoso l’episodio in cui, assieme ai fedeli cattolici, “occupò” la basilica destinata agli ariani finché l’altra parte fu costretta a cedere. Fu in questa occasione, si racconta, che Ambrogio introdusse l’usanza del canto antifonale e della preghiera cantata in forma di inno, con lo scopo di non fare addormentare i fedeli che occupavano la basilica. Fu inoltre determinante per la vittoria di Ambrogio nella controversia con gli ariani il ritrovamento dei corpi dei santi Gervasio e Protaso, che avvenne proprio nel 386 sotto la guida del vescovo di Milano, il quale guadagnò in questo modo il consenso di gran parte dei fedeli della città.
Fu infine forte avversario del paganesimo “ufficiale” romano, che dimostrava in quegli anni gli ultimi segni di vitalità; per questo motivo si scontrò con il senatore Quinto Aurelio Simmaco che chiedeva il ripristino dell’altare e della statua della dea Vittoria rimossi dalla Curia romana, sede del Senato, in seguito a un editto di Graziano nel 382.
Sant’Ambrogio rifiuta l’ingresso in chiesa all’imperatore, nel dipinto di Van Dyck. Molto probabilmente questo episodio non avvenne mai: Ambrogio preferì non arrivare allo scontro pubblico con l’imperatore, ma lo redarguì in privatoIl potere politico e quello religioso al tempo erano strettamente legati: in particolare l’imperatore, a cominciare da Costantino, possedeva una certa autorità all’interno della Chiesa, nella quale il primato petrino non era pienamente assodato e riconosciuto. A questo si aggiunsero la posizione di Ambrogio, vescovo della città di residenza della corte imperiale, e la sua precedente carriera come avvocato, amministratore e politico, che lo portarono intervenire più volte in primo piano nelle vicende politiche, ad avere stretti rapporti con gli ambienti della corte e dell’aristocrazia romana, e talvolta a ricoprire specifici incarichi diplomatici per conto degli imperatori.(…)
Mosaico di Sant’Ambrogio di Milano nel sacello di San Vittore (378 ca.) annesso alla Basilica del Santo, probabile ritratto del vescovo.
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