governo nuovo ma pagliacci vecchi:

“Furioso”. Letta costretto al nome di bandiera contro i traditori nel Pd

13 Ottobre 2022 – 22:44

Non è bastato far fuori tutti gli ex renziani: tra i 17 franchi tiratori che hanno votato La Russa alla presidenza del Senato potrebbero esserci anche nomi delle liste appena fatte dal segretario dem

Annarita Digiorgio

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Enrico Letta è furioso con i 17 franchi tiratori che dall’opposizione hanno votato La Russa presidente del Senato. Ma fra loro potrebbero esserci anche senatori del Pd, proprio tra coloro che ha portato Letta in Parlamento solo due settimane fa.

Le liste le ha fatte lui, a pieni poteri, tant’è che ha lasciato morti e feriti, soprattutto tra le quote rosa. Letta pensava sarebbe bastato far fuori tutti gli ex renziani, come Morani, Lotti, Stefano, per stare al sicuro e governare i gruppi parlamentari. Invece sono autonomi, e non esiste vincolo di mandato.

E quindi alla prima votazione Letta è stato subito boicottato proprio dai suoi. O dai 5 stelle con cui Zingaretti ha già detto di voler ristringere l’alleanza per il Lazio al grido “dimentichiamo le politiche”.

Chi sono i franchi tiratori non si potrà mai sapere, tant’è che persino Marattin per Italia Viva ha detto “inutile smentire, tanto qualsiasi cosa diciamo non ci credete, a noi come agli altri”. Mentre anche Conte si tira fuori: “Guardate chi ha lanciato il primo sasso e si capirà chi è stato…”.

Letta si precipita contro gli ex alleati del centrosinistra: “Il voto di oggi al Senato certifica tristemente che una parte dell’opposizione non aspetta altro che entrare in maggioranza”. Ma la domanda arriva presto: “Qualcuno del Pd ha sostenuto l’elezione di Ignazio La Russa?”. “Lo escludo totalmente – risponde Letta – Quello che è successo oggi è molto grave, la maggioranza ha dimostrato di essere divisa anche prima di partire, chi ha avuto un comportamento totalmente irresponsabile al Senato ha fatto un grande favore alla maggioranza. Una scelta irresponsabile”.

Ma Letta non può mettere la mano sul fuoco che a tradire non siano stati i suoi. E infatti per domani alla Camera alla quarta votazione il Pd ha deciso di votare un nome di bandiera. Proprio per evitare giochini: un modo di segnare il voto così che nessuno possa accusarli di tradimento.

Anche Andrea Orlando torna sulla mancata unità: “Quando all’indomani del voto proponevo un patto d’azione tra le opposizioni, per non arrivare divisi alle prime mosse della destra, qualcuno ha fatto spallucce. Oggi al Senato si è capito perché”.

Ma proprio Pd e 5s si sono gia alleati escludendo il terzo polo per accaparrarsi tutte le poltrone appannaggio dell’opposizione. A nulla serve che ora Calenda neghi che i 9 senatori terzisti abbiano votato La Russa. Ma soprattutto questo non esclude che Renzi abbia potuto condizionare il voto di alcuni senatori, ben oltre quelli del terzo polo.

BUFFONI AI QUALI NON FREGA NULLA DEGLI INTERESSI DI CHI LI HA VOTATI CREDENDO NELLE PROMESSE: MARCI NEL DNA .

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