Vittorio Feltri lapidario su Venezia: “Perché chi ci governa oggi non sa risolvere nulla”
Per approfondire leggi anche: Vittorio Feltri, bomba in diretta da Diaco
Anche un tempo lontano la laguna presentava problemi gravi, tuttavia i vecchi capoccia politici, essendo lungimiranti, li risolvevano ancor prima di affrontarli. Avevano dimestichezza con le loro terre e le loro acque ed erano in grado di tenerle sotto controllo. Cosa che oggi non avviene più a causa della sciatteria di coloro che hanno pubbliche responsabilità, gente priva di competenze in materia di salvaguardia del territorio. Gli abitanti di quei luoghi sono consapevoli dell’ inettitudine del nostro esecutivo e pretendono giustamente di badare a se stessi senza la mediazione dispersiva di ministri centrali che non hanno mai messo piede a Venezia se non quali turisti distratti. Recentemente si è svolto un referendum finalizzato a concedere al Veneto (e alla Lombardia, altra regione virtuosa) l’ opportunità di provvedere a gestirsi in proprio, spendendo gli introiti fiscali secondo le esigenze locali. Lo Stato fa orecchie da mercante e briga per seguitare a incassare i cespiti e a sperperarli per assistere masse di nullafacenti. Cosicché di fronte a una inondazione quale quella in corso, la più bella città del mondo non ha i soldi per essere autosufficiente e dipende dai ricettatori della Capitale.
La vicenda del Mose, in ballo da decenni, una grande opera diretta appunto dallo Stato, è la prova provata del disastro italiano provocato da individui che non sono pratici delle vicende drammatiche del Nordest. Sventolare la bandiera di San Marco è il minimo che rimane ai veneti, e noi siamo dalla loro parte. Viva l’ autonomia del Leone e abbasso i manutengoli della politichetta nazionale. Quanto al ministro Boccia, gli consigliamo, prima di parlare, di studiare la storia di Venezia e della sua augusta cittadinanza.
di Vittorio Feltri
