Vittorio Feltri, la repubblica fondata sul lavoro dà i soldi a chi non lavora
Ieri su queste colonne abbiamo sbugiardato il governo che, invece di togliere soldi ai miliardari della Rai, priva la stampa libera di qualche briciola vitale. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta, evidentemente serpeggia un certo imbarazzo. Ma le nostre reprimende non sono esaurite. Risulta che, secondo la Costituzione, la Repubblica sia fondata sul lavoro (degli altri, aggiungiamo) e nonostante ciò Di Maio con l’ assenso di Salvini sia in procinto di versare un cospicuo sussidio a chi non lavora.
La coerenza tra esecutivo e Carta è miseramente stata travolta dallo sciacquone del servizio igienico. Nessuno protesta per questo scandalo, però noi ve lo segnaliamo signori ministri dei miei stivali. Voi, responsabili del dicastero Interni e Sviluppo economico, intendete assottigliare gradualmente, sino ad eliminarli, i contributi destinati ai quotidiani. Per quali motivi? Odio, desiderio di vendetta, ritorsione nei confronti di chi esercita il diritto di esprimere le proprie opinioni? Non sappiamo, tuttavia qualche sospetto lo coviamo data la pertinacia con cui i gialloverdi tentano di strangolare i fogli più disincantati del Paese.
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Segnaliamo a Salvini e a Di Maio che continuano a foraggiare con denaro pubblico non esclusivamente la Rai, perennemente in rosso, ma pure gli enti lirici, il teatro, l’ Anpi e varie organizzazioni discutibili, inclusa quella del Cinema che produce schifezze finanziate dallo Stato. Possibile che i due galletti della maggioranza non si rendano conto delle incongruenze? Affermano che noi delle aziende editoriali dobbiamo rassegnarci a stare sul mercato, senza aiuti pubblici, ciononostante il principio vale solo per noialtri e non per i televisivi, per i lirici, i teatranti, i partigiani che combattono il fascismo morto e sepolto, i cineasti da strapazzo. È evidente che essi ce l’ hanno a morte coi giornalisti che fanno loro le pulci.
Non gliene frega niente delle macroscopiche ingiustizie che compiono disinvoltamente ridendoci in faccia.
Se, come ci auguriamo, andremo avanti lo stesso, voi, così pasticcioni e iniqui, annegherete nelle vostre deiezioni. Prima o poi (prima) il popolo si accorgerà che siete dei mestatori e non siete degni di guidare il bordello Italia, dove i due pesi e le due misure sono stati adottati quale regola infame.
di Vittorio Feltri
