Chissà se la magistratura italiana troverà mai il coraggio per aprire un fascicolo sull’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, colui che porta il maggior peso e responsabilità per l’entrata in guerra italiana nel 2011 contro la Libia, stracciando unilateralmente il Trattato di amicizia e cooperazione firmato da Napolitano stesso con Gheddafi 3 anni prima. La situazione attuale lo richiederebbe, anche perché in quel frangente maturò la defenestrazione del governo Berlusconi e iniziarono gli esecutivi «tecnici» del presidente (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni), ma con la casta giudiziaria che ci ritroviamo è come abbaiare alla luna.
(Chissà se Madame Bruni riuscirà a farlo scappare in Brasile come quell’altro lurido suo protetto.)

