Abolire i voucher pensando di stimolare la stabilizzazione del corpo precario è come vietare per legge l’omosessualità sperando che si estinguano i gay. Se la Cgil fosse stato un sindacato serio, avrebbe proposto un referendum per stabilire un tetto costituzionale accettabile al costo del lavoro per le imprese. Avremmo stimolato l’occupazione e aumentato la competitività del made in Italy. Ma si sa, è molto più facile fare presa con gli slogan che con proposte sensate. È un brutto paese questo. Brutto brutto.
(Hanno abolito i voucher. Non potevano fare uno sforzo per abolire anche contributi, iva, inps e irpef? )

IL LAVORO NERO PROSPERA ALLA GRANDE !!!! Checchè ne dicano lorsignori alla faccia delle OOSS, ispettorati ecc.ecc. non solo al sud, sed etiam al nord , sempre di piu’. Piu’ aumenta tutto, piu’ aumenta anche il “nero” …LAPALISSIANO…..
Finalmente qualcuno che ragiona!! Tutti a essere a favore della rimozione dei voucher in nome dei lavoratori, ma hanno provato a chiedere a quei lavoratori se sono felici di essere rimasti totalmente senza lavoro?