L’ultima beffa: ora alle scrittrici di sinistra piace vestire il burqa
Mode radical chic. Adesso alle scrittrici di sinistra piace vestire il burqa
L’ultima frontiera del femminismo radical chic, o forse la sua ultima perversione, è il burqa.

Non il hijab che lascia scoperto il viso, o il niqab che almeno non copre gli occhi. No, secondo scrittrice Flavia Piccinni, vincitrice del Premio Campiello Giovani 2005, per liberare le donne dalle convenzioni sociali occidentali e per «annullare l’ossessione per l’immagine che tutte abbiamo, annullare il giudizio delle altre attraverso la loro bellezza, imparare a mostrarci privi di ossessioni e di sovrastrutture», occorre indossare il più restrittivo degli indumenti consentiti alle donne musulmane. Il burqa infatti non lascia intravedere nulla del corpo e del volto femminile. Si ritiene che gli occhi siano lo specchio dell’anima e dunque, come sostiene Piccinni nel suo blog sull’Huffington Post è necessario «difendere la donna dagli sguardi altrui, preservandone l’immagine e dunque l’anima(…)

si stesse zitta !
Bello indossare il burqua per un’oretta e poi prendere l’aereo è tornare a casa in occidente a scrivere stronzate. Se vuoi provare seriamente vai in quei paesi fai la vita quotidiana con il burqua per un mese …. Schiatteresti e pregheresti per ritornare alla nostra civiltà. Ignorante comunista di merda!
Claudia