
Questo terremoto è una grandiosa opportunità per l’edilizia italiana”.
La propaganda del regime renzista non conosce vergogna e sciacalla su vittime e sfollati…che schifo!
Parola affermate durante il programma “Porta a Porta” in onda su Rai 1, da Bruno Vespa, in presenza anche del Ministro Del Rio, il tutto mentre si estraevano ancora i corpi di persone senza vita dalle macerie,che per colpa di questo maledetto terremoto non ci sono più. Questo programma non ha nulla a che fare con il servizio pubblico, pagato con soldi nostri oltretutto.
Ma ancora più grave l’affermazione del Ministro Del Rio che ha confermato …. ribadendo che l’Aquila e l’Emilia sono i più grossi cantieri d’Italia…. VERGOGNOSI!!
Claudia

essenzialmente si spartiscono le offerte e i fondi tra amici di merende…. meglio di cosi’ non poteva andare… uno ogni due anni e sono a posto !|
Ecco, certe persone meriterebbero veramente, dopo codeste uscite indegne, di essere lapidate in piazza con ogni singola pietra di questi “cantieri”, come li chiamano loro.
E mi dispiacerebbe solo per le pietre, che forse si vergognerebbero.
Il sisma del Vulture causò 1404 morti
Tornando al terremoto del Vulture, di Crollalanza dispose in poche ore il trasferimento di tutti gli uffici del Genio Civile, del personale tecnico, nella zona, come previsto dal piano di intervento e dalle tabelle di mobilitazione che venivano periodicamente aggiornate. Tra l’altro nella stazione di Roma, su un binario morto, era sempre in sosta un treno speciale, completo di materiale di pronto intervento, munito di apparecchiature per demolizioni e quant’altro necessario per provvedere alle prime esigenze di soccorso e di assistenza alle popolazioni terremotate. E su quel treno si accamodarono il ministro stesso e tutto il personale necessario in direzione dell’epicentro della catastrofe. Per tutto il periodo della ricostruzione Araldo di Crollalanza non si allontanò mai, dormendo in una vettura del treno speciale che si spostava da una stazione all’altra per seguire direttamente le opere di ricostruzione. I lavori iniziarono immediatamente. Dopo aver assicurato gli attendamenti e la prima assistenza, furono incaricate numerose imprese edili che prontamente giunsero sul posto con tutta l’attrezzatura. Lavorando su schemi di progetti standard si poté dare inizio alla costruzione di casette a piano terreno di due o tre stanze anti-sismiche, e nello stesso tempo fu iniziata la riparazione di migliaia di abitazioni ristrutturabili, in modo da riconsegnarle ai sinistrati prima dell’arrivo dell’inverno. A soli tre mesi dal sisma, il 28 ottobre 1930, le prime case vennero consegnate alle popolazioni della Campania, della Lucania e della Puglia. Furono costruite 3.746 case e riparate 5.190 abitazioni. Mussolini ringraziò di Crollalanza così: «Lo Stato italiano La ringrazia non per aver ricostruito in pochi mesi perché era Suo preciso dovere, ma la ringrazia per aver fatto risparmiare all’erario 500 mila lire». Altri tempi, ma soprattutto altre tempre… Tra l’altro, le palazzine edificate in questo periodo resistettero ad un altro importante terremoto, quello dell’Irpinia, che colpì la stessa area 50 anni dopo
Il Secolo D’Italia
mai nessun colpevole….. al massimo si lasciano decadere i termini….
Si esatto, non sia mai che qualcuno si prende una responsabilità….
L’unico dio per certa gente è il denaro: l’euro in questo caso. Vespone – l’uomo per tutti i governi – vai in quiescenza, coraggio..
Che vergogna!