cristina insalaco
La promozione della dieta vegana e vegetariana nel programma di governo della sindaca Appendino ha fatto infuriare i macellai. «La notizia è stata uno choc – dice Lorenzo Lavarino, presidente dell’associazione macellai di Torino -: mi auguro che il Comune faccia un passo indietro, perché questa linea di pensiero potrebbe causare effetti collaterali negativi non solo all’intera categoria, ma anche agli allevatori e ai ristoratori, a tutti quelli che vendono carne o latticini. Grande distribuzione compresa». Aggiunge: «Ci sentiamo discriminati. Non vogliamo alzare le barricate contro i vegetariani, ma è un argomento così complesso e articolato che va lasciato nelle mani dei nutrizionisti». (…)
HANNO SCOPERTO CHE I VEGANI PURI HANNO PROBLEMI DI VARIO GENERE…..
CVD !!
malati di protagonismo e megalomania credono di poter insegnare tutto a tutti partendo dalle loro idee piu’ o meno avariate….

Effettivamente in tal. modo veniamo discriminati noi onnivori. Non è logico imporre a tutti di passare al veganesimo, soprattutto per chi è nato ed è cresciuto a suon di brodo di pollo. Poi scusa, loro hanno il diritto di scegliere una dieta, perchè non possiamo averlo anche noi?
soprattutto chi cakkio ha autorizzato un sindaco a siffatte imposizioni ????? 🙂
Chi lo ha eletto! Esiste una delega, o sbaglio?
sbagli, un sindaco non puo’ imporre assolutamente nulla di testa sua !!
Dovrebbe essere così!