SEGUITO SENZA CRITICHE DAI NOSTRI SCHIAVETTI A 90 °
BASTA PORKATROIA BASTA !!!
CONTINUARE A FORAGGIARE UN DEMENTE ALL’INFINITO SINO ALLA GUERRA TOTALE ? QS GOVERNO EVAPORERA’ VELOCEMENTE CON QUESTE IMMONDE IDIOZIE !!
Meloni al fianco di Kiev: “Putin non vuole il dialogo. Staremo con l’Ucraina”. E apre a nuove forniture
La premier al G20: “Via libera agli Atacms? Non stupisce”. Oggi l’incontro a Buenos Aires con Milei
VOGLIAMO UN REFERENDUM SU QUESTO TEMA I SOLDI SONO DI CHI LAVORA NON DI CHI LI BUTTA VIA !!
NB: CON QUESTA STRONZATA ED ALTRE SIMILI VI SIETE GIOCATI IL MIO VOTO PER TUTTI I SECOLI..AMEN !
megalomane impazzito con la 3 media
Maurizio Landini, delirio di onnipotenza: “Contiamo più di Meloni e del governo”

Michele Zaccardi 20 novembre 2024
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Giancarlo Giorgetti risponde a Maurizio Landini. Lo fa da Rio de Janeiro, dove si trova per il G20 a guida brasiliana. E la reazione, come sempre puntuta ma non scomposta, prende di mira le dichiarazioni che il segretario della Cgil ha rilasciato al Corriere della Sera. Parole dure, che testimoniano, e confermano, la postura barricadera e pregiudizialmente ostile al governo Meloni assunta dal principale sindacato italiano.
Perché dalle colonne del Corriere, Landini i termini, non li pesa di certo. Dopo aver invocato di nuovo una «rivolta sociale» (pur precisando che «significa non voltarsi dall’altra parte rispetto alle diseguaglianze e mettersi insieme per cambiare le cose»), il leader maximo del sindacalismo rosso conferma lo sciopero generale per il 29 novembre con una motivazione piuttosto bislacca: va fatto perché «il governo, che ha la maggioranza in Parlamento ma non nel Paese, va avanti senza ascoltare chi rappresenta la maggioranza del Paese».
“Si è fermato al titolo”: Landini smascherato, la figuraccia sul regalo alla Meloni | Video
Dopodiché Landini, a domanda precisa, conferma: «Sì, il sindacato rappresenta tutti i lavoratori e i pensionati». «Quando facciamo accordi, li firmiamo anche per chi vota per questo governo» aggiunge, prima di sottolineare che «non metto in discussione il governo eletto, ma quando la metà degli elettori non va a votare, dico che il governo non ha la maggioranza nel Paese e non è autorizzato a mettere in discussione i diritti di lavoratori e pensionati. Ma questo governo, pregiudizialmente, non negozia».
Ma soprattutto, il segretario della Cgil dice, riferendosi a chi da destra lo accusa di sobillare i violenti nelle piazza, che «chi sta fomentando questa situazione è il governo e la sua logica autoritaria». E insomma, davanti a queste accuse, il ministro dell’Economia non poteva certo glissare. «Autoritario…» dice Giorgetti rispondendo alla domanda dei cronisti a Rio, «il fatto di non essere d’accordo non vuole dire che uno è autoritario, non è così. A me sembra che sia autorevole». Se Landini, aggiunge il ministro, «vuole dire che ha ragione e che gli diamo ragione, e quindi diventiamo bravi, no. Il governo fa la sua politica, poi casualmente, accidentalmente fa la politica esattamente a beneficio dei lavoratori dipendenti con reddito medio-basso. Forse questo gli dà fastidio, non lo so, è strano però».
Ma al querelle tra i due si inserisce in un contesto più ampio, perché ieri a Milano si è tenuto il primo forum delle relazioni industriali organizzato da Assolombarda, a cui era presente, insieme al segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri, altra sigla che parteciperà allo sciopero del 29 novembre, lo stesso Landini. Le cui dichiarazioni sono entrate inevitabilmente nel dibattito, con il governo, nella persona del ministro del Lavoro, Marina Calderone, e Confindustria, tramite il vice presidente Maurizio Marchesini, a invitare il leader Cgil ad «abbassare i toni». Mentre Calderone ritiene che «ci siano i margini» per evitare lo sciopero generale, «così come emerso anche al tavolo che abbiamo tenuto a Palazzo Chigi», Marchesini ci tiene a puntualizzare che non è una buona idea «alzare i toni e incitare alla rivolta sociale». E questo con il segretario confederale della Cisl, Mattia Pirelli, che invita a parlare di «relazioni industriali e non di rivolta sociale».

Il siluro di Giorgetti su Landini e Bombardieri: come inchioda i sindacati
Ma dalle parti del governo arriva anche il ministro delle Imprese Adolfo Urso a dare manforte a Giorgetti, snocciolando i numeri sul confronto con i sindacati. In due anni, spiega Urso, il ministero ha avviato oltre 200 tavoli di confronto con i sindacati. I tavoli di crisi, inoltre, si sono molto ridotti e molte vertenze hanno trovato «soluzione dopo decenni». Numeri che spingono il ministro a sottolineare come «non bisogna avere pregiudizi politici quando si esaminano le questioni sindacali altrimenti lo si fa in qualche misura solo a fini politici».
Infine, per il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, anche lui presente all’evento di Assolombarda, in questa fase di cambiamenti è «particolarmente utile avere un momento di confronto di riflessione sulla traiettoria delle nostre relazioni».
INUTILE CONTROBATTERE AL DELIRIO DI UN MALATO MENTALE : NON POTREBBE MAI CAPIRE LE RAGIONI ALTRUI NE’ ESSERE INTELLIGENTEMENTE OBIETTIVO SUI FATTI !
nb: sia chiaro che qs non mi rappresenta ne’ da vivo ne’ da morto !
l’asservimento al demente guerrafondaio
CI PORTA VELOCEMENTE VERSO LA GUERRA MONDIALE SENZA CHE IL POPOLO ITALIANO SIA MAI STATO INTERPELLATO !! FANNO RIDERE I CERVELLONI QUANDO PARLANO DI AUTONOMIA DECISIONALE NAZIONALE !
Missili a lungo raggio, Meloni: “La scelta degli Usa? Una risposta all’aggressività russa”
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sul fondo della fossa biologica : una deliqnquente insegna all’universita’ ….
Ilaria Salis, l’ultima sparata in università: “Quello che dobbiamo difendere”
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Dire con forza no al disegno di legge sicurezza. E difendere il dissenso contro il “decreto Ungheria”. Centinaia di persone si sono riunite in assemblea nell’Aula magna dell’Università La Sapienza di Roma contro le norme del governo. “A pieno regime – No ddl sicurezza” il nome dell’evento. Oltre a movimenti e cittadini, presenti, tra gli altri, Zerocalcare, il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, l’europarlamentare Ilaria Salis e la senatrice Ilaria Cucchi, Michele De Palma, segretario Fiom Cgil, Christian Raimo e il vicesindaco di Bologna Emily Clancy.
( ALIAS IL PEGGIO DEL PEGGIO MAI VISTO IN CIRCOLAZIONE !! ) NDR
«Bisogna difendere il diritto al dissenso» ha detto Salis. «Gli scioperi sono diventati un diritto anche grazie al fatto che qualcuno scioperava quando non era garantito» ha sottolineato Fratoianni. «Qualcuno vuole impedire che si possa protestare e addirittura interviene sul dissenso delle parole come abbiamo visto con Raimo e Landini», ha attaccato il leader di Si.

“Razzista, incompetente, asservito”. Fitto commissario Ue? Ecco gli insulti di Ilaria Salis | Guarda
«Il ddl sicurezza è una norma liberticida» ha detto Ilaria Cucchi. «Questo governo vuole soffocare il diritto di manifestare le proprie opinioni, quando le opinioni sono scomode. Il diritto di pensare, perché pensare è pericoloso. Il diritto alla vita, quando quella vita non piace. E il problema è che ci riusciranno. Oggi più che mai è importante far sentire la nostra voce».
risate
Stefano Musolino, il nuovo idolo dei giustizialisti che ama intercettare

G.M.J. 17 novembre 2024
La stampa progressista ha un nuovo idolo: Stefano Musolino, procuratore aggiunto di Reggio Calabria e segretario nazionale di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe. Caduto in disgrazia l’ex presidente dell’Anm Piercamillo Davigo a seguito di una imbarazzante condanna in primo e secondo grado, Musolino ne ha ormai preso il posto come opinionista in materia di giustizia sui giornali e nei talk show. Dagli studi di Piazzapulita, il programma condotto da Corrado Formigli su La7, il magistrato calabrese descrive spesso l’Italia come un Paese sempre più vicino alla Turchia di Erdogan, dove l’indipendenza dei giudici sarebbe compromessa dal governo di Giorgia Meloni. Durissime poi le sue prese di posizione in favore dei migranti e contro le leggi “securitarie” volute dalla maggioranza di centrodestra.
Classe 1968, Musolino è figlio di Michele, più volte sindaco socialista di Reggio Calabria nella Prima repubblica, a capo di coalizioni che spaziavano dal Pci alla Dc. A Michele Musolino, perla cronaca, è stata anche intitolata una strada in città. Prima di diventare magistrato, il frontrunner delle toghe di sinistra aveva fatto pratica forense presso lo studio dell’avvocato Nico D’Ascola, esponente di spicco dell’allora Popolo delle libertà a Reggio Calabria, poi senatore e presidente della Commissione giustizia di Palazzo Madama con il Nuovo centro destra di Angelino Alfano.
La sua carriera professionale fino ad oggi si è svolta tutta in Calabria: prima a Palmi e poi a Reggio. Per quei strani casi della vita, dopo aver vinto il concorso venne mandato a fare l’uditorato al palazzo di giustizia di Reggio dove, fra i pm della locale Procura, vi era un tale Luca Palamara che prima di diventare il ras indiscusso dei magistrati centristi aveva simpatizzato a lungo con i colleghi di Md. Da allora i due sono sempre rimasti in ottimi rapporti, anche se perla sinistra giudiziaria Palamara è da tempo il male assoluto.

La toga Musolino contro il governo, terremoto al Csm: “Fascicolo per violazione di imparzialità e indipendenza”
Fra le inchieste di cui il suo ufficio si è occupato in questi anni non si può non citare “Eyphemos”, il maxi procedimento contro la cosche della ’ndrangheta e che aveva visto il coinvolgimento di alcuni politici, tra cui il senatore di Forza Italia Marco Siclari e l’ex sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte e consigliere regionale di FdI Domenico Creazzo. Il processo di primo grado si era concluso con 21 condanne e 30 assoluzioni, tra cui quelle di Siclari e Creazzo, accusati a vario titolo di scambio elettorale politico -mafioso. Creazzo era anche stato tenuto agli arresti domiciliari per 17 mesi.
Per capire la sostanziale disfatta di questa inchiesta è sufficiente leggere, se si ha tempo, le circa 2.000 pagine della sentenza di primo grado del febbraio dell’anno scorso. In quella sentenza i giudici scrivono, senza molti giri di parole, di essersi trovati davanti ad una «ipertrofia di materiale investigativo» e ad un «sorprendente quantitativo di intercettazioni».
Video su questo argomento
MD attacca: “Qualcuno pensa che magistrati debbano servire governo”, è scontro
Molte delle intercettazione “chiave”, come quelle in cui Creazzo avrebbe appunto chiesto i voti alle cosche, erano state però trascritte male, riportando frasi nelle realtà mai pronunciate. «Ogni volta che il contenuto non è chiaro è solo perchè ritenuto criptico e dunque di contenuto illecito», puntualizzavano i giudici, sottolineando come i boss avessero invece fatto campagna elettorale in favore di altre persone.
invasivi, arroganti e vendicativi
“Linciaggio mediatico”. Il piagnisteo delle toghe contro il governo e la stampa che li ha criticati
In un documento approvato dal Comitato direttivo centrale dell’Anm si parla espressamente di “attacchi sempre più frequenti” da parte di una “certa politica” e di “certo giornalismo”: si annunciano una serie di “adeguate inziative”
demente sino all’ultimo
Biden autorizza Kiev all’uso dei missili a lungo raggio in Russia

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17 novembre 2024
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Il presidente Usa, Joe Biden, ha autorizzato per la prima volta l’Ucraina a usare missili a lungo raggio forniti dagli Stati Uniti per colpire all’interno della Russia. Lo riferiscono ad Associated Press fonti che hanno familiarità con la questione. La decisione rappresenta un importante cambiamento nella politica degli Stati Uniti e arriva mentre Biden sta per lasciare l’incarico e il presidente eletto Donald Trump si è impegnato a limitare il sostegno americano all’Ucraina e a porre fine alla guerra il prima possibile. Secondo una delle fonti, le armi saranno probabilmente utilizzate in risposta alla decisione della Corea del Nord di inviare migliaia di truppe in Russia a sostegno dell’invasione dell’Ucraina da parte del presidente russo Vladimir Putin.
