forza italia come i camaleonti si nascondono e cambiano colore per sopravvivere

Slitta il decreto giustizia. I giudici infuriati lo stesso

Pasquale Napolitano 26 Novembre 2024 – 05:00

Slitta il decreto giustizia. I giudici infuriati lo stesso

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Slittano al prossimo Consiglio dei ministri i due provvedimenti più attesi: la norma sull’azione disciplinare per i giudici che esprimono un giudizio sulle norme che sono chiamati ad applicare, violando «l’obbligo di astenersi o quando sussistono gravi ragioni di convenienza», come recita la bozza del decreto, e l’inasprimento delle pene per gli spioni, ossia i funzionari pubblici infedeli. Le due norme erano contenute nel corposo decreto Nordio che sarà ripresentato alla prossima riunione del Cdm in programma venerdì. Il rinvio si è reso necessario per l’assenza della pattuglia dei ministri di Forza Italia.

Il Consiglio dei ministri, riunito, ieri ha dato il via libera ad altri due provvedimenti: la norma sul turismo subacqueo e un decreto legislativo sulla disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. «Il mare per noi è fonte di ricchezza e soprattutto di posti di lavoro. Questa è la prima volta che viene disciplinato il turismo subacqueo, sino a oggi c’erano delle norme regionali che non facilitavano il turismo, ora ci sarà una norma a carattere nazionale. Il turismo subacqueo è in crescita e questo provvedimento ci permette di fare una mappatura di quelli che sono gli itinerari e poter essere più sexy sulla nostra offerta turistica» dice il ministro Daniele Santanchè. Nella giornata della violenza contro le donne viene istituito a Palazzo Chigi tavolo di lavoro per redigere un testo unico sul tema. «Obiettivo trasmettere il testo l’8 marzo al Consiglio dei ministri.

Il testo non comporterà innovazioni di tipo legislativo ma avrà un impatto molto forte sugli operatori del settore, che avranno la possibilità di vedere insieme tutti gli strumenti contro la violenza sulle donne» – annuncia in conferenza stampa il ministro Eugenia Roccella. Inoltre viene deliberato lo stato di emergenza per Toscana e Piemonte con lo stanziamento di 4 milioni e 800mila di euro.

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25 novembre 2024

Alla Costituente del Movimento 5 Stelle ha vinto colui che l’ha voluta. Il presidente Giuseppe Conte, che si era detto pronto a lasciare se la sua linea per un partito progressista e aperto alle alleanze fosse stata bocciata dagli iscritti, ha chiuso la convention Nova saldo al comando del partito. È stata sancita la fine, invece, del tempo dei grillini e la cancellazione della figura del garante. Non è convinto di quanto si immagina possa accadere alla forza politica in questione Danilo Toninelli. “Qui si è perso un round, non certo la guerra”, ha scandito il membro del collegio dei probiviri del M5S ai microfoni di Radio Cusano Campus.

si sono montati la testa credono di essere indispensabili …come Fini

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Edoardo Romagnoli 26 novembre 2024

Era tutto pronto per il Cdm quando i ministri di Forza Italia hanno fatto sapere che non avrebbero partecipato. La richiesta è arrivata direttamente dal segretario azzurro e vicepremier Antonio Tajani. Slitta quindi a venerdì mattina la discussione sul decreto giustizia. Ufficialmente il forfait, spiegano dal partito, è dovuto agli impegni del ministro degli Esteri impegnato al G7 a Fiuggi, in realtà dietro ci sarebbero alcune tensioni con gli alleati. C’è un tema generale che è sorto dopo le elezioni e che lo stesso Tajani ha fatto presente a più riprese alla premier. Forza Italia è uscita dalle urne delle Regionali come secondo partito della coalizione, ma all’interno della maggioranza non pesa come tale. Non è un caso che nei prossimi appuntamenti elettorali gli azzurri non sembrano in pole per poter esprimere un loro candidato alla guida della coalizione.

schierate si’ con i delinquenti contro gli onesti

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Rita Cavallaro 25 novembre 2024

    Nuova bufera sulle toghe rosse. Dopo la mail contro Giorgia Meloni del giudice Marco Patarnello, le bocciature ideologiche sul modello Albania della presidente di Magistratura Democratica Silvia Albano, lo screenshot anti premier della togata Antonella Marrone, ecco che l’ultima esclusiva de Il Tempo, che ha rivelato le intercettazioni choc del giudice Emilio Sirianni per salvare Mimmo Lucano dall’inchiesta sul modello Riace, scatena il caos. E alla vigilia del Cdm, con un decreto che prevede sanzioni contro i giudici «di parte», la politica si infiamma, mentre la magistratura pensa alle prossime mosse per smontare l’evidenza dell’attivismo politico delle toghe. «C’è una parte della magistratura ideologicamente schierata a sinistra e questo non è ammissibile. Bisogna prenderne atto», scrive sui social Fratelli d’Italia.

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    E anche il partito fondato da Silvio Berlusconi, il leader che per trent’anni ha puntato il dito contro quelle toghe rosse definite il braccio armato dei comunisti, promette provvedimenti sui magistrati politicizzati, che da Mani Pulite ad oggi hanno costruito un potere illimitato a colpi di avvisi di garanzia. «Porterò in Parlamento le clamorose rivelazioni dell’inchiesta del quotidiano Il Tempo sull’operato di Mimmo Lucano», annuncia il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, facendo riferimento alle intercettazioni choc tra il sindaco di Riace e il giudice Sirianni, riportate nel dispositivo con cui il Csm ha valutato negativamente l’operato del magistrato, il quale avrebbe agito da «permanente consiliori» di Lucano. È così che il procuratore della Repubblica di Locri, Luigi D’Alessio, aveva definito il giudice della Corte d’Appello di Catanzaro, iscritto a Magistratura Democratica, nell’atto conclusivo dell’inchiesta contro il sindaco di Riace. Nel corso della quale, per sottrarre l’amico dal giogo degli inquirenti, Sirianni avrebbe scritto «contro deduzioni avverso la relazione negativa degli ispettori», avrebbe «formulato un’istanza di accesso agli atti funzionale alle difese del Lucano» e addirittura si sarebbe speso per «influenzare gli organi politici e la pubblica opinione, in ragione dell’appartenenza ad uno dei gruppi della Magistratura associata». Mentre Lucano metteva a punto un sistema arbitrario di spese da inserire nel rendiconto Cas per ottenere i fondi Sprar e coprire somme sottratte ai migranti, il giudice assicurava che avrebbe sollecitato una presa di posizione di Md. «Io domani vado a Roma a parlare con i vertici nazionali della Magistratura Democratica, voglio parlare di questa situazione e poi ti faccio sapere… voglio cercare di fare in modo che Magistratura Democratica prenda una posizione», diceva la toga rossa il 6 ottobre 2017. Un obiettivo raggiunto dieci giorni dopo, con un comunicato di solidarietà, diramato anche alle mailing list dei magistrati.

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    «Confermando l’azione estranea alle proprie funzioni istituzionali di Magistratura Democratica, che si configura come una vera e propria organizzazione politica tesa a difendere i propri sodali in mille modi», incalza Gasparri. Il forzista assicura: «Ne dovremo parlare in Parlamento nelle prossime ore. Un ulteriore scandalo gigantesco che vede protagonisti Sirianni, Lucano e tutta la sinistra che con la toga o senza la toga agisce in una maniera intollerabile e temeraria», conclude. Un ulteriore scandalo che influisce sull’indipendenza della magistratura, la quale, anziché ingaggiare lo scontro con il governo, dovrebbe convincere le correnti di sinistra a smettere di fare politica.

    IL DEMENZIALE REGALO DEL MARCHESE DEL GRULLO

    Manovra, “ancora da affrontare i danni del super bonus”: cosa trapela dal vertice di maggioranza

      24 novembre 2024

      Piena condivisione di vedute a sostegno della manovra: questo quanto emerso dal vertice di maggioranza che si è svolto nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 24 novembre, sulla legge di bilancio. Vi hanno partecipato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i vice presidenti, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. E l’incontro si è rivelato proficuo. 

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      Un “vaffa” per Grillo. Due attivisti su tre licenziano il garante. Il voto fra gli applausi

      Reazione furibonda del fondatore che scrive: “Da francescani a gesuiti”

      Domenico Di Sanzo 25 Novembre 2024 – 05:00

      Un "vaffa" per Grillo. Due attivisti su tre licenziano il garante. Il voto fra gli applausi

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      Il Grillo licenziato è un fantasma che appare nel pomeriggio, con uno «status» su WhatsApp. «Da francescani a gesuiti». È questa la frase che si legge sul nuovo stato del profilo WhatsApp di Beppe Grillo, mentre sta per chiudersi «Nova», la fase finale dell’assemblea costituente del Movimento 5 stelle. A corredo della frase, il Garante del M5s posta una foto che ritrae la reliquia di San Francesco nella chiesa di San Francesco a Ripa, a Roma. Una targa che recita: «Sasso dove posava il capo il serafico padre San Francesco». Forse un riferimento, malizioso, ad alcuni luoghi comuni sulla presunta «doppiezza» dei gesuiti. Anche se, a caldo, un dirigente autorevole del M5s replica: «È lui che ha voluto fare il governo con quello che ha fatto la scuola dai gesuiti». Il riferimento è al via libera del Garante all’ingresso del M5s nel governo di Mario Draghi, mai digerito da Conte. Grillo, da Bibbona, per il resto tace. In ogni caso, a parlare sono i numeri delle votazioni. La figura del Garante è stata eliminata con il 63% dei «sì» da parte degli iscritti. È la «Grillexit» auspicata da Conte alla vigilia. All’annuncio del risultato la platea esplode in un boato. Un volto storico del M5s, alla fine della giornata, mentre esce dal Palazzo dei Congressi dell’Eur, sintetizza così l’esito: «È stato un grande Vaffa» a Grillo. Ma non è l’unico. La regola dei due mandati, blindata senza appello dal Garante in tutta la burrascosa fase che ha preceduto l’assemblea costituente. Ebbene, anche il superamento dei due mandati passa a maggioranza dei voti degli iscritti. Il 72,08% degli iscritti si è espresso per il superamento della regola aurea. «Ci sono dei quesiti molto discussi: quello sul limite dei mandati. Leggo chiaro il segnale che ci date: volete valorizzare le esperienze e le competenze», ha subito detto Conte. Che rincara la dose nei confronti di Grillo: «Non mi sarei aspettato che il Garante entrasse a gamba tesa» e «si mettesse di traverso». «Grillo ora qualche cosa dovrà fare, non può far passare una sconfitta così, magari farà un video domani (oggi ndr)», dice chi è vicino a Conte. I contiani sono ottimisti perché non si aspettavano nemmeno un risultato come quello dell’eliminazione totale del Garante. «Io pensavo che avrebbero ridotto i poteri di Grillo, non che lo avrebbero eliminato», spiega un deputato, al secondo mandato, di provata fede contiana. L’ex premier intanto si gode la vittoria politica. E però, parlamentari e dirigenti vari, si esercitano nei commenti sul clamoroso licenziamento del fondatore. Per Michele Gubitosa, vicepresidente di M5s: «Un movimento politico non può avere un padre padrone. Grillo voleva evidentemente farlo e la nostra comunità l’ha pensata come noi». Stefano Patuanelli, capogruppo al Senato, si abbandona a un pizzico di nostalgia: «Beppe Grillo rimane il nostro fondatore e nessuno potrà mai togliergli la riconoscenza per quello che ha fatto». «Ho sempre ritenuto riduttivo l’essere definito grillino. Non credo sia questo il cuore di questi due giorni», ha poi continuato. Ma non è solo Grillo a essere un fantasma. Anche due «grillini» doc, come Virginia Raggi e Danilo Toninelli non si fanno vedere a quello che è stato, di fatto, un happening contiano. «Non volevano partecipare alle esequie del Movimento», polemizza un attivista vicino al fondatore, che si aggira tra le sale del Palazzo dei Congressi dell’Eur.

      un pupazzo usato ad hoc per creare caos

      Maurizio Landini tiene in ostaggio l’Italia perché vuole la guida dell’opposizione

      Daniele Capezzone 22 novembre 2024

      Ma, alla fine della storia, chi è Maurizio Landini? Chi è – voglio dire – per pensare di poter tenere gli italiani in ostaggio? Chi è per trasformare i prossimi giorni in una vera e propria settimana di passione per milioni di persone normali che devono andare a lavorare?

      E soprattutto: chi è per potersi permettere il lusso di concepire questa strategia della paralisi per un evidente scopo politico? Solo gli ingenui, infatti, possono credere alle rivendicazioni formali della Cgil (e della Uil al rimorchio) nel momento in cui l’occupazione è ai massimi, e quando – per la seconda legge di bilancio consecutiva – i benefici più consistenti decisi dal governo sono stati previsti proprio per le fasce di reddito più basse, cioè teoricamente quelle che dovrebbero stare maggiormente a cuore al sindacato.

      “Io mi sono stufato, italiani in ostaggio”. Capezzone spiana la sinistra da Del Debbio | Video

      E allora è evidente che l’obiettivo del signor Landini è tutto politico: creare il caos, paralizzare il paese, fermare l’Italia. Per poi buttare addosso al governo un’inevitabile ondata di malcontento. Così facendo, il capo della Cgil conta di diventare il leader di fatto di un’opposizione debole, con il quartetto Schlein-Conte-Bonelli-Fratoianni che si farà docilmente trainare e dominare. E con i partiti del campo largo che otterrebbero in cambio, grazie alle chiassate e alle piazzate sindacali, una buona occasione per creare difficoltà al governo. Sulla pelle degli italiani, ovviamente.

      Se le cose stanno così, e a me pare che non ci siano dubbi al riguardo, occorre battere – culturalmente e mediaticamente – questa “operazione caos”, innanzitutto demistificando un racconto viziato e distorto.

      Lo sciopero è certamente un diritto costituzionale, nessuno si sogna di discuterlo: ma un conto è il diritto di sciopero, altro conto sono le modalità del suo esercizio, specie nei servizi essenziali e in generale nel settore pubblico.

      Mi spiega perché scioperate?. Formigli domanda e Landini balbetta: il crollo di mister Cgil | Video

      “Mi spiega perché scioperate?”. Formigli domanda e Landini balbetta: il crollo di mister Cgil | Video

      Diciamolo in modo ancora più chiaro: vanno rispettati pure i diritti dei cittadini che non scioperano, che devono lavorare e semmai rischiano di essere vittime delle scelte altrui. Non sono forse lavoratori anche gli utenti dei mezzi pubblici, quelli che devono spostarsi, i pendolari? Non sono lavoratori anche i dipendenti del settore privato? E non sono persone da rispettare anche gli imprenditori, gli autonomi, le partite Iva? Ai loro diritti chi ci pensa? A meno di considerarli tutti cittadini di serie b.

      LA CONTROMOSSA
      A maggior ragione in questo caso, quando è evidente – come abbiamo visto – il carattere tutto politico e strumentale dell’agitazione promossa da Cgil e Uil, non a caso annunciata prim’ancora che fosse presentata la legge di bilancio: un esempio più unico che raro di “sciopero a prescindere”, per di più accompagnato da irresponsabili evocazioni di “rivolta sociale”.

      In questo senso, è molto positivo il preannuncio del ministro Matteo Salvini, che ha anticipato l’intenzione di precettare tutto il precettabile, e cioè di voler fare il possibile – nel rispetto delle leggi e dei diritti sindacali – per minimizzare i danni nei confronti degli italiani. Lo faccia, non abbia timore: riscuoterà consenso e apprezzamento.
      Su un altro piano, sarebbe poi auspicabile che la maggioranza – per il futuro – procedesse per via legislativa contro la possibilità di scioperare di venerdì. È l’ora di cambiare questo menu indigesto: giovedì, gnocchi; sabato, trippa. E venerdì (o lunedì)? Sciopero!

      Esiste infatti un elemento costante, una regolarità matematica, una certezza assoluta tra i mille dubbi che caratterizzano le nostre povere vite: lo sciopero arriva sempre e comunque di venerdì o di lunedì (o eventualmente in data prefestiva o postfestiva). Sarà una coincidenza, sarà un caso, ma l’effetto di allungamento del weekend è garantito.

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      È una sfida per tutti. Ci sono un governo e una maggioranza che vogliono dare segni di cambiamento, aiutando l’Italia a voltare pagina: questo è esattamente il terreno su cui un cambiamento profondo sarebbe necessario e atteso. Anche psicologicamente: per mostrare che i cittadini non sono ostaggi che il Landini della situazione possa pensare di sequestrare e poi rilasciare a piacere.