4 di Sera, Faraone deraglia sul Corvetto: “Colpa degli affitti”, come lo gela la Sardone
28 novembre 2024
A 4 di Sera, il talk show condotto da Paolo Del Debbio, nella puntata di questa sera, giovedì 28 novembre, il tema centrale è quello del quartiere Corvetto di Milano che “brucia” sotto le rivolte degli immigrati dopo la morte di Ramy, il ragazzo egiziano che è morto in un incidente mentre si trovava a bordo di un motorino guidato da un amico che non si è fermato all’alt delle forze dell’ordine.
E di fatto la sinistra continua a difendere, anche davanti all’evidenza, la politica delle porte aperte. Come afferma Davide Faraone di Italia Viva “il problema non è solo quello degli ingressi nel nostro Paese”. Prende la ricorsa e la spara: “Il problema è anche il costo degli affiti di Milano. Una città in cui bisogna vendersi un organo per poter prendere una casa in affitto. Poi io sono dalla parte delle forze dell’ordine, bisogna intervenire con durezza e sono dalla parte di chi insegue, sia chiaro”. Ma di fatto le gare le rivolte del Corvetto col caro affitti è un po’ azzardato come ragionamento. E così, proprio Silvia Sardone, presente in studio, lo gela con uno sguardo scuotendo la testa. Insomma a sinistra ancora non hanno messo bene a fuoco il problema…
Sergio Ramelli, la sinistra insorge contro il francobollo in suo onore
28 novembre 2024
Basta un francobollo a far impazzire la sinistra. Certo, non è una novità assoluta: si pensi al francobollo in onore di Silvio Berlusconi, probabilmente l’esempio più celebre. E ancora, quello sulla battaglia di El Alamein.
Bene, l’ultimo caso riguarda Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù che fu ammazzato, brutalmente, a 19 anni per la sua militanza politica a destra. Fu aggredito il 13 marzo da un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare, legati ad Avanguardia Operaia, il pestaggio fu brutale, inumano, terrificante. Ramelli fu massacrato a colpi di chiave inglese e morì dopo atroci sofferenze più di un mese dopo, il 29 aprile. I responsabili dell’omicidio furono individuato soltanto dopo 10 anni. La morte di Ramelli fu una delle parentesi più atroci, orribili e controverse degli anni di piombo.
Ogni anno, a Milano, Sergio Ramelli viene commemorato dai movimenti di destra. Otto giorni fa, Bruno Vespa a Porta a Porta aveva dedicato 45 minuti della sua puntata proprio al caso Ramelli, ammonendo sui pericoli che derivano dagli scontri di piazza: l’accostamento era con le recenti proteste studentesche contro le politiche del governo Meloni.
Il francobollo in onore di Ramelli verrà emesso in occasione dei 50 anni dalla sua scomparsa, così come riportato sul programma di emissione di carte e valori postali del ministero delle Imprese, aggiornato lo scorso 25 novembre. L’uscita è dunque prevista per il 29 aprile del 2025.
La notizia, ossia un francobollo in memoria di un ragazzo massacrato e ucciso a colpi di chiave inglese, come detto ha fatto sorgere le sinistre. In primis una lunga articolessa sul sito di Repubblica, che parla di “un caso”, per poi elencare le precedenti emissioni che la galassia progressista bolla come inaccettabili, quasi eversive. Dunque ecco piovere il commento dell’immancabile Gianfranco Pagliaruolo, presidente dell’Anpi, che parla di “pacificazione postale, il cui senso politico è chiarissimo”.
Ma non è tutto. Tra i prossimi francobolli che verranno varati, ecco anche quelli in onore di Maria Lisa Cinciari Roadno e di Marilena Grill, rispettivamente una partigiana e un’ausiliaria della Repubblica di Salò che, subito dopo la Liberazione, venne uccisa per vendetta dai partigiani. Giulia Rodano, figlia di Maria Lisa, afferma: “Sono veramente dispiaciuta e indignata, anche a nome della famiglia, che si siano usati il nome e la memoria di mia madre, Marisa Rodano, per l’ennesimo tentativo di riscrittura della storia da parte della destra di mettere sullo stesso piano chi combatté il fascismo e il nazismo e chi, invece, quella scelta non fece. Di un ricordo così, mia madre avrebbe fatto certamente a meno”.
E ancora, il senatore Pd, Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali, uno dei più attivi nella battaglia contro quelli che chiamano ‘francobolli revisionisti’. “Questo cerchiobottismo filatelico, cioè un francobollo per una partigiana e uno per una repubblichina, uno per la Liberazione dal nazifascismo e uno per Ramelli, è pretestuoso e grave. Alle mie richieste di ritirare dalla circolazione i francobolli di personaggi come Pantaleoni e Foschi, Urso ha fatto orecchie da mercante”, conclude Parrini. Già, basta un francobollo per far impazzire i progressisti. Per stanarli: secondo loro è vietato onorare la memoria di chi, come Sergio Ramelli, fu vittima di un effereto omicidio politico.
«Tendo a pensare che “canone a 90, canone a 70” non sia un grande problema. L’anno scorso il canone era a 70, quindi il governo è stato più gentile verso le famiglie togliendo 20 euro. Poi però c’è stato un finanziamento statale di 420 milioni, che peraltro è quello che avviene in Francia e Spagna, dove non hanno il canone ma hanno il finanziamento statale». Così Urbano Cairo, commentando a LaPresse la questione del canone Rai, a margine dell’evento in Senato “Editoria e media nell’era digitale”.
«Più che da dove vengono i soldi – continua Cairo – il vero tema è che la Rai ha il 24% dei suoi ricavi che derivano dalla pubblicità. In Inghilterra e in Spagna sono zero, in Germania il 4%». Cairo quindi afferma: «Se hai così tanta pubblicità allora perché no? Anche La7 può avere una piccola parte di canone. Quando Augias è su Rai è servizio pubblico, quando è su La7 no?» si domanda. «Una soluzione è quindi il tetto alle pubblicità? Probabilmente quel 24% è molto elevato. Non ho problemi sul fatto che il finanziamento statale avvenga e sia anche magari maggiore. Il tema è considerare il mercato nel suo insieme».
C’è il pungente botta e risposta tra il segretario della Cisl, Luigi Sbarra, che aveva criticato lo sciopero generale, «uno strumento sindacale, finalizzato a portare risultati tangibili per le persone e non a esprimere opposizione a un governo o a un’area politica», e quello della Cgil Landini, che gli aveva risposto infastidito: «A Sbarra risponderanno i lavoratori il 29». E ieri il leader della Cisl ha ribattuto: «Rassicuro Landini che migliaia di lavoratori e pensionati ci stanno rispondendo e chiamando in queste settimane per iscriversi alla Cisl. Segno che le persone chiedono concretezza e non proteste dal sapore politico utili solo a scaricare costi e sacrifici su di loro. Lo sciopero è uno strumento serio, ma va utilizzato per fini sindacali, non per indebolire governi o maggioranze sgradite».
4 di Sera al Corvetto, fango dei giovani immigrati contro la polizia: “Qual è il problema con loro”
27 novembre 2024
Giorni di altissima tensione a Milano: l’epicentro delle tensioni è il quartiere Corvetto. Ad accendere la miccia è stata la morte di Ramy Elgaml, 18enne egiziano che ha perso la vita in una caduta in motorino arrivata dopo aver tentato la fuga di un posto di blocco della polizia.
Dopo l’episodio, notti di violenze, devastazioni e scontri con le forze dell’ordine in uno dei quartieri a maggior presenza di immigrati del capoluogo meneghino. Dopo due giorni di imbarazzante silenzio, anche Beppe Sala ha detto la sua su quanto sta accadendo, puntando in primis il dito contro il centrodestra a cui, secondo il sindaco, piace fomentare situazioni di questo tipo.
Per certo, però, c’è che al Corvetto la violenza dei migranti colpisce in primis le forze dell’ordine, che più volte negli ultimi giorni hanno denunciato una situazione insostenibile.
Ovviamente, quanto sta accadendo a Milano tiene banco da un punto di visa mediatico. Se ne parla anche a 4 di Sera, il programma condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4. E nella puntata di mercoledì 27 novembre, ecco che un inviata del programma è andata proprio al Corvetto. E ha raccolto, tra le altre, una testimonianza piuttosto significativa.
A parlare è un ragazzo di origini straniere, che in modo indiscriminato e sommario punta il dito contro la polizia. “Anche io, sì, mi sento discriminato alcune volte”, afferma. “E con le forze dell’ordine qual è il problema?”, chiede l’inviata. “Il problema è che loro pensano al loro… al loro di… non so come spiegarlo, però fanno quello che vogliono loro“, risponde il ragazzo. Già, quale sia il problema non sa spiegarlo. Nel frattempo, però, la guerriglia contro le forze dell’ordine prosegue…
SALA ORMAI DEFECA ESCLUSIVAMENTE IDIOZIE….. INFATTI E’ LA DESTRA CHE FA CASINO IN PIAZZA VERO ? MALAFEDE NEL DNA !!
Movimento Indipendenza, sabato 30 novembre la manifestazione pro-Palestina a Palazzo Ripetta
27 novembre 2024
“Lo stesso giorno in cui la sinistra antagonista sfila nella manifestazione di Piazza Vittorio, il Movimento Indipendenza, in occasione dell’anniversario della sua fondazione, ha organizzato un’assemblea per la fine del massacro in Palestina e per fermare l’escalation di una guerra globale”. Sono queste le parole di Gianni Alemanno, segretario nazionale del Movimento Indipendenza, nato un anno fa. All’assemblea che si terrà sabato 30 novembre alle ore 17:00 a Palazzo Ripetta (via di Ripetta, 231), parteciperanno membri della comunità palestinese e di quella libanese e i dirigenti del Movimento Indipendenza, fra cui il Segretario Gianni Alemanno, i Vicesegretari Luigia Passaro, Nicola Colosimo e Marcello Taglialatela e il Presidente Massimo Arlechino.
Nessuna violazione della legge sulla par condicio, per la Rai arriva però un richiamo dall’Agcom in merito al servizio del 27 ottobre ’Liguria Nostra’ andato in onda su Report in concomitanza con le elezioni regionali in cui ha poi trionfato Marco Bucci, candidato del centrodestra. È quanto svela LaPresse dopo il consiglio Agcom andato in scena ieri. Il richiamo alla Rai è al rispetto dei principi generali di equilibrio e il richiamo agli articoli 4-5-6 Tusma.
A presentare il ricorso era stato Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato e membro della commissione di vigilanza Rai. Queste le sue parole nell’occasione: “Ho inoltrato oggi il ricorso all’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni relativo alla violazione del silenzio elettorale da parte della trasmissione Report, andata in onda sui Rai 3, domenica 27 ottobre, in riferimento alle elezioni, proprio mentre questa consultazione elettorale si svolgeva. La sconfitta di Report e delle sinistre non ha reso inutile il ricorso. Il fallimento della manovra politica non cancella le gravi colpe di Report e della Rai”. Anche ad inizio novembre si erano registrate scintille tra il senatore azzurro e la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci, in quell’occasione per un servizio su Antonella Giuli: “Report Rai3 è l’Hamas della tv. Dietro c’è più di quel che appare, ho fatto bene a segnalare alla magistratura gli antisemiti della Rai”.
La maggioranza si spacca e il Governo va sotto in commissione Bilancio al Senato sull’emendamento presentato dalla Lega al decreto fiscale per la riduzione del canone Rai. La proposta di modifica, che aveva il parere favorevole di relatore e Governo, è stata bocciata con 10 voti favorevoli e 12 contrari. Hanno votato sì FdI e Lega, mentre FI si è unita al no delle opposizioni che hanno votato in modo compatto. E su quanto accaduto è intervenuto palazzo Chigi: “Il Governo è fortemente impegnato nel sostegno a famiglie e imprese, operando sempre in un quadro di credibilità e serietà. L’inciampo della maggioranza sul tema del taglio del canone Rai non giova a nessuno”, così fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, dopo il voto in Commissione bilancio sull’emendamento al dl fisco relativo al canone Rai che ha visto la maggioranza andare sotto.
TALMENTE SCEMI DA NON CAPIRE IL DANNO CHE FANNO OPPURE….. PAGATI PER FARLO ?