non è vero che il nostro paese sia serio….. altrimenti non saremmo arrivati a questo punto !
Milano, gli immigrati attaccano l’Italia? Quel “Vaffa” non può restare impunito
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Daniele Capezzone 02 gennaio 2025
Se avessimo – ma non la abbiamo – voglia di scherzare, potremmo dire che no, certamente non erano né militanti tedeschi di AfD né simpatizzanti di Elon Musk, né tifosi di Trump né di Milei. E – spiace dare questo dolore ai nostri partigiani in servizio permanente effettivo – non erano nemmeno nostalgici mussoliniani. Di più: non si trattava. Sui social ci sono immagini della notte di Capodanno, in piazza del Duomo a Milano, dove si vedono sventolare bandiere della Tunisia e della Palestina e si sentono urla di questo tipo: «Vaffanculo Italia! Polizia di merda!».
Ovviamente sarebbe sciocco affermare che ciò sia rappresentativo di tutti gli immigrati Di chi parliamo? Della torma di facinorosi immigrati che la notte di Capodanno si sono abbandonati a un ormai consueto rituale di vandalismo e aggressioni a Milano (complimenti, sindaco Sala!), quest’anno impreziosito dal grido bestiale: «Vaffanculo, Italia». Guardatele le immagini che girano in rete: visi stravolti dalla rabbia, urla da belve umane, un rancore assoluto e irriducibile. E – ciò che più conta – l’arroganza di chi sa che resterà impunito. Di chi sa che – a sinistra e non solo – è già pronta la solita canzoncina del “non li abbiamo ascoltati”, “non abbiamo fatto abbastanza”, “è colpa nostra”. Di chi sente intorno l’ovatta del giustificazionismo, l’autorazzismo della colpevolizzazione rivolta sempre e solo contro gli italiani, e una freddezza ingiustificabile nei confronti delle forze dell’ordine (oggetto, non a caso, di altre offese belluine: «Polizia di merda»).
“Vaff*** Italia, polizia di m***. Milano choc a Capodanno: gli insulti degli immigrati che fanno festa | Video
È l’ora di dire basta. Il nostro è un paese serio che non può più tollerare simili scene di disprezzo: non solo della legalità (questo è pacifico), ma pure di quel sentimento di amor patrio di cui sentiamo parlare – a volte sinceramente, più spesso retoricamente – da tante parti. E allora si agisca di conseguenza. E si tratta di una sfida politica per tutti. La sinistra dovrebbe finalmente sottoporsi a un bagno di realtà: non le verrà nulla di buono dalla difesa di queste scene orrende. Ci sarà pure qualche testa rimasta minimamente lucida tra i progressisti: se sì, comprendano che la sinistra – ormai – non ha una vertenza con Giorgia Meloni o con il governo, ma ha un gigantesco problema di sconnessione rispetto agli elettori. Cittadini comuni che considerano lunare la minimizzazione che a sinistra continua a esserci rispetto a questo andazzo.
Ma pure la destra è chiamata a un salto di qualità. A onor del vero, sul tema dell’immigrazione, l’impegno del governo merita un plauso: i numeri parlano chiaro, e sia dalla Cassazione sia dall’Ue sono giunti altri segnali che certamente l’esecutivo può rivendicare. Ma è sul mix tra immigrazione illegale e sicurezza che si può fare di più. L’esperimento delle zone rosse va esteso e potenziato. Nelle stazioni delle principali città e nei luoghi “caldi” serve uno sforzo permanente: costerà in termini di uomini impiegati e di risorse, ma va fatto.
E soprattutto, anche per mostrare il cambio di clima, per compiere una potente opera di dissuasione, servirebbe. Non si tratta di una materia facile da maneggiare, ne siamo ben consapevoli: per ragioni varie che vanno dalle garanzie individuali a un quadro giuridico complesso. Ma sarebbe di straordinario valore educativo, oltre che un modo di far capire a tutti che il vento è cambiato, se si potesse procedere all’espulsione (nei casi in cui non si tratti di soggetti con cittadinanza italiana, e quando ricorrano le condizioni necessarie) dei soggetti che – in uno sventolio di bandiere tunisine e di altre nazioni – hanno gridato quel «Vaffanculo, Italia» o quel «Polizia di merda». Si può fare? Lo si faccia. Serve una forzatura e un atto di coraggio politico? Lo si compia, si tenti. C’è da affrontare una polemica? La stragrande maggioranza degli italiani sarebbe pronta ad applaudire questa decisione a scena aperta.
SONO I PATRIOTI DI MATTARELLA E LE RISORSE DEI SINISTRATI E DEI VESCOVI: NULLA DI PIU’ E NULLA DI MENO !!
poveretto… che brutta fine…..
UN GRANDE DELLA MUSICA CHE IN PREDA A DELIRIO SENILE DIMENTICA I VARI DIMAI, TONINELLI, CONTE, BELLANOVA, FEDELI & DECINE DI ALTRI VERAMENTE “PERICOLOSI” !
Francesco Guccini, il delirio contro Giorgia Meloni: “È pericolosa come Orban”

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Francesco Guccini senza vergogna contro Giorgia Meloni, Matteo Salvini e la destra italiana. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il cantante impegnato si è raccontato senza giri di parole. E ha colto l’occasione per attaccare la leader di Fratelli d’Italia. Secondo il cantautore, il premier è “furba, intelligente, pericolosa. E urla troppo”. Il motivo? Lo spiega lui stesso: “Ha tentato di imporre riforme che avrebbero stravolto la Costituzione. Ora sia il premierarto sia l’autonomia pare stiano rientrando. L’intenzione però era quella: una forma moderna di autocrazia, alla Orban”.
L’artista poi ha ripescato ancora una volta il tema del fascismo. Secondo Guggini, non è morto con la fine di Benito Mussolini. Può sempre tornare. “Una certa voglia serpeggia – ha confidato ad Aldo Cazzullo -. Gli italiani tendono a voltarsi sempre da quella parte”. Eppure, Giorgia Meloni l’avevo invitato ad Atreju, per mostrargli che il popolo di FdI non era composto da mostri. Bensì da semplici militanti politici di destra. Lui ha rifiutato: “Pure per me, che ormai sono quasi cieco per la maculopatia, non era difficile vedere che non c’era bella gente”.
HA LE VONGOLE NEL CERVELLO
Anche a Renzi toccherà di dover invecchiare
Finisce che il politico di turno delude gli elettori e che questi ultimi deludono il primo. Nel caso di Matteo Renzi questa dinamica si è manifestata in tutta evidenza
Vittorio Feltri 2 Gennaio 2025 – 10:00

Egr. Direttore Feltri, sono costretto fare ammenda, per aver a suo tempo, purtroppo creduto ad un personaggio come Matteo Renzi, mi succede a volte di aver fiducia verso politici che hanno un ottimo eloquio in un panorama squallido come quello attuale. L’ultima performance dell’arrogante Renzi al Senato della Repubblica, dove oltre a tutto costui non dovrebbe esserci, perché una persona che non mantiene quello che promette è una che non vale nulla se non per se stessa. Cosa crede di aver combinato dando del vecchio rincoglionito e del camerata alla seconda carica dello Stato? Rammento a questo senatore, che si è imbucato malgrado tutto, che il presidente Mattarella è anche più anziano di La Russa, il valore delle persone non è relativo all’età e, se oggi Renzi si comporta in questo modo, chissà cosa ci riserverà quando avrà anche lui una certa età, sempre se ci arriverà. Caro ragazzotto, è inutile ammorbare la gente con queste cialtronate, tanto ormai la sinistra non la considera più uno di loro, magari la usa solo ai fini elettorali come si fa con gli utili idioti ai fini elettorali, intanto lei continua a vivere bene a spese nostre.
Ugo Doci
Caro Ugo,
non fartene una colpa, capita a tutti quanti noi di prendere abbagli di questo tipo. Non è per ingenuità che riponiamo fiducia nel cosiddetto uomo nuovo (che può essere maschio o femmina, lo specifico per quanti sono già pronti a tacciarmi di sessismo, cosa a cui ormai sono avvezzo e di cui, comunque sia, poco mi preoccupo). Semplicemente siamo carichi di aspettative e speranze che non vediamo l’ora di affidare a questo o a quello, a chi irrompe sulla scena politica illudendoci e illudendosi di fare la differenza. Pensa al M5s, a Beppe Grillo e compagnia bella.
Poi finisce che il politico di turno delude gli elettori e che questi ultimi deludono il primo. Nel caso di Matteo Renzi questa dinamica si è manifestata in tutta evidenza. Egli era così sicuro dell’amore dell’elettorato, di cui pure non aveva tastato il polso a livello nazionale, che personalizzò il referendum da lui proposto e sponsorizzato, promettendo altresì di levarsi dai piedi, ovvero di abbandonare la cosa pubblica, qualora ne fosse uscito sconfitto. Per gli elettori fu una provocazione, una sfida e pure una divertente scommessa: avevano l’occasione di verificare la coerenza del fiorentino. A quel punto volevano vederla tutta, dunque bocciarono il referendum soprattutto per bocciare quest’uomo che era risultato improvvisamente spocchioso. Era prevedibile, come prevedibile era che la promessa di Renzi sarebbe stata vana: non lasciò l’agone politico, ma solo la presidenza del Consiglio, non ritirandosi a vita privata quindi, né mollò la segreteria del Pd, che mantenne ancora fino al 2018. Io penso che Matteo Renzi non sia male, qualche volta, sebbene sempre più raramente, gli capita di pronunciare o fare la cosa giusta e ne ho apprezzato sovente la dialettica, a rovinarlo tuttavia è proprio la sua lingua lunga, oltre alla proverbiale presunzione in senso greco, ovvero intesa come hybris, tracotanza orgogliosa e portatrice di guai. Ho trovato gravi le parole riservate al presidente del Senato Ignazio La Russa, non solo per una questione di protocollo, di rispetto delle cariche e dei ruoli, di decoro istituzionale. Ricorrere all’insulto gratuito soltanto per imprimere vitalità e forza al proprio intervento, o per sfogare i nervi, è scelta penosa e volgare. Per fare valere il proprio punto di vista non occorre adoperarsi nel tentativo di mortificare l’altro. Una cosa che da Renzi non mi sarei aspettato. Lo facevo meno bullo. Egli è sì pungente, ma giungere ad offendere un uomo dandogli del vecchio, come se l’età fosse una vergogna o un crimine o una colpa o un elemento giustificativo di discriminazione di vario tipo o una condizione ostativa, è stata una indecente caduta di stile nonché un autogol clamoroso. Pensa forse Renzi di non essere destinato a invecchiare? Invecchia anche lui di giorno in giorno, oltretutto ingrassa e vedo che invecchia pure male, e gli auguro di invecchiare ancora perché vorrà dire che ha ancora da vivere e da romperci le scatole. La giovinezza non è una virtù di cui andare orgogliosi e che consenta di denigrare chi l’ha persa e superata. Se la stupidità, l’inettitudine, l’inutilità dipendessero dalla vecchiezza, non saremmo infestati da tanti giovani e rigogliosi cretini anche dentro le istituzioni. Pure a me danno spesso del vecchio nella foga di offendermi o screditarmi. Il che mi fa tanto ridere poiché si tratta della dimostrazione che l’interlocutore incontra difficoltà nel contestare le mie opinioni e le mie affermazione. Allora ricorre all’improperio, uno qualsiasi, quello che gli viene in mente.
Ha fatto bene La Russa, da gran signore, a non replicare agli insulti di un individuo che non è stato capace, all’interno di un’aula in cui è rappresentato il popolo sovrano, di gestire la rabbia per una norma, contenuta nella legge di bilancio, che lederebbe i suoi interessi personali, ponendo il divieto di percepire compensi per incarichi da Paesi extra europei. Il leader di Italia Viva punta il dito contro le sorelle Meloni, che avrebbero, a suo dire, studiato tale norma per danneggiarlo. La motivazione è alquanto ridicola. Eccola: «Perché io, quando faccio campagna elettorale, posso arrivare, come alle europee, quasi al 4% e sono voti che valgono doppio perché tolti al centrodestra».
Confesso che ho difficoltà a comprendere questa delirante argomentazione.
Insomma, le sorelle Meloni, diventate capro espiatorio della sinistra, per invidia, o per timore, o per ostacolare la crescita elettorale di Renzi, che non ci pare sia cresciuto molto in questi anni, avrebbero architettato una legge per creare nocumento alle tasche di Renzi? E come potrebbe influire questo danno alle finanze di Renzi sulla campagna elettorale? Come potrebbe questa norma diminuire il consenso degli elettori nei confronti del toscano? O forse le sorelle Meloni hanno fatto quello di cui vengono accusate da Renzi per tenere questi sotto ricatto?
Non ci ho capito proprio nulla, ma non perché sono vecchio. Solo perché Renzi, pur essendo giovane, in balia di una specie di mania di persecuzione, risulta gravemente rincitrullito.
BUZZURRI
una delle grandi minkiate nazionali
QUANTO BISOGNO NE AVREBBERO I BAMBOCCI DI OGGI !!!
amnesie
NAPOLI
COSI’ SIA
visto ad aiutare i pagliacci ??
DENARO A FIUMI ED ARMI PER CONTINUARE LA GUERRA PERSA IN PARTENZA PER LA SPERANZA DI SPARTIRSI LA RICOSTRUZIONE ED ORA I BENEFICIATI RINGRAZIANO I DEMENTI !!

