la citta’ di sala

Milano fuori controllo: ragazzo spara in strada. Il video choc

L’episodio è accaduto in via Padova, dove i cittadini allarmati avevano più volte chiamato le forze dell’ordine. Lega: “Periferia ghetto dove i delinquenti stranieri si sentono padroni”

Marco Leardi 17 Gennaio 2025 – 17:39

Milano fuori controllo: ragazzo spara in strada. Il video choc

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Sempre peggio. Violenze, spaccio, scippi, bivacchi e borseggi non bastavano: a Milano, purtroppo, si è andati oltre. In un video circolato dapprima delle chat e diffuso sui social dall’europarlamentare e consigliere comunale Silvia Sardone, ecco mostrato l’ulteriore e pericoloso passo verso il baratro. Nel filmato in questione si vede un giovane che, all’esterno di un esercizio commerciale in via Padova, estrae una pistola e spara alcuni colpi in aria. Scene che mai avremmo pensato di vedere in una città da tempo sotto i riflettori proprio per le continue segnalazioni da parte di chi lamenta una vera e propria emergenza sicurezza.

Del resto, non si può certo considerare sicura una metropoli in cui c’è chi si aggira con delle armi e le utilizza in mezzo alla strada come se fossimo in un videogioco. “Da giorni girano video, ripresi dai residenti di Via Padova, di nordafricani che di sera e notte spacciano, bevono e addirittura si mettono a sparare in aria. I cittadini della zona sono allarmati e hanno chiamato più volte le forze dell’ordine. Addirittura, secondo la testimonianza dei residenti, una volante della polizia è stata presa a bottigliate. Ormai questa periferia è da anni abbandonata: altro che ‘Via Padova è il meglio di Milano’, come diceva la sinistra in un famoso slogan“, ha denunciato in una nota la leghista Sardone.

Secondo le denunce dei residenti, gli episodi di insicurezza non sarebbero nuovi in quella zona. “Spaccio, criminalità, degrado, bivacchi sono una costante. È una periferia multietnica che sembra sempre di più un ghetto e dove i delinquenti stranieri si sentono padroni“, ha commentato ancora Sardone, chiamando poi in causa il sindaco Beppe Sala. “Proprio ieri – ha contestato l’euruodeputata leghista – ha parlato di periferie dicendo che ‘lui le conosce’: in realtà il suo disinteresse è sotto gli occhi di tutti“. E ancora: “Una zona che chiede sicurezza e attenzione riceve in risposta il nulla assoluto dall’amministrazione comunale. Anzi un progetto è in arrivo: una moschea esattamente ciò di cui questo quartiere non aveva bisogno“.

Spunta una nuova moschea a Milano

Ormai negare che nel capoluogo lombardo ci sia un allarme insicurezza è davvero difficile. Anzi, impossibile: nella notte notte tra venerdì 10 e sabato 11 scorso, ad esempio, una 19enne era stata molestata e abusata da circa dieci uomini fuori dalla discoteca Alcatraz.

A questo episodio vanno poi aggiunti quelli denunciati dopo la notte di Capodanno, durante la quale si sarebbero verificate molestie di gruppo ai danni di alcune ragazze. Sull’accaduto sono in corso le opportune indagini, scattate dopo le denunce choc delle presunte vittime.

Sala continua la sua raccolta di figure emmerde

ronaca giudiziaria

Caso Ramy, lo dicono pure i pm: “Inseguimento regolare”. E spunta un nuovo video

I carabinieri hanno inseguito lo scooter con a bordo Ramy per circa 20 minuti per le strade di Milano, tra semafori “bruciati” e vie imboccate contromano

Francesca Galici 17 Gennaio 2025 – 20:37Incidente RamyIncidente RamyAscolta ora

La procura continua le indagini sulla morte di Ramy Elgaml, 19 anni, che si trovava a bordo dello scooter guidato dal 22enne Fares Bouzidi che, per sua stessa ammissione subito dopo l’incidente, non si sarebbe fermato al posto di blocco perché non aveva la patente. I carabinieri che hanno effettuato l’inseguimento sono stati messi sotto accusa anche dal sindaco di Milano, Beppe Sala, e dall’ex capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli. Ma le discussioni sono comunque solo chiacchiere per ora, soprattutto se chi punta il dito e commenta non ha in mano i verbali e le perizie effettuate. Dalla procura iniziano a emergere le prime indiscrezioni e per il momento, stando alle valutazioni per ora disponibili da quel che emerge i carabinieri non avrebbero effettuato alcuna violazione.

Caso Ramy, nel nuovo video i soccorsi dei carabinieri subito dopo l’incidente

Non ci sarebbero state violazioni ai protocolli, ai regolamenti e alle normale penali nell’inseguimento che ha impegnato le auto dei carabinieri per 20 minuti, per un totale di 8 km, per le strade di Milano quella notte di novembre. Lo scooter guidato da Fares ha bruciato semafori rossi, precedenze, incroci e ha percorso contromano numerose strade a velocità elevatissima. Solo per un fortuito caso del destino in quell’inseguimento non ci sono stati altri mezzi coinvolti. La procura vuole vederci chiaro in ogni dettagli di questo caso che ha sollevato molto clamore mediatico, anche perché non sono mancati coloro che hanno usato la morte di Ramy a scopo politico e per giustificare le violenze di piazza.

se almeno avesse il pudore umano di sparire e tacere….

PiazzaPulita, Prodi-choc su Giorgia Meloni: “Picchiano gli ispiratori, autoritarismo”

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16 gennaio 2025

“È ora di ricominciare a discutere, sono due anni che siamo muti, bisogna organizzare programmi, mettersi insieme. Forse questo fa paura perché fino a ora è stato come sparare sulla Croce rossa, ora se si comincia a discutere comincia una dinamica politica che deve andare avanti in fretta perché tra due anni ci sono le elezioni”. Romano Prodi a Piazzapulita lancia un messaggio alle opposizioni in vista dei due convegni centristi in programma sabato a Orvieto e Milano. Poi l’ex premier ha aggiunto: “L’importante è discutere. Io ho fatto l’Ulivo perché i riformismi potessero discutere e non ho intenzione di contribuire alla nascita di un partito cattolico, non è il momento della storia per questo. Ma finalmente si ricomincia a discutere, c’è tante gente che vuole partecipare”.

Poi aggiunge: “Se dai convegni in programma sabato a Milano e poi ad Orvieto potrà nascere un partito cattolico che si allei con il Pd? Non lo so e non mi interessa. Io il mio l’ho fatto perchè i diversi riformismi lavorassero insieme. Non ho alcun interesse alla nascita di un partito cattolico. Ma è importante il fatto che finalmente si ricominci, c’è tanta gente che vuole partecipare. È ora di ricominciare a discutere. È due anni che siamo muti, bisogna riorganizzare i programmi”.

gli antagonisti sono cerebrolesi ma…sono i sinistri che col loro silenzio diostrano d’avere 1 solo neurone

Ghisleri: ecco cosa pensano gli italiani degli agenti. Smacco agli antagonisti

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Il caso di Ramy Elgalm, il 19enne scappato all’alt dei carabinieri a bordo di uno scooter e morto dopo l’inseguimento, ha risvegliato quella galassia antagonista spalleggiata dalla sinistra e sempre pronta a scagliarsi contro le forze dell’ordine. A Tagadà il tema è stato proposto da Tiziana Panella ad Alessandra Ghisleri: “Perché le forze dell’ordine sono diventate un tema politico? Perché se ne dibatte tanto? Perché si pensa allo scudo penale in questa fase?”, ha domandato. La direttrice di Euromedia Research, che con i sondaggi riporta gli umori degli italiani sulle questioni che più dividono e fanno discutere il Paese, ha risposto così: “Perché il nostro Paese è normato da delle leggi e il servizio pubblico è garantito da chi lo fa rispettare. Il tema vero è il rapporto tra la sicurezza, i cittadini e le manifestazioni”.

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“È evidente che emerge un dibattito importante, ma bisogna ricordare anche che le forze dell’ordine, insieme al presidente della Repubblica, hanno dai cittadini la fiducia maggiore, con qualsiasi governo, non è una questione politica”, ha ricordato la sondaggista. Parole cristalline e pesanti per chi infiamma la piazza contro gli agenti e per le opposizioni, che con il loro rumorosissimo silenzio stanno dimostrando ancora una volta di non comprendere le esigenze degli elettori. “Ora il tema è che per colpa di qualcuno che esonda o che magari gestisce un po’ male la propria paura – dobbiamo pensare a quanto visto a Pisa, Roma, Firenze e Milano -, di fronte a tutto questo i cittadini si interpellano”, ha continuato Ghisleri.

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La fiducia dei cittadini nei confronti delle forze dell’ordine, dunque, nonostante i cortei violenti che ripetutamente hanno sfilato per le strade delle principali città italiane, rimane stabile. “Poiché la maggior parte dei cittadini è al di fuori di queste situazioni, giudica a favore, sempre, della polizia, perché è l’ente supremo che tutela la tua sicurezza personale. Su questo però non c’è un tema di impunità, c’è un tema di giusto rapporto tra forza e attacco”, ha rimarcato la sondaggista. “Il tema diventa centrale, ma non c’è una ragione politica. C’è una necessità di una parte politica di tutelare le forze dell’ordine”, ha concluso. 

L’ONESTà D’AMMETTERLO

Luca Ricolfi inchioda la sinistra: “Patetica, ha la sindrome del gatto”

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16 gennaio 2025

La sinistra è affetta dalla “sindrome del gatto“. Parola di Luca Ricolfi. Il sociologo nota come Pd e compagni, da qualche anno a questa parte, “si barcamenano e si dividono”. Come? Semplice: “La sinistra estrema guarda con simpatia al Resto del mondo, descritto come oppresso dalla prepotenza dei paesi ricchi. Di qui l’odio per Israele, e la disattenzione ai misfatti delle dittature, islamiche e non. La sinistra ufficiale non trova di meglio che aggrapparsi al mito dell’Europa, di cui condivide tutte le incertezze e ambiguità”. Insomma, per Ricolfi si tratta di una tendenza “a rifugiarsi su questioni piccole e provinciali, sulle quali inscenare ogni giorno la consueta gazzarra anti-governativa”.

Da qui quella che sulle colonne de Il Riformista definisce “la sindrome del gatto”, che in parole povere viene rappresentata da “quei gatti che, anziché dare la caccia al topo come sarebbe nel loro DNA, danno zampate verso ogni insetto, pallina, mosca, piuma, lucertola, foglia che gli si agiti davanti”. 

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Anche gli intellettuali di sinistra sembrano essere spariti. Questi, “come ebbe a notare Eugenio Scalfari una trentina di anni fa, sono diventati dei ‘monologhi ambulanti’. Scrivono i loro editoriali e i loro libri, ma si ignorano a vicenda. Perché mai dovrebbe ascoltarli il Partito?”. E ad oggi Ricolfi non cambia idea: la sinistra era e rimane “antipatica”, ma con una piccola differenza: “Quando, esattamente 20 anni fa, scrissi Perché siamo antipatici?, la sinistra aveva un certo piglio, erano antipatici ma anche a modo loro autorevoli, dotati di un’idea del mondo. Oggi, se proprio dovessi scrivere un nuovo libro, forse lo intitolerei Perché siamo patetici?”.