– Una guardia giurata è intervenuta a Roma durante una rapina e, dopo aver sparato pare 10 colpi di pistola, ha ucciso un ladro di 24 anni. Non sappiamo se il vigilante abbia premuto il fuoco per uccidere, per difendersi, per fermare i banditi. Sappiamo però al momento che quattro malviventi si erano intrufolati in un appartamento, avevano tenuto “in ostaggio” una donna, avevano svaligiato tutto e tentato di sradicare la cassaforte. Sappiamo che la guardia giurata li ha sentiti e ha cercato di intervenire. E sappiamo, stando almeno a quanto detto da un testimone, che ci sarebbe stata una colluttazione, che i banditi avrebbero cercato di investirlo due volte, gli sarebbero andati sotto con le spranghe. Ora il vigilante è indagato per omicidio e vedremo se ha sparato in aria, ai ladri in fuga, se voleva fermarli o si è solo difeso. Quel che è certo è che passerà le pene dell’inferno per aver avuto il coraggio, o la follia, di intervenire per salvare la vicina. Poteva infischiarsene, invece – come dicono bene i vicini – finirà in “un mare di guai”: il tutto, anche qualora si arrivasse ad una assoluzione, gli costerà una marea di soldi in avvocati per non parlare di eventuali risarcimenti alla famiglia del defunto. A questo punto, viene quasi da pensare che fare il poliziotto, la guardia giurata o quello che volete voi, avere comunque un’arma, non conviene. È triste, ma alla fine ti viene da pensare che sia meglio farsi i fatti propri. E che si arrivi a formulare questo triste pensiero, alla fine, è la vera vittoria dei ladri.
No, non è turismo. Tutti al Porto, ma per ricevere lezioni di soccorso in mare da Casarini e soci a bordo della Mare Jonio, la nave della ong Mediterranea che tutto il mondo fa tremar. La singolare iniziativa – open days gratuitamente – partirà da sabato e avverrà nel porto di Napoli, in cattedra un bel po’ di pezzi da novanta della sinistra migratoria, di derivazione pure politica e musicale. In pratica – con la platea di studenti che secondo la ong avrebbe già aderito all’iniziativa – si insegnerà ad andare a pesca di clandestini in mare.
La nave, impegnata dal 2018 nel soccorso e salvataggio in mare, è stata indirizzata al molo 21 di varco Pisacane e da domani al 16 febbraio sarà visitabile dal mondo delle associazioni di base e dai cittadini che potranno incontrare i capi missione che spiegheranno il funzionamento delle missioni di salvataggio mostrando tutte le fasi del processo, fino allo sbarco delle persone soccorse in un porto sicuro. Come se tutto questo potesse rendere tranquillo il sistema di soccorso in mare. In una settimanella ti dai da fare…
L’organizzazione ha fatto sapere che sarebbero già circa mille le richieste di visita arrivate attraverso il modulo di prenotazione online. Alcuni giorni sono già sold out. E sarebbe appunto ampia la partecipazione delle scuole napoletane che hanno risposto in massa con tantissime richieste di visite a bordo. Ma non solo. Siccome la propaganda ha i suoi strumenti, ecco che sulla Mare Jonio arriveranno e si materializzeranno artisti (non quelli impegnati a Sanremo magari), volti della politica (chissà quali…), dello spettacolo, ma anche le realtà sociali di base, quelle del mondo laico e cattolico, attivisti, e tanti «semplici cittadini che con la loro presenza vogliono far sentire il sostegno a Mediterranea Saving Humans».
PREMESSO CHE SONO CLANDESTINI E NON MIGRANTI ..SIA CHIARO CHE I TRAGHETTATORI LO FANNO ESCLUSIVAMENTE PER DENARO !!! POI LI MOLLANO QUI A DELINQUERE SENZA PIU’ NESSUN AIUTO…. SEMPLICEMENTE SCAFISTI !!
Riforma della giustizia, Nordio avverte le toghe: “Scioperino pure, andremo avanti”
Il Guardasigilli all’inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti italiani: “Più ci attaccano, più la nostra volontà di portare a fondo la riforma aumenta. In estate previsto il sì definitivo”
Roma, ex vigilante spara ed uccide un rapinatore. “Omicidio volontario”, è bufera
07 febbraio 2025
Omicidio volontario. E’ l’ipotesi di reato con cui la procura della Repubblica di Roma ha indagato Antonio Micarelli, di 55 anni, il dipendente di un istituto di vigilanza che giovedì sera ha sparato ad un ragazzo di 24 anni di nazionalità romena che aveva appena messo a segno un furto, trasformatosi poi in rapina, sulla via Cassia, nella zona nord della Capitale. Antonio Ciurciumel, così si chiamava la vittima, è morto poche ore dopo all’ospedale San Filippo Neri di Roma. Dieci i colpi che Micarelli, con un passato da ex pugile, avrebbe sparato in rapida successione, uno dei quali ha colpito il fuggitivo alla testa. Sulla vicenda, avvenuta in un condominio di via Cassia 1004, indagano i carabinieri, coordinati dalla procura della Repubblica di Roma, che stanno ascoltando alcuni testimoni.
Secondo quanto ricostruito finora, la guardia giurata si sarebbe trovato davanti i ladri che fuggivano dopo aver derubato una donna di 61 anni, che sarebbe anche stata presa in ostaggio dai malviventi. I rumori provocati dai ladri che stavano provando a smurare la cassaforte avrebbero attirato l’attenzione di Antonio Micarelli, che ha aperto il fuoco. Dopo aver lavorato come guardia giurata presso un istituto di vigilanza privata, era passato negli uffici commerciali dell’azienda, così come il figlio che svolge la stessa attività del padre in una società di sicurezza la cui sede si trova proprio sotto il palazzo dove è avvenuto il fatto. Fino al tardo pomeriggio, i carabinieri hanno effettuato un nuovo sopralluogo sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica e stabilire se per Micarelli possa eventualmente essere riconosciuta la legittima difesa. Saranno le perizie balistiche e le immagini delle telecamere di videosorveglianza, con le dichiarazioni dei testimoni, a stabilire quello che è successo con precisione durante gli attimi concitati di quanto avvenuto giovedì sera. Verrà effettuata nei prossimi giorni anche l’autopsia sul corpo del giovane ucciso.
“Lo Stato deve stare dalla parte di chi difende, non di chi attacca”, è stato il commento su Facebook dell’avvocato Giorgio Carta, esperto di diritto militare e difensore del generale Roberto Vannacci. Il legale ha poi aggiunto: “In Italia funziona così: chi si difende, anche per difendere gli altri, viene trattato da imputato, mentre chi entra nelle case altrui per delinquere diventa una vittima. Il destino della guardia giurata è già scritto: dovrà affrontare un processo, magari essere condannata, e forse lavorare tutta la vita per risarcire la famiglia del ladro che ha sorpreso in casa del vicino. In Italia funziona così: chi si difende, anche per difendere gli altri, viene trattato da imputato, mentre chi entra nelle case altrui per delinquere diventa una vittima”. Per Vincenzo del Vicario invece, segretario nazionale del sindacato Savip degli istituti di vigilanza privata, il vigilante che ha sparato e ucciso il rapinatore “in un Paese normale dovrebbe ricevere una medaglia”. Solidarietà alla guardia è arrivata da una parte del mondo politico. In una nota Raffaele Nevi, vicepresidente vicario dei deputati di Forza Italia e Stefano Peschiaroli, capogruppo azzurro nel XV Municipio di Roma, si soffermano sulla necessità di “intervenire sulla sicurezza”.
SOLO IN UN PAESE SENZA GIUSTIZIA I DELINQUENTI SE LA CAVANO SEMPRE ….. DIFESI DA BEOTI E FINTI GIUDICI : SE DELINQUI E CI RESTI…SI CHIAMA RISCHIO D’IMPRESA !!
PiazzaPulita, la sceneggiata di Prodi: “Allarme democrazia in Italia, serve una ribellione morale”
06 febbraio 2025
Romano Prodi incita alla “ribellione morale”. L’ultima sceneggiata del prof va in onda nello studio di PiazzaPulita: “C’è un allarme della democrazia in tutto il mondo, basta pensare agli Usa. In Italia. Non dobbiamo sottovalutare. Perché non è un fenomeno solo italiano ma internazionale. Quello che ho visto accadere negli ultimi tre mesi è più grave di quanto abbia mai visto prima”. E ancora: “Gli Stati Uniti si stanno facendo i tutti nemici. Ci sono interferenze contro la legge che non si erano mai visti prima”, ha affermato l’ex premier e presidente della Commissione Ue, ospite La7.
“A questo punto – ha detto ancora Prodi- ci vuole una ribellione morale. Io sento salire lo sdegno per Gaza in tutte le persone per bene. Sono molto rattristato la Ue non abbia espresso uno sdegno comune”.
E le parole in tv arrivano dopo un intervento del prfessore di Bologna sul Messaggero: “Anche se sono passate solo due settimane dal suo insediamento, la tempesta sollevata da Trump è già uno tsunami e si contano morti e feriti”. “A meno che non arrivi un sussulto di orgoglio e di saggezza, le differenze sopraindicate, sommate alla regola dell’unanimità, non possono che produrre una politica di sostanziale sottomissione. Resta da capire quale sarà il risultato di una politica americana che trasforma la già drammatica sfida fra Occidente e il Resto del Mondo (West contro Rest) in una sfida fra gli Stati Uniti e il Resto del Mondo”, ha affermato Prodi. La sinistra ormai è un disco rotto.
PiazzaPulita, Marco Patarnello getta la maschera: “Perché Lo Voi ha agito subito”, cosa rivela
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Marco Patarnello, recentemente eletto all’Anm, è, come in molti ricorderete, il giudice della ormai celebre mail contro Giorgia Meloni in cui la premier veniva definita “pericolosa” per la tenuta della democrazia nel nostro Paese. E ora la toga che ha suscitato un polverone nelle scorse settimane parla e lo fa nello studio di PiazzaPulita.
E lo fa analizzando quanto accaduto in questi giorni con il caso Almasri a tenere banco. Patarnello difende l’operato del procuratore Lo Voi ma tra le righe ammette che il magistrato avrebbe avuto altre vie prima di iscrivere Meloni, Piantedosi, Nordio e Mantovano nel registro degli indagati: “Lo Voi avrebbe potuto dar vita a un modello 45 senza ipotesi di reato o avrebbe potuto attendere 15 giorni prima di procedere”, afferma. Il tutto lasciando aperta proprio l’ipotesi che si possa trattare di un atto “voluto” e non “dovuto” l’iscrizione nel registro degli indagati di premier e ministri. Ma per evitare fraintendimenti ecco che subito precisa: “Se Lo Voi avesse atteso avrebbe prestato il fianco a possibili critiche su una notizia di reato chiusa nel cassetto”.
Ma è a questo punto che il magistrato getta la maschera e inizia a parlare della riforma della Giustizia: “Mi sembra evidente che un pericolo c’è ed è ormai evidente. la separazione delle carriere c’è già ed è per questo che la riforma non ha senso di esistere”. E ancora: “C’è il tentativo di scardinare le istituzioni democratiche, come ad esempio il Parlamento Ue, non serve, allora se ne può fare a meno è ragionamento di qualcuno”. Parole pesanti che di fatto alzano il velo sulle vere ragioni ndi questa offensiva giudiziaria contro il governo: la riforma voluto da Nordio a quanto pare sta mettendo a dura prova i nervi dei giudici.,.