serve test antidroga e test Q.I.

Fratoianni, Schlein e Conte: “Patrimoniale globale”, come vogliono spennarci

15 febbraio 2025

Imu, patrimoniale, no al contante e pure multe: una valanga di nuove tasse firmate 5 stelle

Imu, patrimoniale, no al contante e pure multe: una valanga di nuove tasse firmate 5 stelle

E la Schlein fa da sponda: “Non è un tabù un intervento sui grandi patrimoni, una tassazione sui super ricchi come ha proposto Lula. Ma va fatto almeno a livello europeo, perché con la volatilità del capitale è più efficace. Noi siamo aperti a discutere”.

I GUERRAFONDAI ANNEGANO NEL LIQUAME

Perché l’Europa ha il terrore della pax trumpiana

Esplora:

Mario Sechi 14 febbraio 2025

La pax trumpiana non piace all’Europa per due motivi: costa, impone di riscrivere tutta la politica di spesa – a cominciare da quella per il welfare, fonte di enormi sprechi e inefficienze – e riporta le cancellerie del Vecchio Continente di fronte alle conseguenze economiche della guerra e della pace. L’iniziativa di Donald Trump ha innescato la reazione isterica: sul piano “resort a Gaza”, il Presidente viene accusato di aver inaugurato la «diplomazia immobiliare»; sull’Ucraina di aver concertato la svolta con Vladimir Putin contro Kiev e l’Europa. Grandi scoperte e bugie sul fronte occidentale. Un po’ di storia dovrebbe aiutare la bella addormentata Europa a risvegliarsi dal lungo sonno.

Nel 1919 l’economista John Maynard Keynes scrisse dalla Conferenza di pace di Parigi un report per il governo di Londra: «Gli americani hanno proposto che si riversino sulla Germania i grandi stock di pancetta di bassa qualità in nostro possesso e li si rimpiazzi con stock più freschi e vendibili».

Il presidente Wilson vuole piazzare la carne di maiale degli allevatori americani, a tutti i costi. Keynes scrisse: «A ispirare le sue parole sono le abbondanti e costose scorte di carne di maiale, da scaricare a ogni costo su qualcuno, nemici o alleati che siano. I sogni di Hoover pullulano di maiali, ed egli si dichiara pronto a tutto pur di scacciare l’incubo». Guerra, pace e pancetta. La lezione di Keynes ricorda a tutti che le guerre finiscono e a quel punto si fanno i conti. La Casa Bianca vuole riequilibrare la bilancia commerciale, tagliare gli sprechi nelle spese federali (pari a circa mille miliardi di dollari), riorganizzare l’Alleanza Atlantica, varare una politica di dazi reciproci. Si chiama America First, non è uno slogan. Bloomberg Economics stima che per i principali alleati della Nato la pax trumpiana costerà circa tremila miliardi di dollari di nuovo debito nei prossimi dieci anni. È finita un’era, ma sul ponte del Titanic di Bruxelles l’orchestrina suona.

triplo salto mortale all’indietro delle excort dei media

DE LORENZO

a sinistra ormai raccolgono qualsiasi merdaiolo:

Le verità sul caso Almasri. Lo strano accusatore: indagato per traffici e vicino a Casarini

David Yambio, che denunciò le torture del generale libico, da tempo è sotto inchiesta per associazione a delinquere e favoreggiamento dei clandestini. Cade un’altra prova: i video degli abusi visti in tv non sono attribuibili all’ufficiale

Gian Micalessin 14 Febbraio 2025 – 07:13

Le verità sul caso Almasri. Lo strano accusatore: indagato per traffici e vicino a Casarini

David Yambio, un rifugiato sudanese che ripete di esser nel mirino del governo italiano per le sue rivelazioni sul generale libico Osama Njeem Almasri, ma risulta più banalmente sotto controllo della magistratura in merito a un’inchiesta sul traffico di clandestini. E poi dei video usati per dimostrare le torture inflitte ai migranti che una volta analizzati dalla nostra intelligence si rivelano assolutamente incongruenti con il caso del presunto «aguzzino» arrestato su ordine della Corte Penale Internazionale e poi riportato in Libia. Sono le doppie verità in cui si è imbattuto Il Giornale analizzando e indagando sul caso Almasri. Cominciamo dal rifugiato David Yambio. Dopo l’esordio sugli schermi di Piazza Pulita – la trasmissione de La 7 condotta da Corrado Formigli – questo 28enne migrante sudanese si conquista una certa notorietà grazie ai particolareggiati resoconti sulle presunte torture inferte dal generale Almasri a lui e a centinaia di altri migranti colpevoli solo di voler attraversare il Mediterraneo e raggiungere l’Europa. «Sono stato denudato, legato e picchiato dalla base dei piedi. Sono stato isolato in una cella per settimane senza cibo. Almasri mi ha preso a calci con i suoi stessi piedi, mi ha chiamato schiavo e mi ha picchiato con i tubi. Ha anche sparato a delle persone davanti a me sia a Jadida che a Mitiga Sono ancora sopraffatto È molto difficile per me accettare che sia stato rilasciato così dall’Italia», racconta Yambio in un’intervista a Repubblica.

Ma chi è veramente David Yambio? E quanto sono affidabili le «verità» sul caso Almasri in seguito alle quali sarebbe finito – dice lui – nel mirino del governo e controllato con Paragon, un sofisticato sistema di spionaggio elettronico di fabbricazione israeliana? Nel cercare di capirlo Il Giornale si è imbattuto in alcuni elementi a dir poco contraddittori. Elementi che fanno pensare ad una sorveglianza antecedente al caso Almasri e ordinata non dal governo, ma dalla magistratura. Il più rilevante è una comunicazione di Polizia datata 6 maggio 2024. La comunicazione, redatta su carta intestata del Ministero dell’Interno e indirizzata ai servizi d’intelligence, collega le attività di questo rifugiato originario del Sud Sudan a quelle di Mediterranea Saving Humans, la Ong guidata dall’ex «tuta bianca» Luca Casarini. La comunicazione ruota intorno ad un’indagine della Procura Distrettuale di Palermo che ipotizza il coinvolgimento di Yambio in attività di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. «Si rappresenta – scrive la nota – che alla Procura distrettuale di Palermo ha recentemente iscritto nel registro degli indagati David Oliver YASONA alias David YAMBIO – e due suoi connazionali – poiché indiziati del reato di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina». La comunicazione della Polizia sottolinea soprattutto le connessioni tra l’attività di Yambio e quelle della Ong di Casarini. L’oggetto della comunicazione recita «OnG Mediterranea Saving Humans – Attività di agevolazione degli spostamenti di migranti clandestini sul territorio nazionale». La comunicazione sottolinea poi che sono in corso «mirati approfondimenti investigativi finalizzati a definire la rete di favoreggiatori attivi sul territorio nazionale, nonché ulteriori accertamenti sulle utenze degli indagati». I legami tra Yambio e la Ong di Casarini vengono seguiti anche analizzando le utenze telefoniche a disposizione del migrante sudanese. La più interessante per gli inquirenti è quella intestata a Mattia Ferrari, un sacerdote originario di Modena assai noto alle cronache. In varie interviste distribuite negli anni a quotidiani, radio e Tv Padre Mattia Ferrari si definisce «cappellano» di Mediterranea Saving Humans e racconta spesso la sua partecipazione alle missioni condotte dalla Ong. «Purtroppo, la solidarietà viene sempre più criminalizzata perché tutti noi che tendiamo la mano ai migranti disturbiamo il progetto di società individualista che il neoliberismo ha in mente», spiegava un anno fa il cappellano di Mediterranea presentando il libro Salvato dai Migranti. Ma l’attenzione dedicata già allora ai contatti tra Yambio e la Ong, e il fatto che le utenze telefoniche del sudanese siano definite «oggetto di attività tecniche», fanno pensare a controlli telefonici in corso già a maggio dell’anno scorso. Dunque la presunta intercettazione – con l’utilizzo del sofisticato spyware israeliano Paragon – poco avrebbe a che fare con le rivelazioni su Almasri. E non sarebbe certo attribuibile a presunte richieste del governo. Sarebbe invece legato alle indagini avviate dai giudici di Paleremo per far luce sulle presunte attività di favoreggiamento dell’immigrazione. Non a caso la comunicazione di Polizia sottolinea che «tra le altre cose, sono emersi contatti con importanti soggetti del mondo istituzionale ed ecclesiastico che notoriamente condividono le posizioni delle Ong in merito alla gestione dei flussi migratori». C’è da chiedersi, dunque, se le presunte rivelazioni di Yambio e il frastuono mediatico creato dal collegamento con un personaggio come Almasri – coinvolto molto di più nella detenzione dei terroristi dell’Isis che non in quella dei migranti – non abbiano finito con l’offuscare i veri contorni della vicenda. Una vicenda in cui la liberazione di Almasri offre a un personaggio indagato per «associazione a delinquere nel reato di immigrazione clandestina» l’opportunità di presentarsi come vittima. Un modo come un altro per acquisire notorietà, dribblare le indagini dei giudici e attribuire al governo la propria persecuzione. Il tutto con un un polverone mediatico dai contorni assai poco chiari.

Anche perché come provano i documenti ottenuti da una fonte de Il Giornale la nostra intelligence sta accertando l’infondatezza e l’irrilevanza di alcuni filmati usciti dalla Libia e presentati in alcune trasmissioni televisive come la prova della atrocità commesse da Almasri. L’analisi della nostra intelligence dimostra che almeno due video esibiti come torture non riguardano il generale libico. I video trasmessi nella puntata del programma Carta Bianca dell’11 febbraio arrivano infatti dalla prigione di Qarnada situata in località Jabal Al-Akhdar circa 230 chilometri a est di Bengasi.

Quindi provengono da una struttura carceraria della Cirenaica controllata non dal governo di Tripoli, per cui lavora Almasri, ma dall’Esercito Nazionale Libico (Enl) guidato dal generale Haftar. Come dire vera e propria fuffa mediatica usata per influenzare e convincere l’opinione pubblica.

l’ente piu’ inutile che ci sia : esiste solo per $$

Anpi senza più freni: fascisti al governo. FdI: accecati dall’ideologia

13 febbraio 2025

Ormai vale tutto. L’Anpi, l’associazione che rivendica di essere l’erede dei partigiani della Resistenza, torna a dare addosso al governo con un attacco scomposto e fuori fuoco. “I fascisti si trovano rappresentati degnamente dalla classe politica oggi al Governo del nostro Paese e di altri Paesi”, afferma senza colpo ferire la vicepresidente nazionale dell’associazione partigiani, Anna Cocchi, numero uno dell’Anpi a Bologna, intervenuta questa mattina dal palco dell’assemblea generale della Cgil, in corso nel capoluogo emiliano. “Ecco perché il nostro deve diventare un antifascismo militante e quotidiano- prosegue il discorso Cocchi- non è certo questo il mondo per il quale le nostre care partigiane e i nostri cari partigiani si sono battuti anche a costo della vita. Avevano in mente la liberazione dal nazifascismo, ma non solo. Progettavano un mondo migliore, più giusto e più libero. Invece siamo purtroppo ancora qui, a batterci per la difesa della Costituzione e per la non sua piena attuazione”.

I giudici e la democrazia daltonica

I giudici e la democrazia daltonica

Foibe, censura in classe. Valditara dopo la denuncia de Il Tempo: Scuola luogo di confronto

Foibe, censura in classe. Valditara dopo la denuncia de Il Tempo: “Scuola luogo di confronto”

Le dichiarazioni di Cocchia, “che accusa dal palco della Cgil i membri del governo italiano di essere degni rappresentanti dei fascisti, sono gravissime, ma non stupiscono affatto. L’Anpi accecata dall’ideologia comunista che la pervade, vede i fantasmi del fascismo ovunque e usa l’antifascismo, in assenza di fascismo, come una clava per colpire l’avversario politico”, commenta il vice presidente vicario di Fratelli d’Italia in Senato, Raffaele Speranzon. “Si ergono a difensori di una Costituzione che considerano roba loro e non patrimonio di tutti gli italiani e pretendono di dare lezioni di democrazia ad un governo democraticamente eletto, insultando la volontà popolare – continua l’esponente della maggioranza –  Dimenticando anche che purtroppo di ’uomini soli al comandò che opprimono i popoli e cancellano le libertà ce ne sono ancora troppi e spesso si richiamano alla criminale ideologia comunista. A questo si aggiungono i richiami all’antifascismo militante e alla rivoluzione, come se fossero nobili valori costituzionali da preservare e non, purtroppo, le parole d’ordine che venivano scandite dai brigatisti rossi nei loro comunicati deliranti. È evidente che la vicepresidente dell’Anpi ha letto una Costituzione diversa da quella della Repubblica Italiana. Magari quella di Cuba o della Corea del Nord? Chissà se Landini condivide queste dichiarazioni espresse dal suo palco, o è pronto a prendere le distanze dai deliri ideologici dell’Anpi. Ma la risposta temiamo di saperla già”.