PRIMA doveva tacere !!

Sergio Mattarella sceglie il silenzio dopo le minacce del Cremlino

17 febbraio 2025

Il Quirinale sceglie la via della serenità di fronte ai nuovi, brutali, attacchi della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che è passata alle minacce dirette: “Le sue parole avranno conseguenze”, ha affermato rendendo pubblica la reazione del Cremlino. 

Sergio Mattarella ha evitato qualsiasi reazione o polemica. Una questione di posizionamento istituzionale: una cosa è un ministero, un’altra è la Presidenza della Repubblica. Ma soprattutto, la linea resta quella già espressa la scorsa settimana: valgono le parole pronunciate a Marsiglia dal Presidente della Repubblica, che aveva sottolineato come “tra le due guerre fenomeni di carattere autoritario presero il sopravvento in alcuni Paesi, attratti dalla favola che regimi dispotici e illiberali fossero più efficaci nella tutela degli interessi nazionali. Il risultato fu l’accentuarsi di un clima di conflitto – anziché di cooperazione – pur nella consapevolezza di dover affrontare e risolvere i problemi a una scala più ampia. Ma, anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista. Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura”. Parole, queste ultime, che hanno innescato la rappresaglia del Cremlino.

Intanto, il presidente della Repubblica è impegnato in una visita ufficiale in Montenegro, che durerà fino a domani, martedì 18 febbraio. Non si tratta solo di un viaggio di cortesia verso un Paese vicino, ma di un’ulteriore conferma dell’attenzione che Mattarella ha sempre riservato all’evoluzione europea dei Balcani Occidentali. Fin dal suo primo mandato, il Presidente ha sostenuto il percorso di integrazione di queste nazioni nelle istituzioni europee, così come ha fatto per la Moldova e per l’Ucraina. Un obiettivo che resta centrale nella sua visione della politica internazionale, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi globali.

basta con questa cerebrolesa

“È stato omicidio”. L’assurda accusa di Salis per la morte di Ramy

Ilaria Salis parla di “omicidio” di Ramy Elgaml senza però assumersi la responsabilità di esplicitare chi lo avrebbe ucciso, confondendo ancora militanza e politica

Francesca Galici 17 Febbraio 2025 – 12:56

"È stato omicidio". L’assurda accusa di Salis per la morte di Ramy

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Ilaria Salis, nonostante il lauto stipendio come parlamentare europeo, continua a confondere la militanza nei centri sociali con la politica. Un errore compensibile che non è nemmeno da imputare a lei, che nel febbraio 2023 è finita in carcere a Budapest da militante antifascista e a giugno 2024 ne è uscita parlamentare, senza avere un minimo di esperienza e di concezione su cosa implichi quel ruolo. Questa confusione si riflette nelle sue azioni, come il post pubblicato su Facebook per pubblicizzare la sua presenza a un incontro organizzato dalla rete Mai più lager – NO ai CPR a Milano, dove muove un’accusa ben precisa di omicidio in merito alla morte di Ramy Elgaml.

“Verità e giustizia per Ramy”. E Salis “giustifica” il furto della collanina

“Sono particolarmente felice di essere al fianco dei coraggiosi familiari di Moussa Balde nella lotta contro i Cpr, un abominio prima di tutto umano, e poi giuridico: veri e propri campi di internamento per persone innocenti. Incontrare Maysoon Majidi, attivista curdo-iraniana in fuga dal regime, ingiustamente incarcerata nell’ambito della guerra contro i migranti condotta dal governo Meloni e dall’Unione Europea”, scrive Salis. Questa parte può anche essere trascurabile, perché sono concetti che l’europarlamentare porta avanti da tempo. L’unico appunto che le si può fare è sottolineare che chi finisce nei Cpr non è innocente perché almeno un reato, e spesso non solo quello, lo ha commesso: entrare in un Paese senza documenti e senza effettuare i controlli di legge. Che lei non riconosca i confini è un conto, che sostenga non sia reato violarli un altro, soprattutto dalla sua posizione di rappresentante delle istituzioni.

fanno sempre piu’ schifo !!!!

povera bestia…. l’hanno fatta incazzare….

Sanremo 2025, mistero su Elodie dietro le quinte: “Inc*** nera” dopo l’esibizione, che cosa è successo

16 febbraio 2025

Dietro le quinte di Sanremo sarebbe accaduto un piccolo episodio spiacevole che avrebbe fatto infuriare Elodie. Secondo quanto riporta Open citando la la blogger ed esperta di gossip Deianira Marzano, la cantante sarebbe apparsa molto nervosa dopo l’esibizione nella serata finale di questo Festival di Sanremo 2025. “Un’artista avrebbe pestato involontariamente il vestito a Elodie con il tacco, provocandole uno strappo all’abito”, fa sapere la Marzano.

Da qui una serie di eventi a cascata che avrebbero turbato l’umore di Elodie. Sempre secondo la blogger  la cantante sarebbe “corsa nel camerino scazzata e in panico perché doveva uscire da lì a poco”.

Anche Carlo Conti non ci sta: la (clamorosa) frase sussurrata all'orecchio di Giorgia

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A fine esibizione, Elodie è uscita dal palco dell’Ariston con un’espressione piuttosto tesa. La Marzano ha pubblicato un video dell’artista che poi entra nel camerino arrabbiata. “La cantante – fanno notare i telespettatori sui social – è entrata sul palco da sola, senza le ballerine che erano previste da scaletta nella sua performance”. Elodie, poi, non si è presentata all’intervista di Rai radio 2. Cosa è successo resta un mistero. Ma si sa, al Festival anche una minima sbavatura sulla scaletta viene gonfiata. Elodie ha comunque portato sul palco dell’Ariston una esibizione impeccabile, come nel suo stile.