marasmi mentali

Lombardia vieta burqa e niqab: musulmani protestano

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By Vfebbraio 18, 2025 19:57

Lombardia vieta burqa e niqab: musulmani protestano

Lombardia, stop a burqa e niqab: basta islamizzazione, azzeriamo l’immigrazione islamica ora!

Finalmente un segnale di vita dalla Lombardia: il Consiglio regionale ha detto no a burqa e niqab negli edifici pubblici e nelle scuole, estendendo un divieto che già esisteva grazie alla lungimiranza dell’amministrazione Maroni. È un pugno in faccia all’islamizzazione strisciante che sta soffocando le nostre città, un primo passo per dire basta a questa invasione travestita da multiculturalismo.

Ma non illudiamoci: non basterà una mozione a fermare il disastro. L’unico modo per salvare l’Italia dall’Islam è chiaro e brutale: azzerare l’immigrazione islamica regolare, chiudere le porte in faccia a chi porta con sé una cultura incompatibile con la nostra. Altro che integrazione, qui serve una diga.

Silvia Scurati, consigliere della Lega e prima firmataria, ha messo il dito nella piaga: “Troppi casi dimostrano che l’obbligo del velo viene imposto anche alle bambine, e questo è inaccettabile”. Parole sacrosante. Non stiamo parlando di “libertà religiosa”, ma di una prigione di stoffa imposta a donne e bambine da una mentalità medievale che non ha nulla a che spartire con l’Occidente. Milano, la nostra capitale economica, è ridotta a un mosaico di ghetti islamici, quartieri dove le leggi italiane sono carta straccia e i costumi sono un’offesa ai nostri valori. Regole retrograde, imposizioni patriarcali, diritti calpestati: questa è la realtà che l’Islam si porta dietro, e chi parla di “integrazione” è un ipocrita o un folle.

Alessandro Corbetta lo ha detto senza giri di parole: “Non possiamo tollerare che pratiche che violano i diritti fondamentali delle donne abbiano spazio in Italia”. E ha ragione da vendere. Qui non si tratta di rispettare “diversità culturali”, ma di difendere la nostra civiltà da un’ideologia che ci vuole sottomessi. L’emancipazione femminile, conquistata con il sangue e le lotte, viene schiacciata sotto il peso di burqa e niqab, simboli di un’oppressione che non possiamo accettare. Basta con le favole sull’integrazione: non funziona, non ha mai funzionato e non funzionerà mai. L’Islam non si integra, colonizza. E lo vediamo ogni giorno nei “pseudo ghetti” che spuntano come funghi, zone franche dove la sharia la fa da padrona e la nostra cultura è un ricordo sbiadito.

Romano La Russa, assessore alla sicurezza, ha rincarato la dose: “È una costante incontrare donne e bambine coperte”. È un’immagine che fa ribollire il sangue: bambine costrette a vivere come fantasmi, donne ridotte a ombre senza volto. E ci dicono che dovremmo “integrarle”? No, non si integra chi ti disprezza, chi ti considera inferiore, chi vuole sostituire la tua civiltà con la sua. L’integrazione è una menzogna venduta dalla sinistra per anni, un esperimento fallito che ci ha lasciato solo insicurezza, violenza e degrado. La libertà di vestirsi come si vuole non include il diritto di importare usanze barbare che umiliano metà della popolazione.

Questa mozione è un inizio, ma non basta. Vietare burqa e niqab è un simbolo, un segnale, ma il vero problema è a monte: l’immigrazione islamica regolare che continua a riversare nelle nostre città masse di persone che non hanno alcuna intenzione di vivere come noi. L’unico modo per fermare l’islamizzazione è tagliarla alla radice: stop totale all’ingresso di musulmani, niente visti, niente permessi, niente ricongiungimenti. Ogni nuovo arrivato è un passo verso la perdita della nostra identità, un mattone in più nei muri dei ghetti che stanno soffocando Milano, Brescia, Bergamo. Non è xenofobia, è sopravvivenza.

Chi ci governa deve smetterla di inginocchiarsi davanti al politicamente corretto e agire con durezza. L’Islam non è compatibile con l’Occidente, punto. Non lo diciamo per odio, ma per realismo: i fatti parlano chiaro, dai quartieri-no go alle violenze, dai veli imposti alle bambine alla prepotenza di chi ci considera terra da conquistare. Azzerare l’immigrazione islamica regolare non è una proposta, è un dovere. Basta ghetti, basta imposizioni, basta invasioni. La Lombardia ha alzato la testa, ora tocca all’Italia intera: fuori l’Islam dalle nostre vite, prima che sia troppo tardi.

tra pena e schifo

Chi sono i nemici dell’interesse nazionale

Mario Sechi 19 febbraio 2025

Quando bisogna decidere sulle cose che contano nello scenario internazionale la sinistra non delude mai, nel senso che si fa trovare impreparata a tutto. Elly Schlein chiede a Meloni da che parte sta (e dopo tre annidi guerra dovrebbe essere chiaro) ma non sa con chi sta il Pd: vuole la pace (come tutti), sta con l’Ucraina ma non vuole armarla, di certo è contro Trump e dunque il principale partito d’opposizione d’Italia è avversario dell’America.

Si passa dal cripto-putinismo al gandhismo contiano, comunque è sempre un circo e se guidassero la politica estera italiana c’è da scommettere che saremmo già dentro la matrioska di Putin e il Dragone di Xi Jinping. Per nostra fortuna non governano loro, a Palazzo Chigi c’è Giorgia Meloni che a Parigi ha dovuto perfino dare una raddrizzata all’anti-americanismo di Emmanuel Macron.

defecazioni deliranti:

(…)

SENALDI

ma è ancora a piede libero….

Guido Tony Tieri  · pnreosotdSf h87t13gachl923c72tuali31u59023c02m4tufmtutam2fgm  · 

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