Se Aboubakar Soumahoro ha chiesto che il giorno della fine del Ramadan venga riconosciuto come festa nazionale, Matteo Lepore ha augurato a tutti i musulmani un buon inizio per il mese di digiuno e di preghiera. “Salam aleikum a tutta la grande comunità musulmana della città metropolitana di Bologna”. Con un video condiviso sul suo profilo Instagram ufficiale, il sindaco del capoluogo dell’Emilia-Romagna si è rivolto direttamente ai follower islamici. “Oggi, sabato primo marzo, inizia il mese del digiuno, il Ramadan, il mese del raccoglimento e della preghiera. A tutti voi voglio augurare Ramadan Mubarak”, ha scandito riprendendosi con lo smartphone. Un intervento, quello di Lepore, che ha presto destato i sospetti dei seguaci più attenti.
La capacità di Giorgia Meloni di dialogare contemporaneamente con gli Stati Uniti e con l’Unione europea ha attirato l’ultimo, gratuito attacco di Matteo Renzi. Ospite a L’Aria che Tira, il talk-show di politica e di attualità di La7, il leader di Italia Viva ha detto: “Un mese fa tutti dicevano: ‘Meloni anello congiunzione Usa-Ue’, oggi vediamo che non tocca palla e al massimo costruisce un ponte con i migranti in Albania”. Dopo aver rammentato che secondo lui “i veri interlocutori” degli Usa sono i leader di Francia e Germania, Emmanuel Macron e Friedrich Mertz, Renzi ha continuato affermando che l’Europa “sta dando timidi segni di risveglio, ma molto c’è da fare e questa ripresa non la sta portando avanti Giorgia Meloni, influencer poco consistente”. Parole pesanti, queste, a cui hanno fatto seguito le dichiarazioni del deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli.
“Matteo Renzi è ormai ossessionato da Giorgia Meloni. Al punto che i suoi attacchi prevaricano l’ambito politico sconfinando sempre più spesso su un piano personale. Probabilmente è conseguenza della sua parabola discendente nella vita pubblica italiana. Renzi ha ormai dimenticato la politica per coltivare altri interessi continuando a pesare sulle immagini. Quello che non dimentichiamo è la sua promessa di lasciare la politica dopo la sconfitta al referendum del 2016. Ecco, sarebbe il momento di mantenere quella parola ma essendo un atto di grande dignità dubito fortemente che lo faccia”, ha detto Baldelli.
Nella discussione si è inserito allora il deputato Iv Francesco Bonifazi. “L’onorevole Baldelli dice che Renzi attacca troppo la Meloni. Gli suggeriamo di aspettare il 18 marzo e andare in libreria per acquistare ‘L’Influencer’. Allora forse potrà capire meglio che cosa pensa Renzi di Giorgia Meloni”, ha scritto su X. Un elemento, quello del libro di Renzi in uscita, che è finito poi in una replica di Baldelli: “Adesso è tutto chiaro: l’interesse di Renzi per le sorelle Meloni non era politico, ma pubblicitario. Gli serviva solo un po’ di visibilità per lanciare la sua ultima fatica letteraria e i membri del suo partito gli fanno da strilloni. Peccato però che nemmeno Giorgia e Arianna possono fare miracoli”.
IL CAZZARO DEI CAZZARI E’ LA DIMOSTRAZIONE CHE QUANDO HAI 1 SOLO NEURONE…..
Marco Rizzo da Vannacci: “Meglio lui che quella str***a”, qua viene giù la sinistra
27 febbraio 2025
“Oggi non esiste più il conflitto tra la destra e la sinistra. Esiste semmai il conflitto tra il basso, cioè il popolo, e le élite”. Marco Rizzo lo dice chiaro e tondo in un video su Instagram ai suoi compagni, pardon followers.
A Torino, casa sua, è andato appena in scena il confronto diretto con il generale Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega. Uno di destra-destra, direbbero tra i progressisti, con cui però il rappresentante di Democrazia Sovrana Popolare nonché storico comunista italiano sembra avere molti più punti in comune che con Elly Schlein e quelli del Pd. Tanto che, sussurra qualcuno, i tempi sarebbero maturi per un clamoroso soggetto politico “trasversale” guidato dai due uomini forti.
Una prova, forse, anche le parole dello stesso Vanancci sul palco torinese, per il dibattito organizzato dal Siulp cittadino sulla sicurezza: “Mi auguro che i decreti sicurezza vengano approvati e anche velocemente, ne va della nostra sopravvivenza, noi stiamo soccombendo a questo lassismo”, l’appello del generale, secondo cui “la sicurezza è un bene irrinunciabile, non è né di destra né di sinistra ma è un requisito senza il quale nessuna società si può sviluppare. Quindi la sicurezza va garantita a tutti i costi perché senza sicurezza non c’è nulla, prevale su qualsiasi altra libertà individuale ed è questo che forse si è perso come concetto di bene comune”.
“Oggi destra e sinistra sono categorie superate, dobbiamo batterci come lavoratori in senso lato, la sicurezza è per il popolo, la titolarità della sicurezza è per le periferie e per i più deboli”, ha confermato Rizzo che poi facendo riferimento ai quartieri della periferia torinese “dove sono nato e cresciuto ma che oggi non riconosco più”, ha sottolineato: “Questi quartieri una volta erano sicuri, adesso sono come le banlieue francesi, sappiamo come si vive attorno alle stazioni, sono pericolose e il destino dell’Italia non è quello essere trasformata in una grande stazione”.
MENTRE A MILANO:
“Pestati dal branco, volevano ucciderci”: banda di nordafricani aggredisce tre ragazzini
L’aumento dell’addizionale Irpef farà sentire i suoi effetti da quest’anno, con i toscani che si troveranno in tasca fino a mille euro in meno. Un vero e proprio salasso, insomma, deciso dal governatore dem Eugenio Giani e inserito nella manovra finanziaria della Regione per il 2024. E che adesso presenta il conto, andando peraltro a vanificare, almeno in parte, i benefici derivanti dal taglio del cuneo fiscale deciso dal governo Meloni a livello nazionale. La Regione stima di incassare 130 milioni di euro dal ritocco delle aliquote, soldi necessari, come denuncia da mesi l’opposizione in consiglio regionale, a ripianare la voragine scavata nei bilanci regionali dalla sanità. Ma che, secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi, non servirà a mettere in sicurezza i conti della Toscana, visto che il problema sta nello squilibrio strutturale della sanità.
«La Giunta» spiega Capecchi «non sta lavorando per mettere un freno alla spesa sanitaria che è ormai incontrollata. E non è vero che quei milioni derivanti dal gettito aggiuntivo di Irpef andranno a garantire più efficienti servizi sanitari visto che in Toscana si registrano numerosi disservizi soprattutto per le prestazioni ordinarie». Secondo il consigliere di Fdi, «la verità è che la Giunta Giani ha deliberatamente deciso di spendere più di quello che ha e non ha nessuna intenzione di contenere la spesa. Questo è un tipo di gestione finanziaria che denunciamo fortemente e che non possiamo che definire da irresponsabili». Quest’anno, i toscani con redditi compresi tra i 28milae i 50mila euro subiranno un incremento dell’addizionale Irpef dall’1,68% al 3,32%, mentre chi supera i 50mila euro la vedrà passare dall’1,73% al 3,33%. Il ritocco vale 130 milioni di euro, con un costo medio di circa 117 euro per i redditi tra i 28 e i 50mila euro e di 1.012 euro per quelli superiori. Si tratta di aumenti che, come ricorda Capecchi, si mangeranno una quota dei risparmi garantiti alle famiglie dal taglio del cuneo fiscale e l’accorpamento dei primi due scaglioni Irpef varati dal governo in manovra.