dilagano gli idioti

“Grave etichettarlo come omofobo”. Parla il papà del 13enne che non ha salito le scale arcobaleno

I genitori dello studente appellato come omofobo per non aver percorso la scala rainbow fanno chiarezza: “Semplicemente si è rifiutato di salire le scale”

Francesca Galici 5 Marzo 2025 – 13:32xxAscolta ora

Si è aperto il caso nazionale sul 13enne che è stato sanzionato dalla sua scuola, l’istituto omnicomprensivo Educandato statale Agli Angeli di Verona, per non aver voluto attraversare le “scale arcobaleno”, ossia una scalinata interna alla scuola pittata con i colori della bandiera rainbow. Mentre la politica si divide, i genitori hanno inviato una lettera al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Mentre il presidente veronese dell’Associazione presidi, Piergiorgio Sartori, ha espresso la propria solidarietà al collega finito nella polemica, perché “quella non è una scala gender, basta leggere le parole che vi sono riportate: sono tutti e solo valori non negoziabili della nostra Costituzione”, alcune fonti sostengono che quella gradinata venne realizzata lo scorso anno per promuovere il diritti Lgbt.

“Omofobo”. 13enne punito per il “no” alla scala Lgbt: caos a Verona

Fatto salvo il comportamento pericoloso del giovanissimo studente, che ha cercato di salire le scale attraverso la ringhiera per non calpestare i gradini, si è aperto il dibattito sulla libertà di pensiero non tutelata. “Veniamo da Paesi diversi e democratici (entrambi i genitori sono stranieri, ndr), né io, né mia moglie siamo omofobi”, ha spiegato il papà del ragazzino a Pro Vita e Famiglia. Pertanto, ha aggiunto il genitore, “etichettare come omofobo un bambino di 13 anni che non condivide le idee del movimento Lgbt+ lo ritengo grave“.

Il padre si è detto comunque contrario al trattamento delle tematiche Lgbtq in classe ma ci ha tenuto a sottolineare che suo figlio “non ha mai usato terminologie volgari, omofobe o offensive, semplicemente si è rifiutato di salire le scale”. Questo passaggio fa riferimento alla lettera scritta dal preside ai genitori, in cui il dirigente scolastico ha dichiarato che “alla mia ulteriore richiesta del perché non avesse voluto calpestare la scala arcobaleno, ha affermato seccamente e meramente di essere contrario alla Comunità Lgtb, rifiutando il mio invito al dialogo; a quel punto ne ho registrato l‘atteggiamento omofobico con rammarico”.

Il clamore mediatico e, prima ancora, la sanzione disciplinare (nota) inflitta al giovane studente sta avendo ripercussioni sulla sua serenità emotiva. Ma soprattutto, il papà ha reso noto che per il figlio la situazione vissuta a scuola è come “il perpetrarsi di una vera e propria forma di violenza”. Quel che il genitore ora chiede è il rispetto delle idee del figlio, senza forzature ideologiche. E per spiegare la sua posizione ha fatto un esempio: “Siamo in uno Stato democratico, a prevalenza cattolico, in cui vigono i Patti Lateranensi ed è previsto l’insegnamento della religione cattolica: se tuttavia uno studente non vuole parteciparvi, non è obbligato a farlo”.

A front di questo, ha proseguito, “non capisco, perché, allora uno studente debba essere obbligato a salire su una ‘scala arcobaleno’. Credo che anche altri studenti siano a disagio nel percorrere quelle scale ma non hanno avuto il coraggio di mio figlio

“.

marasmi mentali a pagamento

Lucia Annunziata ha le traveggole: “Poco affidabile, da dove è sparita Giorgia Meloni”

05 marzo 2025

Per Giorgia Meloni “ormai è tardi”. Ne è sicura Lucia Annunziata, ex giornalista Rai e conduttrice di In mezz’ora e Mezz’ora in più su Rai 3, oggi europarlamentare eletta a Bruxelles con il Pd, che intervistata da La Stampa sostiene come la premier a causa della “sua ambiguità” abbia “perso centralità. Rispetto a pochi mesi fa, sui giornali internazionali di lei non c’è più traccia: non la considerano più una player affidabile”. Addirittura.

Verrebbe da chiedere alla Annunziata se, per esempio, Emmanuel Macron abbia maggiore credibilità di Meloni, ma la risposta (per quanto surreale) sembrerebbe scontata.

“Giorgia Meloni si finge morta”: Serracchiani-choc a La7, l’imbarazzo di Parenzo | Video

L’europarlamentare dem sembra spingere nella direzione in cui poche ore dopo è andata anche la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, che ha annunciato un piano da 800 miliardi di euro per il riarmo dell’Europa. “Si deve mandare un segnale chiaro agli Stati Uniti sugli investimenti per la difesa è l’unico modo per riportare Trump a più miti consigli”, assicura la giornalista. Perché, sottolinea, il presidente americano è davvero pronto a fermare gli aiuti militari a Kiev. Le indiscrezioni della notte italiana sono state in effetti poi confermate in mattinata, quando l’intervista è già in edicola.

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“È una possibilità concreta, anche perché così prenderebbe due piccioni con una fava: colpirebbe duramente l’Europa e farebbe un regalo a Putin. Ma penso ci siano i margini per evitare questo scenario e indurre Trump a ricucire, riaprendo una discussione”. Annuziata spiega che “non è di un esercito europeo che si sta parlando. Di un enorme stimolo all’industrializzazione militare, alla produzione non solo di armi e munizioni, su cui siamo carenti, ma anche di hardware e strumenti tecnologici. Il piano di riarmo che Von der Leyen si accinge a lanciare prevede lo sviluppo di settori chiave, come le comunicazioni satellitari e la cybersicurezza”.

In ogni caso, ammette dopo il vertice di Londra finito con una clamorosa smentita per Macron e la sua ipotesi di cessate il fuoco di un mese in Ucraina, “francesi e inglesi si sono spinti molto avanti, a Bruxelles c’è una turbolenza mai vista, come se si fosse rotta all’improvviso l’illusione di poter restare dietro le spalle di Nato e Usa, delegando ad altri la propria sicurezza. Vedo segnali di risveglio, anche se non è facile svegliarsi da un sonno della ragione così lungo e profondo”.

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La colpa di tutto questo ritardo, sembra chiosare la Annunziata, è di Meloni: “Anche Von der Leyen la cerca meno di prima. E la premier cosa ha ottenuto da Trump? Niente, a parte qualche complimento“.

per la primissima volta la svizzera….

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02 marzo 2025