EFFETTI DEVASTANTI DEL COVID E DEL CALDO SU CERVELLI MALATI


Il compagno Cremaschi nuovo garante di Askatasuna

di Lorenzo Cafarchiolunedì 11 agosto 2025condividi

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«Nuova ossessione, che brucia ogni silenzio, dammi ancora anestetici sorrisi». A Torino la scena antifascista è da sempre tormentata. Questa volta a lasciare è uno dei fondatori dei Subsonica, Max Casacci, e l’abbandono arriva in merito alla lista dei garanti firmatari del patto col comune capoluogo piemontese per trasformare il centro sociale Askatasuna in un bene comune. E qui viene in mente Leo Longanesi quando ci sussurrava, all’orecchio, che la rivoluzione gli italiani la volevano fare- proprio la linea che sembrano aver intrapreso i cari compagni piemontèis- con l’ausilio dei carabinieri. Eccola la nuova ossessione. E mentre Casacci lascia dicendo «nessun ripensamento di natura “politica”. Continuo a sostenere attivamente l’iniziativa», come riporta l’edizione torinese del Corriere della Sera, a prendere il posto del musicista nell’elenco sarà il sindacalista ex Fiom, e ora fiore all’occhiello di Potere al popolo, Giorgio Cremaschi. Ma prima di arrivare al romano classe 1948 andiamo a vedere chi sono gli altri firmatari. Hanno aderito al patto col comune Rosa Lupano, Loredana Sancin, Elisa Turro, l’Asd Dopolavoro47 e Ugo Zamburro.

Quest’ultimo, definito dal Corsera, come «coraggioso psichiatra portavoce del progetto istituzionale». Bel biglietto da visita. Eccolo Cremaschi, di lui stavamo parlando. Quale settimana fa, lo abbiamo raccontato su queste colonne, attaccava l’attuale sistema di Fascismo aziendale che impone una «militarizzazione dei lavoratori». Articoli che fanno rivalutare la linea editoriale di Lotta Comunista. Inoltre celo ricordiamo lo scorso anno quando a L’aria che tira invocava la ghigliottina per i ricchi, che dovevano a sua detta avere paura. Sarà che venendo dalla risma del poeta André Chénier, ghigliottinato nel 1794 dalla rivoluziona francese, queste parole le vediamo perdersi nel vento. Oppure quando si auspicava, per l’Italia, più odio sociale. I fantasmi dal 1917 russo. Le parole del sindaco del Partito Democratico, Stefano Lo Russo, sulla regolarizzazione dell’Askatasuna ce le ricordiamo tutti. E per chi si fosse sintonizzato ora su questi canali le ricordiamo. «Per noi è estremamente importante che vi siano in città spazi in cui ci sia dibattito», ha detto Lo Russo.

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L’aria che tira, il delirio di Cremaschi: “I ricchi devono avere paura, sento il bisogno della ghigliottina”

Oggi, mercoledì 19 giugno, è andata in onda una nuova puntata de L’aria che tira, il talk show politic…

DILAGA LA PAZZIA !!!


Multato il Viminale : vietato lasciare in coda i migranti

di Fabio Rubinilunedì 11 agosto 2025condividi

Multato il Viminale : vietato lasciare in coda i migranti

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Secondo il tribunale di Torino fare la fila per richiedere la protezione internazionale è «mortificante» e «discriminatorio». E con una sentenza ha condannato il ministero dell’Interno e la Questura del capoluogo piemontese a risolvere il problema. La decisione arriva dopo una denuncia presentata da 18 extracomunitari (13 dei quali avrebbero già fatto perdere le loro tracce) e dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), ed è destinata a far discutere. Intanto perché non si capisce come mai se a fare la fila sono i richiedenti asilo è «mortificante» e si rischiano «misure privative della libertà personale» (cioè di finire nei Cpr perché sprovvisti di documenti), mentre se un italiano o uno straniero regolarmente registrato nel nostro Paese deve aspettare mesi per riuscire a presentare la pratica per fare il passaporto o la carta d’identità, non s’indigna nessuno. Poi perché questa sentenza pone sullo stesso piano chi è sul nostro territorio in maniera regolare e legittima e chi, al contrario, è entrato in Italia in maniera irregolare. Senza contare la stragrande maggioranza di queste richieste vengono poi bocciate per insussistenza. Poi perché la sentenza non si pone solo a favore dei richiedenti asilo, ma accusa di discriminazione le nostre forze dell’ordine.

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Angela Maria Bitonti, l’avvocato pro-migranti che vuole Giorgia Meloni alla sbarra

Avvocato del Foro di Matera, da sempre in prima linea per difendere i diritti dei migranti, esperta di protezione intern…

E che sulla definizione di Paese sicuro, di cui tanto si sta dibattendo ancora oggi «la scelta (della politica, ndr) è sindacabile dal potere giudiziario. Il governo ha la responsabilità di definire le politiche migratorie nel rispetto delle fonti di diritto sovraordinate, i magistrati di verificare che succeda». Ora quest’ultima sentenza che ha fatto andare su tutte le furie il centrodestra e i sindacati di Polizia. «Questo governo è intervenuto per aiutare le persone che chiedono l’asilo. E lo ha fatto proprio con quel “modello Milano” richiamato dalla sentenza», spiega a Libero l’onorevole Augusta Montaruli di Fdi. «Così come abbiamo fatto a Lampedusa, che grazie al lavoro dell’esecutivo è passato da una situazione di ingestibilità a una di normalità». Per questo «le accuse che vengono fatte a Giorgia Meloni lasciano sconcertati». Indignati dalla sentenza anche gli esponenti del sindacato di Polizia Esp: «Sono accuse ingiuste e infondate». E in serata il Viminale ha fatto sapere che ricorrerà in Appello contro la sentenza. Mentre la Questura ha spiegato che da mesi sta mettendo in atto strategie per ridurre le attese. Il Pd esulta e presenterà un’interrogazione.

non vogliono il ponte…non vogliono lavorare…..sono il peggio del peggio del genere umano

Messina, la protesta NoPonte in realtà è ProPal: cosa spunta in piazza a Messina

Da NoPonte a ProPal è un attimo. “Vogliamo l’acqua, non la guerra” è lo slogan scelto dai collettivi che hanno organizzato per sabato 9 agosto a Messina una manifestazione contro il Ponte sullo Stretto il cui progetto ha ricevuto il via libera decisivo del Cipess. In piazza varie sigle dal Pd locale alle formazioni della sinistra più movimentista e antagonista. In modo difficilmente intellegibile, le sigle legano la protesta alla grande opera con la situazione in Medio Oriente. 

Dr. Jekyll e Mr. Conte: le giravolte del leader 5Stelle sul Ponte sullo Stretto

Dr. Jekyll e Mr. Conte: le giravolte del leader 5Stelle sul Ponte sullo Stretto

Tra le bandiere rosse e i vessilli NoPonte fanno bella mostra le bandiere della Palestina e gli slogan sul Medio Oriente come quello “No bridge no genocide” realizzato dalla Casa del Popolo di Messina. “Costellata dagli innumerevoli annunci di Salvini e Ciucci è arrivata una nuova estate – si legge nel manifesto che accompagna l’iniziativa – (…)  Ancora una volta ci troviamo, d’altronde di fronte a una estate di passione per l’assenza di acqua nelle nostre abitazioni”. I manifestanti contestano anche il Ponte venga considerato un’opera strategica: “Di recente il Governo ha con ancora più forza rappresentato il ponte come opera di interesse militare collocandolo nel quadro degli impegni strategici della Nato e rendendo la Sicilia, da quasi un secolo occupata dalla presenza di basi militari USA, NATO e italiane, sempre più un avamposto militare nel Mediterraneo”. Si può anche essere contrari a un’opera che, nelle previsioni del governo, porterà sviluppo e benefici all’intero Sud, ma opporsi perché con il Ponte l’Italia diventerà una sorta di “avamposto militare” è quantomeno curiosa. 

Il Sud visto dal divano di Giuseppi. L'editoriale di Cerno

Il Sud visto dal divano di Giuseppi. L’editoriale di Cerno

UN VERO FENOMENO…… DI FURBIZIA

Jannik Sinner da fantascienza: con soli cinque tornei…

sabato 9 agosto 2025condividi

Jannik Sinner da fantascienza: con soli cinque tornei...

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Un fenomeno assoluto, Jannik Sinner, già certo di essere tra i protagonisti delle Atp Finals 2025, in programma a Torino dal 9 al 16 novembre. L’attuale numero uno al mondo, campione in carica, è il secondo giocatore a strappare matematicamente il biglietto per il prestigioso evento di fine anno, dopo Carlos Alcaraz.

Il traguardo, come ricorda FanPage, è arrivato in tempi record: appena cinque tornei disputati, la metà rispetto al rivale spagnolo. Un risultato pazzesco, frutto di un rendimento impeccabile nelle competizioni che assegnano più punti. Il tennista altoatesino ha conquistato due titoli del Grande Slam — Australian Open Wimbledon, ognuno da 2000 punti — è approdato in finale agli Internazionali d’Italia e al Roland Garros (dove ha avuto tre match point contro Alcaraz) e ha partecipato all’ATP 500 di Halle, uscendo sorprendentemente al secondo turno contro Bublik. A questi successi si sommano i 10 punti ottenuti con la sola presenza nel tabellone del Masters 1000 di Cincinnati, dove affronterà all’esordio il colombiano Galan.

SI AGITANO POVERINI….. non si sentono piu’ infallibili & intoccabili ?


Almasri, pm fuori controllo: quelle voci dalla magistratura

di Pietro De Leosabato 9 agosto 2025condividi

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È l’estate in cui si torna a un grande livello di scontro tra parte della magistratura e governo. Da cui non è possibile scindere un dato di contesto, e cioè l’innalzamento di intensità dopo il completamento della seconda lettura parlamentare per la riforma della giustizia, che prevede separazione delle carriere e riforma del Csm. Passaggio intermedio, il riacutizzarsi del caso Almasri, con il Tribunale dei Ministri che archivia la posizione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e chiede l’autorizzazione a procedere per i ministri Nordio e Piantedosi, oltre al sottosegretario Alfredo Mantovano.

L’altra sera, intervistata al Tg5, la premier ha affermato di vedere «un disegno politico intorno ad alcune decisioni della magistratura», specie sui temi riguardanti l’immigrazione. E ha specificato: «A me non sfugge che la riforma della giustizia procede a passi spediti e ho messo in conto eventuali conseguenze».

REAZIONE ENERGICA
Queste parole, ieri, hanno suscitato la reazione durissima della Giunta esecutiva centrale dell’Anm: «I magistrati non fanno politica, fanno il loro mestiere ogni giorno nonostante insulti, intimidazioni e una campagna costante di delegittimazione che danneggia i fondamenti stessi del nostro Stato democratico». E poi riportano il dettato dell’articolo 101 della Costituzione: «La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge». Dunque, sottolineano, «non esiste alcun disegno avverso all’esecutivo, affermarlo significa non comprendere il funzionamento della separazione dei poteri dello Stato». Anche i consiglieri togati di Unicost del Csm attaccano, imputando a Giorgia Meloni dichiarazioni «inaccettabili». «I magistrati, come sanno tutti gli esponenti del governo, assumono le loro decisioni in autonomia e indipendenza sia dalla politica che dagli altri giudici: si tratta della separazione dei poteri, pietra miliare della democrazia e su cui anche la nostra Repubblica è fondata». In precedenza, intervistata sul Domani era stata la segretaria del Pd, Elly Schlein, a scagliarsi contro le dichiarazioni della Presidente del Consiglio: «Insinuare che i giudici agiscano non a tutela della legge ma per un disegno politico è un atteggiamento eversivo. E non è la prima volta».

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Almasri, come funziona la giunta per le autorizzazioni e chi deciderà

L’attenzione sul caso Almasri ora si sposta alla Giunta per le Autorizzazioni della Camera che dovrà vaglia…

Dal Movimento 5 Stelle, invece, è Giuseppe Conte, con un post su Instagram, ad attaccare: «Meloni piagnucola su social e in tv, dove ha inaugurato un nuovo genere: l’intervista senza domande. Lo fa rispolverando l’usato sicuro, utilizzato per anni nei governi di cui anche lei ha fatto parte e che ha sostenuto: ho i giudici contro, gli avversari usano la magistratura per contrastarmi». E affonda: «Prenditi qualche responsabilità, Giorgia. Lavora per risolvere i problemi degli italiani, non quelli tuoi e della Santanchè. Sei il Presidente del Consiglio, non Calimero». Evidentemente, l’allineamento a difesa dell’interventismo della giurisdizione è uno dei pochi possibili in una sinistra costellata dalle divisioni sulla gran parte dei temi. 

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Almasri, Caro Nordio all’attacco: “Su Bartolozzi ho letto ipotesi che mi fanno inorridire”

Il caso Almasri al centro del dibattito politico e giudiziario. Dopo le parole di Giorgia Meloni e la replica dell&…

CENTRODESTRA UNITO
Dal centrodestra, il vicepresidente della Camera ed esponente di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli osserva: «Dall’uso strumentale della tragedia umanitaria di Gaza alla guerra in Ucraina, passando per il caso Almasri e per la difesa degli scafisti, la sinistra ha ormai un’unica strategia in Italia: ricorrere alla via giudiziaria in un’ottica anti-democratica». E prosegue: «Per abbattere un governo legittimamente eletto dal popolo italiano, non trovando strumenti, credibilità, argomenti politici e programmatici per fare un’opposizione di merito, la sinistra beneficia dell’uso della coercizione blandita da parte della magistratura militante». E il Presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi osserva: «L’invasione di campo da parte della magistratura è un errore, così come quello della politica nella magistratura. Le scelte politiche si discutono e si confrontano in Parlamento, la magistratura non c’entra assolutamente nulla. Comunque Noi Moderati andremo avanti con tutto il governo per cambiare l’Italia». Da Forza Italia, Maurizio Gasparri, in una nota in cui ricorda il caso in cui il giornalista di Radio Anch’io Zanchini «ha fatto il nome del capo di gabinetto Bartolozzi, quasi annunciando che possa essere oggetto delle indagini della magistratura», ha aggiunto: «più di lui dovrebbero conoscere le norme i magistrati e i vertici dell’Anm».

marasmi sinistri

Grazie sinistra, ora mi avete convinto a dire sì al Ponte sullo Stretto

Roberto Arditti 08 agosto 2025

Vi ringrazio, con tutto il cuore. Voi critici irriducibili del Ponte sullo Stretto mi avete convinto. E aggiungo: finalmente. Mi avete convinto totalmente, sonoramente, per molti versi clamorosamente. Mi avete convinto a dire sì, ora e sempre, a quest’opera. Mi ha convinto Michele Serra, con il suo intervento su Repubblica del 7 agosto. Serra, con il suo tono da intellettuale disincantato, ci invita a scegliere l’ordinario anziché lo straordinario. Manutenzione delle strade, bonifica dei terreni, depurazione delle acque, scuole e ospedali moderni: queste le priorità, non un ponte «sospeso tra due regioni povere». Pura follia, caro Serra. Seguire questa logica miope significherebbe, nella Roma del 1506 (il 18 aprile per la precisione, quando Papa Giulio II pone la prima pietra della Basilica di San Pietro, con la direzione dei lavori del Bramante), rinunciare alla sua cupola perché «prima sistemiamo le fogne».

Il Sud visto dal divano di Giuseppi. L'editoriale di Cerno

Il Sud visto dal divano di Giuseppi. L’editoriale di Cerno

L’Italia è grande per aver osato lo straordinario, non per essersi accontentata di rattoppare l’esistente. Il progresso non è un «aut aut», è un «e»: facciamo entrambe le cose, con visione e coraggio. Poi c’è Emanuele Codacci Pisanelli, intervistato sul Fatto Quotidiano sempre il 7 agosto. Lui, ingegnere di ponti con curriculum internazionale, snocciola eccezioni tecniche da far tremare i polsi: cavi d’acciaio inadeguati, peso dell’impalcato eccessivo, venti che deformano la struttura, rischi sismici e aerodinamici non verificati a dovere. E conclude: «Progetto vecchio e pieno di assurdità, dovremmo ricominciare da capo».

No, ingegnere, con rispetto per la sua expertise. Sono decenni che si studia questo ponte, con tonnellate di relazioni, simulazioni e aggiornamenti. Siamo pronti a partire. Le grandi opere nascono così: si inizia con un piano solido, e mentre si lavora si affinano i dettagli, si risolvono i nodi critici con l’innovazione sul campo. Pensi al Canale di Suez, alla Torre Eiffel o al Tunnel della Manica: quante obiezioni tecniche all’inizio? Eppure, eccoli lì, simboli di progresso. Questo ponte non è solo cemento e acciaio: è un’occasione per dimostrare che l’Italia sa ancora costruire capolavori, attirando investitori globali e talenti, rilanciando il Sud come hub del Mediterraneo. È tempo di agire, senza paura.

Dr. Jekyll e Mr. Conte: le giravolte del leader 5Stelle sul Ponte sullo Stretto

Diciamolo, una volta per tutte. Quest’opera è anche, o forse innanzitutto, un manifesto mondiale di un’Italia che osa, che gioca al massimo livello e vince la sfida della tecnologia, del futuro, del progresso. È un catalizzatore di energie verso la nazione intera, in un mondo che vive sempre più di «totem». No Serra, non vogliamo vivere di ordinaria amministrazione. No Codacci Pisanelli, non vogliamo ricominciare da capo.

il re dei pagliacci

Ponte sullo Stretto, la giravolta clamorosa di Conte: da “miracolo” a “progetto scellerato”

L’ex presidente del Consiglio parlava addirittura di “infrastruttura sottomarina”

Edoardo Sirignano 07 agosto 2025

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