LO SANNO TRUTTI MENO I TESTICOLI ITALICI

Il partito islamico di Monfalcone finisce in tribunale

Souad Sbai vuole bloccare la formazione politica di Bou Konate pronto a presentarsi alle comunali

Giulia Sorrentino 25 marzo 2025

AMonfalcone nasce un partito di matrice islamica pronto a presentarsi alle prossime elezioni comunali, puntando sulla massiccia presenza alle urne proprio della componente musulmana della cittadinanza. Non parliamo di un’associazione culturale, di un comitato per l’integrazione, ma di un vero e proprio partito politico basato sulla religione islamica. Tutto ciò avviene nel nostro Paese, che affonda le sue radici nella tradizione cattolica. Ora però è ufficiale la presenza di una lista composta interamente da stranieri, che, come guida, avrà l’ex assessore di centrosinistra Bou Konate, senegalese di nascita.

ne’ giornalisti ne’ giornalai

Luciana Littizzetto denunciata dal tenente, Luca Bottura lo insulta: “Piccoli dittatori crescono”

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lunedì 24 marzo 2025condivi

Luciana Littizzetto denunciata dal tenente, Luca Bottura lo insulta: "Piccoli dittatori crescono"

2′ di lettura

Guai a querelare Luciana Littizzetto. Almeno secondo Luca Bottura. Il giornalista infatti si è scagliato contro la decisione di Pasquale Trabucco di portare la comica torinese in Tribunale. Il tenente in congedo dell’esercito ha deciso di passare ai fatti dopo alcune parole pronunciate da Littizzetto contro i militari durante Che Tempo Che Fa.

“Ho scelto di procedere con questa azione legale – ha dichiarato il Tenente Trabucco – perché ritengo che ci siano valori intoccabili, come l’onore dei nostri militari. In qualità di Comitato per il ripristino della Festività del 4 Novembre, ho considerato questa denuncia un gesto simbolico fondamentale per rendere omaggio ai nostri caduti. Penso, ad esempio, a Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, ufficiale italiano e comandante del Fronte Militare Clandestino, martire delle Fosse Ardeatine e insignito della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Il mio pensiero – ha aggiunto – va non solo ai soldati, ma anche ai Partigiani della Resistenza. Tuttavia, sono disponibile a ritirare la querela qualora arrivassero delle scuse pubbliche”.

Littizzetto in onda aveva detto: “Noi italiani non siamo capaci di fare le guerre, facciamo cag*** a combattere“. Parole forti e offensive, eppure per Bottura a sbagliare è Trabucco. Anzi, con un post su X arriva addirittura a commentare: “Piccoli dittatori crescono”.

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Alla sinistra prudono le mani, Prodi neanche si scusa con la cronista intimidita. E Bertinotti “lancia” oggetti

Mammamia, che debacle! Se nemmeno i “senatori” di un’area (senatori in senso di punti di riferimento p…

le famosissime sentenze “ad cazzum”

Il giudice fa rientrare dopo 4 anni un sudanese respinto

Annullata la decisione dell’allora governo Draghi. E torna con volo pagato dalle Ong

Felice Manti 25 Marzo 2025 – 07:20

Il giudice fa rientrare dopo 4 anni un sudanese respinto

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C’è l’ennesima sentenza contro l’Italia che rischia di mandare in tilt il sistema dell’accoglienza. Il 14 giugno 2021 un sudanese di nome Adam (nella foto), oggi 24enne – assieme ad altri 179 richiedenti asilo partiti da Zuwara in Libia verso Lampedusa – era stato recuperato in acque internazionali e «restituito» alla Guardia costiera libica, fuori dalla zona Sar (Search and rescue) di responsabilità italiana perché di competenza libica, dal mercantile Vos Triton, una supply ship battente bandiera di Gibilterra di proprietà di una compagnia con sede in Olanda (la Vroon) che opera generalmente a servizio della piattaforma petrolifera francese Total.

Secondo i giudici italiani si tratta di un respingimento mascherato e illegale di cui l’Italia è responsabile, sebbene l’operazione non sia stata materialmente effettuata da mezzi e militari italiani. È quanto si legge nella sentenza eppure, secondo il giudice della sezione Immigrazione del tribunale di Roma Damiana Colla, la colpa del mancato arrivo in Italia del clandestino sarebbe del nostro Paese. Perché? Perché «sono state le autorità italiane del Maritime rescue coordination centre (Mrcc) di Roma a ricevere la segnalazione dell’esistenza dell’imbarcazione in difficoltà e la richiesta di soccorso, sostituendosi al Centro di coordinamento libico ordinariamente responsabile nella zona Sar, mantenendo un ruolo attivo (…) anche dopo la dichiarazione delle autorità libiche di assumerne il coordinamento».

La colpa delle autorità italiane, «condannate» a concedergli il visto «come misura di riparazione della violazione dei diritti umani fondamentali subita in conseguenza della condotta italiana» e a farlo entrare (il sudanese è sbarcato nei giorni scorsi a Fiumicino, ospite della comunità Baobab experience di Roma) è quella di aver aiutato la nave mercantile di un altro Paese a gestire il trasbordo e di averla fermata in attesa della motovedetta Zawiya della Guardia costiera libica arrivata molte ore dopo. «Le azioni e le omissioni del Mrcc italiano sono state idonee a fondare una relazione qualificata», le nostre autorità dovevano essere perfettamente consapevoli già all’epoca del rischio di violazioni gravissime dei diritti umani fondamentali cui i naufraghi e tra loro l’odierno ricorrente, in quanto cittadino sudanese sarebbero stati esposti in caso di ritorno in Libia, il Paese dal quale stavano in effetti tentando di fuggire», scrive il giudice Colla.

Sarebbe stata la regia occulta del Viminale a ordinare di consegnare i migranti alla Libia anziché tornare in Italia «come prevede il diritto internazionale del mare» secondo la ricostruzione del giudice. Nei mesi scorsi il sudanese sarebbe riuscito a sfuggire ai rastrellamenti di migranti ordinati dal governo libico. «Viene finalmente riconosciuta la regia occulta dell’Italia nel gigantesco sistema dei respingimenti illegali dal mare ai lager libici», scrivono gli attivisti di JLProject, Ong che assieme a Sea Watch e Alarm phone avrebbe ricostruito la catena degli eventi. Secondo il legate Nicola Datena il suo assistito «ora potrà presentare richiesta di asilo in Italia».

Non è la prima volta che quel mercantile tornava indietro in Libia, in almeno un caso richiedenti asilo non si erano ribellati al ritorno in Libia, stando alle indagini della Procura di Ragusa.

Al ministero dell’Interno al tempo c’era Luciana Lamorgese (foto), ministro di Mario Draghi votato da Pd e sinistra ma non risultano indagini a carico loro.

capita se sei normale e dici cose sensate….in tal caso non puoi stare tra i dem-enti

Dirigente Pd difende Israele: “La colpa è di Hamas”. Pioggia di insulti a sinistra. E il partito le toglie l’incarico

La responsabile donne Dem del Friuli Venezia Giulia contro gli islamisti. La base si ribella. Il Pd regionale la sconfessa e la segretaria nazionale la “rimuove con effetto immediato”

Alberto Giannoni 23 Marzo 2025 – 20:39Ilaria Celledoni con Elly Schlein

La dichiarazione di Celledoni è nata nell’ambito di una discussione su “X”. L’avvocatessa dirigente dem ha risposto a un utente che aveva stabilito l’equazione fra la politica dell’Europa e “i cadaveri dei bambini palestinesi”. «I cadaveri dei bambini palestinesi – ha replicato dura lei – sono il prodotto della cultura e del comportamento di Hamas, tutto mediorientale, basta cercare di scaricare la responsabilità su altri» ha detto la dirigente dem, squarciando il velo del pregiudizio che da anni – per non dire decenni – vige in una certa sinistra, dove è egemone una lettura unilateralmente anti-sionista (quando non antisemita) del dramma israelo-palestinese. Il significato di quel “tutto mediorientale” è forse involuto e l’avvocatessa potrà forse spiegarlo, ma il senso dell’intervento pare chiaro: la colpa è di Hamas, più che di Israele.

Per questo, per due giorni, la segretaria delle donne dem ha dovuto subire attacchi di ogni tipo. Spesso epiteti irriferibili. Insolenze, insulti e accuse, anche improbabili, addirittura pure quella di “suprematismo” (che non si vede dove sia). Le contestazioni, per limitarsi alle osservazioni più civili fra quelle che ha ricevuto, tendono ad attribuire a Israele tutte le colpa della guerra, sollevando Hamas da ogni responsabilità. «Hamas non esisterebbe se Israele non fosse diventato quello che è» ha scritto qualcuno, ribaltando logicamente ogni evidenza nel rapporto causa-effetto tra terrorismo e guerra. «Se la situazione è arrivata a questo punto – ha detto un altro – è colpa di gente come lei che giustifica il massacro in corso negando le responsabilità di Israele».

Ma a militanti ed elettori di questo Pd, pare non bastare. «Non basta – dice qualcuno – O la cacciate a pedate dal Partito, o sono solo chiacchiere.

Questo infame post ha fatto il giro del web, è stato salvato». Celledoni intanto insiste: “Il diritto all’autodeterminazione è universale – dice – si ottiene con un percorso culturale non uccidendo il prossimo e mettendone proprio statuto la distruzione di qualcun altro”.

le excort si pagano

La piazza Pd pro Europa? Mail, gare e ospiti: cosa non torna in Campidoglio

Francesco Storace 23 marzo 2025

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«Diciamo» pronunciato mille volte, ma nemmeno una volta è sfuggita la parola «spieghiamo». L’audizione del capo della segreteria del sindaco di Roma, il potente Albino Ruberti, in commissione trasparenza – convocata dal presidente Federico Rocca (Fdi) – è servita a volare alto. Ma tra le nuvole. Perché i dubbi non sono stati fugati sulle spese del Campidoglio per la manifestazione “europeista” e contro il governo di sabato 15 marzo.

Si sa solo qualcosa in più e che aggrava il contesto su cui dovrà indagare la Corte dei Conti dopo l’esposto del leghista Santori e degli altri che sono stati annunciati. Anzitutto, mistero sugli scrocconi. Ovvero gli ignoti ospiti a cui sono stati offerti viaggio e alloggio. Chi sono? Oggi non ve lo diciamo, lunedì forse. Ma se non sono nomi noti, magari qualche tecnico musicale, a Roma non esistevano figure simili?

La cifra spesa risulta più grande, 340mila euro, ma se la cavano con l’Iva. Prima non lo dicevamo quando si parlava di una cifra più bassa. Poi, c’è l’atteggiamento fuggitivo del sindaco Gualtieri, che avrebbe fatto figura migliore nel presentarsi in commissione anziché delegare tutto all’agnello sacrificale, ovvero Ruberti.

Ma il primo cittadino ci sta prendendo gusto. Scappa dai luoghi istituzionali, salvo dichiarare al giornale che sceglie – in questo caso Il Foglio – di «rivendicare con orgoglio», la decisione di spendere quattrini nostri e non suoi per l’evento. Ancora la Lega ha tentato – a norma di regolamento – di far discutere una mozione sulla strana decisione di farsi carico della manifestazione da parte di Roma capitale, mala maggioranza fugge dall’aula e manca ancora una volta il numero legale. Di che cosa hanno paura? La sensazione è che ci sia troppa omertà.

Manifestano col cu*** degli altri! Paghi la Schlein: Michele Santoro picchia durissimo

“Manifestano col cu*** degli altri! Paghi la Schlein”: Michele Santoro picchia durissimo

È difficile spiegare anche perché se un’iniziativa è sponsorizzata dal Comune, sul palco non sia comparso il logo dell’amministrazione: non si doveva far sapere che spendevano soldi nostri e ci ha dovuto pensare Libero? Ma la questione più grave l’hanno tirata fuori, nella seduta di ieri, lo stesso presidente della Commissione e l’ex sindaca Virginia Raggi, che ha spiegato a Ruberti quello che avrebbe dovuto fare il capo dell’amministrazione comunale (oltre ad aver deciso di presentare un esposto anche a proprio nome che si aggiunge a quello di Maurizio Gasparri). Ovvero, ci voleva un atto d’indirizzo politico, una delibera, una mozione dell’assemblea capitolina, o quantomeno una memoria di giunta, per giustificare la decisione di spendere quei soldi. Niente di tutto questo.

Solo un’e-mail del capo di gabinetto – in data 5 marzo – rivolta ai vari uffici competenti, «d’ordine del sindaco». Quale sia il fondamento dell’ «ordine del sindaco» non sta in nessun atto di indirizzo, però, e anche qui resta evidente l’imbarazzo del Comune. Sostengono che lo hanno fatto perché nel 1957 in Campidoglio si firmarono i trattati di Roma – e allora perché non lo hanno detto prima della manifestazione? – che è solo una scusa come un’altra.

Ruberti in commissione ha citato anche lo Statuto regionale risalente all’epoca in cui chi scrive governava il Lazio, con i riferimenti all’Europa e persino allo spirito di Ventotene. Verissimo: fu approvato l’emendamento congiunto di maggioranza e opposizione e fu più facile dire no alla retorica di chi proponeva che «la regione nasce dall’antifascismo»… Nella sostanza, si tende a spacciare – come ha notato proprio Virginia Raggi – i comunicati stampa come atti del Comune, «mentre sono stati violati i principi alla base della spesa di una amministrazione». Qualunque euro speso deve essere motivato. Si tenta di giustificare in qualunque modo la realtà. Come ha detto Giovanni Quarzo di Fratelli d’Italia, il cosiddetto appello per l’Europa «si è trasformato in manifestazione contro il governo».

nostalgici e guerrafondai plagiati dalla fasulla ue

La “scampagnata” a Ventotene? La foto che svela il flop della sinistra

La spedizione del centrosinistra verso l’isola di Ventotene per rendere omaggio ad Altiero Spinelli si è rivelata un flop clamoroso

Francesco Curridori 22 Marzo 2025 – 15:40

La "scampagnata" a Ventotene? La foto che svela il flop della sinistra

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La spedizione piddina verso Ventotene, l’isola dove Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni scrissero il loro manifesto per “un’Europa libera e unita”, è stato un clamoroso flop.

Come ampiamente annunciato, erano assenti il leader del M5S Giuseppe Conte, il fondatore di Azione Carlo Calenda e persino la segretaria del Pd Elly Schlein che aveva già preso degli impegni precedentemente. “Non basta appellarsi a Ventotene, bisogna combattere sul terreno, concretamente”, ha detto Conte parlando nel corso di una una lectio magistralis alla Scuola di formazione politica tenuta Baiano, in provincia di Avellino, sul futuro della democrazia. Ancora più caustico Carlo Calenda che, commentando su X il titolo del Corriere della Sera in cui si evidenziava che sia lui sia il presidente dei Cinquestelle non sarebbero andati a Ventotene, ha scritto:”La retorica in Italia serve spesso a fuggire dalle responsabilità. Oggi l’atto più europeista che si può compiere è costruire una Nato europea. Per farlo occorre anche spendere più in difesa.

Al netto di queste polemiche sugli alleati assenti, ad essere veramente pochi erano i presenti. Il Pd, è vero, che aveva annunciato che avrebbe aderito all’evento con una delegazione ristretta, ma alla fine l’isola era semi-deserta come sempre. L’iniziativa è stata promossa dal deputato romano Roberto Morassut e dal segretario del Pd Lazio Daniele Leodori, ma hanno aderito anche il capodelegazione all’Europarlamento Nicola Zingaretti, Valeria Campagna vicesegretaria del Pd e i parlamentari Peppe Peovenzano, Filippo Sensi, Marianna Madia, Michela De Biase e Andrea Casu.