ISTIGAZIONE A DELINQUERE ED ODIO MA NESSU GIUDICE LA INCRIMINA

“Chiuso grazie alle rivolte”. Così Salis tifa per i migranti che devastano i cpr

Francesca Galici 2 Maggio 2025 – 15:59

"Chiuso grazie alle rivolte". Così Salis tifa per i migranti che devastano i cpr

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Cpr sono delle strutture realizzate per garantire la sicurezza nazionale, dove vengono trattenuti gli stranieri irregolari in attesa di essere rimpatriati, dopo un decreto di espulsione, nel loro Paese d’origine. L’immigrazione irregolare in Italia è illegale e la conseguenza è l’espulsione nei termini di legge. Al mantenimento dei Cpr concorrono tutti i cittadini con le proprie tasse e leggere che Ilaria Salis, europarlamentae con Avs, esulta quando questi vengono distrutti dai migranti irregolari è quanto meno contraddittorio, in quanto è stata eletta per tutelare gli interessi dei cittadini del proprio Paese all’interno dell’Unione Europea.

Il manuale per i medici militanti: “Non mandate nei Cpr chi sbarca”

“Tutti i Centri di Permanenza per il Rimpatrio devono essere chiusi. Subito. La notte del 30 aprile, nel CPR di Torino in Corso Brunelleschi – riaperto da poco, dopo essere stato chiuso grazie alle rivolte dei reclusi – è scoppiata una nuova, ennesima rivolta. Ogni rivolta nei CPR è un grido umano contro l’insopportabile: il rifiuto di condizioni degradanti e di una sorte inaccettabile, quella della deportazione”, scrive l’europarlamentare, facendosi portavoce delle medesime istante dei centri sociali. Anche di recente, all’esterno del Cpr di Torino, ci sono state manifestazioni di antagonisti che hanno incitato alla rivolta i migranti trattenuti all’interno. Le rivolte sono solamente tentativi di evasione o, in alternativa, rappresentano la mera esigenza di creare disordine e devastazione, con la consapevolezza che in questo modo il Cpr viene reso inagibile e chiuso per il tempo necessario alle riparazioni. Riparazioni che, ovviamente, sono a carico degli italiani.

Che Salis veda come un fatto positivo che il Cps sia stato chiuso “grazie alle rivolte dei reclusi” è indicativo su quale sia la sua considerazione degli italiani. Invoca la chiusura immediata dei Cpr ma non offre alternative che non siano il “tana liberi tutti”, con le conseguenze che sono ben immaginabili a tutti, tranne che a lei. Ma non è tutto, perché Salis invita anche esplicitamente i giudici a non effettuare i trattenimenti e i medici derogare la legge per evitare l’ingresso degli irregolari nei Cpr: “Di fronte a questa tortura di Stato, non possiamo restare indifferenti. A partire dai giudici, che possono e devono rifiutarsi di convalidare i trattenimenti. A partire dai medici, che hanno il dovere di certificare l’inidoneità al trattenimento in luoghi che minano gravemente la salute fisica e psichica”.

Forse questo passaggio lo avrebbe dovuto evitare però, visto che i “compagni” rivendicano la clandestinità dell’operazione, che dovrebbe funzionare tramite passaparola interno, proprio perché la pratica è ai margini della legge. Salis non fornisce un buon servizio né ai compagni né agli italiani.

migranti un cazzo sono clandestini parassiti !

Migranti, voli low-cost e malore a bordo: il trucco per arrivare in Ue

Ecco l’ultima strategia messa in atto dagli irregolari per arrivare nella Ue: voli low-cost e malore a bordo, come funziona il “trucco”

giovedì 1 maggio 2025condividi

Migranti, voli low-cost e malore a bordo: il trucco per arrivare in Ue

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“Avión patera”: si chiama così l’ultima strategia messa in atto dai migranti irregolari per arrivare nell’Unione europea. Spesso viene organizzata sui social o via WhatsApp e vede come direttrice principale quella tra Marocco e Turchia. A bordo di un volo ci si inventa un imprevisto, come un finto malore, che fa deviare l’aereo in un Paese dell’Unione europea, come la Spagna o l’Italia. A quel punto avviene l’ atterraggio d’emergenza e parte la macchina dei soccorsi. Poi, non appena si aprono i portelloni, i migranti fuggono. 

Il trucco, quindi, è: prenotare un volo su una direttrice specifica — tra Marocco e Turchia —, quasi sempre con una low cost, e poi organizzare con altri un’emergenza medica a bordo. Si tratta di un fenomeno che, come riporta il Corriere della Sera, va avanti dalla seconda metà del 2021. E anche se non è ancora ad alta intensità, crea comunque una certa preoccupazione. L’operazione, infatti, potrebbe espandersi e avere conseguenze pesanti sulle operazioni delle aviolinee. 

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Abrego Garcia, il migrante espulso: Trump, è un caso diplomatico

Un 29enne salvadoregno, Kilmar Armando Abrego Garcia, è diventato il simbolo del pugno di ferro di Donald Trump s…

Uno degli ultimi casi ha riguardato proprio l’Italia: alle 20.20 del 27 aprile scorso l’equipaggio di un aereo della low cost turca Pegasus decollato dallo scalo di Istanbul e diretto a Casablanca, in Marocco, ha chiesto di dirottare nello scalo più vicino, quello calabrese di Lamezia Terme, perché un passeggero a bordo, un 36enne di origine turca, stava poco bene. L’aereo, quindi, è atterrato a Lamezia alle 20.49. E non appena il personale paramedico è salito a bordo, tre giovani marocchini sono scappati. Uno è stato fermato subito e rimpatriato, mentre gli altri due sono stati presi in un secondo momento. E per la cattura è stato necessario sospendere gli arrivi e le partenze per alcuni minuti. Una volta bloccati, i due hanno chiesto la “protezione internazionale”.

inutili dannosi e costosi

Concertone 1° maggio, dal palco “Bella ciao” e “Palestina libera”. Gli ebrei: “Invocano nostra distruzione”

A Torino i centri sociali si prendono il palco: bruciate le bandiere Ue, Usa e Israele. Lo spezzone sociale ha sovrastato tutti gli altri. A Roma cori per la Palestina

Francesca Galici 1 Maggio 2025 – 23:13

Concertone 1° maggio, dal palco "Bella ciao" e "Palestina libera". Gli ebrei: "Invocano nostra distruzione"

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Le parti sociali protagoniste del 1° maggio hanno alzato bandiera bianca a Torino e i pro Palestina esultano: “Ci siamo presi il palco“. Quella che sarebbe dovuta essere una giornata dedicata a tutti i lavoratori e un omaggio a chi ha sacrificato la propria vita sul lavoro, si è trasformata invece nell’ennesima manifestazione durante la quale i gruppi per la Palestina hano avuto un ruolo centrale. La responsabilità è di chi, il 25 aprile come il 1° maggio, ha lasciato che manifestazioni che non hanno alcuna attinenza con la giornata in corso potessero unirsi per altri scopi. I manifestanti per la Palestina il 25 aprile hanno preso il sopravvento ma, almeno a Milano, non sono riusciti a salire sul palco.

A Torino il 1° Maggio, invece, spinti dai soliti centri sociali, tra i quali l’onnipresente Askatasuna, che il Comune cerca di legittimare, e dalla prepotenza delle frange antagoniste, sono riusciti a prendere la scena e il risultato è stato scontato: dal palco, con tutti gli occhi addosso, i pro Pal hanno bruciato la bandiera di Israele, quella dell’Unione europea e quella degli Stati Uniti. L’apertura del concertone del Primo Maggio di Roma, invece, è stata affidata a Leo Gassman con “Bella Ciao” ed è stato fatto anche un omaggio al Papa a pochi giorni dalla scomparsa. “La musica è bellezza e strumento di pace, una lingua che tutti i popoli in diversi modi parlano, e raggiunge tutti i cuori”, sono le parole riecheggiate in piazza San Giovanni in Laterano, dove il concerto è tornato dopo anni di “esilio”.

I Patagarri, che hanno partecipato all’ultima edizione di X-Factor hanno arrigato la folla di Roma all’urlo di “Palestina Libera“. Uno slogan che tutta la piazza ha ripetuto in coro. Ma questo proclama ha fatto infuriare Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma: “Appropriarsi della nostra cultura, delle melodie a noi più care, per invocare la nostra distruzione, è ignobile. C’è qualcosa di davvero sinistro, macabro, nell’esibizione dei Patagarri. Pensate a cosa ha fatto Hamas dei nostri bambini. Ascoltare una nostra canzone dal palco del Primo Maggio in diretta tv, culminante nel grido ‘Palestina Libera!’, lo slogan delle piazze che invocano la cancellazione di Israele, è un insulto e una violenza inaccettabile. Mai ce lo saremmo aspettati in un concerto che celebra il lavoro”. Niente proclama per la Palestina per Ghali, anche se durante la sua esibizione è stata srotolata una bandiera della Palestina. Per un problema tecnico è costretto a cantare in playback.

Il Corriere della sera riferisce che durante il momento dj-set di Ema Stockolma, mentre gli artisti erano in pausa tra la prima e la seconda parte, si è scatenato il caos nel retropalco davanti buffet, con anche i servizi igienici non praticabili. Alla ripresa del concerto si registra un bacio saffico tra BigMama e Noemi davanti alla piazza che, secondo le stime non ufficiali conta circa 100mila persone alla ripresa della seconda parte.

Elodie durante la sua esibizione, per la quale si è avvalsa chiaramente anche di basi registrate, ha lanciato il suo appello: “Sono felicissima di essere qui, è la prima volta sul palco ma ne ho fatti tantissimi da spettatrice come voi. Mi è sempre piaciuto perché questa è la casa dei diritti. E questa festa ci ricorda sempre che i diritti sono di tutti o sono privilegi. Non dimentichiamolo mai. Buon Primo maggio

“.

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    Conte, l'ultima pagliacciata: cosa espone dal balcone

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    Altro giro, altra pagliacciata. “Questa è la nostra sede. Vediamo se saremo identificati anche noi”, scrive su Facebook il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte. Il Movimento ha deciso di esporre fuori dalla propria sede di Via di Campo Marzio a Roma lo stesso striscione di Lorenza Roiati, cittadina di Ascoli Piceno che fuori il proprio forno aveva affisso lo striscione con scritto “25 aprile: buono come il pane, bello come l’antifascismo”. Insomma il leader grillino adesso usa pure lo striscione della fornaia di Ascoli per racimolare qualche decimale nei consensi per il M5s.

    A questo punto si scatena nella solita propaganda anti-governo: “I nostri salari sono sempre più bassi, lo denuncia anche il presidente Mattarella mentre il governo si disinteressa, aumenta gli stipendi solo ai ministri, non vuole il salario minimo legale per tutte le lavoratrici e i lavoratori sottopagati“. Hanno “a cuore soltanto il piano di riarmo e adesso, a livello europeo, si sta studiando addirittura come indirizzare i risparmi privati per finanziare lobby delle armi”. “Contrasteremo in tutti i modi, chiederemo la maggiore trasparenza sull’utilizzo dei risparmi privati e soprattutto che i cittadini sappiano se vanno alla lobby delle armi”, conclude Conte. Nulla di nuovo sotto il sole, la solita sterile polemica basata sul nulla. 

    perche’ non stuprano gli accoglioni ?


    Orrore a Palermo: studentessa stuprata, chi è l’aggressore

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    Orrore a Palermo: studentessa stuprata, chi è l'aggressore

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    Una studentessa spagnola ha subito violenza la notte del 26 aprile. È successo a Palermo, in via Roma, nei pressi della stazione centrale. La ventenne ha sporto denuncia ai carabinieri che indagano. Un uomo sarebbe stato arrestato con l’accusa di stupro. È un ventenne l’arrestato per violenza sessuale a Palermo. I carabinieri della Stazione di Piazza Marina, dopo una rapida attività di indagine, hanno individuato il giovane tunisino, già noto alle forze di polizia, per violenza sessuale e furto nei confronti di una 22enne, in Italia per motivi di studio. La studentessa la sera del 26 aprile, mentre percorreva via Roma per fare rientro nella sua abitazione, è stata prima seguita e, poi aggredita dall’indagato, il quale approfittando di un tratto di strada non illuminato «ha immobilizzata costringendola con la forza a subire atti sessuali.

    La giovane, quando è riuscita a divincolarsi dalla presa dell’uomo, è stata soccorsa da un conoscente che ha chiesto aiuto chiamando il Numero Unico di Emergenza 112. Immediatamente, sono intervenuti un’autoambulanza e i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Palermo, della Stazione di Palermo Piazza Marina e del Nucleo Operativo della Compagnia di Palermo Piazza Verdi, impegnati nel controllo del territorio. Attraverso la visione delle immagini registrate da alcune telecamere e grazie anche alla dettagliata descrizione, i carabinieri sono riusciti in brevissimo tempo a identificare il presunto autore della violenza che è stato rintracciato a casa e, su disposizione della procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, condotto nel carcere Pagliarelli. Il gip ha convalidato l’arresto, applicando al 20enne tunisino la misura cautelare della custodia in carcere.