LAUREATE NEL NULLA FRITTO PENSANO DI CONFRONTARSI CON CHI INVECE HA STUDIATO VERAMENTE , HA IL TRIPLO D’INTELLIGENZA E D’ESPERIENZA .
GRAZIE D’ESISTERE LE VS SISTEMATICHE FIGURE EMMERDE SONO ORGASMICHE !!
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In Altre Parole, il solito Bersani: “La Russa fuori di testa. Meloni? Con lei politica estera finita”
LASCIATELO PARLARE …. LAVORA PER LA DESTRA !!
Gli interventi di attivisti dell’ultradestra europea: “Possiamo salvare l’Occidente”
Matteo Carnieletto 18 Maggio 2025 – 05:47

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L’immigrazione, con i suoi miti, sfatata slide su slide. Il Pil che aumenta grazie agli stranieri? Falso, secondo gli organizzatori di Remigration, che ieri hanno tenuto un summit a Gallarate, in provincia di Varese. A parlare è una degli speaker, Cyan Quinn, che elogia Donald Trump e spiega come il Giappone, che ha una percentuale minima di stranieri, sia riuscito a crescere senza alcun problema. Il Teatro Condominio di Gallarate ha due terzi delle file piene, circa quattrocento persone. Tra loro anche Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale della Lombardia, che dice: «Si sono confrontati pacificamente, corretto dare la possibilità a queste persone di dire la propria perché in Italia vige ancora la libertà di pensiero e parola e non è certo la sinistra a decidere chi può parlare e chi no».
Fuori dal teatro sono schierate le forze dell’ordine che bloccano le strade.
Non accade nulla. C’è solo una massa di giornalisti che non può entrare. «Extra omnes», dirà al termine del summit Martin Sellner, austriaco e ideologo del movimento Remigration, scherzando sul fatto che i media avevano definito «conclave» questo evento. Sul palco salgono, chiamati da Andrea Ballarati, i rappresentanti di tutti i movimenti europei. Il belga Dries Van Langenhove attacca frontalmente Bruxelles con la sua «agenda immigrazionista» e rilancia: «Con la remigrazione possiamo salvare l’Occidente. Ci sono molte minacce attorno a noi e la nostra è una strategia per salvare la nostra identità. Solo la remigrazione rappresenta un modo legale e sicuro per gestire questo problema». Che verrebbe risolto in tre fasi: «Il rimpatrio degli immigrati illegali; poi di coloro che non si sono integrati; infine di coloro che sono cittadini fedeli a ideologie e Paesi stranieri». Come? «Faremo pressione culturale, economia e politica per la remigrazione». Salgono sul palco John
McLoughlin, dall’Irlanda, poi Pedro Faria dal Portogallo: «Ci stiamo svegliando, non abbiamo paura di parlare». Che cita poi Lepanto, Carlo Martello, i re e i santi che hanno combattuto per l’Europa. «Non è solo per i nostri confini, ma anche per le nostre anime». Jackie Eubanks, attivista repubblicana, insiste sul fatto che la sharia è in contraddizione con la costituzione americana. Il portoghese Afonso Gonçalves cita Martin Luther King: Abbiamo un sogno.
Rifiutiamo vite facili. Combatteremo e vinceremo per l’Europa. È uno dei momenti più cupi della nostra civiltà. Credo che solo la miglior generazione di sempre possa prevalere. Abbiamo bisogno di una nuova Reconquista».

Il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento della gara sull’acciaio green all’Ex Ilva di Taranto e il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, ha colto l’occasione per attaccare nuovamente il governo. “La notizia dimostra che al governo ci sono degli irresponsabili”, ha esordito, mettendo poi nel mirino il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che, a suo dire, “anziché prendersela con chi inquina e con chi ha sbagliato, attacca la Procura per aver fatto semplicemente il suo dovere” e “sbaglia i bandi di gara, propone un piano AIA che prevede l’utilizzo del carbone per altri 12 anni e ignora totalmente la direttiva europea sulle emissioni industriali”. Peccato però che la gara per l’ex Ilva, come ricorda il senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti, “è stata formulata da una società i cui vertici sono stati nominati dal precedente governo”.
“Come sempre Bonelli non sa di cosa parla, è accecato dall’odio e dall’ideologia”, ha dichiarato in una nota il senatore di FdI per rinfrescare la memoria a Bonelli, che è addirittura arrivato a chiedere le dimissioni del ministro Urso. L’attuale esecutivo, ha ricordato Gelmetti, ha piuttosto “sapientemente salvato le risorse che altrimenti sarebbero state sprecate quando ha ricollocato le risorse del Pnrr destinate a Dri Italia”. L’errore, ha sottolineato, “è stato fatto dalla sinistra a formulare la gara” e il governo guidato da Giorgia Meloni ha “salvato le risorse”. “È stato così finanziato il progetto con risorse del fondo di coesione che hanno più lunga durata. Per tutta risposta Bonelli come Emiliano hanno attaccato il governo per quella ricollocazione”, ha aggiunto il senatore di FdI.
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Filippo Impallomeni 18 maggio 2025
Milano sotto assedio, messa a ferro e fuoco da anarchici e centri sociali. Con il pretesto di manifestare contro il «Remigration Summit» i soliti noti hanno provocato scontri e disordine, con lanci di bombe carta ad altezza uomo. «In democrazia non bisogna avere paura di nulla, anche di idee che possono apparire molto forti», così Matteo Piantedosi aveva risposto alle polemiche sul vertice promosso dagli ultranazionalisti europei. Dopo gli scontri però il titolare degli Interni ha sottolineato come «i soliti professionisti del disordine, con il pretesto di manifestare contro il Remigration Summit, hanno provocato scontri contro le forze di polizia presenti». Matteo Salvini dal suo profilo Instagram ha parlato di «teppisti di sinistra. Mentre la Lega assegna più potere e mezzi alle forze dell’ordine, il Pd spesso legalizza centri sociali e tace sulla violenza. Voi da che parte state?».
Nel capoluogo lombardo è accaduto ciò che ci si aspettava: odio, intolleranza e tensioni con le forze dell’ordine hanno contraddistinto le contro-manifestazioni indette dai finti democratici. A Piazza San Babila circa settanta sigle tra associazioni, partiti di sinistra e sindacati si sono riunite sotto la guida di Elly Schlein e Maurizio Landini: ad aprire il corteo è stato il gruppo musicale «Modena City Ramblers» con Bella Ciao. La Segretaria del Pd è salita sul palco e ha letto l’articolo tre della Costituzione per poi esclamare «evviva l’Italia antifascista. Ora e sempre Resistenza». Chiara Braga del Pd l’ha definita «una bella manifestazione contro la peggiore destra». Da Largo Caprioli è partita l’adunata antifa capeggiata da centri sociali e anarchici, scesi in piazza non per protestare ma con l’obiettivo di aggredire gli agenti e creare disordine in città. Migliaia di facinorosi, arrivati anche dall’estero, si sono raccolti dietro lo slogan «Make Europe Antifa Again» e hanno sfilato per le vie del centro passando da via Boccaccio e raggiungendo via Mario Pagano. La polizia si è schierata in tenuta antisommossa in via del Burchiello, bloccando l’accesso al grande slargo accanto l’area verde di Pagano. Nel corso del corteo si sono registrati numerosi tafferugli e gli agenti hanno dovuto adoperare lacrimogeni e idranti per contenere la folla. Petardi, bottiglie e diversi oggetti atti ad offendere sono stati utilizzati dagli antagonisti per cercare di forzare i cordoni ed esprimere il proprio dissenso. A formare le prime linee c’erano giovani col viso coperto e con indosso caschi raffiguranti una stella rossa.
«Una scena indegna. Chi sono davvero gli estremisti? Coloro che organizzano un incontro pacifico in un teatro o chi scatena la guerriglia urbana, armato di pietre e petardi contro servitori dello Stato? È sempre la stessa storia: violenze premeditate e impunità garantita dall’indifferenza complice della sinistra parlamentare, che continua a chiudere gli occhi di fronte a queste vergogne», ha commentato la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone. E Angelo Bonelli, Avs, attacca: «Il problema è il ministro degli Interni Piantedosi, che strizza l’occhio ai neonazisti». Ma a smentirlo sono i fatti: il «Remigration Summit» si è svolto privatamente e pacificamente all’interno del Teatro Condominio di Gallarate mentre coloro che si ergono a esportatori di pace hanno umiliato il senso della democrazia. Un cortocircuito che riflette il vero volto Dem e invita a interrogarsi su chi siano i veri estremisti al giorno d’oggi. Nessuna condanna da parte di Landini, Fratoianni, Schlein e compagni; così il silenzio d’appoggio alle frange più estreme smaschera chi dovrebbe dare l’esempio. E a chi vuole imporre il bavaglio la destra risponde con la forza delle idee e si riorganizza per affrontare le sfide del domani, lasciando l’odio a chi non ha più argomenti.
Papa Leone XIV ha ribadito la centralità della famiglia fondata su unione tra uomo e donna, chiedendo ai governi di sostenerla come nucleo essenziale per società armoniche e pacificate
Alessandro Ferro 16 Maggio 2025 – 12:08
LA BANDA DI CAZZARI FRUSTRATI ED IMPOTENTI CHE CRITICA MELONI NON CE LA FA A CAPIRE CHE AL MOMENTO E’ L’UNICA A VOLERE CHE LA GUERRA FINISCA, TUTTI GLI ALTRI FANNO FINTA E POI ARMANO, PAGANO PER I LORO SCHIFOSI INTERESSI MENTRE LA GENTE MUORE : SEPARARSI DALLA BANDA DI SCHIFOSI E’ IL MIGLIOR SEGNALE D’INTELLIGENZA E SERIETA‘ !

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Alla fine la missione di Giorgia Meloni a Tirana rischia di essere ricordata per due immagini: quella del suo arrivo in Piazza Skanderbeg, dove si tiene il sesto vertice della Comunità Politica Europea (Cpe), col primo ministro albanese Edi Rama che la accoglie inginocchiandosi; e quella pubblicata sui social da Volodymyr Zelensky nel corso di una pausa dei lavori del summit, in cui il presidente ucraino assieme ai leader della ‘coalizione dei volenterosi’ (il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Federale Merz, e i premier britannico e polacco Keir Starmer e Donald Tusk) è a colloquio telefonico con presidente americano Donald Trump per discutere degli ultimi sviluppi legati alla guerra con la Russia. Meloni, che non aveva partecipato alla missione dei ‘volenterosi’ a Kiev sabato scorso (collegandosi solo da remoto), stavolta è presente nello stesso luogo dei suoi colleghi, ma ancora una volta è lontana da dove si svolge il dibattito con gli Stati Uniti sul futuro di Kiev. Un’assenza che finisce subito nel mirino dell’opposizione. Il leader del M5s, Giuseppe Conte, sottolinea che la premier “ha messo l’Italia in panchina. Senza voce, senza ruolo. Dopo il ‘fantasma’ in Parlamento, ecco il ‘fantasma’ nei vertici internazionali: Giorgia Meloni”. All’attacco anche Matteo Renzi: “Giorgia Meloni ovvero l’Influencer ininfluente. Che umiliazione per l’Italia”. In scia anche Azione di Carlo Calenda (“Meloni sta facendo molto male alla credibilità e all’autorevolezza dell’Italia”), mentre Angelo Bonelli dichiara: “Possiamo dirlo chiaramente: fa la comparsa mentre l’Italia viene tenuta fuori dalle decisioni che contano”.
RECORD MONDIALE DI DIFFUSA STUPIDITA’ & DELINQUENZA IMPORTATA PAGANDOLA !!
Indiscreto a Montecitorio: dopo gli attacchi, la segretaria dem cerca di raggiungere la premier a fine seduta. In mano ha un foglietto…
giovedì 15 maggio 2025condividi

2′ di lettura
Immaginatevi la scena, a modo suo quasi comica: Elly Schlein che corre “disperata” e attraversa l’aula di Montecitorio per consegnare un foglietto nelle mani di Giorgia Meloni. Alla fine della infuocata seduta alla Camera, con il premier-time trasformato dalle opposizioni in assalto al capo del governo, è successo anche questo.
D’altronde, non è la cosa più bizzarra vista tra gli scranni degli onorevoli. Riccardo Magi di +Europa si è addirittura agghindato da fantasma, con telo bianco a ricoprirlo, per simboleggiare la “scomparsa” del tema referendum (anche se ne parla e se ne scrive ovunque). Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sperava di trasformare l’occasione in uno dei suoi soliti spettacolini mediatici da rilanciare ossessivamente sui social, ma non c’è riuscito. Meloni ha rintuzzato i suoi attacchi a un livello tale da costringere oggi l’house organ dell’ex premier, il Fatto quotidiano, a sorvolare sulla cronaca parlamentare.

Un po’ meglio ne è uscita la Schlein: la segretaria del Pd, con un partito spaccato e già pronto a mollarla, si è giocata tutte le cartucce possibili. Sulla sanità, sostiene, il governo ha tagliato i finanziamenti. Meloni accoglie queste parole allargando le braccia. “È una guerra di numeri – sottolinea Francesca Schianchi nel suo retroscena su La Stampa -, 136 miliardi e mezzo dice la premier, 9 miliardi in più in due anni; sì ma il calcolo si fa in proporzione al Pil, ribatte Schlein, e l’Italia è messa male, «da quanto tempo non esce dal Palazzo per entrare in un ospedale», chiede mentre sventola un foglio con un grafico, «qui si vede che state smantellando la sanità pubblica»”.

La premier parla di “propaganda” e “bugie”, ripete più volte “non è vero”. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana sospende l’Aula confidando “Ragazzi, che battaglia“. E qui arriva la gustosissima coda del match: “Schlein insegue Meloni, «presidente», ma lei non si gira – spiega la Schianchi -. Vuole consegnarle il famoso grafico: lo lascia nelle mani del ministro della Sanità Schillaci“.