comincio ad augurarmi una bella bombetta atomica….

Ebrei vietati in Puglia, l’ultima del Califfo Emiliano: “Basta rapporti con israeliani”

Sullo stesso argomento:

Il diktat di Emiliano su Israele agli enti: stop ai rapporti con il governo Netanyahu

Aldo Rosati 31 maggio 2025

concordo con De Luca

Martina Carbonaro, bufera per le parole di De Luca: “Un problema fidanzarsi a 12 anni”

Sullo stesso argomento:

Meloni e il dramma di Martina: “Senza fiato, serve una svolta culturale”

“Io ho letto sui giornali la vicenda della ragazzina uccisa ad Afragola a 14 anni, ho letto che era fidanzata da due anni con un ragazzo, cioè da quando aveva 12 anni. Non so… È difficile”. E’ stato questo il commento sul femminicidio di Martina Carbonaro del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che, nell’ambito del Green Med Expo & Symposium – Stati Generali sull’Ambiente 2025, presenta un concorso per content creator impegnati nella promozione della sostenibilità ambientale.

Meloni e il dramma di Martina: Senza fiato, serve una svolta culturale

Nella giuria anche l’influencer Viola Angione, che stoppa subito il governatore: “Il problema non è l’età di lei, ma è chi l’ha ammazzata. Da influencer non mi sento di dare la colpa alla ragazza che si è fidanzata a 12 anni, mi fa male sentir dire queste cose. È il ragazzo che l’ha ammazzata, perché è maschio”. L’intervento di Angione viene seguito dagli applausi dei presenti alla Mostra d’Oltremare di Napoli.

tutti buoni vero ?????

* Casarini e ONG Mediterranea a processo per traffico di clandestini in cambio di soldi *

Related Articles

La Vergogna di Mediterranea: Trafficanti di Clandestini a Processo, Finanziati dal Vaticano!

Dopo lo “Champagne” per i Migranti, la Giustizia Colpisce la ONG di Casarini

Vi ricordate lo “champagne” stappato per festeggiare dopo aver traghettato un carico di migranti in Italia? Quelle intercettazioni schifose che rivelavano il vero volto della ONG Mediterranea Saving Humans, che si nasconde dietro il nome di Rescue Med, sono tornate a galla. Ora, finalmente, la giustizia ha fatto il suo corso: tutti gli imputati di questa squallida organizzazione sono stati rinviati a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, un crimine aggravato dal loro vergognoso profitto economico.

A processo ci finiscono i soliti noti, individui che hanno trasformato la finta disperazione umana in un business lucroso, con il benestare di chi avrebbe dovuto vigilare. Luca Casarini, pregiudicato e fondatore di Mediterranea, è il primo della lista, un uomo che ha fatto della sua vita una crociata contro la legalità. Con lui, Pietro Marrone, comandante della nave Mare Jonio, che ha trasportato i clandestini con arroganza e disprezzo per le leggi italiane. Non mancano Beppe Caccia, ex assessore rosso di Venezia e vicepresidente della società armatrice Idra Social Shipping, un altro pezzo grosso di questa macchina criminale, e Alessandra Metz, legale rappresentante della stessa Idra, che ha firmato i contratti di questo traffico ignobile. A completare il quadro, tre membri dell’equipaggio: il medico Agnese Colpani, il soccorritore Fabrizio Gatti e il tecnico Georgios Apostolopoulos, tutti complici di questa operazione.

Il dettaglio che fa ribollire il sangue è che Mediterranea non ha agito da sola. È stata finanziata dal Vaticano, quello di Bergoglio, e dai vescovi guidati da Zuppi, che hanno versato fiumi di denaro—si parla di centinaia di migliaia di euro—per sostenere queste operazioni. Soldi delle offerte dei fedeli, usati per finanziare un traffico di clandestini! È un insulto a ogni italiano onesto, a ogni cittadino che paga le tasse e che vede le proprie città trasformarsi in campi di battaglia per colpa di chi lucra sulla pelle dei migranti e sulla sicurezza del nostro Paese.

Le intercettazioni parlano chiaro: Casarini e i suoi parlavano di “fare il botto” con i 125mila euro ricevuti dalla Maersk Etienne per il trasbordo di 27 migranti, soldi con cui brindare e pagare stipendi e debiti. Questo non è salvare vite, questo è un commercio schifoso, un’operazione criminale che ha sfruttato la disperazione altrui per arricchirsi, sotto la copertura di un finto umanitarismo.

È ora di dire basta! Basta con le ONG che si mascherano da salvatori mentre trafficano clandestini sulle nostre coste. Basta con i finanziamenti pubblici e religiosi a chi viola le leggi e mette a rischio la nostra sicurezza. È tempo che la giustizia faccia il suo corso senza sconti, e che questi individui paghino per le loro azioni. Gli italiani meritano rispetto, non di essere traditi da chi dovrebbe proteggerli!

come mai s’è svegliato ?

Mattarella: Giudici e Pm devono essere e apparire irreprensibili e imparziali, anche su social

28 maggio 2025

un concentrato di stupidita’ & ignoranza

L’Ue accusa la polizia italiana: “È razzista”. Meloni: parole vergognose

Sullo stesso argomento:

“La priorità non sono i tappi attaccati alle bottiglie”. Metsola e il mea culpa Ue

28 maggio 2025

devastante rincoglionimento senile ha aggravato quello congenito

Amato su Zeller: “Giusto rifiutare la fascia tricolore, era un gesto maschilista”. Bufera sull’ex premier

Davide Di Santo 28 maggio 2025

  • a

peggio della peste

Garlasco, il buco nero: tutti gli errori dei giudici

di Daniele Capezzonelunedì 26 maggio 2025condividi

3′ di lettura

A partire dal caso Garlasco, ma ben al di là di quell’abnorme vicenda, troppe storie della malagiustizia italiana ci offrono almeno due considerazioni da svolgere. La prima ha a che fare con il necessario rilancio della responsabilità civile dei magistrati, già votata (anzi, stravotata) dagli italiani nel referendum voluto da Enzo Tortora e Marco Pannella nel 1987, ma poi – in Parlamento – attenuata, per non dire annullata.

L’80% degli elettori chiesero infatti la responsabilità civile diretta del magistrato che avesse agito con dolo (cioè con cattiva intenzione) o con colpa grave (cioè con grave negligenza, imperizia, imprudenza), ma la legge Vassalli, approvata dopo il plebiscito referendario, tradì la sostanza della volontà popolare, introducendo solo una pallida responsabilità indiretta: il cittadino deve fare causa allo Stato che poi (forse, quindi praticamente mai) si rivale entro certi limiti sul magistrato.

342x237

Garlasco, ora è rissa tra gli inquirenti: l’inchiesta come un reality

Dichiarazioni. Precisazioni. Pareri, piegazioni, messe a punto, chiarimenti. Tutti legittimi, per carità: che &eg…

Mi auguro davvero che, nell’ambito della sempre più necessaria riforma della giustizia (che in questa legislatura sta finalmente avanzando), ci sia spazio anche per un confronto su questa specifica questione, su cui il consenso dei cittadini è stato ed è enorme.

La seconda considerazione – se possibile ancora più inquietante – ha a che fare con la prassi bestiale del “processo mediatico”, a cui tutti ci siamo abituati e piegati. Diciamolo chiaramente: prim’ancora di una condanna in un’aula di tribunale, il malcapitato di turno – una volta sotto accusa – si ritrova già ad essere “mostro conclamato” per il trattamento mediatico che riceve.

Diciamocelo chiaramente: questo meccanismo infernale illustra un rapporto ormai trentennale tra procure e organi di informazione, il legame tra chi è in possesso di notizie ultrasensibili e chi può pubblicarle, con uno “scambio” che ha queste caratteristiche: zero fatica (basta il copia e incolla), alto rendimento, immunità sul piano legale. E il conto chi lo paga? Lo sventurato che si trova a essere accusato.

Non giriamoci intorno: se un’indagine dura mesi e mesi prima del processo, e se – in tutta quella fase – circola una sola versione, peraltro dotata di una potenza suggestiva enorme, il diritto alla difesa risulta distrutto nella sostanza prim’ancora che il percorso giudiziario inizi, cioè prim’ancora che gli avvocati possano toccare palla. L’accusato è completamente solo e nudo contro procure e media. E ovviamente ha già perso, anzi è già morto. Una ricerca di qualche tempo fa dell’Unione delle Camere Penali, analizzando migliaia di articoli di stampa sulle più diverse vicende giudiziarie, ha concluso che, nella fase delle indagini, la difesa non ha a disposizione più del 2% dello spazio: c’è una sola voce che possa essere ascoltata, una sola versione che possa essere conosciuta e diffusa. E la tv fa il resto, con una soverchiante potenza emozionale.

Questa situazione è insostenibile. Sarà bene che i media ricordino che i poteri da sottoporre al vaglio critico non sono solo due, cioè l’esecutivo e il legislativo, ma che pure l’attività dell’ordine giudiziario dovrebbe essere adeguatamente scrutinata. E anche l’opinione pubblica deve allenarsi a dubitare: oggi esiste solo il “mercato della colpevolezza”. Occorre che alcuni coraggiosi aprano – per così dire – il “mercato del dubbio”. In questo, va detto, i social non aiutano: ci siamo tutti abituati alla ricerca dei like, del consenso, e – al contrario – il dissenso e le posizioni controcorrente sono temute, sono rischiose, possono procurare isolamento. Che aspettiamo ad accorgerci di essere su una china pericolosa?

chi e’ causa del suo mal……

L’unica domanda che conta oggi è se l’alleanza costruita per vincere le elezioni comunali a Genova è replicabile su scala nazionale. La risposta è che la grande ammucchiata per il centrosinistra resta l’unica via per sfidare la maggioranza, non ci sono altre strade, perché il Pd non è un partito abbastanza grande per fagocitare gli altri, mentre i suoi alleati sono piccoli, ma con il potere di “far perdere” in caso di corsa solitaria nella zona progressista.

L’alleanza tra partiti diversi e distanti è dunque un fatto ineludibile, lo psicodramma è quello di provare a capire cosa vogliono. Non si capiva a Genova, figuriamoci cosa capiterà quando correranno insieme per il voto nazionale. Non a caso i messaggi dei leader puntano tutti sulla parola «unità», quella della coalizione, concetto che va tradotto come la necessità di dar vita a un cartello elettorale delle sinistre per giocare la partita delle elezioni politiche. Questo e niente più, l’ammucchiata del «poi si vedrà».