CI VORREBBE UN PO’ DI DIGNITA’ ANCHE SE MANCA DEL TUTTO IL CRVELLO MA NON HANNO NE’ L’UNA NE’ L’ALTRO
Cerno: la più brutta sinistra di sempre che gira con la Costituzione e sostiene la teocrazia di Khamenei
13 giugno 2025
Le piazze violente nel nome dei bambini di Gaza si sono trasformate in piazze per i referendum e la sinistra di Elly Schlein ha iniziato a non piacere perfino alla sinistra del Pd. Il paradosso è evidente. “Siamo alla follia, la sinistra gira con la Costituzione e ci prepara una piazza a sostegno della teocrazia iraniana, della teocrazia di Khamenei”. Il commento del direttore Tommaso Cerno.
PD e Forza Italia tradiscono gli italiani: lo ius scholae per i maranza
Italia, 11 giugno 2025 – Dopo il sonoro schiaffo dell’80% degli italiani che hanno bocciato il referendum sulla cittadinanza facile, PD e Forza Italia osano l’impensabile: rilanciare lo ius scholae per i maranza, ignorando la volontà popolare. Persino gli elettori del PD non vogliono più immigrazione, ma i loro leader, insieme a Forza Italia, insistono, sostenuti da un’alleanza scellerata con l’estrema sinistra e il M5S. Non solo ciò che pensano gli italiani è per loro irrilevante, ma continuano a giocare con il futuro degli italiani. A Monfalcone, il 47% degli elettori PD ha detto NO alla cittadinanza facile; a Pioltello, 2mila musulmani hanno minacciato di occupare piazza del Comune per la Festa dello Sgozzamento, e gli italiani hanno resistito. A Roma, donne sono state rinchiuse in un recinto durante l’*Eid al-Adha*, trattate come bestiame; a Modena, una ragazza siriana è stata picchiata dai genitori per la Sharia; a Lodi, un pakistano ha violentato una minorenne, eppure PD e Forza Italia vogliono premiare questi comportamenti con la cittadinanza. A Bologna, cinquanta moschee finanziate dal Qatar proliferano, mentre a Prato il San Domenico è diventato un’enclave islamica. A Gandino, il sindaco di sinistra ha tollerato la segregazione delle donne, e ora Delrio e Tajani spingono lo ius scholae. Questo è un tradimento della democrazia! Azzeriamo l’immigrazione islamica regolare, aboliamo i ricongiungimenti e torniamo allo ius sanguinis integrale. L’Italia non sarà una colonia islamica!Articolo basato su resoconti e post su X. Alcuni dettagli potrebbero non essere pienamente verificabili.
SE VERO FI DEVE ESSERE BUTTATA FUORI DAL GOVERNO A CALCI !!
La scelta di scontrarsi con il governo e la delusione dentro la Cei per la mancata elezione a pontefice del cardinale
di Fausto Cariotigiovedì 5 giugno 2025condividi
3′ di lettura
Perché Matteo Zuppi va allo scontro col governo proprio ora, mentre Giorgia Meloni cerca di creare un rapporto di fiducia col nuovo papa e si vedono i primi segni di riavvicinamento alla Chiesa di tanti cattolici disorientati dalle scelte di Francesco? Vescovi che prendono posizione contro l’esecutivo non sono mai mancati, ma quando si muove il presidente della Cei la cosa è molto diversa. Zuppi ha voluto esprimere tutta la propria «delusione per la scelta del governo di modificare in modo unilaterale le finalità e le modalità di attribuzione dell’Otto per mille di pertinenza dello Stato», e il suo intervento segna un salto di qualità. Che arriva in contemporanea con le parole del vicepresidente della Cei Francesco Savino (non nuovo a certe cose, lui), il quale ha esortato i fedeli a non disertare le urne dei referendum (è la stessa Cei che nel 2005 fece battaglia per l’astensione ai quesiti sulla procreazione assistita).
Sono anni che lo Stato fa “concorrenza” alla Cei con l’Otto per mille, sono anni che un numero crescente di contribuenti abbandona la Chiesa italiana (nel 2010 aveva l’82,2% delle firme, nel 2022 è scesa al 67,3%) in favore dello Stato. E sono anni che il meccanismo è cambiato: la modifica che consente a chi devolve la quota allo Stato di decidere a quale tipo di intervento destinare il proprio contributo (contrasto alla fame nel mondo, ristrutturazione degli edifici scolastici eccetera), e che pare aver dato ulteriore spinta a questa scelta, fu approvata nel 2019 dalla maggioranza giallorossa. Da allora, silenzio della Cei con Giuseppe Conte e silenzio con Mario Draghi.
L’attacco frontale è partito solo adesso, e il casus belli è la decisione del governo di inserire, tra le opzioni a disposizione del contribuente che firma per lo Stato, una sesta possibilità: quella di sostenere le comunità di recupero dalle dipendenze. Per Zuppi, ciò significa «mettere in difficoltà» la Cei. Eppure questa novità premia anche tante realtà fondate e gestite da religiosi, come la Papa Giovanni XXIII creata da don Benzi e la Exodus di don Mazzi: dov’è l’affronto alla Chiesa?
Visto che gli italiani preferiscono “controllare” la destinazione del loro Otto per mille, il presidente dei vescovi potrebbe chiedere di dare la stessa possibilità a chi firma per la Cei. Consentendogli di scegliere se finanziare gli aiuti ai migranti, i restauri delle chiese o altro. Zuppi, però, non propone questo: il problema, per lui, è il governo che dà più potere di scelta ai contribuenti, non la Chiesa che non ne dà affatto. La Cei si trova bene con la piena libertà attuale, che le consente di finanziare imprese come quelle dell’ong di Luca Casarini e di usare il 40% dei propri introiti (400 milioni su un miliardo di euro) non per opere pie, ma per il sostentamento del clero, ovvero per il “monte stipendi” del proprio “personale”. È l’ammontare che non va bene, perché si sta riducendo, e a questo dovrebbe provvedere lo Stato, ridimensionando la propria quota invece che proporre agli italiani nuove opportunità di fare del bene.
Così Zuppi ha scelto di portare allo scontro diretto con palazzo Chigi la sua Cei, dove c’è delusione per la mancata elezione a pontefice dello stesso cardinale e per il ridimensionamento da parte di Leone XIV del suo referente più stretto, Vincenzo Paglia, “figlio” come Zuppi della comunità di Sant’Egidio. Anche se il rapporto di Meloni con Bergoglio era ottimo, il pontefice argentino è apparso divisivo agli occhi di molti elettori di centrodestra. Adesso, col papa statunitense, c’è una relazione da costruire, e ci sono i presupposti affinché inizi una nuova fase tra la Chiesa e il popolo cattolico di orientamento conservatore.
Se questo oggi appare possibile è grazie a Prevost, non a Zuppi. Il quale ha scelto il momento più delicato per fare l’uscita più dirompente del suo mandato, la cui scadenza naturale è nel 2027. Segno che forse non è lui l’uomo adatto per guidare la Conferenza dei vescovi in una fase come questa.
Luca Ricolfi suona la sveglia alla sinistra: “La Cgil che vota Lega”
“È dagli anni Novanta che, nelle fabbriche, è comparsa la figura dell’operaio bifronte”: il politologo e la critica serratissima al fronte progressista dopo il referendum
mercoledì 11 giugno 2025condividi
2′ di lettura
Un flop, quello del referendum, che dovrebbe insegnare. Secondo Luca Ricolfi, sociologo e politologo, tale misura andrebbe dosata. “Di referendum se ne dovrebbero fare al massimo uno ogni cinque anni”, esordisce sulle colonne del Foglio prima di elencare la seconda e terza “lezione”. “Mai quesiti multipli. Solo quesiti chiari, su questioni importanti per la maggior parte dei cittadini”.
Ma la lezione più sbagliata di tutte, e che la sinistra ancora non ha capito, è quella di abbassare il quorum. Il motivo a detta di Ricolfi lo ha spiegato bene Sabino Cassese. L’ex giudice della Corte Costituzionale ha ricordato che “non si può consentire che la democrazia diretta espropri quella rappresentativa”.
Da qui il rimprovero a Elly Schlein che ha rivendicato lo stesso i 14 milioni di voti ottenuti come prova di vitalità del centrosinistra. “Il test del numero di votanti è tecnicamente sbagliato, perché assume che a recarsi al voto sia stato solo il ‘popolo di sinistra’. È verosimile, invece, che a recarsi al voto sia stato anche una frazione di elettorato che, alle Politiche, voterebbe a destra. Anche il conteggio dei sì ai referendum sul lavoro è sbagliato, perché certamente una parte di quei sì sono semplicemente di matrice sindacale: non lo sanno, i vari Conte-Landini-Schlein, che è dagli anni Novanta che, nelle fabbriche, è comparsa la figura dell’operaio bifronte, che vota Lega con la tessera della Cgil in tasca?”.
Bignami sgancia il siluro: “Cosa ci ha nascosto la sinistra che governava”
mercoledì 11 giugno 2025condividi
2′ di lettura
Fratelli d’Italia chiede un’informativa urgente al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dopo la pubblicazione sui giornali della notizia di ‘maxi truffe sui migranti’ attraverso i ‘click day’. Lo ha annunciato in Aula alla Camera il capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami, sottolineando come “la presidente del Consiglio, esattamente un anno fa evidenziò delle anomalie nei numeri” sugli ingressi di migranti attraverso ‘click day’. Mentre a sinistra si ritiene che i migranti debbano entrare attraverso flussi regolati dai trafficanti di esseri umani e dagli scafisti, a destra si ritiene che i flussi di immigrazione debbano essere regolati mediante meccanismi in ingresso legale”. Bignami ha ricordato l’inchiesta portata avanti dal procuratore Gratteri, aperta sul solco della denuncia di Giorgia Meloni presentata al procuratore Melillo, “che ha disvelato ciò che per anni si era consumato con la connivenza complice e il silenzio altrettanto complice di chi governava, lasciando che i migranti entrassero illegalmente in Italia sfruttando meccanismi legislativi”.
E sulle truffe sul click day è intervenuto anche il senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo: “Mentre Fratelli d’Italia denunciava un sistema poco cristallino e Giorgia Meloni presentava un esposto in Procura per sospetti di irregolarità nel cosiddetto click day, da sinistra arrivavano accuse e insulti per difendere una gestione dei flussi migratori che per noi era quantomeno sospetta. Le indagini, oggi, confermano che dietro il sistema del click day operava una vera e propria rete di caf, avvocati e professionisti che, favorendo immigrazione irregolare grazie a documentazioni false e altri illeciti, aveva il solo scopo di far arricchire chi go faceva parte di questo vero e proprio sistema. Adesso che le indagini hanno svelato il marcio che alimentava il click day staremo a vedere se da sinistra riconosceranno di aver taciuto su una rete criminale che faceva milioni sulla pelle degli immigrati o se preferiranno sorvolare sui risultati delle inchieste e continueranno a difendere l’immigrazione incontrollata senza se e senza ma e soprattutto senza rispetto della legge”.