Il Pubblico Ministero di Milano Giancarla Serafini ha chiesto la condanna del carabiniere che guidava l’auto nel caso Ramy.Nonostante i periti della Procura avessero stabilito che l’auto dei carabinieri avesse condotto un inseguimento corretto,questa signora ha chiesto10 mesi di reclusione per il carabiniere alla guida, motivando con a) la distanza dell’auto alla moto era inferiore al metro e mezzo; b) l’inseguimento è durato troppo a lungo.
come il marchese del grullo :non ne azzecca mai una nemmeno per sbaglio !!
“Meloni prenda esempio dalla Spagna”. Poche ore dopo…Bignami affonda Elly
martedì 8 luglio 2025condividi

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Elly Schlein ha suggerito al governo Meloni di prendere esempio dalla Spagna per politiche economiche più efficaci, ma la sua proposta è stata smentita da un evento imprevisto. Poche ore dopo, Bruxelles ha tagliato 1,1 miliardi di euro dalla quinta rata del PNRR destinato alla Spagna, per il mancato rispetto di due riforme: 626 milioni per l’inadeguata indennizzazione dei precari pubblici e 500 milioni per la mancata approvazione dell’aumento delle tasse sul diesel. La notizia, riportata da El País, ha evidenziato le difficoltà di Madrid, smontando la narrazione della Spagna come modello virtuoso propugnato dalla sinistra italiana.
Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, come rirporta ilSecolo d’Italia, ha colto l’occasione per ironizzare, definendo Schlein un “Re Mida al contrario”: ogni sua critica o modello indicato sembra trasformarsi in un fiasco. Bignami ha sottolineato come questo episodio confermi la solidità del governo Meloni, che gode di un quadro economico promettente rispetto ad altri Paesi europei. Su X, le reazioni negative non si sono fatte attendere: “Schlein sbaglia sempre, è un disastro” e “Parla di Spagna e subito arrivano i tagli, imbarazzante”. Altri utenti hanno scritto: “La sinistra è scollegata dalla realtà” e “Meloni ringrazia per questi autogol”. Insomma per la segretaria dem un’altra figuraccia…
stupidi ed arroganti sin da piccoli
Padova, si presenta all’orale di maturità ma non lo sostiene: “L’esame è una sciocchezza ”
PROSSIMO DEPUTATO DEM
rimbombi di cervelli assolutamente vuoti
Pina Picierno contro l’esibizione del direttore d’orchestra russo: “Intervenga De Luca”
domenica 6 luglio 2025condividi

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Ora nel mirino del Pd, e suo malgrado, ci finisce Valery Gergiev. L’eurodeputata dem Pina Picierno, infatti, si è schierata contro l’esibizione del direttore d’orchestra russo prevista il 27 luglio nella rassegna “Un’Estate da Re” alla Reggia di Caserta. La dem ha così chiesto al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di intervenire “per modificare il cartellone ed evitare che i soldi dei contribuenti finiscano nelle tasche di un fiancheggiatore di un regime criminale”. Picierno ha definito Gergiev “fiancheggiatore del Cremlino” spiegando: “C’è chi, dopo tre anni e mezzo di guerra, non ha ancora capito che prestare il fianco al regime di Putin, anche con queste iniziative, rappresenta una legittimazione del suo imperialismo abietto ed è un problema enorme. Nel frattempo compito mio e delle istituzioni Ue è chiedere al direttore della rassegna e al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca di intervenire”.
Una polemica che non piace a Ivan Scalfarotto, senatore e responsabile Esteri di Italia Viva: “Leggo che la mia amica Pina Picerno ha chiesto che sia impedito a Valery Gergiev, direttore d’orchestra russo, di esibirsi a Caserta a causa delle sue posizioni di appoggio a Vladimir Putin – ha scritto su X -. Come sai sono totalmente dalla parte dell’Ucraina e penso tutto il male possibile di Putin e del suo regime, ma su questo non ti seguo, cara Pina. Se pensiamo di combattere questa battaglia censurando l’arte, la cultura e la musica rischiamo di assomigliare noi stessi pericolosamente a quelli che vogliamo giustamente combattere”.
A fargli eco anche Fratelli d’Italia, dove è Alfredo Antoniozzi a intervenire: “L’onorevole Picierno europarlamentare del Pd censura l’arrivo alla Reggia di Caserta di un grande direttore d’orchestra come Valéry Gergiev. Perché sarebbe un fiancheggiatore di Putin. Trovo questa cosa inconcepibile. Assurda. Gergiev è semplicemente un grande artista. Se i russi devono pagare per gli errori del loro presidente allora facciamo una sorta di genocidio culturale. Probabilmente l’on. Picierno oggi vieterebbe a Dostoevskij, se fosse vivo, di venire in Italia”.
E C’E’ GENTE CHE VOTA IL VUOTO CEREBRALE !!!!
CHE BELLO CAPIRE UN CAZZO
Ius scholae, Forza Italia continua a spingere con gli alleati. Il messaggio di Tajani: paura è debolezza

Sullo stesso argomento:
Sul tema cittadinanza si accende ancora lo scontro in maggioranza e le scintille tra Forza Italia e Lega rischiano di appiccare qualcosa di più grande che, finora, neanche la premier Giorgia Meloni è riuscita a spegnere. Il nodo è sempre quello dello ius scholae: Forza Italia propone il diritto alla cittadinanza dopo dieci anni di scuola in Italia, ma il rifiuto degli alleati è categorico. Il nuovo botta e risposta lo innesca, ancora una volta, il vicepremier Antonio Tajani, che a passare per quello che cambia idea al primo ‘rimprovero’ non ci sta, e neanche al secondo o al terzo. “Vorrei convincere i nostri alleati e i cittadini – rilancia il segretario di Forza Italia intervistato da Bruno Vespa al Forum in Masseria -, non siamo pericolosi lassisti, né deboli, ma l’esatto contrario”. “Non è il colore della pelle che ti fa italiano e non c’è il pericolo di un’invasione islamica nelle nostre scuole. Io credo fortemente nella nostra identità e nella nostra cultura”, aggiunge, prima della stoccata che sembra indirizzata proprio a chi più di altri lo ha criticato nelle ultime ore: “Se siamo forti della nostra identità perché dovremmo avere paura di inglobare? Quello è un segno di debolezza”. “Io voglio avere più italiani perché c’è bisogno anche di manodopera straniera nelle nostre imprese”, prosegue, per poi sottolineare, se qualcuno nel centrodestra non lo avesse ancora capito: “Io non ho fatto nessuna marcia indietro, non sono abituato a farlo”.
La replica della Lega arriva a stretto giro e non potrebbe essere più netta: “Invitiamo l’amico Antonio Tajani ad archiviare ogni polemica sulla riforma della cittadinanza – si legge in una nota -. Non passerà mai, non è previsto dal programma di centrodestra, è stata bocciata perfino dal recente referendum promosso dalla sinistra. Guardiamo avanti, al Paese non serve un’estate di inutili polemiche: abbiamo il dovere di realizzare il programma che ha convinto gli italiani a darci fiducia”. Il tema “è parte del programma di centrodestra quando parla di integrazione economica e sociale dei migranti regolari”, tiene il punto Tajani, “lungi da me pensare di mettere in difficoltà il governo di centrodestra ma è mio dovere dire di affrontare i problemi sociali e cercare di risolverli, perché non li può e non li deve risolvere la sinistra che li ha sempre strumentalizzati”. Anche la bocciatura del referendum sulla cittadinanza, checché ne dicano gli alleati, secondo Tajani “dà ragione a noi, che eravamo contrari perché quella proposta parlava di cinque anni”, e per lo stesso motivo non crede in un eventuale appoggio delle opposizioni: “Non siamo disposti ad accordi al ribasso come quello proposto dal Pd. O dieci anni o non se ne fa nulla”. “Lungi da me pensare di mettere in difficoltà il governo di centrodestra – conclude – ma è mio dovere dire di affrontare i problemi sociali, perché non li può e non li deve risolvere la sinistra che li ha sempre strumentalizzati”.
IL PARTITO DEI CERVELLI CEREBROLESI DALLA NASCITA
Avs tira fuori l’ultima: Cucchi contro prefetto e questore di Udine. Rizzetto: post imbarazzante

Ne arriva un’altra dagli esponenti di Avs. L’ultima polemica è di Ilaria Cucchi, senatrice del partito guidato da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che si scaglia contro Lione e Farinacci, prefetto e questore di Udine: “Osservate bene queste foto. Molti di voi riconosceranno il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Qualcuno forse si ricorderà di un altro ministro, che gli siede accanto; quello dei rapporti con il Parlamento. Si chiama Luca Ciriani, se non ne avete mai sentito parlare non preoccupatevi. Il problema è più suo che vostro. In ogni caso, non è tra i protagonisti di questa storia. I protagonisti veri, rispetto a Nordio, sono sull’altro lato. Si chiamano Domenico Lione e Domenico Farinacci. Sono un prefetto e un questore, entrambi di Udine. Due personaggi pubblici, due rappresentanti delle istituzioni. Non due politici. E qui sta il punto. Perché queste due foto ritraggono un incontro organizzato da una forza politica, Fratelli d’Italia. Un incontro avvenuto a Lignano, proprio nel territorio di competenza del questore e del prefetto. E la loro presenza, lì, rappresenta un gigantesco problema di opportunità, del quale chi svolge attività politica, a qualsiasi livello, non può non essere consapevole. Quale segnale mandano, infatti, i responsabili della sicurezza pubblica, della sicurezza dei cittadini, quando partecipano in prima persona (e in prima fila) a un evento promosso da un partito? Quale segnale mandano se non che il ruolo che rivestono nelle istituzioni passa in secondo piano rispetto alle loro idee politiche? Quale segnale mandano se non che le loro azioni rispondono agli interessi di una parte e non alla logica del bene pubblico?”.
“La nostra democrazia – ha continuato Cucchi – è in un momento difficile. Queste foto sembrano innocue. Lo so che, anche tra di noi, tanti avranno pensato che ci sono cose più importanti e pericolose. Ma no, signori miei, non è così. La commistione che si è vista a Lignano noi la conosciamo benissimo, perché fa parte della nostra storia. Di un passato sempre più attuale; quello in cui ‘l’ordine pubblico’ veniva impartito con la violenza, sempre e comunque contro qualcuno. Tempi che non dobbiamo più rivivere. Manteniamo alta l’attenzione”.
A risponderle ci ha pensato l’onorevole Walter Rizzetto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia e Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati: “Ritengo sia una polemica strumentale e per nulla condivisibile quanto affermato sui social dalla senatrice Ilaria Cucchi in merito al momento di confronto che si è tenuto nei giorni scorsi a Lignano Sabbiadoro, dove abbiamo avuto la presenza di tre Ministri della Repubblica e di numerosi rappresentanti delle istituzioni, nel pieno rispetto dei principi democratici. Noi di Fratelli d’Italia invitiamo sempre tutte le Istituzioni soprattutto se presenti Ministri della Repubblica, meglio ancora se presente il Ministro della Giustizia. Esattamente come possono fare tutti gli altri partiti in seno alle proprie manifestazioni. E sono certo che, giustamente, Prefetti e Questori saranno sempre felici di parteciparvi, valutando ovviamente le presenze. Pieno rispetto e vicinanza a quanto accaduto alla Famiglia Cucchi, ma personalmente non utilizzerei mai questi pretesti per attaccare nessun avversario politico ma evidentemente questa delicatezza non pare essere condivisa, parlando addirittura di violenza nell’ordine pubblico. Un post, quello della Senatrice Cucchi che mette in imbarazzo buona parte dello stesso centro sinistra. In seno al mio intervento, venerdì, ho ricordato chi è sempre dalla parte giusta sino alla fine, come il Carabiniere Carlo Legrottaglie, e ribadirò ogni giorno il concetto senza farmi strumentalizzare nella mia posizione. Spiace leggere certe cose che sono utilizzate al solo fine di attaccare la maggioranza, lo considero – la chiosa di Rizzetto – piuttosto penoso e propedeutico a raggranellare 5 voti”.
OGNI GIORNO LA BANDA DI SINISTRATI ESTREMI DEFECA IDIOZIE ASTRALI NON ESSENDO IN GRADO DI FARE ALTRO….
AVANZA L’INVASIONE
E LE DONNE…ZITTE ZITTE A PARTE
Milano, caos in centro e invasione islamica. Musulmani riuniti per l’Ashura – VIDEO
06 luglio 2025
C’è stata una vera e propria invasione islamica a Milano dove un migliaio di musulmani sciiti si sono riuniti in occasione della celebrazione dell’Ashura, la festività islamica che commemora il martirio dell’Imam Hussein (nipote del profeta Maometto) nella battaglia di Kerbala. Ma a far ribrezzo è l’ennesimo episodio di discriminazione femminile a cui abbiamo dovuto assistere nel silenzio e nell’assenza di condanna da parte della sinistra: sia durante il momento di preghiera con l’imam, che durante la marcia da Stazione centrale fino a Piazza della Repubblica, le donne interamente velate erano tenute a distanza dagli uomini addirittura con un servizio d’ordine a loro dedicato. In questa manifestazione estremamente radicale, che non ha nulla a che vedere con i valori dell’occidente, c’è stata una delle massime espressioni del modo in cui l’islam consideri il sesso femminile. Inferiori, emarginate e sottomesse in nome di un uomo che ha invece la totale supremazia su ogni singolo aspetto della vita e della quotidianità. A commentare l’episodio è la vice della Lega Silvia Sardone che sottolinea come si tratti «di un chiaro segnale di un’islamizzazione sempre più marcata, con culture a noi estranee che si impongono, anche a causa della nostra incapacità di difendere identità e tradizioni. Dopo la preghiera all’interno di recinti che abbiamo visto nelle recenti festività musulmane, un ulteriore segnale di come, in molte comunità islamiche, vengano considerate le donne. Il futuro dell’Europa che immaginiamo non è certo fatto di moschee in continua espansione, luminarie per il Ramadan, scuole chiuse per festività islamiche o studenti che si recano a pregare in moschea. Il rischio è quello di un’Europa che, anno dopo anno, si sottomette all’islamismo».
Giulia Sorrentino

NO E’ SOLO UN INFILTRATO NEL GOVERNO
Ius scholae, Tajani insiste. E i leghisti: “Ma sei del Pd?”
IL POVERETTO NON RICORDA LA FINE DEL FINI ……
fanno gli intelligenti da casa comodamente seduti, loro…. senza sudare…. che schifo !!
In Italia chi salva i clandestini dal naufragio rischia pure la galera

Il 30 agosto 2020 a largo di Crotone morirono quattro persone su un veliero. Per gli agenti in primo grado pena sospesa a 2 anni e 850 mila euro di sanzione
Francesca Musacchio 06 luglio 2025
Da eroi a colpevoli. É la storia di due Finanzieri finiti alla sbarra per aver salvato vite. Da Cutro al caso Ramy, passando per la tragedia in mare di Crotone del 30 agosto 2020, c’è un filo che lega queste storie: servitori dello Stato finiti sotto processo per aver fatto il proprio dovere. Il 30 agosto 2020 un veliero, l’Heaven, con a bordo migranti in arrivo sulle coste calabresi, prese fuoco al largo di Crotone. Morirono quattro persone. Cinque rimasero gravemente ustionate.

Il caso Ramy l’ultima offesa agli italiani. L’editoriale di Cerno
Due Finanzieri si tuffarono in mare e salvarono chi potevano. Ma due di loro (il capitano Vincenzo Barbangelo e il maresciallo Andrea Novelli) sono stati condannati in primo grado a due anni per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Pena sospesa, ma condanna pesante. E soprattutto un conto da 850 mila euro. «La Calabria è diventata tomba non solo per i migranti, ma anche per i Finanzieri di mare – commenta l’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF) – Non vogliamo influenzare in alcun modo il lavoro della magistratura. Ma c’è qualcosa che non funziona. E lo diciamo con rispetto, con amarezza e con la responsabilità di chi ogni giorno vive, con addosso una divisa, il confine sottile tra la vita e la morte. Oggi, in Calabria, quello stesso confine rischia di diventare una tomba non solo per i migranti in cerca di speranza, ma anche per gli uomini dello Stato che quella speranza cercano di proteggerla con azioni concrete e coraggio spesso taciuto».
Nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2020, circa 80 migranti sbarcano in Calabria. Ventitré erano a bordo dell’Heaven, un’imbarcazione in legno intercettata all’alba dalla Guardia Costiera. Alle 7:50 arriva sul posto la motovedetta della Guardia di Finanza. Alle 8:50, i militari Giunta e Frisella salgono sul veliero per trainarlo verso Crotone. Poco dopo esplode un incendio nel vano motore. Alcuni migranti si gettano in acqua. Quattro annegano. Altri vengono salvati. Due Finanzieri, durante le operazioni di salvataggio, restano feriti.

Lucano perde la poltrona e lascia un conto di 3 milioni ai cittadini
Il 17 ottobre 2023 parte il processo. A giudizio finiscono quattro militari: Barbangelo, Novelli, Giunta e Frisella. I primi due vengono condannati. Gli altri prosciolti. I reati contestati: aver condotto un’operazione di salvataggio senza adottare le cautele necessarie, salendo a bordo nonostante l’inidoneità e senza trasferire i migranti su mezzi più sicuri. A pesare anche la presenza a bordo di taniche di carburante (secondo l’accusa ignorate dai Finanzieri) e l’assenza di giubbotti salvagente. Tutti elementi che, secondo la Procura, rendevano «prevedibile» il disastro. Ma nessuna perizia pare abbia chiarito come si sia innescata l’esplosione. È qui che il processo deraglia. I due imputati, accusati di aver agito con leggerezza, in realtà si erano tuffati in mare per salvare vite. Stavano obbedendo a ordini operativi. Agivano in emergenza. La rotta verso Catanzaro era stata esclusa per motivi logistici. Crotone era l’unico approdo sicuro. Nonostante questo, sono stati ritenuti responsabili non di omissione, ma di azione.
La sentenza di primo grado ha ignorato del tutto la complessità operativa dell’intervento e ha lasciato ai due Finanzieri l’onere delle spese processuali. Oltre alla condanna penale, quindi, anche quasi un milione di euro da pagare. «Sono stati considerati colpevoli per non aver previsto l’imprevedibile. Per aver agito, secondo l’accusa, nonostante la previsione dell’evento – rimarca Usif – Ma quale evento? L’esplosione misteriosa di una barca chiamata Heaven, un nome che suona oggi come beffa, caricata di significati che nulla hanno a che vedere con i fatti. Nel frattempo, lo Stato non li ha protetti. Non li ha accompagnati. Li ha lasciati da soli ad affrontare un calvario giudiziario che li ha rovinati economicamente e umanamente.
Carriere congelate. Famiglie costrette a rinunce dolorose per affrontare spese legali e peritali. Un prezzo enorme da pagare per aver cercato di salvare vite umane».
L’udienza d’appello si terrà il prossimo 1 ottobre 2025 a Catanzaro. I legali dei Finanzieri faranno leva su tre punti: l’assenza di prove certe sull’esplosione, la necessità di agire in emergenza e la condotta complessiva, improntata al salvataggio e non alla negligenza. E Usif sulla vicenda non fa sconti: «Non è la prima volta che in Calabria accade tutto questo.
FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA SEMPRE SOTTO LO ZERO !!
l’elettrico èuna stronzata come le vaccinazioni
Paolo Crepet a Bonelli: “Butti giù il filo?”, stoccata su green e auto elettriche

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Salvatore Martelli 05 luglio 2025
- a
- “Bisogna fare i conti con la realtà”. Paolo Crepet durissimo risponde all’eurodeputata di Avd Benedetta Scuderi e di rimando ad Angelo Bonelli su solare ed eolico. Ospite di Andrea Pancali e del suo Coffee Break su La 7, lo psichiatra e scrittore richiama a un bagno di realtà il leader di Alleanza Verdi e Sinistra. Il punto colto da Crepet è magistrale: “Una pala eolica sono 120-130 metri. La macchina elettrica a Prati? Butti giù il filo dalla finestra? Io abito a Roma, è un quartiere molto popolato e ci sono tre posti per le macchine elettriche”.
L’esordio è sferzante e Crepet, quasi infastidito, sottolinea l’ovvio: “Bisogna anche capire che cosa facciamo. Il solare è meraviglioso ma quanti migliaia di ettari della pianura padana dobbiamo coprire? Seconda domanda, cosa ci butti sotto i pannelli per non far crescere l’erba? Non va a finire in una falda?”.

“Sindrome dell’invasione barbarica”, Crepet: cosa c’è dietro i casi di Trento e Messina
Il conduttore coglie il punto e lancia l’assist a Crepet: “Mancano le infrastrutture”. Lo psichiatra però ha anche altri argomenti, sempre più sferzanti: “Conosco Bonelli da una vita e ne abbiamo parlato a iosa di queste cose in maniera molto amichevole, con un confronto che è cominciato forse 25 anni fa – sottolinea – bisogna trovare le soluzioni, non si può dire ‘Proviamo la cosa. È fatta’. Ma fatta che cosa?”.
Poi chiude il suo ragionamento inchiodando i suoi interlocutori alla realtà: “40 minuti per la ricarica nell’auto con il sole? Oggi pomeriggio con 42 gradi c’è un signore che deve ricaricare la macchina, non si sa dove, c’ha l’app, è terrorizzato perché non si sa dove è la prossima ricarica, che forse gli finisce la macchina. Allora questo è un problema da risolvere”.
