le famose sentenze ad cazzum

come il marchese del grullo :non ne azzecca mai una nemmeno per sbaglio !!


“Meloni prenda esempio dalla Spagna”. Poche ore dopo…Bignami affonda Elly

martedì 8 luglio 2025condividi

"Meloni prenda esempio dalla Spagna". Poche ore dopo...Bignami affonda Elly

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Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, come rirporta ilSecolo d’Italia, ha colto l’occasione per ironizzare, definendo Schlein un “Re Mida al contrario”: ogni sua critica o modello indicato sembra trasformarsi in un fiasco. Bignami ha sottolineato come questo episodio confermi la solidità del governo Meloni, che gode di un quadro economico promettente rispetto ad altri Paesi europei. Su X, le reazioni negative non si sono fatte attendere: “Schlein sbaglia sempre, è un disastro” e “Parla di Spagna e subito arrivano i tagli, imbarazzante”. Altri utenti hanno scritto: “La sinistra è scollegata dalla realtà” e “Meloni ringrazia per questi autogol”. Insomma per la segretaria dem un’altra figuraccia…

rimbombi di cervelli assolutamente vuoti

Pina Picierno contro l’esibizione del direttore d’orchestra russo: “Intervenga De Luca”

domenica 6 luglio 2025condividi

Pina Picierno contro l'esibizione del direttore d'orchestra russo: "Intervenga De Luca"

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Una polemica che non piace a Ivan Scalfarotto, senatore e responsabile Esteri di Italia Viva: “Leggo che la mia amica Pina Picerno ha chiesto che sia impedito a Valery Gergiev, direttore d’orchestra russo, di esibirsi a Caserta a causa delle sue posizioni di appoggio a Vladimir Putin – ha scritto su X -. Come sai sono totalmente dalla parte dell’Ucraina e penso tutto il male possibile di Putin e del suo regime, ma su questo non ti seguo, cara Pina. Se pensiamo di combattere questa battaglia censurando l’arte, la cultura e la musica rischiamo di assomigliare noi stessi pericolosamente a quelli che vogliamo giustamente combattere”.

A fargli eco anche Fratelli d’Italia, dove è Alfredo Antoniozzi a intervenire: “L’onorevole Picierno europarlamentare del Pd censura l’arrivo alla Reggia di Caserta di un grande direttore d’orchestra come Valéry Gergiev. Perché sarebbe un fiancheggiatore di Putin. Trovo questa cosa inconcepibile. Assurda. Gergiev è semplicemente un grande artista. Se i russi devono pagare per gli errori del loro presidente allora facciamo una sorta di genocidio culturale. Probabilmente l’on. Picierno oggi vieterebbe a Dostoevskij, se fosse vivo, di venire in Italia”.

CHE BELLO CAPIRE UN CAZZO

Ius scholae, Forza Italia continua a spingere con gli alleati. Il messaggio di Tajani: paura è debolezza

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06 luglio 2025

IL PARTITO DEI CERVELLI CEREBROLESI DALLA NASCITA

Avs tira fuori l’ultima: Cucchi contro prefetto e questore di Udine. Rizzetto: post imbarazzante

06 luglio 2025

Ne arriva un’altra dagli esponenti di Avs. L’ultima polemica è di Ilaria Cucchi, senatrice del partito guidato da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che si scaglia contro Lione e Farinacci, prefetto e questore di Udine: “Osservate bene queste foto. Molti di voi riconosceranno il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Qualcuno forse si ricorderà di un altro ministro, che gli siede accanto; quello dei rapporti con il Parlamento. Si chiama Luca Ciriani, se non ne avete mai sentito parlare non preoccupatevi. Il problema è più suo che vostro. In ogni caso, non è tra i protagonisti di questa storia. I protagonisti veri, rispetto a Nordio, sono sull’altro lato. Si chiamano Domenico Lione e Domenico Farinacci. Sono un prefetto e un questore, entrambi di Udine. Due personaggi pubblici, due rappresentanti delle istituzioni. Non due politici. E qui sta il punto. Perché queste due foto ritraggono un incontro organizzato da una forza politica, Fratelli d’Italia. Un incontro avvenuto a Lignano, proprio nel territorio di competenza del questore e del prefetto. E la loro presenza, lì, rappresenta un gigantesco problema di opportunità, del quale chi svolge attività politica, a qualsiasi livello, non può non essere consapevole. Quale segnale mandano, infatti, i responsabili della sicurezza pubblica, della sicurezza dei cittadini, quando partecipano in prima persona (e in prima fila) a un evento promosso da un partito? Quale segnale mandano se non che il ruolo che rivestono nelle istituzioni passa in secondo piano rispetto alle loro idee politiche? Quale segnale mandano se non che le loro azioni rispondono agli interessi di una parte e non alla logica del bene pubblico?”.

A risponderle ci ha pensato l’onorevole Walter Rizzetto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia e Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati: “Ritengo sia una polemica strumentale e per nulla condivisibile quanto affermato sui social dalla senatrice Ilaria Cucchi in merito al momento di confronto che si è tenuto nei giorni scorsi a Lignano Sabbiadoro, dove abbiamo avuto la presenza di tre Ministri della Repubblica e di numerosi rappresentanti delle istituzioni, nel pieno rispetto dei principi democratici. Noi di Fratelli d’Italia invitiamo sempre tutte le Istituzioni soprattutto se presenti Ministri della Repubblica, meglio ancora se presente il Ministro della Giustizia. Esattamente come possono fare tutti gli altri partiti in seno alle proprie manifestazioni. E sono certo che, giustamente, Prefetti e Questori saranno sempre felici di parteciparvi, valutando ovviamente le presenze. Pieno rispetto e vicinanza a quanto accaduto alla Famiglia Cucchi, ma personalmente non utilizzerei mai questi pretesti per attaccare nessun avversario politico ma evidentemente questa delicatezza non pare essere condivisa, parlando addirittura di violenza nell’ordine pubblico. Un post, quello della Senatrice Cucchi che mette in imbarazzo buona parte dello stesso centro sinistra. In seno al mio intervento, venerdì, ho ricordato chi è sempre dalla parte giusta sino alla fine, come il Carabiniere Carlo Legrottaglie, e ribadirò ogni giorno il concetto senza farmi strumentalizzare nella mia posizione. Spiace leggere certe cose che sono utilizzate al solo fine di attaccare la maggioranza, lo considero – la chiosa di Rizzetto – piuttosto penoso e propedeutico a raggranellare 5 voti”.

AVANZA L’INVASIONE

Milano, caos in centro e invasione islamica. Musulmani riuniti per l’Ashura – VIDEO

06 luglio 2025

Giulia Sorrentino

fanno gli intelligenti da casa comodamente seduti, loro…. senza sudare…. che schifo !!

In Italia chi salva i clandestini dal naufragio rischia pure la galera

Francesca Musacchio 06 luglio 2025

Da eroi a colpevoli. É la storia di due Finanzieri finiti alla sbarra per aver salvato vite. Da Cutro al caso Ramy, passando per la tragedia in mare di Crotone del 30 agosto 2020, c’è un filo che lega queste storie: servitori dello Stato finiti sotto processo per aver fatto il proprio dovere. Il 30 agosto 2020 un veliero, l’Heaven, con a bordo migranti in arrivo sulle coste calabresi, prese fuoco al largo di Crotone. Morirono quattro persone. Cinque rimasero gravemente ustionate.

Il caso Ramy l'ultima offesa agli italiani. L'editoriale di Cerno

Il caso Ramy l’ultima offesa agli italiani. L’editoriale di Cerno

Due Finanzieri si tuffarono in mare e salvarono chi potevano. Ma due di loro (il capitano Vincenzo Barbangelo e il maresciallo Andrea Novelli) sono stati condannati in primo grado a due anni per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Pena sospesa, ma condanna pesante. E soprattutto un conto da 850 mila euro. «La Calabria è diventata tomba non solo per i migranti, ma anche per i Finanzieri di mare – commenta l’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF) – Non vogliamo influenzare in alcun modo il lavoro della magistratura. Ma c’è qualcosa che non funziona. E lo diciamo con rispetto, con amarezza e con la responsabilità di chi ogni giorno vive, con addosso una divisa, il confine sottile tra la vita e la morte. Oggi, in Calabria, quello stesso confine rischia di diventare una tomba non solo per i migranti in cerca di speranza, ma anche per gli uomini dello Stato che quella speranza cercano di proteggerla con azioni concrete e coraggio spesso taciuto».

Nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2020, circa 80 migranti sbarcano in Calabria. Ventitré erano a bordo dell’Heaven, un’imbarcazione in legno intercettata all’alba dalla Guardia Costiera. Alle 7:50 arriva sul posto la motovedetta della Guardia di Finanza. Alle 8:50, i militari Giunta e Frisella salgono sul veliero per trainarlo verso Crotone. Poco dopo esplode un incendio nel vano motore. Alcuni migranti si gettano in acqua. Quattro annegano. Altri vengono salvati. Due Finanzieri, durante le operazioni di salvataggio, restano feriti.

Lucano perde la poltrona e lascia un conto di 3 milioni ai cittadini

Lucano perde la poltrona e lascia un conto di 3 milioni ai cittadini

Il 17 ottobre 2023 parte il processo. A giudizio finiscono quattro militari: Barbangelo, Novelli, Giunta e Frisella. I primi due vengono condannati. Gli altri prosciolti. I reati contestati: aver condotto un’operazione di salvataggio senza adottare le cautele necessarie, salendo a bordo nonostante l’inidoneità e senza trasferire i migranti su mezzi più sicuri. A pesare anche la presenza a bordo di taniche di carburante (secondo l’accusa ignorate dai Finanzieri) e l’assenza di giubbotti salvagente. Tutti elementi che, secondo la Procura, rendevano «prevedibile» il disastro. Ma nessuna perizia pare abbia chiarito come si sia innescata l’esplosione. È qui che il processo deraglia. I due imputati, accusati di aver agito con leggerezza, in realtà si erano tuffati in mare per salvare vite. Stavano obbedendo a ordini operativi. Agivano in emergenza. La rotta verso Catanzaro era stata esclusa per motivi logistici. Crotone era l’unico approdo sicuro. Nonostante questo, sono stati ritenuti responsabili non di omissione, ma di azione.

La sentenza di primo grado ha ignorato del tutto la complessità operativa dell’intervento e ha lasciato ai due Finanzieri l’onere delle spese processuali. Oltre alla condanna penale, quindi, anche quasi un milione di euro da pagare. «Sono stati considerati colpevoli per non aver previsto l’imprevedibile. Per aver agito, secondo l’accusa, nonostante la previsione dell’evento – rimarca Usif – Ma quale evento? L’esplosione misteriosa di una barca chiamata Heaven, un nome che suona oggi come beffa, caricata di significati che nulla hanno a che vedere con i fatti. Nel frattempo, lo Stato non li ha protetti. Non li ha accompagnati. Li ha lasciati da soli ad affrontare un calvario giudiziario che li ha rovinati economicamente e umanamente.

Carriere congelate. Famiglie costrette a rinunce dolorose per affrontare spese legali e peritali. Un prezzo enorme da pagare per aver cercato di salvare vite umane».
L’udienza d’appello si terrà il prossimo 1 ottobre 2025 a Catanzaro. I legali dei Finanzieri faranno leva su tre punti: l’assenza di prove certe sull’esplosione, la necessità di agire in emergenza e la condotta complessiva, improntata al salvataggio e non alla negligenza. E Usif sulla vicenda non fa sconti: «Non è la prima volta che in Calabria accade tutto questo.

l’elettrico èuna stronzata come le vaccinazioni

Paolo Crepet a Bonelli: “Butti giù il filo?”, stoccata su green e auto elettriche

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Salvatore Martelli 05 luglio 2025

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  • “Bisogna fare i conti con la realtà”. Paolo Crepet durissimo risponde all’eurodeputata di Avd Benedetta Scuderi e di rimando ad Angelo Bonelli su solare ed eolico. Ospite di Andrea Pancali e del suo Coffee Break su La 7, lo psichiatra e scrittore richiama a un bagno di realtà il leader di Alleanza Verdi e Sinistra.  Il punto colto da Crepet è magistrale: “Una pala eolica sono 120-130 metri. La macchina elettrica a Prati? Butti giù il filo dalla finestra? Io abito a Roma, è un quartiere molto popolato e ci sono tre posti per le macchine elettriche”.
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“Sindrome dell’invasione barbarica”, Crepet: cosa c’è dietro i casi di Trento e Messina

Il conduttore coglie il punto e lancia l’assist a Crepet: “Mancano le infrastrutture”. Lo psichiatra però ha anche altri argomenti, sempre più sferzanti: “Conosco Bonelli da una vita e ne abbiamo parlato a iosa di queste cose in maniera molto amichevole, con un confronto che è cominciato forse 25 anni fa – sottolinea – bisogna trovare le soluzioni, non si può dire ‘Proviamo la cosa. È fatta’. Ma fatta che cosa?”. 

Poi chiude il suo ragionamento inchiodando i suoi interlocutori alla realtà: “40 minuti per la ricarica nell’auto con il sole? Oggi pomeriggio con 42 gradi c’è un signore che deve ricaricare la macchina, non si sa dove, c’ha l’app, è terrorizzato perché non si sa dove è la prossima ricarica, che forse gli finisce la macchina. Allora questo è un problema da risolvere”.