un fallimento su tutta la linea

Cgil, la casa editrice di Landini è un colabrodo. Conti in rosso per quasi 5 milioni

Nonostante i tentativi di salvataggio messi in campo lo scorso anno, tra cui un’ispezione e un aumento di capitale, l’attività editoriale della Cgil continua a registrare numeri complicati. La Futura srl, la società controllata dalle federazioni territoriali e di categoria del sindacato guidato da Maurizio Landini, ha chiuso il bilancio 2024 con un ulteriore calo di fatturato e una perdita ancora più pesante rispetto al 2023. I ricavi, riferisce Open, sono scesi a 2.986.752 euro, quasi mezzo milione in meno rispetto all’anno precedente. Ancora peggio sul fronte del risultato netto, con un passivo di 4.707.881 euro, in netto peggioramento rispetto ai 3.116.088 persi nel 2023. Un disavanzo che brucia gran parte delle riserve accumulate negli anni, alimentate da continui versamenti della Cgil. L’ultimo, risalente alla primavera scorsa, aveva l’obiettivo di rafforzare il patrimonio della società. Ma oggi, le disponibilità residue coprono appena la metà dell’ultima perdita.

Quel barman ambizioso della rivolta sociale

Quel barman ambizioso della rivolta sociale

IL CAZZARO DEI CAZZARI FRIGNA

“Lascio Mondadori”. La decisione di Renzi dopo le parole di Pier Silvio Berlusconi

È rottura tra il leader di Italia Viva e l’amministratore delegato di Mediaset dopo le recenti parole di quest’ultimo nei confronti dell’ex sindaco di Firenze

Lorenzo Grossi 9 Luglio 2025 – 21:04

"Lascio Mondadori". La decisione di Renzi dopo le parole di Pier Silvio Berlusconi

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Scontro aperto tra Matteo Renzi e Pier Silvio Berlusconi che ha portato il leader di Italia Viva a comunicare la scelta di abbandonare definitivamente Mondadori. Una decisione ufficiale che è arrivata a seguito delle dichiarazioni del Ceo di Mediaset il quale, nel presentare i nuovi palinsesti televisivi del Biscione, aveva dichiarato che Renzi ha perso “peso politico e credibilità” mentre, dall’altra parte, aveva elogiato il governo presieduto da Giorgia Meloni definendolo “il migliore d’Europa”. Parole che Renzi ha ritenuto “un’aggressione alla persona” e che lo hanno spinto ad annunciare la rottura dei rapporti con la casa editrice del gruppo della famiglia Berlusconi.

“Non accetterò mai di scambiare la mia libertà per soldi – ha scritto l’ex presidente del Consiglio su X -. Posso rinunciare volentieri ai soldi di Berlusconi e della Mondadori, ma non rinuncerò mai alla libertà di difendere la mia dignità e il diritto di dire che questo governo non è il migliore d’Europa“. Nel suo lungo post sul social network di proprietà di Elon Musk, Renzi ha criticato anche il sostegno espresso da Pier Silvio Berlusconi all’esecutivo nazionale citando alcuni recenti casi politici: “Proprio mentre scopriamo che Nordio ha mentito al Senato, che Tajani si autodefinisce ‘uno sfigato’, che Piantedosi viene bloccato e respinto in Libia, che Lollobrigida gestisce i dazi facendo produrre la bresaola in America…proprio ora, Berlusconi junior difende il governo Meloni”.

Pier Silvio Berlusconi: “Ius scholae non è la priorità. Io in politica? Ora no, ma non lo escludo”

Dopo di che, ecco il passaggio sull’affondo da parte del vicepresidente esecutivo e amministratore delegato del Gruppo Mediaset: “In questo scenario, Berlusconi junior attacca anche me: evidentemente l’idea che si costruisca una tenda riformista fa paura a chi sostiene Meloni – è il pensiero dell’ex sindaco di Firenze -. E anziché continuare a ignorarmi, come fa Mediaset da mesi, oggi assistiamo a un attacco personale tanto sgarbato quanto, evidentemente, richiesto a Pier Silvio da Palazzo Chigi”.

Il leader di Italia Viva ha comunque riconosciuto la legittimità delle posizioni politiche del manager: “È giusto che Berlusconi junior abbia le sue idee e le difenda, ma trovo inopportuna l’aggressione alla persona”. E poi ha chiosato: “Quello che so è che Silvio Berlusconi, Silvio dico (non Pier Silvio) non l’avrebbe mai fatto – scrive Renzi a conclusione del proprio messaggio -.Con lui ho litigato, ho avuto momenti di scontro durissimo, ho perso palazzo Chigi. Ma con lui c’è sempre stato un rispetto umano di fondo che oggi manca più che mai. Andiamo avanti con il sorriso e con la libertà nel cuore

“.

MAGARI !!!

Grecia, la stretta del governo: “Arrestato ogni migrante che entra illegralmente”

mercoledì 9 luglio 2025condividi

Grecia, la stretta del governo: "Arrestato ogni migrante che entra illegralmente"

1′ di lettura

Terremoto sul fronte della gestione migratoria nel Mediterraneo. A sparigliare le carte e a scegliere una linea durissima è la Grecia. “Procediamo alla sospensione, per tre mesi, dell’esame delle domande di asilo per coloro che arrivano in Grecia dal nord Africa con le imbarcazioni. Tutti gli immigrati che entrano illegalmente nel Paese saranno arrestati e trattenuti”: lo ha dichiarato il premier ellenico, Kyriakos Mitsotakis, intervenendo in parlamento. Mitsotakis ha aggiunto che la situazione di emergenza a Creta, dove sono aumentati gli sbarchi, “richiede misure straordinarie”. Lo riporta Kathimerini. Una mossa che di fatto potrebbe suonare come un monito per tutti i migranti irregolari che si mettono in viaggio verso il Paese ellenico. E le partenze dalla Libia verso la Grecia negli ultimi giorni sono cresciute. Da qui la risposta del governo di Atene. 

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Lampedusa, “tutto sequestrato”: fermato il veliero Nadir

Il veliero Nadir di Resqship è stato nuovamente sottoposto a fermo dalle autorità italiane dopo …

Mitsotakis ha aggiunto di avere informato la Commissione europea della decisione. “Il governo greco manda in modo risoluto un messaggio: il passaggio verso la Grecia è chiuso”, ha dichiarato il premier ellenico. Mitsotakis ha anche annunciato la costruzione nell’isola di Creta di una struttura di accoglienza chiusa e permanente per gestire il fenomeno migratorio a livello locale. “I nostri colloqui con la Libia, sia con il governo riconosciuto a livello internazionale della Libia occidentale, sia con quello della Libia orientale, continuano”, ha aggiunto il premier, spiegando che “le forze armate greche sono disposte a collaborare con le autorità libiche per impedire la partenza di imbarcazioni dalle coste” del paese nord-africano.

a me fanno pena gli accusatori di Israele invece

se i rossi s’incazzano significa che lavora bene !!

Almasri, Nordio ancora sotto attacco. Serracchiani e Pd si aggrappano ai giornaloni

mercoledì 9 luglio 2025condividi

Almasri, Nordio ancora sotto attacco. Serracchiani e Pd si aggrappano ai giornaloni

3′ di lettura

Ci risiamo: il Pd chiede le dimissioni di Carlo Nordio sulla base di due articoli di giornale. Secondo quanto riportato da Corriere della Sera e Repubblica, il Tribunale dei ministri di Roma avrebbe concluso l’indagine sulla mancata consegna del generale libico Najeem Osama Almasri alla Corte penale internazionale da parte del governo italiano e starebbe per consegnare nei prossimi giorni le sue decisioni: archiviazione o richiesta di rinvio a giudizio per uno o più membri del governo finiti sotto inchiesta, ovvero la premier Giorgia Meloni, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Nordio, appunto, e il titolare dell’Interno Matteo Piantedosi, accusati di favoreggiamento, peculato, e — il solo Guardasigilli — di omissione d’atti d’ufficio.

Nelle carte, riporta il Corriere, ci sarebbe il riscontro che fin dal primo pomeriggio di domenica la capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, sapeva ciò che stava avvenendo, e diede le indicazioni ai magistrati del Dipartimento degli affari di giustizia (Dag) di parlarsi con cautela. Nel primo pomeriggio di quello stesso giorno, quando Almasri era stato fermato da poche ore dalla Digos di Torino, l’allora capo del Dag, Luigi Birritteri (che poi si è dimesso ed è rientrato in ruolo) scrisse a Bartolozzi una mail per indicare la mancanza dell’autorizzazione all’arresto del ricercato, attivandosi per trovare il modo di convalidare il fermo e procedere alla consegna di Almarsi. Meno di un’ora dopo, Bartolozzi rispose di essere già informata, raccomandando prudenza: “Massimo riserbo e cautela” nel passaggio delle informazioni, e l’utilizzo di Signal, un sistema che assicura maggiore riservatezza nelle comunicazioni, senza mail né carte protocollate.

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Nordio, Bignami contro la mozione di sfiducia: “Non ve ne faremo più passare una”

È stata bocciata la mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Carlo Nordio, presentata dalle opposizioni do…

Di questa mail dà conto anche Repubblica, secondo cui “il dato è cruciale perché dimostra come l’Italia abbia avuto tutto il tempo di ‘riparare’ all’errore procedurale segnalato dalla Corte di appello di Roma, sulla mancata trasmissione del ministero della Giustizia. E di non averlo voluto fare per una precisa scelta politica. Di più, suggerisce il quotidiano diretto da Mario Orfeo: smentisce il ministro Nordio che aveva detto che soltanto “il lunedì 20 gennaio l’ufficio era stato avvisato dell’arresto del criminale libico”. 

“Apprendiamo da fonti di stampa che il ministro Nordio avrebbe detto il falso nel corso dell’informativa urgente al Parlamento sul caso Almasri”, attacca Debora Serracchiani, responsabile Giustizia della segreteria del Partito democratico, osservando che “contrariamente a quanto dichiarato pubblicamente, il ministero avrebbe avuto notizia dell’arresto non il lunedì 20 gennaio ma ben prima, già nel pomeriggio della domenica precedente, e avrebbe avuto tutto il tempo di regolarizzare l’avvenuto arresto”.

andrebbero coperti di pece e cosparsi di piume di gallina

Ultima Generazione: assolti i 5 attivisti incollati all’opera di Boccioni

di Daniela Mastromatteimercoledì 9 luglio 2025condividi

Ultima Generazione: assolti i 5 attivisti incollati all'opera di Boccioni

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Un’altra assoluzione «perché il fatto non costituisce reato» per gli attivisti di Ultima Generazione che, il 30 luglio 2022, si erano incollati alla base dell’opera “Forme uniche nella continuità dello spazio” di Umberto Boccioni, nel Museo del Novecento a Milano. «E stata emessa una sentenza molto importante, siamo stati nuovamente assolti tutti e cinque per il danneggiamento che non c’era al basamento di plastica dell’opera di Boccioni- ha affermato uno degli attivisti, Simone, 22 anni – Ci eravamo incollati lì senza creare nessun danno, e il giudice ha confermato che questa cosa non comporta alcun reato. Abbiamo potuto spiegare le nostre motivazioni, del perché abbiamo fatto l’azione, e del perché ci spaventa la crisi climatica, che ci spaventava nel 2022 e continua a farlo anche oggi, con un’umanità che come l’installazione di Boccioni, continua a correre senza senso verso un progresso che non c’è».

Ultima Generazione che da anni porta avanti campagne di disobbedienza civile nonviolenta, compiendo azioni eclatanti – imbratta opere d’arte e blocca strade come il Grande Raccordo Anulare di Roma e le vie del centro di Milano- per spingere il governo a un intervenire contro il riscaldamento globale, sostengono gli attivisti, che accusano l’esecutivo di immobilismo climatico e la finanza di sostenere l’industria fossile. Rivolgendosi direttamente alle istituzioni hanno colorato con vernice lavabile i muri del Senato a Roma e la sede del ministero dell’Economia a Firenze, e ricoperto di pittura il Dito di Cattelan in piazza Affari a Milano.

Infila una assoluzione dietro l’altra Ultima Generazione. Lo scorso giugno il Tribunale di Roma ha dichiarato innocenti i nove ambientalisti che nel maggio del 2023 gettarono liquido nero nella Fontana di Trevi, mostrando lo striscione “non paghiamo il fossile” al grido di «il nostro paese sta morendo». Persino il sindaco Gualtieri aveva condannato il gesto: «Basta con queste assurde aggressioni al nostro patrimonio artistico». Per i giudici non ci fu alcun danno nemmeno alla fontana della Barcaccia in piazza di Spagna che tre attivisti di UG (assolti, ovviamente) riempirono di liquido nero il 1° aprile del 2023. Assoluzioni che non sfuggono ai nostri politici. «Per l’ennesima volta, alcuni magistrati, hanno fatto quello che hanno voluto», ha dichiarato ieri Riccardo De Corato (Fi), vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali. «Grazie al Decreto Sicurezza approvato nelle scorse settimane al Senato, dopo aver già superato l’iter alla Camera con non poche difficoltà a causa del forte ostruzionismo della Sinistra, per tutti quei eco-imbecilli che danneggiano beni culturali, inclusi monumenti e opere d’arte, sono state inasprite le pene ed è prevista anche la reclusione fino a 16 anni, oltre ad una multa», ha sottolineato il deputato di Fratelli d’Italia.


«Il nostro governo ha voluto dare fortemente una stretta garantendo più sicurezza al Paese anche in questa direzione, nonostante l’articolo 639 del Codice Penale già prevedeva per chi deturpa o imbratta cose mobili altrui (inclusi monumenti o edifici pubblici) una punizione. È grave che ancora una volta, la magistratura abbia ignorato questa importante normativa assolvendo gli attivisti di Ultima Generazione», ha concluso De Corato.