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“Mia moglie sotto minaccia”: Urso giustifica il salta-fila a Fiumicino dopo la critica di Zingaretti
16 luglio 2025
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La polemica nata dal racconto social di Luca Zingaretti — che ha denunciato con sdegno il fatto che la moglie del ministro Adolfo Urso abbia saltato la fila ai controlli in aeroporto — si arricchisce oggi di un nuovo capitolo. A fornire chiarimenti è lo stesso ministro delle Imprese e del Made in Italy, che in una lettera indirizzata al direttore di *Repubblica*, Mario Orfeo, spiega la propria versione dei fatti e rivela un episodio finora rimasto riservato.
Urso scrive che il 27 ottobre 2023 il ministero ha ricevuto una lettera minatoria contenente due proiettili e minacce esplicite rivolte alla moglie, Olga Sonhnenko. Il contenuto della missiva faceva riferimento alle decisioni politiche del ministro, in particolare alle procedure di golden power, e lasciava intendere che un mancato “cambio di atteggiamento” avrebbe potuto portare a conseguenze dirette sulla sua famiglia. Si trattava, secondo Urso, di una vera e propria intimidazione ricattatoria, aggravata dal fatto che la lettera conteneva dettagli sui luoghi abitualmente frequentati dalla moglie.
AMilano vige quasi l’anarchia. Non è più una città tranquilla nella quale vivere, specie nella periferia. E’ ormai una verità storica, lo denunciano in molti da anni. Troppe aggressioni, troppi furti, regna il caos. Vittorio Feltri si scaglia contro gli extracomunitari dopo l’ennesimo caso di cronaca: sulla tratta del Trenord Melegnano-Bovisa un giovane turista americano è stato vittima di una violenta rapina con arma da taglio. Secondo la testimonianza del capotreno di turno, i colpevoli appertengono a gruppo di aggressori di origine nordafricana, che hanno puntato un coltello alla gola del ragazzo, ferendolo dalla spalla sinistra a quella destra in maniera preoccupante prima di strappargli una collana di dosso. “Io non ne posso più, queste cose mi disgustano. Auspico che qualche autorità nazionale intervenga per far cessare queste cose immonde che rendono insicura la vita dei cittadini e soprattutto di chi non conosce la città”, tuona il direttore editoriale de Il Giornale.
Feltri, da sempre molto critico nei confronti del sindaco di Milano Beppe Sala, non sopporta più episodi di questo tipo, che rendono le strade della città pericolose: “Siamo tutti in attesa di leggi che levano le mani a questa gentaglia, che viene qua in Italia, non ha i soldi e aggredisce mostruosamente coloro che stanno in Italia pacificamente, portandosi via anche il bottino”. Il direttore chiede a gran voce un intervento da parte dello Stato, che possa apporre un argine a questa violenza incontrollata e diffusa: “Siamo di nuovo a un fatto di cronaca provocato dagli extracomunitari, contro i quali però nessuno fa niente. Non ci sono norme per espellerli”. E invita tutti a farsi un esame di coscienza: “Questi atti schifosi dovrebbero farci riflettere sulla necessità di non ospitare nel nostro paese qualunque mascalzone, mentre invece continua ad avvenire”, ha chiosato Feltri.
Francesca Albanese, le firme vip nella petizione a favore della relatrice
di Alessandro Gonzatomartedì 15 luglio 2025condividi
3′ di lettura
Una petizione, due petizioni, ma sì, fai vedere che abbondiamo: abbondandis in abbondandum! Bonelli e Fratoianni non sono Antonio e Peppino Capone (“Totò, Peppino e la… malafemmina”) e però hanno lanciato anche loro una petizione per insignire del premio Nobel per la pace la pro-Pal Francesca Albanese, nuova eroina della sinistra in cerca d’autore, pardon, di un federatore. Si mobilitano gli scopritori di Soumahoro e della Salis – Sant’Ilaria protettrice delle case altrui – ma immancabili scalpitano con un’ulteriore raccolta di firme attori, presentatrici e maître à penser progressisti. «Giovanotto, carta, calamaio e penna, su, avanti, scriviamo…». «Dunque… Hai scritto?». «Eh, un momento, no?». «E comincia, su! Carta, calamari e penna…». L’elenco dei protagonisti del cinema è piuttosto nutrito: Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Valeria Golino, Luca Zingaretti, Valerio Mastandrea, Claudio Santamaria (prega per noi peccatori).
A costoro si aggiungono colonne italiche della cultura quali la presentatrice Serena Dandini, la scrittrice-drammaturga Lella Costa e il suo collega Alessandro Bergonzoni. Tra gli intellettuali, puntuale, ecco Tomaso Montanari – braccio armato e spesso disarmante dei democratici – fresco di uscita da X, non in polemica con Musk il quale si è riabilitato dopo il litigio con Trump bensì con gli haters (gli odiatori) di Aya Ashour, giovane ricercatrice palestinese che studia all’Università per Stranieri di Siena, il cui rettore è Montanari. «Cara Aya, non te la prendere», le ha scritto via social, «X è una fogna da quando è stata comprata da Musk». Scusate, ci correggiamo, è sempre colpa delle destre talvolta destre-destre, e non di qualche esagitato che, sbagliando di grosso, anziché criticare insulta.
Montanari analizza la situazione: «L’Italia oggi è governata da partiti xenofobi e islamofobi che sono arrivati al potere attraverso l’industria dell’odio e della paura. La nostra università», fa sapere il rettore, «è già uscita da X, e con questo post lo faccio anch’io. Chi vuole», conclude, «può seguirmi su Instagram». All’intellighenzia dem, lo apprendiamo dalle agenzie di stampa, si unisce la scrittrice Lidia Ravera, la quale incidentalmente è stata assessore regionale del Pd durante il primo mandato di Zingaretti (il fratello dell’attore) a capo della Regione Lazio. Sono pazzi per la relatrice speciale dell’Onu, ossia la signora Albanese, pure il rapper Marracash, la cantante Francesca Michielin, l’artista Cosmo e financo La Rappresentante di Lista, quest’ultima assurta alla ribalta per la canzone che fa: “Con le mani, con le mani, con le mani, ciao ciao/ Con i piedi, con i piedi, con i piedi ciao ciao…”.
SENZA IDEE MA CON LA NECESSITA’ D’INSULTARE E MENTIRE OGNI GIORNO !
Brescia, fa scena muta all’orale. La sparata: “Atto di dissidenza contro il governo”
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15 luglio 2025
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Ha scelto di non rispondere alle domande degli insegnanti e, quindi, di fare scena muta all’esame orale della maturità per compiere “un atto di dissidenza contro il governo”. È questa la sparata con cui Enea, uno studente del liceo Bagatta di Desenzano, nel Bresciano, ha giustificato la sua mossa. Il giovane liceale, attivista nel Fronte della Gioventù Comunista, ha raccontato la propria esperienza a Radio Onda d’Urto, l’emittente antagonista bresciana. “I due scritti sono stati l’origine del mio gesto. Il voto della prima prova ho ritenuto che non fosse rappresentativo del mio percorso scolastico degli ultimi cinque anni. La seconda prova era in linea con quello che ho sempre fatto, anche se, potranno testimoniarlo tutti i miei compagni di scienze umane, la traccia era particolarmente difficile”, ha spiegato. Ma che c’entra l’esecutivo? Ecco che il giovane ha agitato lo spettro dell’autoritarismo e definito il suo comportamento uno sgambetto (a suo dire) al governo “di estrema destra” e al sistema scolastico tutto.
Poi ha fatto una sorta di passo indietro e allargato le accuse a tutta la politica. I responsabili dei motivi per cui ha fatto scena muta, secondo Enea, non sono interamente ascrivibili all’attuale governo: “Non do tutte le responsabilità a questo governo di estrema destra, la riforma Valditara è in linea con la riforma della Buona Scuola di Renzi quindi la responsabilità ricade su tutto lo spettro politico parlamentare”, ha concluso. Sul fenomeno che sta prendendo piede agli esami di maturità, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è stato chiaro: “Non si prendono in giro gli insegnanti, si rispetta il loro lavoro, si rispettano i compagni che hanno creduto in quel momento e si sono impegnati, che hanno provato ansia, stress, coltivato speranze, hanno dedicato mesi per prepararsi all’appuntamento. Devo rispettare il loro impegno, non posso farla franca se decido di fare scena muta”, ha detto al Corriere della Sera, annunciando che verrà presto adottata una norma anti-boicottaggio.
PARAGONARE IL CAZZARO A VALDITARA E’ LA SCIENTIFICA DIMOSTRAZIONE CHE IL POVERETTO HA BISOGNO DI UNO MOLTO BRAVO CHE L’AIUTI…
Ci mancava l’attacco del professor Montanari alla vice della Lega Silvia Sardone e persino le suore. Dalle pagine del Fatto Quotidiano, infatti, possiamo leggere come il rettore dell’Università per stranieri di Siena scriva, in un articolo da titolo “Islam no e suore sì? Giù il velo sulle balle in difesa delle donne”, che «evidentemente, il velo delle donne islamiche è adattissimo alle campagne estive di semina dell’odio: attività cui oggi si dedica la Lega, che presenta (a firma dei deputati Rossano Sasso e Silvia Sardone) in Commissione Cultura della Camera una risoluzione con cui impegna il governo a “vigilare su iniziative scolastiche legate alla religione islamica”: fino ad adombrare il divieto del velo nelle scuole».
Proseguendo con un paragone che non ha alcun fondamento, perché le suore non sono certo sottomesse come la maggior parte delle donne che devono indossare il velo per i sacri dettami della sharia: «Non risulta che i nostri fascistoidi si siano mai scagliati contro il velo delle monache e delle suore cattoliche, o delle ‘donne modeste’ delle comunità ebraiche degli haredim, in Israele. Né che abbiano fatto polemica contro il protocollo vaticano, che imporrebbe (almeno in teoria) il velo nero alle donne ricevute dai pontefici». Una proposta di buon senso quella della Lega che però non trova il “favore” di Montanari, soprattutto se pensiamo a tutti i recenti episodi in cui i bambini e adolescenti sono stati coinvolti in eventi che non si addicono certamente a una fascia di età in cui il cervello è ancora pienamente in fase di sviluppo, in cui si rischia di ergere a modelli soggetti non propriamente in linea con la cultura occidentale. Scuole chiuse per il Ramadan, corsi sul velo islamico, gite in moschea, lezioni con imam, merende eliminate per non urtare la sensibilità degli studenti musulmani sono ormai una costante: è questa la direzione che vuole contrastare la proposta della Lega.
A rispondere è proprio la Sardone: «Oggi il prof. Montanari, noto per le sue posizioni di ultrasinistra e immigrazioniste e per innumerevoli sparate discutibili, attacca le mie battaglie e quelle della Lega contro il velo islamico in quanto simbolo di sottomissione, soprattutto nelle scuole. Lo fa utilizzando un paragone assurdo che sento spesso dagli islamisti con cui mi confronto in televisione: quello tra velo islamico e velo delle suore. Un collegamento senza senso: noi della Lega vorremmo vietare il velo islamico nelle scuole perché chiaramente non può essere una scelta libera e consapevole per delle bambine o delle adolescenti. Inoltre, Montanari come può paragonare la scelta di vita, libera, delle suore con le tantissime donne musulmane in tutto il mondo che sono costrette a portare il velo contro la loro volontà e che non sono libere di toglierlo? Se questi sono i ragionamenti della sinistra (che una volta si batteva per i diritti delle donne) siamo proprio alla frutta».
Non si è fatta attendere anche la replica di Rossano Sasso: «Il marxista Tomaso Montanari, quello per cui la giornata del ricordo per i martiri delle foibe è una falsificazione storica, pur di attaccare la Lega, me e Silvia Sardone arriva a paragonare il velo islamico a quello delle suore cattoliche. C’è una piccola differenza: le suore hanno una vocazione e fanno una scelta volontaria e libera, le donne islamiche subiscono un’imposizione e quelle che rifiutano di indossarlo vengono prese, torturate e massacrate in Iran, in Europa, in Italia. Montanari, i suoi insulti sono la dimostrazione che siamo nel giusto. Avanti tutta con la risoluzione anti-islamizzazione della Lega».
Ue, stanziati 10 milioni di euro per “scoprire il Corano”
domenica 13 luglio 2025condividi
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Spunta una sorpresa tra i finanziamenti europei: come riporta il Tempo, tra il 2021 e il 2023 circa 200mila euro sono stati messi a disposizione per monitorare le discriminazioni ai danni di donne musulmane in Spagna e Belgio. Tra i beneficiari di oltre 53mila euro ci sarebbe il “collettivo contro l’islamofobia in Belgio”. Una scoperta, questa, che ha fatto storcere il naso alla vice della Lega Silvia Sardone, che ha dichiarato: “L’Unione Europea continua ad alimentare, con sostanziosi fondi, progetti, iniziative, studi connessi con l’Islam, il Corano, l’islamofobia, la sharia. Nulla invece per chi vuole contrastare l’incubo islamista in Europa”.
“Da anni – ha proseguito la Sardone – ci troviamo di fronte a discutibili azioni contro un’inesistente islamofobia e a soldi a pioggia che hanno coinvolto associazioni e realtà legate all’Islam radicale. Invece di concentrarsi sulle persecuzioni dei cristiani nel mondo o dell’a