checche’ ne dicano i beoti …ogni giorno è sempre peggio: uno stillicidio demenziale e disumano fomentato da accoglioni , dagli affamati vescovi ed un governo troppo molle!

Difende la bici, ragazzino italiano picchiato da 8 magrebini. La mamma: «I nostri figli perseguitati»

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Immigrato beccato a rubare cellulari in spiaggia: massacrato di botte

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Guerriglia immigrati, auto sfasciate e feriti

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UE vuole trasferire in Italia migliaia immigrati sbarcati in Spagna

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La nave di Bergoglio e Casarini traghetta in Italia 200 clandestini, Meloni subisce

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Fermo di 60 giorni per la nane negriera Geo Barents dopo reiterate violazioni

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Ius scholae, giovani immigrati si massacrano per il predominio nello spaccio

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UE vuole chiudere i social, Gentiloni: “Social network sono un pericolo”

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Immigrato violenta barista e cerca di strozzare la cassiera corsa in aiuto

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Violenza sessuale in spiaggia: è stato il solito africano

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Sbarcati 900 a Lampedusa: non dovevano andare in Albania?

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Solingen, il siriano Issa aveva il permesso umanitario: di sgozzare cristiani con la katana

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Vendetta contro i cristiani, ondata di terrore in Europa: Tajani vuole dare la cittadinanza

troppi beoti vincera’ la kamalla guerrafondaia

La sinistra caccia i migranti, Povia respinto ed Eriksson: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: la morte dell’ex allenatore della Lazio, le elezioni Usa e Pavel Durov

Giuseppe De Lorenzo 26 Agosto 2024 – 22:24

La sinistra caccia i migranti, Povia respinto ed Eriksson: quindi, oggi...

– Se guidi una Smart per due persone e fai salire quattro passeggeri; se una delle bambine è in braccio alla madre, senza cintura; se l’altra viaggia nel bagagliaio, tu non hai la patente e l’auto è senza assicurazione… beh: non stiamo parlando di una ragazzata, ma di una follia. E merita l’accusa di omicidio stradale.

– Rampini, sul Corriere, fa un’operazione verità. E spiega che le “deportazioni al confine” dei migranti negli Usa, quelle sponsorizzate da Donald Trump, non sono quella cosa orripilante che la parola lascia intendere. Si tratta di una traduzione errata. In realtà parliamo di banali “ordini di espulsione” già emessi dai tribunali. Cioè gli stessi che anche l’Italia, e tutti gli altri Paesi del mondo, mettono in pratica.

(…)

ma quale fermo…..

Migranti, Geo Barents in fermo per 60 giorni a Salerno: reiterate violazioni al decreto Cutro

Nuovo fermo per la Geo Barents, che dopo aver sbarcato 191 migranti a Salerno è stata fermata per 60 giorni dalle autorità: è il fermo più lungo previsto dalla normativa vigente

Francesca Galici 26 Agosto 2024 – 21:47

Migranti, Geo Barents in fermo per 60 giorni a Salerno: reiterate violazioni al decreto Cutro

Ascolta ora

Secondo fermo lungo per una nave Ong: a essere fermata per 60 giornidopo la Sea-Eye, è la Geo Barents di Medici senza frontiere, che questa mattina ha attraccato a Salerno con a bordo 191 persone. A eseguire il provvedimento è stato il personale della Polizia di Stato, insieme agli operatori della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto. La nave, una delle più grandi della flotta civile attualmente operante nel Mediterraneo centrale è motivato dalle reiterate violazioni delle prescrizioni previste dal cosiddetto decreto Cutro, in quanto la nave non avrebbe effettuato adeguate comunicazioni agli organismi preposti per la sicurezza in mare.

“Condotta recidiva”. Sea Eye fermata per 60 giorni: ora rischia la confisca

Oltre al fermo per due mesi, alla nave è stata comminata anche una multa di 3300 euro. A darne comunicazione è stata la stessa organizzazione tramite il social X: “Una decisione disumana ferma l’attività di Medici Senza Frontiere (MSF) nel Mediterraneo centrale. Questa sera, le autorità Italiane hanno informato il team di Msf che alla nostra nave di soccorso, GeoBarents, è stato emesso un ordine di detenzione per un periodo di 60 giorni”. E poi, a conferma della reiterazione contestata dalle autorità che hanno effettuato il blocco più lungo, che è lo step precedente alla confisca, hanno aggiunto: “Questa è la terza volta che la nostra nave è sottoposta a una misura punitiva di questo tipo per aver adempiuto al suo obbligo legale di salvare vite umane in mare”.

Dopo i soldi pubblici, le Ong chiedono protezione politica alla Germania contro l’Italia

Ancora una volta le organizzazioni non governative dimostrano di voler agire secondo le proprie regole, bypassando quelle italiane e ignorando la sovranità dello Stato, che ha il diritto di regolamentare l’ingresso all’interno dei suoi confini sulla base di determinate norme. Se non vengono rispettate esistono le sanzioni, se non si vogliono rispettare esistono altri porti. Eppure, nonostante tutto, le Ong continuano a voler sbarcare i migranti in Italia, mossi evidentemente da interessi più alti che sfuggono alle normali analisi. Il rispetto delle regole da parte delle autorità viene definito una decisione “arbitraria” e “disumana” da parte di Medici senza frontiere, che si riserva di effettuare nuove comunicazioni “non appena concluderemo le consultazione con il nostro team legale.

A quel punto valuteremo le nostre opzioni per contestare questa decisione arbitraria e disumana”. Il ricorso da parte della nave è pressoché scontato, così com’è accaduto in passato, ma intanto la nave dovrà restare ferma nel porto di Salerno.

l’unica dem che pensa !!


Concia: “Bava alla bocca contro le Meloni. Cari compagni siete degli sciacalli”

L’ex parlamentare dem e storica femminista: “Odio la gogna e mi arrabbio coi miei fratelli. Ho difeso Carfagna, Boschi e Berlusconi”

Hoara Borselli 26 Agosto 2024 – 06:00

Concia: "Bava alla bocca contro le Meloni. Cari compagni siete degli sciacalli"

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Anna Paola Concia oggi ha 60 anni. È una femminista storica, è di sinistra ed è stata parlamentare del Pd. E ha un gran difetto: pensa con la testa sua.

Onorevole Concia. Sbaglio o lei ha difeso Arianna Meloni dagli attacchi che ha ricevuto dopo l’annuncio della separazione?

«Perché si stupisce? Io ho sempre difeso le donne che venivano attaccate e messe alla gogna. Non solo le donne. A destra e a sinistra. Nel 2008 difesi Mara Carfagna dalle offese che le furono rivolte in piazza Navona da Sabina Guzzanti. Ho difeso contro lo sciacallaggio e il linciaggio la Boschi, la Schlein. In passato ho difeso anche Berlusconi».

L’ha pagata?

«Certo che l’ho pagata. Ma la mia cultura politica è sempre stata questa».

Come nasce questa cultura?

«Dal tennis. Io vengo dal mondo dello sport. Per me l’avversario non è un nemico da abbattere. Voglio vincere perché sono più forte sul campo».

Quando è entrata per la prima volta in Parlamento come si è trovata?

«Ero l’unica omosessuale dichiarata. Cercai insieme proprio a Mara Carfagna di fare una legge contro l’omofobia. Eravamo guardate in cagnesco sia a destra sia a sinistra».

Anche nel Pd?

«Certo. Sui diritti civili il Pd faceva ancora gne, gne…».

Cosa è che non le hanno perdonato?

«Quando entrai in Parlamento c’era una maggioranza di centrodestra schiacciante. Io dissi: basta nascondersi dietro al fatto che la destra è chiusa sui diritti civili, proviamo il dialogo».

Ed è riuscita a dialogare?

«Sì. con tanti. Flavia Perina, Bocchino, Fini, con Mara Carfagna, con Giorgia Meloni…».

Quale era la base del dialogo?

«I diritti civili non sono né di destra né di sinistra».

Oggi è possibile un dialogo tra destra e sinistra?

«No».

Lei non riesce a stare sotto padrone?

«Non sono una yes woman. E i partiti oggi sono diventati caserme. Tutti».

Ha pubblicato su X questo post: «La bava alla bocca contro Arianna e Giorgia Meloni soprattutto da gente di sinistra è impressionante. Siete degli sciacalli» Cosa l’ha fatta arrabbiare?

«Sciacallaggio e gogna sono un’abitudine di tutta la politica. Destra e sinistra. Essendo io una donna di sinistra mi arrabbio di più coi miei fratelli».

Rinfacciano ad Arianna Meloni che, essendo per la famiglia tradizionale, se lascia suo marito non è coerente.

«La mia cultura non è Dio, patria e famiglia. Sono sposata con una donna. Io però Dio, patria e famiglia lo combatto politicamente. Non con attacchi personali, linciando l’avversario e colpendolo negli affetti».

Ma chi professa il valore della famiglia tradizionale e poi si lascia?

«Esiste il divorzio. La realtà è il divorzio, Dio, patria e famiglia è uno slogan che si infrange contro la realtà».

Chi ha dato impulso, in politica, al metodo degli attacchi personali?

«Sicuramente i 5 Stelle. Hanno vinto su questo piano. La ferocia di Grillo che metteva alla gogna, gli attacchi personali: dimentichiamo tutto?».

Il grillismo ha dilagato?

«Sì, in tutti i partiti».

La violenza del grillismo colpisce soprattutto donne.

«La misoginia italiana è una cosa stratosferica».

Però il tetto di cristallo si sta rompendo…

«Sì. Meloni lo ha rotto. Poi vedremo come lo gestirà, ma lo ha rotto. Come lo aveva rotto la Merkel. Vivo in Germania da dieci anni. Sa cosa ho sentito dire a un bambino maschio che interrogava i genitori, ai tempi della Merkel?».

Me lo dica.

«Ma un uomo può fare il cancelliere? Capisce? Cambia l’immaginario dei bimbi. Le bambine pensano che potranno fare qualsiasi cosa nella vita. Non era così».

Cosa cosa ne pensa degli attacchi sulle vacanze della premier?

«Ridicoli, le hanno dato la caccia. Non lo hanno mai fatto con un uomo. Mi ha stupito Italia Viva con la storia di Meloni che ha fatto perdere le tracce per 36 ore. Loro dovrebbero sapere cos’è la gogna».

Le femministe protestano contro il governo italiano. Non contro i talebani che hanno vietato alle donne persino di cantare e di parlare in pubblico.

«C’è un femminismo relativista. Quello che non ha difeso le donne del 7 ottobre perché ebree. Io invece sono femminista universalista. Per me la libertà delle donne va difesa in tutto il mondo».

Come giudica il governo italiano sui temi delle donne? È vero che toglie i diritti?

«Su alcuni temi il governo sbaglia. Vedo un tentativo di ridimensionare il diritto all’aborto e su questo andrebbe pressato. Dico alla sinistra: fai una battaglia su questo. Difendi la 194. Poni il problema dei medici obiettori. Ma non dire che le donne sono meno libere perché c’è Giorgia Meloni. Proponi, cerca il dialogo su tutti i temi che riguardano le donne. Si chiama politica».

TRAFFICANTI DI CLANSESTINI PER DENARO

Migranti, la nave della Cei insieme a Casarini: la sfida al governo

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Alessandro Gonzato 25 agosto 2024

Migranti scortati in Italia da droni e gommoni: la nuova agghiacciante tecnica degli scafisti

Migranti “scortati in Italia da droni e gommoni”: la nuova agghiacciante “tecnica” degli scafisti

«Soccorriamo le persone in fuga da tortura, violenze e violazione dei diritti umani. Contrastiamo intercettazioni e deportazioni in Libia e Tunisia». Ha benedetto la Migrantes anche il vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Frangelli: «Questa», ha detto «è una missione d’amore che ci viene direttamente dal Vangelo». Il vescovo ha tenuto a sottolineare che la collaborazione con le navi Ong «dovrebbe crescere sempre di più tra le forze civili e militari. Chissà», ha proseguito, «che anche la cultura nostra superi questa sorta di idea che il Mediterraneo sia una barriera e non un ponte». In serata la Ong ha annunciato di avere imbarcato 67 persone, prese da un barchino in legno a cavallo delle zone “Sar” tunisine e maltesi.

siamo il paese piu’ incivile del globo

BREAKING NEWSCRIMINI IMMIGRATI

Marco difende casa sua da immigrati con una spranga: denunciato lui

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Lo Stato c’è e sta coi criminali. Come sempre.

**Barista Denunciato per Porto Abusivo di Oggetti Atti ad Offendere Dopo Essersi Difeso con una Spranga**

In un episodio che ha suscitato grande scalpore, un barista è stato denunciato per porto abusivo di oggetti atti ad offendere dopo aver utilizzato una spranga per difendersi da un’aggressione da un branco di immigrati. L’incidente è avvenuto nella serata di ieri, quando il barista, identificato come Marco Rossi, si trovava nel suo locale situato nel centro della città.

Secondo le testimonianze, un gruppo di immigrati è entrato nel bar e ha iniziato a comportarsi in modo minaccioso. Temendo per la propria incolumità e quella dei suoi clienti, Rossi ha afferrato una spranga che teneva dietro il bancone e ha cercato di allontanare gli aggressori. La situazione è degenerata rapidamente, con uno degli aggressori che ha riportato lievi ferite.

L’avvocato di Rossi ha dichiarato che il suo cliente ha agito per legittima difesa e che la denuncia è ingiusta. “Marco ha reagito in un momento di panico per proteggere se stesso e i suoi clienti. La legge dovrebbe tenere conto delle circostanze eccezionali in cui si è trovato,” ha affermato l’avvocato.

Le indagini sono ancora in corso e si attendono ulteriori sviluppi. Nel frattempo, Marco Rossi continua a ricevere il sostegno della comunità locale, che lo considera un eroe per aver difeso il suo bar e i suoi clienti.

altro che fascismo che non esiste da tempo, questi sono i neo deliri delinquenziali

Chef Rubio, i Carc, la “clandestinità” e la delazione: così si muove il (nuovo)Pci

Le liste di proscrizione non sono l’unico metodo in mano al (nuovo)Pci, che invita i “compagni” a riferire i nomi dei “sionisti” e agire con operazioni di lotta

Francesca Galici 25 Agosto 2024 – 18:14

Ascolta ora

Il (nuovo) Partito Comunista Italiano, che in questi giorni è salito alla ribalta per la “lista di proscrizione” contro i “sionisti” in puro stile Anni di piombo, ha il supporto di sigle quanto meno discutibili legate all’estremismo di sinistra. Un estremismo che guarda con nostalgia proprio agli bui dell’Italia, che vorrebbe importare in Europa il comunismo in purezza, quello dal quale i popoli dell’Est hanno faticato ad affrancarsi. Ed è bene sottolineare che la “lista di proscrizione” recentemente emersa non è una novità, perché da tempo questo partito, che si fregia di godere di uno status di “clandestinità”.

“Sionisti” nel mirino, è allarme. Un’informativa sul “Nuovo Pci”

In un recente manifesto pubblicato sui social, poi, il (nuovo)Pci si è esposto in favore di Gabriele Rubini, noto come Chef Rubio, che lo scorso 4 agosto, ha parlato sul palco di Pontedera durante un evento dei Carc, il partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo. In quel contesto, davanti a un manipolo di persone, riferendosi ai giornalisti, l’ex cuoco televisivo ha dichiarato: “Loro devono avere paura ad andare al lavoro ogni giorno, loro devono temere per l’incolumità dei loro figli e delle loro figlie”. Una minaccia che ha sollevato molte polemiche bipartisan ma che ha trovato l’appoggio del (nuovo)Pci che, al contrario, “fa proprio l’appoggio alla resistenza palestinese espresso durante la Festa della Riscossa Popolare (FRP) organizzata a Pontedera (Pisa) dal Partito dei CARC”.

Il “compagno Ulisse”, le conversazioni criptate, il dominio: chi c’è dietro il sito del (nuovo)Pci

Anzi, dal (nuovo)Pci dichiarano che “l’incitazione di Gabriele Rubini a tenere il fiato sul collo ai giornalisti complici e tifosi del genocidio in corso a Gaza, ha suscitato le ire di pennivendoli, avvocati e traffichini vari affiliati o a libro paga dei vari organismi della criminale entità sionista operante in Italia”. Quindi, proprio sull’orma di quella minaccia, nel loro manifesto invitano i sostenitori a “espandere e moltiplicare le azioni che additano i complici, nel seno dell’apparato mass-mediatico italiano, del genocidio in corso nella Striscia di Gaza e tengono loro il fiato sul collo”. E questo, dicono, “è un modo efficace per contrastare, respingere e neutralizzare attacchi come quelli seguiti all’iniziativa del 4 agosto a Pontedera”.

“Ecco gli agenti sionisti”. Caccia al “Giornale” nelle liste di proscrizione del “partito comunista”

Per riuscire nel loro intento, fanno “appello ai compagni che leggeranno questo Comunicato a segnalare al Partito le coordinate e i riferimenti di altre redazioni di media complici, affiliati o a libro paga delle agenzie sioniste in Italia. La natura clandestina del (nuovo)PCI ci consente libertà d’azione nel raccogliere e divulgare le segnalazioni che ci perverranno”.

Una clandestinità che ora è andata persa, vista l’attenzione mediatica dedicata a questo gruppo, che già a dicembre del 2023 aveva elaborato una prima lista di prescrizione con gli indirizzi delle tv e delle redazioni giornalistiche da “colpire”, compresa quella de Il Giornale.

“Il (nuovo)PCI fa appello ai comunisti, a tutti i solidali con la causa palestinese, a tutte le persone indignate per i crimini dello Stato sionista d’Israele in corso a Gaza e in Cisgiordania, a colpire questo cane da guardia: rendiamo le sedi dei principali media di regime un bersaglio di mobilitazioni e iniziative di lotta

“, scrivevano. “Liste di proscrizione” e delazione come strumenti, in un ritorno al passato dai contorni foschi e molto pericolosi.

non bastano 110 bersani per fare mezzo vannacci

Bersani torna sul caso Vannacci: “Non sono il suo alter ego”

Dopo il botta e risposta a distanza tra Roberto Vannacci e Pier Luigi Bersani, l’ex segretario del Partito demcoratico parla ancora del generale dal palco della Festa dell’Unità

Francesca Galici 25 Agosto 2024 – 20:55

Bersani torna sul caso Vannacci: "Non sono il suo alter ego"

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Continua lo scontro a distanza tra Roberto Vannacci e Pier Luigi Bersani, che dalla Festa Nazionale dell’Unita si è mostrato sprezzante nei confronti del generale e della querela per diffamazione avanzata nei suoi confronti. “Si è capito che a me di Vannacci frega il giusto, non è che faccio l’alter ego di Vannacci e mi metto a commentare Vannacci”, ha dichiarato tra gli applausi. Eppure, dell’eurodeputato eletto con la Lega è stato lui a parlare, questa volta, senza che nemmeno fosse presente. Poi, l’ex segretario del Partito democratico ha anche ribadito la sua ferma posizione nei confronti del generale: “Non si può accettare che nel 2024 ci sia qualcuno che definisca chi è normale e chi è anormale, avendo le stellette per giunta, siamo avanti coi lavori”.

“Si scusi e ritiro la querela”. “Chieda lui scusa agli anormali”. Nuove scintille Vannacci-Bersani

La polemica è emersa nuovamente nell’ultima settimana a fronte delle ultime dichiarazioni di Vannacci, il quale si è detto “disponibile a chiudere la vicenda da cui è scaturita la condanna dell’onorevole Bersani per diffamazione nei miei confronti se egli riterrà di formulare scuse pubbliche per il linguaggio utilizzato”. Quindi, il generale ha voluto sottolineare di non avere “alcuna ossessione personale nei suoi confronti” ma “non è tollerabile l’uso di un linguaggio offensivo sul piano personale, che rischia di legittimare e incentivare violenze verbali estranee al dibattito civile”. Il riferimento è a una esternazione fatta da Bersani esattamente un anno fa dal palco della Festa dell’Unità del 2023, quando l’ex segretario del Pd apostrofò Vannacci come “coglione“.

Tuttavia, l’europarlamentare sarebbe anche disponibile a ritirare la sua querela a una condizione: “Le scuse pubbliche dell’onorevole Bersani siano associate a una donazione a un’associazione di militari e poliziotti vittime del dovere. Questo gesto rappresenterebbe un segnale concreto di volontà nel superare l’accaduto oltre che un’opportunità per contribuire a una causa di grande valore morale“. Eppure, nonostante questa potrebbe essere l’occasione, non solo per chiudere una vicenda giuridica senza intasare i tribunali, ma anche per contribuire a una causa importante, Bersani non sembra disponibile ad accettare l’offerta.

“Quando Vannacci avrà chiesto scusa a ebrei, femministe, omosessuali, neri e a tutti gli ‘anormali’ del mondo avrà anche le mie scuse

“, ha replicato l’ex segretario davanti all’offerta. E ora l’ennesima uscita nei confronti del generale.

UN GOVERNO MOLLE, UNA GIUSTIZIA FINTA E TANTI SCHIFOSI CHE LUCRANO…

Minori stranieri, questore: “Sanno che in Italia possono stuprare e rubare”

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BREAKING NEWSCRIMINI IMMIGRATIESTERI

Attentato contro sinagoga, terrorista si era rifugiato in quartiere islamico Nimes

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Ecco il terrorista di Solingen: Issa Al Hussein, profugo ha sgozzato in nome dell’Islam

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Sgozzano, stuprano e uccidono: Tajani li vuole tutti ‘italiani’