UN SAGGIO CONSIGLIO:

Renzi: ‘Non mandate buffoni a Bruxelles’

“Il Pd farà di tutto perché l’Italia abbia un futuro e non soltanto un passato. Se ce la mettiamo tutta l’Italia non è finita, ma evitiamo di mandare i buffoni all’estero”.

Appunto.

VOXNEWS

 

ERGO: NON VOTATE NESSUNO DI SINISTRA !!!!

QUALCUNO RICORDI POI ALLA WANNA CHE E’ LI’ ABUSIVAMENTE, SOLO A CAUSA D’UN GOLPE ANTIDEMOCRATICO MODELLO RUMENO, CHE LUI AL MOMENTO RAPPRESENTA IL NULLA !!!!

 

 

FRATELLI…..

Orrore a Latina: italiana pestata e stuprata dal branco, arrestati tre tunisini

 

Latina 16 maggio 2014 – Donna stuprata in un casolare alle porte di Latina, arrestati tre magrebini. La Squadra Mobile, diretta dal vice questore aggiunto Tommaso Niglio, d’intesa con il sostituto procuratore Valerio De Luca, ha fermato Lassad e Faouzi Aouichaoui e Masour Khardani. Contro di loro indizi in ordine al reato di violenza sessuale di gruppo, aggravata dall’aver utilizzato sostanze alcoliche per vincere la resistenza della vittima. Secondo la ricostruzione degli inquirenti la donna, un’italiana di 42 anni, la notte scorsa sarebbe stata condotta nel casolare e sottoposta a violenza nonché brutalmente malmenata dai suoi aguzzini, al tal punto da riportare tumefazioni in volto e graffi sulle gambe. Il tempestivo intervento della seconda sezione della Squadra Mobile, giunta sul posto grazie alla segnalazione del servizio 118 giunta alla sala operativa della Questura, ha evitato che la donna  potesse essere ulteriormente oggetto di violenza da parte dei suoi persecutori. Mentre la donna veniva soccorsa, gli agenti della Mobile hanno raccolto all’interno del casolare prove inequivocabili circa il coinvolgimento dei tre cittadini magrebini sottoposti a fermo di polizia giudiziaria. Sono in corso ulteriori indagini tese a verificare il coinvolgimento di altri soggetti menzionati dalla vittima nella denuncia presentata nelle ore successive alla Squadra Mobile.

http://www.corrieredilatina.it/news/cronaca/6369/Donna-stuprata-dal-branco-in-un.html

VOX NEWS

 

 

CASTRARLI E RIMANDARLI A CALCI NEL LORO PAESE……NESSUNA ALTERNATIVA PER GENTE CHE E’ PEGGIO DELLE BESTIE !

 

 

 

PALERMO. La polizia ha arrestato a Palermo un tunisino Aymen Tarzouchi, 26 anni, per rapina. Il giovane nella zona della stazione centrale aveva tentato di strappare dal collo di una badante una collana d’oro scaraventando a terra l’anziana 90 enne che la donna stava accompagnando in chiesa. A bloccare l’immigrato irregolare un poliziotto libero dal servizio. Ha inseguito lo scippatore riuscendolo a fermare grazie alla collaborazione dei passanti.

http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/palermo/dettaglio/articolo/gdsid/345590/

 

 

Immigrati tentano di stuprarle, uno già libero: la lettera sdegnata delle ragazze

FOLLONICA – «Scriviamo questa lettera per sottolineare che quello che ci è accaduto è un’esperienza che nessuno dovrebbe subire». Inizia così la lettera inviata alla nostra redazione dalle ragazze che sono state aggredite in spiaggia da due extracomunitari la sera tra sabato 10 e domenica 11. «Ricordiamoci che ciò che differenzia una violenza da una tentata violenza è solamente la conclusione di essa. Noi siamo state fortunate, ma ciò che ci è accaduto lascerà comunque un segno dentro di noi.

Oltretutto a peggiorare il nostro stato d’animo è la poca sensibilità e la superficialità delle persone, che non evitano commenti poco rispettosi e tantomeno intelligenti a riguardo. Per non parlare dell’erronea divulgazione delle notizie. Erano le 4:30, l’ora di chiusura del Subway e i clienti stavano abbandonando il locale per dirigersi alle proprie auto; un tentato stupro è stato il prezzo da pagare per essersi solo affacciate sulla spiaggia.

È un attimo quello, in cui capisci che il tuo diritto e quello di tutte le donne che siano figlie, madri, sorelle, di essere libere e sicure, viene calpestato. È un attimo quello, in cui ti rendi conto che ogni volta che uscirai di casa ti porterai dietro la paura, anche nella piccola città dove sei cresciuta.

Le ragazze dell’aggressione nella notte tra Sabato 10 e Domenica 11 maggio».

http://www.ilgiunco

 

 

PIUTTOSTO FARMI GOVERNARE DA GENTE COSI’….. EMIGRO !

La gaffe della grillina su Facebook

Giulia Sarti: “Siamo governati da analfabeti, ecco come dare più soldi”.
Ma i calcoli sono sbagliati. Lei cancella il post, ma in rete è boom di sfottò
 
 

 

Forse la gaffe sarebbe stata perdonata, se solo Giulia Sarti non avesse accompagnato la sua proposta con il solito carico di insulti: «Possiamo dire che in Italia siamo governato da un branco di ANALFABETI e FESSINI?», si domanda l’onorevole del Movimento 5 Stelle. «Gli altri saranno anche analfabeti, ma tu non sai fare i calcoli. Confondi la pensione annuale con quella mensile», commentano – a ragione – i lettori. 

 

Succede tutto su Facebook. La deputata grillina spiattella il suo ragionamento: «In Italia abbiamo 23.431.319 pensionati i quali percepiscono complessivamente 270.469.483.350 euro. Se noi garantismo a tutti i pensionati 5000 al mese ci rimangono 153.312.888.350 euro. Domanda: quanti redditi di cittadinanza possiamo garantire sapendo che la nostra proposta vale 30 miliardi?». Il problema è che i calcoli sono (clamorosamente) sbagliati. La Sarti confonde il reddito mensile con quello annuale. Infatti 5000 euro al mese (lordi) sono 60.000 euro l’anno al netto della tredicesima. Se lo Stato dovesse erogare quella cifra spenderebbe 1.400 miliardi di euro.  

 

La Sarti ha provato a correre ai ripari cancellando il posto. Ma ormai la frittata era fatta.  

LA STAMPA

 

 

SIAMO ALL’IDIOZIA PURA ……

 

ECCO I VERI PROBLEMI:

(….) “C’è ancora molto da fare, anche in Italia”, ha scritto il premier su Twitter aprendo uno scontro che ha infiammato la sinistra per tutta la giornata. A stretto giro è, infatti, arrivata la replica di Vendola che, sempre su Twitter, ha cinguettato: “Caro Matteo Renzi, sì, c’è molto da fare: ad esempio cacciare il partito degli omofobi e dei sepolcri imbiancati dal tuo governo e dalla tua maggioranza, che blocca ogni riforma sui diritti civili e fa quotidianamente battaglie oscurantiste”. Durissimo anche il presidente di Gaynet, Franco Grillini, secondo cui un tweet non è sufficiente a combattere l’omofobia: “Ci vuole ben di più, e il capo del governo dovrebbe spiegarci cosa vuole fare visto che ha il potere di fare”. A Grillini non è, infatti, andata giù la mancata attribuzione della delega sulle Pari opportunità. “Dobbiamo maliziosamente pensare che ci sia stato un veto dell’Ncd su questi temi per la formazione della maggioranza di governo?”, chiede il presidente di Gaynet accusando il Pd di non riuscire ad approvare in parlamento le norme contro l’omofobia e il governo di non impegnarsi nella lotta alle discriminazioni. “È bene quindi che Renzi dica una parola chiara anche sugli organismi e sulle azioni del governo da lui presieduto che dovrebbero combattere effettivamente – ha concluso Grillini – le discriminazioni se si vuole che l’Italia sia almeno a livello dell’Europa dei diritti e non solo della moneta”.

La Boldrini, invece, sceglie Facebook per attaccare apertamente Renzi. “Per l’Italia la questione dei diritti civili deve tornare ad essere centrale – ha attaccato l’esponente del Sel – un impegno che l’Europa chiede da tempo ma che, fino ad ora, non è stato preso con la stessa considerazione con cui vengono trattate le materie economiche”. Il presidente della Camera ha, infine, chiesto al governo “nuove leggi”. E il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini (Scelta civica), ha replicato spiegando che “il contrasto all’omofobia deve partire dalla scuola”.IL GIORNALE

 

TUTTI GLI ABUSIVI CINGUETTANO ALLEGRAMENTE DISQUISENDO SUL VERO PROBLEMA CHE ATTANAGLIA GLI ITALICI: COME SISTEMARE TUTTI I CULATTONI IN POSTI BEN RETRIBUITI…. serve il loro voto…..

.CINGUETTANO, CINGUETTANO  GLI UCCELLI SPARANDO CAZZATE A RAFFICA……mentre il PIL diminuisce, la spesa aumenta ed il lavoro sparisce…..

FBI !!

ROTTAMATORE O FURBETTO ?

La guerra santa per salvare le casse di Firenze (e di altri 65 comuni d’Italia) non conosce riposo. Questa volta l’arma segreta del governo, costretto a ballare sul precipizio degli scioperi e dell’imminente tornata elettorale, è una sanatoria (temporanea?) firmata da tre ministri in prima linea nella difesa del premier Matteo Renzi. Maria Carmela Lanzetta (Affari regionali), Maria Anna Madia (Lavoro) e Pier Carlo Padoan (Economia e Finanze), stilografica in resta, il 12 maggio scorso hanno preparato una circolare (la 60/gab) che serve a disinnescare clamorose proteste, come quella dei dipendenti comunali della Capitale, in questa vigilia elettorale. Ad accenderle era stato l’articolo 4 del decreto legge 16/2014, il cosiddetto Salva Roma. Che, prima dei tre ministri, qualcun altro aveva già provato a modificare. Un tentativo smascherato il 7 aprile dal capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, su Twitter: «Passata norma che dispone condono tombale per somme illegittimamente versate ai dipendenti pubblici. Scritta per Comune Firenze?».

Nel capoluogo toscano, di cui Renzi era sindaco, i problemi sono serissimi: 25 dirigenti e sindacalisti di Palazzo Vecchio dovranno rispondere davanti alla Corte dei conti per indennità e premi pagati «a pioggia» e, sembra, illegittimamente, ai dipendenti comunali. Il capo dei pm contabili fiorentini, Angelo Canale, ha stimato un possibile danno erariale di 50 milioni di euro. Ma il problema dei «salari accessori» distribuiti dalle amministrazioni al di fuori delle norme vigenti per semplice calcolo clientelare riguarda molti altri comuni: la Corte dei conti ha avviato 66 istruttorie (24 nella sola Toscana), anche in capoluoghi come Roma, Reggio Calabria e Vicenza. Un assalto alle casse comunali che era stato scoperto dagli ispettori del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) che, inviati a Firenze, avevano denunciato che il pagamento dei bonus avveniva «in modo e quantità difformi rispetto» alla legge e avevano chiesto ai dirigenti la restituzione delle somme indebitamente pagate. Così, nel capoluogo toscano e in altri municipi, i manager chiamati in causa dal Mef e dalla Corte dei conti avevano minacciato di chiedere indietro gli emolumenti distribuiti e non dovuti. A Firenze c’è chi si è visto presentare un conto da 18 mila euro e alcune coppie di dipendenti hanno pensato persino di accendere un mutuo. 

A tutto questo aveva provato a trovare una soluzione un deputato vicentino del Pd, Federico Ginato, con un comma ad hoc. Il suo sito descriveva così, in terza persona, l’intrepida azione: «C’è la norma salva-stipendi. Gli è costata 5 giorni di lavoro e una notte in bianco, ma spera di aver trovato la soluzione. (…) Se l’emendamento sarà confermato dal voto in aula non ci saranno né recupero somme, né prelievi dalle casse del Comune». Ginato aveva fatto inserire nel famigerato Salva Roma una nuova formulazione di un emendamento secondo la quale «gli atti e gli accordi già applicati o in applicazione alla data di entrata in vigore della nuova normativa restano validi ed efficaci». Nel Pd (a Firenze si vota il 25 maggio) speravano di aver trovato la «quadra». Sino a quando Brunetta e questo giornale non hanno svelato il trucchetto. Per questo il governo il 9 aprile è stato costretto a fare marcia indietro, ammettendo che la norma «allargava troppo le deroghe facendola assomigliare a un condono».

Un mese dopo i tre ministri, di fronte a focolai di protesta e timori di barricate in decine di Comuni, a cominciare da Roma e Firenze, si sono inventati un «comitato temporaneo (…) con il compito di fornire indicazioni applicative (del decreto, ndr) nei tempi più rapidi possibili». Una specie di gabinetto di guerra che spieghi a sindaci e dirigenti come arginare le proteste, interpretando nel modo più favorevole il Salva Roma o Salva Firenze, come qualcuno l’ha ribattezzato. Tutto questo ovviamente dopo le elezioni. Infatti nelle ultime righe della circolare i tre artificieri del governo precisano che, in attesa delle indicazioni del comitato, «è rimessa agli organi di governo degli enti una prima valutazione delle modalità attuative dell’articolo 4 del citato decreto-legge, finalizzata ad assicurare la continuità nello svolgimento dei servizi necessari e indispensabili, anche attraverso l’applicazione, in via temporanea e salvo recupero, delle clausole dei contratti integrativi vigenti, ritenuti indispensabili a tal fine». Il terzetto, in sostanza, concede agli amministratori, per evitare scioperi e blocco dei servizi, di continuare a erogare (illegittimamente) i «salari accessori» ai dipendenti. Una mancia elettorale che sa di beffa e che gli ignari beneficiari non immaginano che forse dovranno restituire («salvo recupero» si legge nella circolare).
Ma come è possibile che al Mef abbiano accettato un simile compromesso, visto che i loro ispettori da anni contrastano le storture della contrattazione decentrata e i premi generalizzati? Un funzionario di via XX Settembre fa notare che proprio il 6 maggio è stato bandito un concorso atteso da anni per 403 dirigenti a tempo indeterminato di seconda fascia dell’Agenzia delle entrate, gli esattori che permettono con il loro lavoro di rimpinguare le casse dell’Erario. Un concorsone che è in netto contrasto con le dichiarazioni di Renzi sui dirigenti pubblici, tanto che il premier, nella proposta di job act presentata a gennaio, aveva annunciato trionfalmente l’«eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico». Un proponimento più volte ribadito. All’Agenzia delle entrate ribattono che il concorso andava bandito per legge entro 30 giugno 2013, che è già stato prorogato di un anno e che il decreto che lo indice, firmato il giorno delle dimissioni di Enrico Letta dall’ex ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, ha superato il vaglio della Corte dei conti. Inoltre la metà dei dirigenti sarà selezionata tra i funzionari dell’Agenzia. Ciò non toglie che, nonostante i proclami del premier, il governo sfornerà 403 nuovi dirigenti a tempo indeterminato. Con le elezioni alle porte, questa è l’ennesima piroetta di Renzi. C’è da essere certi che non sarà l’ultima.
LIBERO

 

 

MICA MALE L’ABUSIVO !!

MUTAZIONI GENETICHE ?

questo (piu’ di 10kg) è pagato come donna prassede per fare la guardia al castello, infatti caccia gli intrusi con assoluta determinazione ma……..

ieri 5 gazze gracchianti, petulanti, invasive   e fastidiose come un sinistro …

hanno circondato il tavolo alla ricerca delle crocchette e……

sua maestà s’è dato alla fuga !!!!!!

IMGP2611

analizzando i fondi del caffe’ ne ho tratto queste conclusioni:

q) non ci sono piu’ nè i gatti nè le gazze d’una volta…

b) questo è un triste presagio di quello che ci aspetta….. cacciati da casa da una torma di gazze affamate……

azz……

MATEMATICA:

SI CALCOLA(per difetto) CHE I CRISTIANI UCCISI, TORTURATI O FATTI SPARIRE IN QUANTO TALI DAI MUSULMANI SIANO

200.000 ALL’ANNO

NESSUNO FIATA, NESSUNO S’INCAZZA, NESSUNO PROPONE QUALSIVOGLIA INTERVENTO….

QUASI COME PER I 2 MARO’…. SILENZIO ASSOLUTO

NO…….

NO…….

NON SIAMO UN PAESE DI MERDA…….

 

sto per diventare violento…… occhio…….

in un veloce zapping alla ricerca d’un canale che non mostrasse il sorrisino ebete dell’abusivo m’imbatto nella negretta – non orango- che pontifica con auto blu e scorta a fianco…….

Per legge qs NOn sarà un paese di merda ma è sempre l’unico a buttare nei cessi i soldi dei contribuenti per assurdi motivi come 600 scorte di cui una assurda ed inutile alla deputata semplice di cui sopra

sino a quando esisteranno queste schifezze immonde come es. la finocchiaro che va a fare la spesa con scorta che pago io….. qs paese non sarà di merda ma di letame lo è di sicuro !!

 

 

QUI POI PER MEGALOMANIA SI BATTE OGNI RECORD:

 

 

La scorta della Boldrini ci costa un milione l’anno <!– –>

Ecco quanto spendiamo per il piccolo esercito che vigila sulla «Regina della Camera»

Boldrini

È la donna più scortata d’Italia, quindi d’Europa e, forse, del mondo. Un paradosso per chi, subito dopo la sua elezione alla terza carica dello Stato, aveva dichiarato lapidaria: «Ho chiesto di non avere la scorta. Non ho paura di camminare per Roma. Non ho paura di andare da casa in ufficio. Può accadere qualsiasi cosa in qualsiasi momento, ma questo vale per chiunque». Lei, evidentemente, non è «chiunque». E ha cambiato presto idea. Quattro mesi dopo, infatti, Laura Boldrini aveva a sua disposizione l’apparato di sicurezza più massiccio mai visto prima nella «felice Penisola delle auto blu». Ai 12 poliziotti che le fanno da scorta, si devono aggiungere gli 11 del posto fisso sotto la sua abitazione. E il sistema di protezione si estende al compagno e, quando si trova nel Belpaese, alla figlia che studia all’estero. Facendo un calcolo per difetto, il tutto costa allo Stato, cioè a noi contribuenti, un milione e centomila euro l’anno.

Vediamo come, stando al computo dei sindacati di polizia. La presidente dei deputati dispone di 12 uomini (10 agenti e 2 ispettori divisi per turno), che la seguono ovunque. Gli angeli custodi si muovono su auto blindate (se Audi6 parliamo di quasi 400 mila euro a macchina) oppure «ordinarie» (e scendiamo a 150 mila), beneficiano di «indennità Camera» e, quando necessario, vanno in missione con la loro «protetta», di conseguenza dormono in albergo e pranzano al ristorante. In totale, quindi, «stralciando» vitto e alloggio durante le trasferte, il costo di questo personale supera i 948 mila euro in 12 mesi. Ma non basta. La «Papessa» Boldrini, come la definisce Travaglio, a differenza di molti suoi predecessori, non ha voluto usufruire dell’alloggio a Montecitorio e risiede nella sua abitazione di Trastevere, dove c’è un posto fisso di controllo. Si tratta di due agenti per ogni turno di 6 ore e 40 minuti, quindi 10 nel giro delle 24, ai quali se ne aggiunge uno di notte. La somma fa 23, che moltiplicato per 41 mila euro annuali tra stipendi lordi, straordinari, superfestivi, servizi esterni, domeniche e indennità, ci fa arrivare a quasi un milione di euro l’anno (948.290). Per non contare i quattro agenti della Polstrada che si occupano dei cosiddetti «anticipi», i servizi di «staffetta viabilità» che consentono al corteo su ruote di spostarsi.

Tutto qui? Neanche per idea, visto che (anche questo un fatto inedito) a disporre di scorte sono anche il compagno e la figlia dell’ex portavoce Unhcr. Lui ha quattro uomini a disposizione da metà marzo; lei altri quattro da metà aprile. Quelli dell’uomo sono in forza ogni giorno del mese e ci costano circa 140.000 euro annuali. Quelli della ragazza, che studia in Inghilterra, si «mobilitano» solo quando torna a trovare la madre, quindi per un paio di mesi l’anno. Il che fa all’incirca 24.000 euro. Fino a qualche tempo fa, inoltre, sei agenti della polizia postale erano distaccati a Montecitorio per vigilare sugli attacchi cibernetici alla «presidentissima», molto sensibile (per usare un eufemismo) al sarcasmo online.

La Laura più scortata del pianeta, dunque, può disporre di 27 uomini, senza contare il quartetto full time del «fidanzato» e l’altro part time della figlia ventenne. Un piccolo esercito, tenendo presente che il commissariato di Genzano ha in forza 37 uomini e quello di Porta Pia non arriva a 40. Infine, c’è un «operatore» che deve provvedere alla «logistica», cioè elaborare un piano di turni, ferie, sostituzioni-malattia e spostamenti vari. E sono altri euro che se ne vanno. Un sacco di soldi, insomma. Senza dimenticare l’incidenza di missioni, vacanze, in una parola tutti i movimenti privati o istituzionali in Italia o all’estero della presidente. Certo, la Boldrini ha ricevuto molte minacce ed è comprensibile che tema per sé e per i propri cari, tanto è vero che, almeno in due occasioni, ha chiesto ad un agente (donna, ovviamente) di passare la notte a casa sua. Certo, chi rappresenta lo Stato deve essere tutelato. E, come ha detto lei, offesa per la polemica, «l’auto blindata mi è stata imposta dopo la sparatorio davanti a Palazzo Chigi. Avere una scorta non è un privilegio, ma un enorme sacrificio e una fortissima limitazione della libertà». E niente battute. Gli italiani vittime della spending review sono avvertiti: «Farci dell’ironia – ha ribadito la “regina” di Montecitorio – è inaccettabile».

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Maurizio Gallo

 

INACCETTABILE E’ VIVERE ALLE SPALLE DEI DISGRAZIATI E FARCI PURE CREDERE CHE SIA UN SACRIFICIO !!!

ESSERE ANCHE PRESI PER IL CULO NON E’ NE’ BELLO NE’ INTELLIGENTE …… TAGLIAMO PENSIONI, SANITA’, SCUOLA  PER PAGARE 2 MILIARDINI DI VECCHIE LIRETTE A QUESTA !!!!!!!!!!!!!!!

 

NON CI FACCIO IRONIA…..

CI VOMITO !!

 

DETTO PAPALE PAPALE: avete rotto i coglioni !

Clandestini protestano: ‘Orari dei pasti non adeguati’

E’ l’ennesima vergognosa protesta violenta. Dalle 8 di stamattina è infatti scoppiata una rivolta degli 828 clandestini ospitati a spese dei contribuenti nel “CARA” di Castelnuovo di Porto.

I clandestini camuffati da ‘profughi’ – chiedono asilo perché così vengono mantenuti fino alla risposta negativa – hanno bloccato gli ingressi impedendo il cambio turno degli operatori e l’ingresso a chiunque fino a quando la Prefettura non si piegherà alle loro bizzarre richieste.

Non sono soddisfatti della ‘nuova gestione’

Perché «avrebbe peggiorato la loro condizione.  Non hanno più l’autobus privato che a spese dei cittadini li accompagnava in città, non c’è l’ambulanza che forniva assistenza privata e la qualità dei pasti non è più di loro gradimento, e anche gli orari sono troppo ‘stretti’.Infine, dicono i clandestini, i livelli  degli operatori legali e dei mediatori culturali che devono seguire le pratiche di riconoscimento dello staus di rifugiato con la Questura Immigrazione di Roma, non sono all’altezza. Vogliono avvocati migliori, a spese nostre.

Chi gestisce il CARA non accetta queste bizzarre proteste. E informa che i signorini ospiti ricevono la paghetta di 5€ – escluso il vitto e l’alloggio che è gratis –  ogni 2 giorni.

E denuncia che presa in mano la gestione del Cara di Castelnuovo di Porto, ha trovato una situazione di illegalità diffusa e ha cercato, dal primo giorno, di ristabilire la legalità.

VOX NEWS