s’è suicidato cosi’…….
danni all’immagine ?
Musei, Franceschini: “Verso la precettazione
del personale per scongiurare nuove chiusure”
lo stop dei dipendenti del sito archeologico: «L’apertura dei luoghi della cultura va inserita tra i servizi pubblici essenziali. Dobbiamo evitare altri danni d’immagine»
NON SONO COMUNISTI…..
NON SONO TECNICI…….
NON SONO DEMOCRISTIANI…….
NON SONO STATI ELETTI ……
NON SONO ….NULLA
ED ALLORA SPARANO CAZZATE …CON IL PLACET DELLE OOSS !!!
il danno all’immagine italica lo fa mare nostrum……. all’immagine ed alle tasche !
a proposito …….
ora che dovrete pagare la tassa renzi sulla casa ben piu’ gravosa delle precedenti……avete raggiunto l’orgasmo ?
basta per farvi incazzare oggi ?
18.000 EURO NETTI AL MESE !
L’ex governatore del Veneto, Giancarlo Galan, difendendosi dalla richiesta di arresto della procura di Venezia a L’Aria che tira stasera, la trasmissione condotta da Myrta Merlino su La7, ha sollevato per la prima volta il velo sui veri stipendi di un parlamentare, facendo vedere rimborsi spesa e indennità extra erogategli dalla Camera dei deputati, e così mostrando la raffica di bugie fin qui raccontate da Laura Boldrini e Piero Grasso sulla riduzione dei costi della politica. Con documenti e versamenti bancari che gli erano utili a dimostrare di avere avuto il reddito necessario ad effettuare le spese che gli erano imputate, Galan ha mostrato il netto che da deputato prende ogni mese: oltre 18 mila euro. Di questi circa 5.200 euro netti sono lo stipendio base di un parlamentare. E solo questi moltiplicati per 12 nell’importo lordo (circa 10 mila euro al mese) vanno a costituire l’imponibile dichiarato al fisco. I restanti 13 mila euro netti al mese, che sommano le diarie fisse e variabili, il rimborso a forfait delle spese di ufficio, i rimborsi a forfait di spese telefoniche e di trasporto, sono stati messi in tasca per espressa dichiarazione di Galan ogni mese dal deputato e sono totalmente esentasse.
LIBERO
QUANTE BALLE HANNO RACCONTATO GRASSO E BOLDRINI ?
contraddizioni in termini:
(….) Ossessione cattolica – Oggi si occupa a tempo perso di politica: “Dopo Bertinotti – racconta – non ho più seguito Rifondazione comunista, ho rifiutato la leadership del cattocomunista Vendola, perché non si può essere cattolico e comunista, cattolico e omosessuale, comunista e omosessuale, sono contraddizioni. (…) LIBERO
DICE LO PSICHIATRA MASSIMO FAGIOLI…..
ED E’ QUELLO CHE QUALSIASI PERSONA DI BUONSENSO CAPISCE ANCHE SENZA ESSERE LUMINARE DEI CERVELLI …..
E’ L’ANDAZZO DI QUESTI TEMPI : MISCHIARE TUTTO E TUTTI PIEGANDO REGOLE E FEDI AL PROPRIO INTERESSE PERSONALE !
ennesima porcata in gestazione:
Così la legge anti-tortura diventerà la legge anti-polizia
L’ira del sindacalista: è un testo viziato dall’ideologia che rischia di essere punitivo verso chi porta la divisa
È quello in cui crediamo. Come si sa, il Parlamento sta discutendo la proposta di legge sul reato di tortura. Messa così non si può che dire: votiamola subito. C’è qualcuno che è a favore della tortura? Non certo i poliziotti. Il guaio è che questa legge è un inganno e nasconde troppi virus ideologici.
La prima domanda da farsi è se in Italia la tortura viene punita. È vero, come sostiene chi sponsorizza questa nuova legge, che c’è la necessità di colmare una lacuna normativa? Basta leggere l’articolo 13 della nostra Costituzione. È un principio cardine dell’habeas corpus della cultura occidentale. Pensare che l’Italia sia all’improvviso un’eccezione è davvero folle. Questa discussione rischia di ingenerare nell’opinione pubblica, non certo nel mondo dei giuristi, un’idea che non ha davvero nessun fondamento. L’Italia come una dittatura. L’Italia dove la libertà viene calpestata.
Alcuni parlamentari sostengono però la tesi che alcuni abusi compiuti dalle forze dell’ordine non trovano sanzione. Non è così e i giornali e la cronaca lo testimoniano. La magistratura punisce molto severamente ogni tipo di violenza delle forze dell’ordine contro qualsiasi individuo. E aggiunge alla tortura altre fattispecie di reati connessi: sequestro di persona, lesioni, abuso di autorità. Quindi, non c’è alcuna lacuna da colmare. Il sospetto è che questa legge possa diventare il manifesto del «partito antipolizia». Cesare Beccaria diceva che le condotte che configurano un reato debbono essere ben determinate e ben descritte. È il principio di determinatezza e tassatività della norma penale. Eppure, se si va a leggere il testo della proposta di legge, i dubbi sono tanti. Che cosa significa «chiunque con violenza o minacce gravi»? Che cosa è la minaccia grave? Dove sta il confine? Cosa s’intende per «acute sofferenze psichiche»? Come si misura? Come può essere provata in un processo penale l’acuta sofferenza psichica? Tutto questo impedisce la possibilità di difendersi nel processo. Ma c’è di più. Nella versione approvata dal Senato è prevista una fattispecie autonoma di reato, quella dell’istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura. Ora, l’istigazione nel nostro codice penale è disciplinata dall’articolo 115. Cosa dice? La sanzione per concorso c’è quando l’istigazione va a buon fine, altrimenti si applica una misura di sicurezza. Nella proposta di legge che si applica alle forza dell’ordine non sarà invece così. L’istigazione comporta comunque la pena della reclusione. Allora bisogna essere onesti. Qui si sta dicendo che l’istigazione alla tortura è un reato proprio delle forze di polizia. Si vuole far passare il concetto di forze dell’ordine uguale potenziali torturatori. I poliziotti subiscono una sanzione peggiore rispetto ai criminali mafiosi a cui si applica l’articolo 115 del codice penale.
Le forze di polizia sono maltrattate e attaccate da tutti, sono abbandonate da uno Stato latitante. Vogliamo allora ricordare che di questo stesso Stato facciamo parte quale sua longa manus a difesa dei diritti e dei principi sociali fondanti della democrazia italiana. Non meritiamo una fattispecie penale indeterminata e aperta agli abusi come questa, la quale – ove ammessa – ci porrebbe ogni giorno di fronte alla possibilità di essere incriminati e condannati non si sa per quale motivo. Sarebbe un reato riconducibile esclusivamente a logiche ideologiche e rappresenterebbe la vittoria dei malviventi e del partito degli Acab, che a questo punto si mostra piuttosto nutrito e influente. Sapete cosa significa Acab? All cops are bastard. Tutti i poliziotti sono bastardi.
Gianni Tonelli, segretario nazionale Sap
I DIREI CHE I BASTARDI SONO QUELLI CHE CI HANNO MESSO IN QUESTA SITUAZIONE…. FATE VOBIS….
facciamo il punto (ed anche la virgola) della situazione:
la banda al potere pur di evitare consultazioni popolari e perdere la sedia si sta ammucchiando in un’orrenda orgia degna dei sodomiti piu’ incalliti : votano a favore dichiarando “pero’ siamo all’opposizione” !!
AZZO… chiari e cristallini come l’acqua del Po……..
ci stanno tutti: dal cerebralmente defunto berlusca ai desperados tipo fini,casini,dipietri, sodomiti ed insetti di vario genere ….. una sedia a me …una sedia a te……
nel frattempo…. (non avendo altre idee causa mancanza di neuroni,) l’unica cosa che hanno fatto e continuano a fare è aumentare le tasse – TUTTE – , andare a prendere altri clandestini ed inventarsi minchiate astrali come il ferrarese Franceschini che oltre a far pagare i musei agli ultra 65enni ( piu’ pirla di cosi’ è impossibile !!!) s’è inventato una tassa per smartphone e tablet !!!
Dai…. un genio !
Suggerirei una tassa sui peli del c……., chi piu’ ne ha piu’ paga !
ovviamente sono esenti partiti, ooss, finte onlus, coop ed amici di merende…….
FBI !!
NOI GATTI SIAMO PIU’ EDUCATI !
ORGASMI MULTIPLI …..
a vedere 11 perfetti sconosciuti che nemmeno giocano in prima squadra in quel paesello del Costa Rica strapazzare gli 11 megalomani strapagati e vezzeggiati come belle gnocche !
tutti assieme gli 11 vincitori probabilmente non guadagnano quanto il negrettopirla che s’è pure fatto ammonire con palla lontana e vaneggia con le figurine e la regina…….
non è tutta colpa sua se è cosi’ fuori ma……. la figur ‘emmerde poi ricade su tutti ! Lo chiamano supermario i coglion dei media…..
se gioca un’altra partita cosi’…colca che il Milan riesce a venderlo…….
nb: Prandelli di fede comunista e superprotettore dei felicigai ovviamente è intoccabile…..
FURBATE SINISTRE:
Si chiude un’altra pagina per l’Unità e al momento non è dato sapere se e quando se ne aprirà un’altra. L’assemblea dei soci azionisti della Nie, la società che dal 2001 edita il quotidiano fondato nel 1924 da Antonio Gramsci, da anni in crisi profonda, ha nominato i due liquidatori che avranno il compito di «massimizzare il valore degli asset societari». Il socio di maggioranza Matteo Fago rassicura sul futuro, parlando di passaggio essenziale per la rinascita, ma il comitato di redazione della testata bolla come inaccettabile il comportamento della proprietà e annuncia nuove iniziative di lotta.
«Questa scelta non va intesa come la chiusura del giornale ma il suo esatto contrario – precisa Fago -. La liquidazione rappresenta un passaggio inevitabile e necessario per uscire da una crisi altrimenti irreversibile». Le divisioni nella compagine azionaria hanno impedito di procedere alla ricapitalizzazione che avrebbe consentito di continuare l’avventura con l’attuale assetto e ora sarà necessario valorizzare marchio e testata per poi trovare nuovi possibili investitori.
«Lo stato patrimoniale, finanziario e gestionale del giornale era ed è molto grave – spiega Fago -. Era quindi necessario prendere una decisione difficile: fallimento della società e conseguente chiusura de l’Unità oppure cercare una soluzione finanziaria e organizzativa che permetta al giornale di continuare a esistere. È mio intendimento riportare l’Unità ad essere il punto di riferimento politico e culturale della sinistra».
Parole giudicate poco credibili dal comitato di redazione. «Non c’è alcuna garanzia sul mantenimento degli impegni che Fago aveva assunto con la redazione – sostiengono i rappresentanti sindacali -. Così come mancano certezze sulla continuità delle pubblicazioni». I giornalisti, da tempo senza stipendio, vanno avanti con lo sciopero delle firme e minacciano nuove iniziative di lotta. «Quello di una proprietà che decide la messa in liquidazione senza degnarsi di darne comunicazione ai lavoratori – aggiungono – è un comportamento inaudito, inaccettabile, da padroni delle ferriere». Assicura che si andrà avanti con le pubblicazioni il direttore Luca Landò.
«Immagino che ora la questione degli stipendi passerà nelle mani dei liquidatori, ma noi non possiamo che andare avanti – afferma -. Esiste un piano editoriale, con l’integrazione tra carta e web, che non è stato implementato. Non sappiamo ancora nulla sul futuro e sulla possibile nuova compagine societaria, ma speriamo che questo sia il momento definitivo per fare chiarezza».
IL MESSAGGERO



