DUE PARTITE DUE BATOSTE:
Berlusca vendi tutto al primo che passa ,
cambia il nome a quella che “fu” una squadra di calcio perchè non merita di chiamarsi MILAN
ed andate aff……………………….
usa il tuo cervello non quello degli altri….coniugatto con : https://gattocuriosoblog.wordpress.com
27 luglio 2014
Adesso, però, gli scricchiolii economici crescono, i fondamentali del Paese restano tra i peggiori d’Europa. In Spagna, ex cenerentola, il Pil quest’anno crescerà tra l’1,2 e l’1,5%, il nostro tra lo zero e lo 0,2%. I comparti guida, costruzioni e automotive, nel paese iberico sono in pieno rilancio, mentre da noi edilizia e infrastrutture sono al palo: la perdita in 6 anni ha il segno meno per 60 miliardi di euro, oltre 70 mila imprese sono defunte, 400 mila posti di lavoro azzerati. I mesi passano e nulla si muove. L’automotive accenna a timide riprese nelle vendite, ma manca la Fiat degli anni ’80 che, nella ripresa, trascinava con se l’indotto e l’occupazione. Gli altri comparti che hanno nell’export il “core” cominciano a risentire del rallentamento delle economie forti, Usa, Cina, Germania, e così gli ordinativi calano e sono i dipendenti a farne le spese e quindi, a ricaduta, la fiducia e i consumi interni.
L’autunno porterà ulteriori peggioramenti, le scadenze tributarie, da metà novembre a metà dicembre, peseranno come un enorme zavorra sui consumi, nel frattempo partite Iva di piccole dimensioni e pensionati non avranno ricevuto nulla di quanto promesso da Renzi, che fa già un enorme fatica a confermare gli 80 euro per il 2015 a chi li ha concessi. Il Matteo nazionale nelle ultime uscite ha buttato in campo i 300 miliardi di euro che saranno concessi dalla Bce alle banche italiane e saranno utilizzabili, così ha detto Draghi, solo per finanziamenti a famiglie e imprese. Auspicabile intento, peccato che nell’ultimo mese i crediti spazzatura, sono arrivati a quasi 170 miliardi di euro e che questi crediti siano essenzialmente imputabili alle pmi, alle quali potranno essere concessi nuovi affidamenti solo nel caso dispongano dei rigidissimi requisiti imposti dalla stessa Bce attraverso Basilea 1, 2 e presto 3. Le banche vi si atterranno scrupolosamente e concederanno molto meno di quel che pensa Renzi, della manna fornita dalla Bce.
La situazione, non solo per rispettare i parametri europei, imporrà quindi una manovra straordinaria per poter far fronte alla cassa integrazione straordinaria da finanziare e per il pagamento dei debiti della PA. Poi ci sono gli impegni per le ristrutturazioni delle scuole, la ricerca da rifinanziare, gli esodati da sanare. Renzi avrebbe potuto fare meglio se, invece di puntare essenzialmente sulle riforme costituzionali, avesse lanciato un piano Marshall per l’economia, rilanciando gli investimenti in infrastrutture, concedendo detrazioni fiscali a chi acquista beni durevoli o investe nelle imprese produttive insediate in Italia. Ma nessuno di questi tasti è stato toccato e adesso l’amaro calice della manovra è prossimo a dover essere ingoiato, elezioni anticipate o meno.
di Bruno Villois
C’è la conferma, magistrati e associazioni che si arricchiscono con il business dei ‘diritti’ sono la stessa cosa. Sono due teste dello stesso ventre mostruoso.
Torniamo a parlare Paolo Serafini, 52 anni, vittima sacrificale della furia africana della Kyenge e dei suoi accoliti.
Quell’invito a tornare in Africa – invito che facciamo nostro – è stato considerato dal solito magistrato compiacente ‘diffamazione aggravata dall’odio razziale’, che gli è valsa una multa di 2500 euro di oltre al pagamento delle spese processuali e – questa la parte più demenziale di questa sentenza – al risarcimento del danno morale a favore delle associazioni che si sono costituite parti civili. Siamo alla pura demenza, alla più totale cretività legale. Anzi: illegale.
Ora sono state depositate le motivazioni della fantasiosa sentenza, con la quale il giudice collegiale fa una bella marchetta alle varie ‘associazioni’.
Di quali associazioni stiamo parlando? I soliti noti. Quelle associazioni complici della presenza a Milano di Kabobo, come Arci, l’Anpi del Trentino con i famosi partigiani che durante la guerra non erano ancora nati, e una fantomatica Associazione Nazionale Giuristi Democratici. Nonché l’Associazione stati giuridici per l’immigrazione, l’Associazione trentina Accoglienza stranieri. Una cosa unisce questi parassiti dell’immigrazione: il desiderio di distruggere l’Italia. E il guadagnare da tutto quello che danneggia gli italiani.
l di là di questo, un giudice meno compromesso ideologicamente non potrà che rivedere la sentenza, almeno nella parte della marchetta alle associazioni. Visto che la ratio di un risarcimento prevede un danno diretto: la donna stuprata, i figli dell’ammazzato, il comune dove si è commesso un delitto. Non certo un’accozzaglia di fanatici il cui unico scopo nella vita è ricevere ricompense in cambio di un’esistenza spesa a novanta gradi.
Insomma, nessun ideale. Quello a cui puntano Kyenge e company sono i soldi. L’hanno dimostrato una volta ancora.
Nel determinare l’entità del danno i giudici dicono di tenere conto del “criterio della gravità della condotta” e della “lesione di un bene di primaria rilevanza costituzionale”: 2000 euro per ognuna della parti costituite, più spese legali.
La libertà d’espressione non è un bene di rilevanza costituzionale.
Torna a casa Kyenge. E manda la ricevuta alla nostra redazione.
VOXNEWS
Milano, 24 luglio 2014 – Ha fumato un milione di sigarette prima di morire di tumore ai polmoni. Ora la famiglia della vittima, un impiegato di 54 anni, ha ottenuto un risarcimento di un milione di euro. Secondo il giudice civile di Milano Stefania Illarietti – motivato in una sentenza con cui ha condannato la British American Tobacco s.p.a.(già Ente Tabacchi spa) – “non può dubitarsi del nesso causale tra l’assunzione di tabacco e la morte”. La società dovrà pagare anche gli interessi, le spese legali e il costo del funerale.
Il provvedimento si fonda su una sentenza con cui la Cassazione aveva inquadrato l’”attività di commercializzazione e produzione” di sigarette, “pericolosa”, su una consulenza tecnica disposta dal Tribunale e anche sul fatto che prima del 1991, quando è diventato obbligatorio per legge, sui pacchetti di sigarette non compariva ancora l’avvertenza dei danni provocati dal fumo e del “rischio cancerogeno”.IL GIORNO
E cosa andranno a fare le cariatidi nelle scuole? “Ad insegnare i valori della resistenza”, come li chiamano loro.
Il punto è che comprendere cosa siano questi fantomatici “valori della Resistenza”, è arduo compito, dal momento che a dar vita alla cosiddetta Resistenza furono diversi partiti, con ideologie decisamente differenti e che si distanziavano molto l’uno dall’altro anche nei fini da raggiungere e nelle modalità in cui raggiungerli. Per intendersi, ad es., non tutte le “anime” della Resistenza volevano la democrazia, e non tutte facevano saltare in aria la gente, a cuor leggero.
L’idea di poter parlare di “valori della resistenza,” testimonia come nella cultura italiana questo movimento sia totalmente sconnesso dalla sua dimensione storica, e sia invece del tutto deviato dalla lente manipolatrice di una certa parte politica. Una parte che ha da sempre falsificato la Resistenza, vendendo ipocritamente la sua partecipazione ad essa, come dettata dai principi social-democratici che nel frattempo si erano affermati con la Costituzione.
E che è così finita a creare un’altra Resistenza, che non ha nulla a che vedere con quella storica, ma è altresì un indecifrabile guazzabuglio ideologico, che unisce nostalgia del Pci, progressismo social-democratico e paranoia “anti-fascista”.
L’ideologia in cui sguazzano i nullafacenti dei centri sociali, magari “partigiani” iscritti all’Anpi, pronti a distruggere l’auto di un impiegato al grido di:” Resistenza”.
E ora, grazie al governo di un omino tutto rigonfio di vanità e presunzione, si vuole mandare i custodi di questa ideologia, ad insegnare nelle scuole…
Repubblica delle banane.
VOXNEWS
Continua il duello a distanza tra Pina Picierno e il Movimento Cinque Stelle. La deputata Pd si è sfogata su twitter dopo la protesta dei grillini davanti al Quirinale per l’uso della ghigliottina in Parlamento sulle riforme. I tempi saranno contingentati ed entro l’8 agosto ci sarà il voto finale. Così la Picierno non gradisce la rivolta pentastellata e sbotta: “Sono quelli delle #sirene. Non ci sorprendiamo nemmeno quando straparlano a vanvera di dittatura. #dittaturadeche #andatealavorare”. Apriti cielo. Sul profilo twitter della dem arriva una raffica di insulti da parte dei sostenitori grillini: “Vaffa…”, “putt…”, “vai tu a lavorare”. La Picierno non la prende bene e così risponde: “Ok, prostituta andate a scriverlo altrove. Ora basta insulti aggràtis. Cancello commenti e banno chiunque esageri. Siete avvisati”.
LIBERO

L’eurodeputata renziana eletta alla testa del gruppo piddì in Europa. Ma il mondo omosex non ci sta: “Bigotta e clericale, come potrà rappresentarci?”
IL GIORNALE