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Immigrati fuggono dalle carceri, poliziotti: “Lo Stato ha perso”

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Giudice libera due terroristi islamici: “la resistenza non è reato”

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Sprangate da africani perché italiani: violenza brutale

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Pensionata italiana investe con l’auto il suo aggressore africano: arrestata!

il risveglio dopo 10 anni di coma

In Onda, Donzelli e il messaggio in diretta: “Secondo voi ne parleranno?”, e Landini va in tilt

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10 settembre 2024

In Onda, su La7, Marianna Aprile e Luca Telese ospitano in studio il segretario della Cgil Maurizio Landini e Marcello Sorgi, editorialista di punta della Stampa (quotidiano del gruppo Gedi controllato da John Elkann, patron Exor che a sua volta controlla Stellantis). 

Da casa, segue la puntata anche Giovanni Donzelli, coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, che a un certo punto sui social lancia la provocazione: “Secondo voi Landini e Sorgi parleranno del rischio esuberi annunciato da Stellantis?”. Il tema, com’è comprensibile, può risultare indigesto a quotidiani come La Stampa e Repubblica, ma in tanti hanno notato anche uno strano silenzio da parte delle opposizioni, Elly Schlein d Pd in testa, e dei sindacati, forse più preoccupati a non picchiare duro sul proprietario dei principali quotidiani di centrosinistra italiani che a difendere gli interessi dei lavoratori. 

La Aprile legge il messaggio di Donzelli in diretta e Landini inizia ad agitarsi. “Noi questo tema lo abbiamo discusso il 5 agosto e abbiamo chiesto che la discussione con Stellantis si faccia a Palazzo Chigi. Il problema occupazionale c’è da un po’ di tempo, quel gruppo ha una capacità produttiva di 1,5 milioni di auto e ne fa mezzo milione”.

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Italia-Israele, tifosi di spalle durante l’inno israeliano: cosa è successo

Protesta discutibile degli ultra azzurri, un manipolo di poche persone, che durante l’inno di Israele ha voltato le spalle al campo e ai giocatori

Francesca Galici 9 Settembre 2024 – 22:29

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Clandestini in acque Malta, Guardia costiera rifiuta: poi Meloni li manda a prendere

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Ilaria Salis, Rocco Tanica scatenato contro i suoi sodali: “Stesa mer***! Idiota!”

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08 settembre 2024

Un “tour” antifascista, quello annunciato da Ilaria Salis. Al suo fianco ecco Zerocalcare. Insomma, l’eurodeputata di Avs e il fumettista fianco a fianco per mettere in guarda dal fantomatico rischio-fascismo.

L’annuncio dell’iniziativa è stata data dalla stessa Salis sui social: ad appoggiare gli appuntamenti a Milano e Roma la rete “Antifa” e The Left, il gruppo a cui appartiene Salis all’Europarlamento. Come detto, all’incontro ci sarà anche Zerocalcare, che già era andato a Budapest, in Ungheria, per assistere alle udienze del processo contro Ilaria Salis quando era detenuta, prima dell’elezione a Bruxelles che le ha concesso immunità e libertà. Titolo dell’incontro: “Per una solidarietà antifascista in Europa”.

Il commento di Rocco Tanica, però, scatena fan, compagni e sodali della Salis, che passano al contrattacco con toni durissimi. Per esempio ecco Loris Giordano, il quale scrive: “Vieni quando puoi Rocco, fatti solo riconoscere e avrai due minuti di palcoscenico per raccontarci cosa pensi delle occupazioni di CasaPound”. E Tanica risponde, durissimo: “Dottor Giordano, mi bastano due righe. Penso che siate la stessa mer***“.

Dunque Rocco Tanica risponde ad altri insulti con “giochi enigmistici”, piccoli rebus che si risolvono sempre in un bel “vaffa” a chi lo critica. Esempio: “Rebus, 6, sigla automobilistica di Cagliari”. Tal Anna gli fa poi notare che a Roma, in via Napoleone, ci sarebbe un palazzo intero “con grandi appartamenti che è occupato da 20 anni! Indignati per quello”. La risposta è tranchant: “Signora, lei è un’idiota ma i miei post sulle mer*** di CasaPound può farcela a trovarli addirittura Lei. I fasci non diventano meno fasci perché si chiamano Salis o la votano”. E ancora, a un altro utente: “Attento, le hanno occupato la scatola cranica. Lei giustamente dice tanto era vuota, ma non è questo il punto”. Oppure: “Mi scusi dottoressa Toscana, errore mio, non è mai accaduto che una casa avesse un proprietario o ci fossero dei pezzi di mer*** che sfondano e cambiano la serratura. E se è accaduto il mio cuore è con gli occupanti che hanno dovuto sobbarcarsi la spesa del ferramenta”. E via discorrendo, risposta dopo risposta, sempre più scatenato.

ci sono reati a strafottere per la nonsignora

Maria Rosaria Boccia rischia grosso: i possibili 4 capi di imputazione

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Pietro Senaldi 08 settembre 2024

Come tanti matrimoni, anche l’avventura estiva di Gennaro Sangiuliano e della sua prorompente e fastidiosa ex collaboratrice, Maria Rosaria Boccia, finirà a carte bollate. Con vendette, accuse reciproche, fango e bassezze; molto più da una parte che dall’altra. Ieri ha parlato Silverio Sica, il difensore di lui, e ha annunciato battaglia. «La denuncia è in via d’elaborazione e la presenteremo ai magistrati all’inizio della prossima settimana. Allegheremo all’esposto una serie di documenti che dimostrano l’assoluta correttezza del comportamento dell’ex ministro Sangiuliano e forniremo una ricostruzione cronologica dettagliata di questa vicenda privatissima. È innegabile che sia stato oggetto di pressioni illecite da parte della dottoressa Boccia che, a mio parere, prefigurano il reato di tentata estorsione; ma la decisione spetta ai magistrati».

Queste le parole affidate dal legale ai giornalisti. Frasi di fuoco, che però dovrebbero essere seguite da un’iniziativa più tiepida: esposto e non denuncia o querela. Significa che Sangiuliano non si rivolgerà alla Procura, dichiarando di essere vittima di un reato (denuncia) o addirittura additandone il responsabile (querela) ma si limiterà a segnalare alcuni fatti, lasciando all’autorità giudiziaria la valutazione sull’eventuale sussistenza di reati.

Questo elemento è più difficile da provare. La signora avrebbe diritto a rendere pubbliche le conversazioni, registrate o rimaste sul telefonino, solo se questo servisse a smentire falsità che l’ex ministro le attribuisce o a salvaguardare la propria immagine. Sangiuliano ha dichiarato che i due avevano una relazione e di non aver fatto pagare al ministero le spese per lei. Se le conversazioni smentiscono questo, sono pubblicabili. Se invece servono solo a regalare ulteriori scampoli di pubblicità alla donna, a farle aumentare il numero di chi la segue sui social, a promuoverla come influencer o a procurarle contratti tv o altro, si può provare a sostenere il tentativo di perseguire un profitto ingiusto a scapito d’altri. Le dimissioni del ministro peraltro riducono di molto il pubblico interesse di un’eventuale la pubblicazione delle sue conversazioni private.

Quel giornalismo che si inchina di fronte a Maria Rosaria Boccia

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INTERFERENZE ILLECITE
Boccia minaccia di rendere pubbliche conversazioni che il ministro ha avuto con terze persone e che lei avrebbe potuto registrare a tradimento, nell’inconsapevolezza di Sangiuliano e degli altri spiati, o fotografare dal telefonino del ministro, o inoltrare al suo da questo, visto che ha dichiarato che lui glielo lasciava spesso nelle mani. Cosa ha sentito, quali scandali o danni potrebbe innescare se rendesse pubblico tale materiale? È la domanda che tutti si fanno, arrivando a ipotizzare perfino crisi di governo. Quello che è stato detto alla presenza della donna è da lei riferibile. Può mettere in circolazione materiale audio e video ma a patto che tutti fossero consapevoli che lei ascoltasse; ovverosia che sia stata ammessa al consesso.

CALUNNIA E DIFFAMAZIONE
L’ex collaboratrice del ministro lo accusa pubblicamente di mettere in nota al ministero le spese di viaggio sostenute per lei, mentre Sangiuliano dichiara che non un soldo pubblico è stato dato alla donna o usato per lei. Si tratta di un addebito pesante: lei gli imputa il reato di peculato. Se l’accusa è falsa, e lei lo sa ma ciononostante la muove, si entra nel campo della calunnia. La netta smentita di Sangiuliano e il fatto che la Boccia non riesca a sostanziare l’accusa fotografano, in mancanza di prova contraria, una realtà già molto vicina a questo reato.

Un giudice indulgente potrebbe però limitarsi a ravvisare la diffamazione, visto che le parole della donna screditano la figura dell’ex ministro. Diffamazione (o addirittura calunnia) ci sarebbe anche, oltre a interferenze illecite, anche qualora la Boccia riportasse notizie false e offensive su terzi coinvolti nelle conversazioni carpite.

È una via giudiziaria ardua ma percorribile. Ad avvalorarla ci sarebbe uno strano ma ripetuto comportamento della donna, che più volte ha inseguito Sangiuliano telematicamente. Lui era al Festival di Venezia con la moglie e lei postava sui suoi profili social la passerella del Lido su cui sfilano gli attori, l’oblò di un aereo, la veduta dall’alto della città, la hall di un albergo: come a dire, sto arrivando, non ti mollo. Comportamenti ossessivi che possono turbare chiunque.

Una pratica da film dell’orrore che è tracimata nella falsità. Come a Ferragosto, quando l’ex ministro ha convocato una riunione con i suoi dirigenti e la Boccia ha postato immagini di lei nella sala attigua, dove invece non era, con la didascalia “15 agosto al ministero”.

Dal giorno dopo Sangiuliano ha interrotto i rapporti. Certo, queste sono ipotesi giuridico-giornalistiche. È probabile che l’avvocato Sica nel suo esposto, domani o martedì, sia molto più cauto. Però a questo punto tutto è possibile. Anche un effetto boomerang, perché la prima cosa che faranno i magistrati è vedere se c’è il reato di peculato, che l’ex ministro nega con tutte le sue forze, e se gli metti a disposizione documenti che al momento non hanno, di fatto solleciti ulteriori approfondimenti.

cerebrolesi gravi ed analfabeti non hanno altro per la mente che l’antifascismo …oltre che occupare le case altrui….

Ilaria Salis e Zerocalcare, il “tour antifascista”: toh, ecco chi sono gli sponsor

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Tommaso Montesano 08 settembre 2024

È stata la stessa Salis, dal suo account X, a promuovere gli eventi pubblicando la relativa locandina, dove svetta il disegno di un paio di caviglie legate da ceppi e catene. Un richiamo alla sua vicenda giudiziaria prima che l’elezione a Strasburgo le permettesse di uscire dallo stato di detenzione a Budapest. Suo compagno d’avventura, Zerocalcare, che al caso dell’attivista lombarda ha dedicato una serie di fumetti poi diventati un libro dal titolo “Questa notte non sarà breve”. Che poi è anche lo slogan in nome della quale Salis ha organizzato i due appuntamenti (dopo quello di Milano, infatti, ce ne sarà un secondo a Roma, domenica 21 settembre alle 18,30, presso Propaganda Schuster, di fronte alla basilica di San Paolo).

scientifica dimostrazione che sono sceme

“Lotta Lgbtq per la liberazione della Palestina”. I controsensi della piazza di Non una di meno

Femministe e comunità Lgbtq in piazza per la liberazione della Palestina e contro Israele: nel primo Paese donne e omosessuali rischiano torture e morte e nel primo sono tutelati

Francesca Galici 8 Settembre 2024 – 21:19Immagine di repertorio

Eppure, l’odio cieco nei confronti di Israele, dove si sono sempre svolti regolarmente i pride, arriva a inserire la lotta per la Palestina in una manifestazione dedicata alla comunità omosessuale. Anzi, nella loro logica quello che fa Israele è “rainbow-washing” e “pink-washing“, che loro, da buoni combattenti con il pugno chiuso, rifiutano e denunciano. Per tale ragione, hanno in qualche modo avvisato l’organizzazione del Toscana Pride, ponendo loro le condizioni della manifestazione: “Non possono essere tollerate bandiere israeliane nella nostra marcia. Non c’è rivoluzione frocia senza anticolonialismo“. Quindi, sì alle bandiere di un Paese i cui amministratori uccidono e torturano uomini e donne, anche omosessuali e no alle bandiere di un Paese democratico in cui esiste la libertà di essere chi si desidera.