D’ALTRA PARTE IL CAPETTO D’UNA BANDA DI GIUDICI HA SOLENNEMENTE DICHIARATO: ” LE LEGGI NON SI APPLICANO , S’INTEPRETANO ! ”
ERGO…..
usa il tuo cervello non quello degli altri….coniugatto con : https://gattocuriosoblog.wordpress.com
D’ALTRA PARTE IL CAPETTO D’UNA BANDA DI GIUDICI HA SOLENNEMENTE DICHIARATO: ” LE LEGGI NON SI APPLICANO , S’INTEPRETANO ! ”
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Il centro sociale Casa Loca, sgomberato ad agosto tra le proteste dei Verdi di Milano, è tornato a occupare lo stesso stabile per dare alloggio a migranti irregolari
25 settembre 2024
Esplora:”Vogliamo la Meloni in Siberia”. Non siamo nell’Unione sovietica di Stalin ma a piazza Vidoni, davanti al Senato. Lì è andata in scena la protesta organizzata dai sindacati Cgil e Uil contro il ddl sicurezza. E alla faccia della democrazia e dei diritti, i manifestanti sono andati giù pesante con cori che hanno preso di mira la premier Meloni. Martedì in Senato iniziera’ l’esame del disegno di legge che è stato gia’ approvato alla Camera. Speriamo sarà possibile tornare nell’alveo del confronto democratico. Senza risvegliare i vecchi fantasmi totalitari e violenti del passato comunista.
(Agenzia Vista) Usa, 27 settembre 2024 Concludendo il suo intervento dal podio dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, il premier di Israele Benjamin Netanyahu ha definito l’Onu una “palude di bile antisemita”. Al suo ingresso in sala per pronunciare il suo discorso dal podio, alcune delegazioni hanno lasciato l’aula. Fra queste quella della Turchia e dell’Iran. UN Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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Roma di notte è un film splatter. Dal tramonto all’alba la capitale è governata dal caso. La attraversi e magari non ti succede niente. Oppure ti svegli l’indomani con un trauma da dimenticare. Un portafogli o un cellulare in meno. Senza la macchina o lo scooter. Con una cicatrice. O peggio. Lo stupro del Nomentano. Il degrado del sottopasso di Porta Pia era stato segnalato dai residenti. Lo avevano ripulito ed era tornato un monnezzaio in un’acca. Il cesso di Trainspotting. I barboni ci dormono, i tossici si bucano, i balordi ci si ubriacano e aspettano, inguattati, una preda da rapinare. O peggio. Ma a che servono i sottopassi a Roma? I cittadini non li usano. Preferiscono farsi stirare da una macchina che incontrare, a tu per tu, un malacarne negli inferi della Capitale. E non è solo quello di Porta Pia. All’Eur stesso discorso. (…)
NON SOLO ROMA… TUTTE LE CITTA ‘ SINISTRAMENTE GOVERNATE SONO IN BALIA DEI DELINQUENTI: MILANO, FIRENZE …

Massimo Sanvito 27 settembre 2024
Il nemico numero 1, dopo le “purghe green” che hanno colpito gli automobilisti (Area C a 7,50 euro, Area B, ztl, zone 30 e strisce blu in estrema periferia), sono loro: i motociclisti. Colpevoli di salire in sella per evitare di rimanere imbottigliati nel traffico già ben ingolfato dalle scellerate ciclabili Made in Milano. La giunta talebano-ambientalista ha deciso di non fare sconti: dal primo ottobre 2025 le moto Euro 0, 1 e 2 saranno bandite dal Principato di Sala, pardon capoluogo lombardo. Si parla della bellezza di 73.339 mezzi, che diventano 161.450 se consideriamo anche la provincia e 581.955 se consideriamo tutta la Lombardia, visto che per ora il pendolarismo non solo è concesso ma anche molto praticato.
Non solo. Nel 2028, cioè tra appena quattro anni, saranno messe al bando anche gli Euro 3: 60.747 mezzi se parliamo di Milano città, 119.794 se comprendiamo anche la provincia e 343.746 se comprendiamo tutta la Lombardia. Tradotto: il 78 per cento delle moto che attualmente circolano a Milano saranno costrette al garage o alla rottamazione. E dire che lo scorso 15 maggio, durante un’apposita Commissione consigliare, l’assessore milanese alla Mobilità, Arianna Censi, dopo aver concesso un annodi proroga alla libera circolazione (al primo ottobre 2025, appunto), aveva rassicurato i motociclisti riguardo all’apertura di un tavolo di confronto tra amministrazione e categoria per arrivare a delle decisioni condivise.

Niente di tutto ciò, però. In risposta a una richiesta di delucidazioni da parte del consigliere comunale, nonché europarlamentare della Lega, Silvia Sardone, l’assessore non ha lasciato spazio ad alcun dubbio: «Anche in considerazione del fatto che la disciplina viabilistica delle ztl Area B e Area C e i relativi calendari dei divieti di circolazione sono noti dal 2018, ritengo che non sussistano le condizioni per concedere ulteriori posticipi per l’entrata in vigore della misura». E tanti saluti a tutti. «Un’altra pessima notizia per la città, dopo la brutta figura rimediata per San Siro e la finale Champions 2027. Chi vive e lavora a Milano merita più concretezza e meno ideologia», dice Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture.
«Perché pensarci adesso? Ci penseremo», risponde il sindaco Beppe Sala. «Andiamo avanti un passo alla volta Credo che si è andati avanti con buon senso. Poi vedremo. Con tutti i problemi che abbiamo è chiaro che è più saggio fare un passettino alla volta», aggiunge. Il dado, però, ormai è tratto. E la Lega si scatena, con Silvia Sardone: «La scusa della lotta all’inquinamento non regge, visto che le due ruote snelliscono il traffico, ma soprattutto stiamo parlando di mezzi, con circa 10 anni di vita, imprescindibili per chili usa per andare a lavorare, curarsi o studiare. Pd e compagni si mettano in testa che a Milano non si può girare solo in bici perché non tutti abitano in centro e i mezzi pubblici non raggiungono ogni quartiere. La guerra alle moto è una vergogna senza precedenti in Italia: guarda caso la porta avanti la sinistra...».
E i motociclisti? «Siamo al paradosso. I mezzi pubblici vengono tagliati, le attese aumentano e noi che guidiamo mezzi veloci e versatili che riducono i tempi di percorrenza veniamo penalizzati. La giunta si sta facendo autogol da sola. Non abbiamo più idea di cosa vogliano fare: dobbiamo andare tutti in monopattino?», protesta Mauro Ferraresi, portavoce di “Divieto”, l’iniziativa spontanea nata via social su intuizione di Lorenzo Gioacchini.
I motociclisti sono pronti anche a squadernare una relazione di Arpa (l’ente regionale che monitora e tutela l’ambiente): «Hanno riscontrato che le cause del pm10 non sono da ricercarsi nei carburanti, che incidono solo per il 2,7 per cento dell’inquinamento, ma nelle gomme, nei freni e nell’asfalto che al contrario incidono per il 29 per cento. Dunque, anche le auto elettriche inquinano…». Il 12 ottobre i centauri faranno rombare i loro motori, per la quinta manifestazione milanese anti-divieti, da via Corelli all’Arco della Pace, «contro il divieto di circolazione».
AVETE RIVOVOTATO GENTE CON PROBLEMI MENTALI…. MO’ VE LI CIUCCIATE !!
La figlia di Silvio Berlusconi replica al sindaco Sala, che ha avanzato il ricorso contro l’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa al padre, accusandolo di voler spostare l’attenzione mediatica
Francesca Galici 27 Settembre 2024 – 18:54

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È notizia di oggi che il sindaco del Comune di Milano abbia deciso di accodarsi al ricorso presentato al Tar dai Comuni aderenti al Cuv contro l’intitolazione dell’aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi. Senza dare ulteriori spiegazioni, Beppe Sala questa mattina ha comunicato che, come giunta, “ci siamo associati al ricorso come altri comuni, per le tempistiche non so ancora niente”. L’obiettivo è ottenere la revoca dell’intitolazione, nonostante il governo, mediante il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, abbia già annunciato che non si faranno passi indietro. E contro l’azione intrapresa da Sala, quest’oggi, si è espressa anche Barbara Berlusconi, una delle figlie del Cavaliere, che non solo critica il sindaco sull’aeroporto ma anche sulla questione dello stadio, ferita aperta per i milanesi.
Malpensa, Sala: “Anche Milano contro l’intitolazione a Berlusconi”
“Da figlia sono amareggiata che il sindaco della città così tanto amata da mio padre usi la figura di Silvio Berlusconi per spostare l’attenzione mediatica dalle proprie difficoltà amministrative”, ha dichiarato Barbara Berlusconi, che poi ha aggiunto, elencando le criticità della sua città sulle quali il sindaco sembra immobile, “dall’incredibile vicenda dello stadio, alla sicurezza, alla viabilità, al totale immobilismo del settore edilizio dovuto agli scontri con la procura”. L’imprenditrice e manager ha poi concluso: “Capisco che il sindaco tenti di accreditarsi come leader politico nazionale entro la fine del suo mandato, anche con iniziative di mera propaganda ideologica. Credo, però, che farebbe meglio a concentrarsi di più sui problemi veri dei milanesi”.
FISSAZIONI DEMENZIALI IN UNA CITTA’ ALLO SBANDO ED IN BALIA DEI DELINQUENTI…. SOLO PENA O VERO E PROPRIO SCHIFO ?
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“La scelta del Pd era condivisa da tutti. Poi Conte si è tirato indietro perché lui è così: quando vede mezza poltrona ci si butta. Noi facciamo opposizione, Conte fa la stampella. E per un posto in cda va bene allearsi con chiunque. Del resto è la sua storia a dire questo: premier con Salvini e poi con Zingaretti, alleato del Pd ma complice di Fratelli d’Italia. I Cinque stelle erano un partito contro il sistema, oggi pur di sistemare qualcuno si alleano con chiunque”. Ad affermarlo è il leader di Italia viva, Matteo Renzi, in un’intervista a La Stampa, in merito al voto sul cda Rai. “La riforma della Rai del 2015 dava più poteri all’azionista e meno ai partiti. E dava un posto ai dipendenti nel cda, prima volta in Italia. Se questa legge non va bene, cambiamola. Però niente ipocrisie per favore. Io non ho usato questa legge. Conte, Draghi, Meloni sì. Ora se Conte riteneva questa legge un’offesa alla democrazia perchè non l’ha cambiata quando poteva farlo?”, chiede l’ex premier. Infine, sul futuro del centrosinistra, “non so se noi e i Cinque Stelle riusciremo a convivere. E non so nemmeno se i Cinque stelle si divideranno due stelle a mezzo con Conte e due stelle e mezzo con Grillo. La mia impressione è che Conte non voglia fare la battaglia contro Meloni ma contro il Pd. Quello che so è che noi siamo disponibili a creare un’alleanza per vincere. Ma non è che ce lo ha ordinato il dottore. Noi pensiamo al Paese e stiamo sui contenuti. Per esempio, stiamo con Harris e non con Trump. Noi vogliamo far cambiare passo al Paese ma senza rinnegare la nostra cultura riformista, il nostro impianto garantista”, conclude Renzi. E queste parole arrivano dopo il “bombardamento” sul leader M5s partito dallo studio di Piazzapulita con una frase pesantissima: “Conte? Lui è uno che appena vede una poltrona ci si butta subito”.
E indirettamente alle parole risponde la grillina Barbara Floridia sul Corriere: “Quelle nel Cda non sono ’poltrone’ ma sono presidi di vigilanza e controllo dove è fondamentale la presenza delle opposizioni a tutela del pluralismo e del rispetto delle diverse sensibilità. Le poltrone sono le varie direzioni delle testate. È lì che bisognerebbe fare un bel ’sit out’ da parte dei partiti. Una cosa è decidere di non partecipare ai talk show, altra cosa è sottrarsi alla responsabilità di prendere parte a un passaggio parlamentare così delicato e salire sull’Aventino insieme al partito di Renzi, cioè il responsabile della legge attuale. Essere assenti non avrebbe impedito l’elezione dei consiglieri, ma avrebbe semplicemente determinato un cda totalmente in mano alla maggioranza. Un fatto senza precedenti”, ha concluso.