io rettiliano….


il Giornale

Il cervello “rettiliano”. L’ultimo delirio sul Fatto Quotidiano pur di attaccare Meloni

Il presidente del Consiglio ha risposto a un post sul blog in cui sono state avanzate ipotesi fantasiose per spiegare l’aumento dei consensi del governo

Francesca Galici 23 luglio 2025 – 10:52

Il cervello "rettiliano". L'ultimo delirio sul Fatto Quotidiano pur di attaccare Meloni

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Giorgia Meloni ha deciso di replicare a un articolo pubblicato sul blog del Fatto Quotidiano e l’ha fatto con una certa ironia e sarcasmo, perché è difficile prendere sul serio un pezzo giornalistico in cui l’autore dell’articolo ritene, che “le decisioni politiche di una larghissima fetta di popolazione siano legate ai meccanismi primitivi di tipo istintivo (cervello rettiliano) quali dipendere da qualche capo che ci trasmette senso di protezione ed emotivi (cervello dei mammiferi) quali l’attaccamento a qualcuno che appare accudente“. Potrebbe anche essere un articolo ironico o di costume ma l’affermazione che viene fatta, nello spiegare perché il premier non scende nei consensi, è stata ritenuta da Meloni meritevole di replica.

“Questa è meravigliosa! I consensi degli italiani per il Governo restano alti e non calano perché la maggioranza degli italiani si affida alla parte ‘rettiliana’ del cervello, cioè la parte considerata più istintiva, primitiva e meno evoluta. A posto così”, ha scritto il presidente del Consiglio. Probabilmente nessuno si aspettava che, a questo punto, dopo quasi 3 anni di legislatura il governo non solo non avesse mai subito scossoni tali da richiedere rimpasti ma che, oltre a essere solido, consolidasse e incrementasse il proprio consenso tra gli elettori. Nel 2022, infatti, Fratelli d’Italia ha ottenuto il 26% delle preferenze degli italiani, dimostrandosi il partito preferito e più votato. Oggi la maggior parte dei sondaggi lo dà oltre il 30% dei consensi. È un caso più unico che raro in cui un partito che vince le elezioni ed esprime il proprio leader come presidente del Consiglio incrementa il proprio consenso e non subisce la fisiologica erosione a causa delle difficoltà legate alla gestione del Paese, alle decisioni impopolari o semplicemente all’usura del tempo.

Q.I.

non si vergognano nemmeno

Garlasco, “impronta latente”: caccia grossa nella spazzatura

mercoledì 23 luglio 2025condividi

Garlasco, "impronta latente": caccia grossa nella spazzatura

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Nuovo esame sulla spazzatura di casa Poggi. L’udienza per il conferimento dell’incarico al dattiloscopista Domenico Marchigiani, esperto in forze alla Polizia di Stato, avrà anche l’obiettivo di dare seguito a un ulteriore quesito per evidenziare eventuali impronte latenti presenti nella spazzatura. Gli oggetti repertati nella villetta di Garlasco nel sacco azzurro, tra i quali confezioni di Fruttolo e di the alla pesca, sono già stati verificati nell’ambito delle indagini biologiche e sono state trovate tracce esclusivamente di Dna di Chiara Poggi e di Alberto Stasi. Eppure il sospetto è che quegli alimenti possano essere stati toccati successivamente da altre persone. Da qui l’idea di estendere l’incidente probatorio.

“La giudice ha ammesso l’esaltazione delle impronte latenti sulla spazzatura ma non l’eventuale confronto. L’esaltazione, per cercare eventuali impronte è infatti motivata come accertamento irripetibile, da compiere prima che la possibilità di trovare impronte possa essere compromessa dalle analisi genetiche dell’incidente probatorio. Ma il confronto di eventuali impronte, se ne emergeranno, non potrà essere effettuato in questa fase, anche perché si tratta di accertamenti ripetibili”, ha spiegato a il Giorno l’avvocato Angela Taccia. Il legale che – con Massimo Lovati – difende il nuovo indagato Andrea Sempio.

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Garlasco, “impronta 33”: i pm gelano la famiglia di Chiara Poggi

La Procura di Pavia ha deciso di rigettare la richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali della famiglia di Ch…

Intanto niente più dubbi sull’impronta 33 riscontrata sulla parete delle scale della villetta e attribuita a Sempio. L’Obti test, l’analisi più efficace per rilevare il sangue umano, ha fornito “esito negativo”. Inoltre la fialetta originariamente contenente il ‘grattato’ “non è stata rinvenuta il 17 giugno 2025 nei reperti provenienti dal Ris di Parma”, oggetto dell’attuale incidente probatorio, “sicché, all’evidenza, non è possibile procedure ad accertamenti biologici sul reperto fotografico dell’impronta”.

CHE SCHIFO

FANNO UN LAVORO DEPRIMENTE, LI PAGANO POCHISSIMO E POI ….. BELLO FARE I SAPIENTONI ..”DOPO” SEDUTI SU COMODA POLTRONA !!


il Giornale

Cutro, rinviati a giudizio sei militari per il naufragio del 2023

Francesca Galici 21 luglio 2025 – 20:11

Cutro, rinviati a giudizio sei militari per il naufragio del 2023

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Il gip Crotone, Elisa Marchetto, a conclusione dell’udienza preliminare per il caso del naufragio di Cutro, ha deciso per il rinvio a giudizio di sei militari, quattro della Guardia di finanza e due della Guardia costiera. Ai sei militari vengono contestati i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo in relazione alla mancata attivazione, la notte del naufragio, del Sar, il Piano per la ricerca e il salvataggio in mare. Il naufragio avvenne la notte del 26 febbraio del 2023, morirono 94 migranti, 35 dei quali minori. Il gup, nel disporre il rinvio a giudizio, ha accolto la richiesta che era stata avanzata dal pubblico ministero, Pasquale Festa. L’inizio del processo, davanti al Tribunale di Crotone, è stato fissato per il 14 gennaio.

Nella sua requisitoria, il pubblico ministero ha parlato di una serie di sottovalutazioni che si intersecò, a suo dire, con carenze strumentali e mezzi inefficienti e, soprattutto, con la mancanza di scambio di informazioni tra Guardia di finanza e Guardia costiera. Nessuno, a detta dell’accusa, seguì le “regole di ingaggio” previste sia dal Regolamento, ma soprattutto dall’accordo tecnico operativo del settembre 2005. Nell’attuazione di questa procedura, ha sostenuto il sostituto procuratore Pasquale Festa, ci sono state “gravi negligenze”. Festa ha ribadito che la causa principale del naufragio è stata la mancanza di scambio di informazioni tra la Guardia di finanza e la Capitaneria.

Per quanto riguarda i militari della Guardia costiera, la contestazione a loro carico ruota intorno “alla mancata acquisizione delle informazioni necessarie per avere un quadro effettivo di quanto la Guardia di finanza stava facendo”. Le Ong sono state ammesse come parti civili. “Una sola parola: vergogna.Processare sei militari, che ogni giorno rischiano la vita per salvare altre vite. Vergogna”, ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

“Esprimo piena solidarietà ai militari delle Fiamme gialle e della Guardia costiera rinviati a giudizio per il naufragio di Cutro nella convinzione che tutto sarà chiarito e riusciranno a dimostrare la loro innocenza

“, sono le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

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La Cisl silura la Cgil e l’unità sindacale: “Basta ideologia e slogan”

di Sandro Iacomettidomenica 20 luglio 2025condividi

La Cisl silura la Cgil e l'unità sindacale: "Basta ideologia e slogan"

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 L’unità sindacale va in soffitta. A colpi di bordate micidiali. Al termine della quattro giorni congressuale che l’ha rieletta alla guida della Cisl, Daniela Fumarola ha deciso di affondare il coltello contro l’asse antigovernativo di Cgil e Uil, appiattito su «posizioni pregiudizialmente antagoniste» che non fanno bene né ai lavoratori e ai pensionati né al Paese. Non è così, fa capire senza fraintendimenti la segretaria della Cisl, che si può lavorare insieme. «Siamo pronti a fare la nostra parte su alleanze concrete», spiega, «ma dentro un campo riformista ben delimitato. Insomma, non un’unità calata dall’alto, «fatta solo di proclami o di sigle affiancate in piazza senza un vero comune progetto, né per gli archivi».

Il convitato di pietra è, manco a dirlo, Maurizio Landini. A lui, anche se non viene mai nominato, Fumarola si riferisce in più passaggi, mettendo in fila le repliche punto per punto. «Da questo palco ci hanno chiesto di evitare caricature», dice richiamando le parole del leader della Cgil, «siamo d’accordo ma ci pare che la caricatura l’abbia fatta proprio chi ha tentato di darci improbabili insegnamenti». Niente lezioni anche sui contratti pubblici (dopo la spaccatura su alcuni rinnovi e le critichi di Landini per i compromessi al ribasso) e men che meno sulla legge sulla partecipazione, una conquista portata a casa dalla Cisl due mesi fa dopo anni di battaglia, criticata aspramente dalla Cgil con l’accusa di distruggere la contrattazione. «Non si può parlare ogni giorno di fare fronte comune», dice dal palco, «e poi rifiutare il dialogo sociale e il patto per il paese; non si può predicare l’autonomia del sindacato e poi invocare ad ogni problema una legge dello Stato che sostituisca la contrattazione e la nostra responsabilità; non si può rivendicare il potenziamento della contrattazione collettiva e contemporaneamente opporsi alla attuazione della legge 76».

Fondamentale, prosegue, è il «rispetto», perché «nessuno può pensare di esercitare un’egemonia che esiste solo nella testa di qualche reduce del 900. Crediamo nell’unità d’azione sindacale, quando è possibile». Poi la stoccata più forte: «È un lavoro usurante quello di transitare da un’eroica sconfitta all’altra».

Dove ogni riferimento ai referendum è puramente voluto. Le frizioni con le altre sigle confederali non si traducono automaticamente in un’adesione acritica alle posizioni dell’esecutivo. Anzi. «Siamo tremendamente gelosi», spiega, «della nostra autonomia di giudizio e di azione». Non ci sono, sottolinea, «governi amici». Detto questo, la porta è aperta e la mano tesa. «Per affrontare adeguatamente le sfide che abbiamo di fronte è urgente un nuovo patto sociale. Abbiamo trovato un’attenzione importante anche fuori dal perimetro della nostra organizzazione» e «le parole della presidente del consiglio Giorgia Meloni vanno in questa direzione. La premier ha riconosciuto la necessità di superare la logica dello scontro ideologico e rifondare il rapporto tra impresa e lavoro in modo collaborativo e ha manifestato apertura verso il dialogo sociale».

Ma «l’impegno forte» preso dalla premier, dice Fumarola, deve «essere messo, già da domani, alla prova dei fatti. Gli impegni assunti devono diventare in tempi brevi un percorso vero. Al governo diciamo: passiamo subito dalle intenzioni all’azione».

L’auspicio della segretaria è che questa strategia sia sostenuta da una coalizione ampia: «Non è più tempo di alibi o di pregiudiziali. Chi oggi si tira indietro si assume la responsabilità di auto-escludersi da un cammino fondato sull’etica della cooperazione. La via del dialogo e della partecipazione richiede coraggio, il coraggio di scelte giuste anche quando possono essere impopolari».

Dopo che a febbraio scorso aveva raccolto il testimone da Luigi Sbarra, ora nella squadra di governo come sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud, Fumarola si prepara a guidare la Cisl per i prossimi quattro anni. La sua elezione, all’unanimità, «è uno sprone ulteriore a un cammino per una politica di coesione e crescita, come sostiene l’azione del governo Meloni», afferma lo stesso Sbarra, augurandole buon lavoro.

splendido

Opern Arms, la clamorosa risposta del popolo della Lega alle toghe di Palermo

domenica 20 luglio 2025condividi

Opern Arms, la clamorosa risposta del popolo della Lega alle toghe di Palermo

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La più clamorosa risposta politica ai magistrati della Procura di Palermo che hanno deciso di ricorrere direttamente in Cassazione contro l’assoluzione in primo grado di Matteo Salvini nel processo Open Arms arriva dal popolo della Lega. “Un migliaio di iscrizioni in più” al partito guidato dal vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture si sono registrati negli ultimi giorni insieme a “un incremento di prenotazioni per la tradizionale manifestazione di Pontida del 21 settembre, che ora hanno toccato quota 10mila“. A farl sapere è una nota ufficiale del Carroccio, che sottolinea: “Sono gli effetti dell’iniziativa della Procura di Palermo sul caso Open Arms: nonostante la piena assoluzione di Matteo Salvini i pm insistono”.

Dal centrodestra non manca il sostegno a Salvini. “Un ricorso in Cassazione dopo che due tribunali hanno detto che Salvini era innocente… che era un lavoro giusto ed equo di quella che era la politica che noi abbiamo messo in campo. Questo è un governo che sta facendo tanto, anche con senso di responsabilità, visto che talune figure servono. Noi abbiamo messo a disposizione 500mila posti lavoro a stranieri: non siamo un governo che è razzista ma un governo che vuole affrontare il problema immigrazione con un’immigrazione che si confronti sul matching tra domanda e offerta di lavoro”, sottolinea il vicesegretario della Lega e sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon rispondendo al direttore dell’Adnkronos Davide Desario alla XVI edizione di Ponza d’Autore.

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Salvini e Opern Arms, cosa c’è davvero dietro la battaglia in Cassazione

Già – per chiunque abbia un minimo di sensibilità liberale – l’appello dell’accusa è di…

Nessuno vuole lo scontro – puntualizza Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, in una intervista al Corriere della Sera -. La riforma della giustizia del centrodestra è semplicemente uno dei pilastri della storia di Forza Italia. In breve: giustizia al servizio dei cittadini. Credo che i magistrati non abbiano motivi di preoccupazione. La riforma – spiega – mette sullo stesso piano l’accusa e la difesa ed esalta il ruolo del giudice terzo. E sulla separazione delle carriere anche Giovanni Falcone riteneva che chi accusa non debba essere collega di chi giudica. E il tentativo di abolizione delle correnti che governavano il Csm è sacrosanto”. Tajani ricorda poi di essere figlio di un militare ma che “in famiglia, nessuno di noi ha mai saputo che cosa votasse mio padre. Chi ha incarichi al servizio della collettività dovrebbe astenersi dal manifestare le proprie opinioni politiche”. In relazione al caso Open Arms Forza Italia pensa che dopo un’assoluzione le Procure non dovrebbero poter impugnare una sentenza, ipotesi già bocciata per incostituzionalità: “Quella sentenza ha bocciato l’inappellabilità perché si trattava di un testo che non poneva dei limiti. Ma già oggi, per i reati fino a quattro anni, la prima sentenza non è impugnabile. Noi pensiamo che questa norma possa essere estesa a più reati, esclusi quelli che creano allarme sociale”. 

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Open Arms, Orban contro le toghe: “Non è giustizia, è vendetta politica”

Arriva la solidarietà dei leader della destra europea a Matteo Salvini per il caso Open Arms, che vede il vicepre…

Per Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia e senatore azzurro intervenuto sul Quotidiano nazionale, il ricorso della Procura di Palermo “è un esempio di testardaggine processuale, pur nella regolarità del gesto tecnico. Come corretta e ben scritta continuo a pensare sia la sentenza di assoluzione in primo grado nei confronti di Matteo Salvini”.