un successo strepitoso: esportati 8, 4 ritornano immediatamente e nel frattempo ne arrivano altri 179 !!

Migranti, puntavano Lampedusa ma sono in Albania: la foto che spiega tutto

Michele Zaccardi 18 ottobre 2024

Sono sbarcati i migranti giunti a Shengjin ieri mattina alle 8 a bordo della nave Libra della Marina Militare. A gruppi di quattro, i sedici immigrati hanno percorso a piedi le poche decine di metri che separano la banchina dall’ingresso dell’hotspot allestito nel porto della cittadina albanese. I dieci bengalesi e i sei egiziani sono rimasti sul pattugliatore per poco più di 90 minuti, prima di essere fatti scendere accompagnati dal personale italiano che li ha scortati all’interno della struttura.

Dopo essere stati sottoposti ai controlli sanitari di rito, sono state avviate le procedure per la loro identificazione. Due però sarebbero minorenni, mentre altri due avrebbero problemi di salute. Per questo, hanno riferito all’Ansa alcune fonti dell’autorità portuale della città «sono stati trasferiti su una motovedetta per esser riportati sulla nave Libra, diretti in Italia».

Sanchez ci dà lezioni sui Centri di migranti? Dove li apre in Spagna, è rivolta

Nel pomeriggio gli altri 14 migranti sono stati trasferiti in pullman nel campo di Gjader, a una ventina di chilometri da Shengjin, nell’altro sito sotto la giurisdizione italiana. Rimarranno nel centro di accoglienza in attesa dell’esito delle domande di protezione internazionale. Lo sbarco è stato accolto da una protesta di giovani attivisti albanesi, che si sono radunati davanti al porto di Shengjin. I manifestanti, che contestano l’intesa tra Roma e Tirana, si sono presentati con uno striscione con la scritta in inglese “Il sogno europeo finisce qui” e un fotomontaggio del premier albanese Edi Rama e del presidente del Consiglio Giorgia Meloni vestiti con l’uniforme della polizia penitenziaria.

Sono tre le strutture realizzate dall’aeronautica militare italiana nel villaggio albanese: un centro per richiedenti asilo che al momento può accogliere 400 persone (a regime saranno 880), un Cpr (Centro di permanenza per i rimpatri) con 144 posti che ospiterà i destinatari di provvedimenti di espulsione e un penitenziario con 20 posti.

Sul primo sbarco di migranti sottoposti alle procedure accelerate di frontiera in un Paese terzo, fuori dall’Unione europea, che ha scatenato le critiche dell’opposizione, è intervenuto il vicepremier Antonio Tajani, che ha bollato come «fuori luogo» le polemiche della sinistra. «Mi pare che questo accordo tra Italia e Albania sia stato portato come modello anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen» ha detto il ministro degli Esteri. «Ricordiamo che tutti i centri sono gestiti da autorità italiane. Quindi è un investimento per combattere l’immigrazione illegale, i trafficanti di esseri umani e per rimandare nei Paesi d’origine coloro che non hanno diritto di venire in Italia» ha aggiunto.

Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, rispondendo al question time alla Camera. Il protocollo con l’Albania, ha detto, «risponde a esigenze di prevenzione e contrasto dei flussi migratori irregolari e potrà svolgere un’importante funzione di deterrenza rispetto al traffico illecito di migranti che quei flussi alimenta». «Lo stanziamento previsto, che, a seconda della variabilità del funzionamento delle strutture legata all’andamento dei flussi migratori» ha precisato il ministro, «potrà anche rivelarsi superiore ai costi effettivi, è riferito all’arco di cinque anni e consiste in 134 milioni di euro all’anno».

Piantedosi ha poi sottolineato che quello in Albania è «un investimento che, sul lungo periodo, potrà consentire di abbattere le spese della gestione di prima accoglienza straordinaria che sono oggi pari a circa un miliardo e 700 milioni all’anno, che il governo in carica ha ereditato da epoche precedenti di rassegnazione ed assenza di ogni qualsivoglia reazione agli arrivi massicci e incontrollati».

Il ministro ha poi snocciolato i numeri sugli arrivi via mare, rivendicando il successo delle politiche dell’esecutivo nel ridurre gli sbarchi. «Il forte calo del numero degli arrivi via mare dei migranti – meno 62 per cento rispetto al 2023 e meno 30 per cento rispetto al 2022 – è frutto dell’efficacia degli interventi del governo e della sua capacità di creare convergenze a livello internazionale sulle proprie linee d’azione» ha detto Piantedosi. Il titolare del Viminale ha poi ricordato il numero di permessi di soggiorno rilasciati: quelli in corso di validità all’11 ottobre superano i 4 milioni e 330mila.

Il ministro ha sottolineato inoltre di aver potenziato gli uffici immigrazione delle questure, iniziativa che ha fatto aumentare le istanze lavorate. «Dal 1° marzo al 31 agosto di quest’anno» ha spiegato, «sono state più di 1 milione e 40 mila con un aumento del 13% rispetto al semestre precedente. Analogo trend sui permessi rilasciati: 1.089.000 con un aumento del 12%». Sul fronte del terrorismo, sono state espulse 146 persone, di cui 77 nel 2023 e 69 nel 2024.

poveri francesi…. mangiano letame e non sanno piu’ cosa inventarsi:

Francia, fango sulla cucina italiana: “Inganni del governo nazionalista”

Mauro Zanon 18 ottobre 2024

rifacciamogli il test:

Liguria, rispunta l'”incidente” del dem Orlando con l’etilometro

Nel 2010 fallì l’alcol test, superando i limiti: scattarono una multa e la sospensione della patente

Francesco Boezi 18 Ottobre 2024 – 05:00

I prossimi 27 e 28 ottobre i liguri sceglieranno il nuovo presidente di Regione, e tra un evento elettorale e l’altro, negli ambienti politici della Liguria circola di nuovo la storia di Andrea Orlando (nella foto) e dell’etilometro. Del resto, i candidati alla presidenza sarebbero di più. Ma è noto: la vera partita è tra due contendenti. Il prossimo governatore della Liguria sarà uno tra Marco Bucci, candidato del centrodestra e sindaco di Genova, e l’ex ministro della Giustizia, esponente del Partito democratico. Così le storie, i racconti e gli aneddoti si concentrano soprattutto su queste due figure. La vicenda è banale ma ai tempi balzò agli onori delle cronache. Forse soprattutto per via dell’immagine di Orlando, che è sempre sembrato molto distante da episodi di questo tipo. Il rappresentante del «campo largo» (che in Liguria però non potrà contare sul sostegno diretto dei renziani, che hanno dovuto optare per la libertà di voto), ben quattordici anni fa, venne sottoposto a un test dell’etilometro. Era una sera di agosto: la polizia stradale fermò il dem alla guida della sua auto e lo sottopose all’esame. L’esito raccontò di come un giovanissimo politico in ascesa (aveva 41 anni) avesse sforato il limite disciplinato dal Codice della strada. «Quella sera avevo bevuto, ma non sono un bevitore abituale», fece subito presente l’esponente del Pd, parlando con il Secolo XIX. Lo stesso esponente che nel frattempo è stato per ben 4 volte ministro. Quella dell’etilometro e di Orlando è una storia datata, un vecchio «incidente». La patente – raccontano le cronache dei tempi – venne ritirata per tre mesi, con l’aggiunta di una multa. Dal punto di vista politico, ere giurassiche fa. Ma specie durante le fasi clou di una contesa elettorale, alcuni ambienti politici liguri guardano anche al passato. E ripescano cronache antiche. Intanto, il candidato sostenuto da Elly Schlein e Giuseppe Conte sta alzando i toni contro Bucci.

piu’ che indecente è DEMENTE

“Indecente”. Bufera sull’incontro Ucoii – M5S

La conferenza stampa organizzata dai grillini a Montecitorio, con ospite d’onore Yassine Lafram, ha scatenato una pioggia di critiche da FdI

Laura Cesaretti 17 Ottobre 2024 – 20:01

"Indecente". Bufera sull'incontro Ucoii - M5S

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Una fatal coincidenza ha voluto che l’evento mediatico fosse fissato proprio per il giorno in cui, a Gaza, è stato eliminato il capo stragista di Hamas Sinwar.

Ragion per cui è facile che, nonostante le accese polemiche della vigilia, la conferenza stampa di questo pomeriggio a Montecitorio, starring il presidente dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane, ma non fatevi ingannare dal nome: è un’associazione che ne rappresenta solo una piccola parte) Yassine Lafram e la parlamentare grillina Stefania Ascari, finisca nel dimenticatoio.

A suscitare le proteste di alcuni esponenti del partito della premier era stata proprio la presenza di Lafram, in rappresentanza di una Ucoii che è accusata (da importanti dirigenti islamici italiani, come il segretario generale della Gran Moschea di Roma Abdellah Reduane), di essere emanazione dei Fratelli Musulmani, e di tentare a nome loro di imporre la propria egemonia politica sulla composita galassia islamica in Italia. “Indecente che la deputata 5s Ascari promuova ed ospiti in Parlamento una conferenza stampa del presidente di un’associazione espressione della Fratellanza Musulmana”, denuncia Raffaele Speranzon di Fdi. “Un gruppo pericoloso e vicino al terrorismo islamico. Non a caso, il loro presidente soleva passare del tempo con Aid al-Qarni, bandito da Francia, Regno Unito e Usa per incitamento all’odio e alla violenza”. Per Roberto Menia, vicepresidente della Commissione Esteri a Palazzo Madama, invitare in Parlamento simili sigle è una «pessima mossa che non fa bene al dialogo, in questa delicatissima fase per il Medio Oriente», dice Roberto Menia, che ricorda come il fondatore Ucoii Hamza Piccardo abbia celebrato le opere di Hamas.

perdonalo padre non sa quel che dice……

Antimafia, Conte: “Emendamento anti Scarpinato e De Raho? Ribaltato ordine razionale cose”

17 ottobre 2024

“Gli attacchi della maggioranza a Scarpinato? Assolutamente inaccettabili gli attacchi che questo governo sta facendo a Scarpinato e che questa maggioranza stava facendo ancor prima a Federico Cafiero de Raho. Qui si sta ribaltando completamente l’ordine razionale delle cose, contro due campioni dell’antimafia che offrono competenza, una vita specchiata a combattere la mafia. Adesso la maggioranza ha preparato un emendamento anti Scarpinato e anti De Raho per buttarli fuori dalla commissione antimafia. Non permetteremo mai una cosa del genere. Così Giuseppe Conte, rispondendo alle domande dei cronisti all’esterno di Montecitorio. Il leader del Movimento 5 Stelle ha quindi ribadito: “Fate attenzione: perché se la dittatura della maggioranza con la forza dei numeri usa questa forza per fare addirittura la guerra a fior di oppositori del governo si crei un precedente per cui si inquina definitivamente il dibattito democratico e politico. Ci batteremo a tutti i livelli perché una norma oscena del genere non passi mai”, conclude l’ex primo ministro.A

STILE DI VITA BOLDRINICO

CERVELLI SPAPPOLATI SEMPRE A DIFESA DEGLI ALTRI MAI DEGLI ITALIANI !!

4 di Sera, Del Debbio frena la Lorenzin: “Non posso tollerare le falsità”

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17 ottobre 2024

“Sul lato umano, penso che sarà lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Quello che succede in Albania sarà molto difficile da verificare, soprattutto nell’applicazione delle norme che ci sono adesso, come l’accesso all’avvocato”: Beatrice Lorenzin lo ha detto in collegamento con Paolo Del Debbio a 4 di Sera su Rete 4, riferendosi ai centri per migranti inaugurati in Albania, frutto di un accordo tra l’Italia di Giorgia Meloni e il Paese guidato da Edi Rama. 

Le parole della dem hanno sconcertato il conduttore, che quindi ha provato a replicare. Ma la Lorenzin ha insistito: “Mi scusi Del Debbio, io non l’ho mai interrotta”. “La interrompo io, perché non posso tollerare che si dicano delle cose totalmente false”, ha controbattuto quindi il giornalista. L’ex ministra ha proseguito sulla sua linea: “Queste persone potranno avere un’assistenza legale in loco? No, avranno l’avvocato online come da protocollo. E anche il giudizio avverrà in videoconferenza”. “C’è un piccolo tribunale lì”, ha risposto ancora Del Debbio. Che, poi, commentando la questione legale ha chiosato con una stoccata: “E invece in Italia glieli avete dati gli avvocati…”.

la svizzera ieri ha detto che la manovra toglie denaro alla sanita’…. non sa leggere oppure mente sapendo di mentire in modo immondo ?

Governo, la Manovra che smentisce la sinistra: record di fondi alla sanità

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 “Sacrifici” per banche e assicurazioni, e per i ministeri, ma “nessun’altra tassa”. E per un’ulteriore verifica sulle disponibilità si aspettano i dati sul concordato. Confermati gli interventi a favore dei redditi medio-bassi, in primo luogo il taglio del cuneo fiscale e l’Irpef a tre aliquote: misure che sono rese strutturali. Per le famiglie, confermata la decontribuzione per le mamme, il nuovo bonus bebè, e il potenziamento dei congedi parentali. La novità sul fronte delle pensioni sarà “un incentivo significativo” per restare al lavoro. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, con il viceministro Maurizio Leo, illustra i capisaldi della manovra che arriverà in Parlamento lunedì 21 ottobre e verrà presentata, testo alla mano, dalla premier Giorgia Meloni. La quale intanto, da Bruxelles dove si trova per il Consiglio europeo, si dice “orgogliosa e soddisfatta”. “Ci concentriamo sui redditi, sui salari, sul lavoro, sul sostegno alle imprese, sulla salute dei cittadini, sulla famiglia – rimarca Meloni -. Lo facciamo senza aumentare le tasse per i cittadini, in una situazione molto complessa”.

Non è escluso che lunedì prossimo in Cdm ci possa essere un nuovo confronto sulla legge di bilancio. Anche per capire quale sarà lo spazio per il Parlamento e come la maggioranza dovrà comportarsi con gli emendamenti. Poi la manovra arriverà alla Camera, con Meloni che la illustrerà in conferenza stampa. Intanto la premier nega che ci sia stato un atteggiamento punitivo nei confronti delle banche e delle assicurazioni: “C’è stato sicuramente un dialogo molto costruttivo. Volevamo riuscire ad avere delle risorse che potevano essere redistribuite particolarmente su famiglie, redditi bassi ma non vogliamo – ha osservato – neanche dare il segnale che le banche sono degli avversari. Per questo abbiamo fatto un lavoro anche insieme a loro. Poi loro giustamente aspettano a vedere il testo finale ma c’è stata una collaborazione che secondo me è un messaggio molto significativo”. Si aspettano di vedere il testo finale anche i ministri. Invitati nuovamente a effettuare i tagli alle spese. Servono tre miliardi, i responsabili dei dicasteri non hanno nascosto la propria preoccupazione. In realtà nella riunione di ieri, viene fatto osservare, c’è stato un clima disteso.

cervelli ottenebrati insistono nell’accoglienza senza limiti con mantenimento senza lavorare….POVERI DEMENTI !

I primi 16 migranti in Albania. “Sbarchi già calati del 62%”

Von der Leyen: “L’intesa? Bella lezione per l’Ue”. Piantedosi: “Risparmi sull’accoglienza”. Ma 4 sono già di ritorno in Italia

Felice Manti 17 Ottobre 2024 – 05:00

I primi 16 migranti in Albania. "Sbarchi già calati del 62%"

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Sbarcano i migranti, si arenano le polemiche. È bastata l’audizione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a smentire le sedicenti Cassandre che profetizzavano diritti umani calpestati e soldi pubblici sprecati dietro l’intesa quinquennale con Tirana firmata dai premier Giorgia Meloni ed Edi Rama. Niente di più falso, sottolinea il titolare del Viminale durante il question time alla Camera. «Anzi, il protocollo è oggetto di studio di molti Paesi europei» come Grecia, Regno Unito e Danimarca, sottolinea il premier a margine del summit Ue-Consiglio di cooperazione del Golfo di Bruxelles, come aveva anticipato il Giornale e come aveva annunciato il presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen, secondo cui «l’intesa farà trarre una lezione alla Ue» sul contrasto all’immigrazione clandestina. «I Paesi Bassi sono interessati all’accordo tra Italia e Albania, è importante trovare soluzioni innovative», conferma il ministro degli Esteri orange Caspar Veldkamp davanti all’omologo italiano Antonio Tajani, che definisce l’intesa «una scelta concreta e coraggiosa che finirà nel documento del Ppe». Favorevole anche il premier francese Michel Barnier che domani, accompagnato dal ministro dell’Interno Bruno Retailleau, sarà a Mentone e Ventimiglia per parlare di lotta all’immigrazione con Tajani e Piantedosi. Scettica la Slovenia, contraria invece la Spagna, con il ministro del Lavoro Yolanda Díaz che parla di «flagrante vulnus al diritto internazionale».

I primi 16 profughi in cerca del diritto d’asilo in Italia sono arrivati ieri mattina a bordo della nave Libra della Marina al porto di Shengjin in Albania: sono 10 egiziani e sei bengalesi, soccorsi lo scorso 13 ottobre a bordo di due imbarcazioni di fortuna partite da Sabratha e Zuara, in Tripolitania, hanno percorso a piedi il breve tratto fino all’ingresso della struttura, dove li attendevano medici, interpreti e mediatori culturali. Una volta sottoposti ai controlli sanitari e alle procedure di identificazione sapranno in tempi brevi se sono destinatati al rimpatrio (saranno quindi spostati nel Cpr di Gjader) o se potranno chiedere asilo in Italia. Due di loro sarebbero in condizioni di «estrema vulnerabilità», altri due si sono dichiarati minorenni: tutti imbarcati su una motovedetta diretta in Italia. Un escamotage, probabilmente, visto che avrebbero potuto dirlo prima di salire sulla nave ma che conferma la bontà del protocollo. In passato molti minori sono rimasti nei Cpr con gli adulti. Fuori, un gruppo di attivisti manifesta con uno striscione che vede Rama e Meloni in divisa da secondini e la scritta «Qui finisce il sogno europeo».

Intanto in Italia sulla loro sorte si consumava uno scontro a Montecitorio. «Gli 800 milioni spesi in Albania potevano andare alla sanità», ripetono da giorni le opposizioni con la leader Pd Elly Schlein in testa, convinta che serva una nuova politica europea su immigrazione, asilo e cittadinanza. «Spenderemo un miliardo, è un enorme danno erariale», è l’affondo di Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue alla Camera.

A loro ha risposto il Viminale, snocciolando una serie di numeri e garantendo sulla tutela dei diritti umani: «Non ci sono criticità sugli appalti» come aveva ipotizzato il Domani, «gli arrivi sono già calati del 62% sul 2023 e del 30% rispetto al 2022» grazie «all’efficacia degli interventi» e alla convergenza «a livello internazionale sulle proprie linee di azione», come «il sostegno dell’Europa al memorandum con la Tunisia e l’Egitto». Quanto all’investimento da 134 milioni l’anno «tiene conto della collocazione geografica delle strutture, ma va considerato che riguarda un impianto polifunzionale, un unicum che assolverà a una quadruplice funzione (hotspot di sbarco, luogo di trattenimento per procedure accelerate, Cpr e struttura carceraria) e che «sul lungo periodo consentirà di abbattere le spese di gestione dell’accoglienza straordinaria pari oggi a 1,7 miliardi l’anno, che il governo in carica ha ereditato da epoche precedenti di rassegnazione ed assenza di ogni qualsivoglia reazione agli arrivi massicci ed incontrollati».