ANCHE UNA VONGOLA PUTREFATTA
CAPISCE CHE SAREBBE COME GIUSTIFICARE E PREMIARE BANDITI TERRORISTI ASSASSINI , MA TANT’ E’ ORMAI SIAMO ABITUATI A COCCOLARE PREMIARE E PERDONARE QUALSIASI DELINQUENTE !!!
Palestina, Salvini contrario al riconoscimento: “Un regalo ai terroristi di Hamas”
EXCORT
MA…..
DATO CHE RICCI E’ UN PARLAMENTARE UE (!!) A 20.000 EURINI AL MESE E SI CANDIDA ANCHE QUI …. E’ UNO E TRINO ? OPPURE AMA PRENDERE PER IL CULO ?
INVOLUZIONI
l’hanno capito tutti
MENO I CEREBROLESI SINISTRI
Trump: “Hamas non vuole fare un accordo a Gaza”
coglionaggine astrale
Bagarre in Aula – ma non solo – per la riforma della giustizia portata avanti dal governo Meloni. La sinistra ha accusato la maggioranza di centrodestra di voler intaccare il principio della separazione dei poteri, il delicato equilibrio che dovrebbe garantire il rapporto tra politica e magistratura. Angelo Bonelli, per esempio, ha tirato in ballo la solita storiella della “deriva autoritaria” che Meloni, Nordio e tutti gli altri ministri vorrebbero imprimere sul nostro Paese. E, come sempre, il Partito democratico a guida Elly Schlein ha seguito il “rosso-verde” a ruota.
Ma il Pd è favorevole o contrario alla famigerata separazione delle carriere? Stando a quanto affermano Schlein, Provenzano e gli altri dem si tratterebbe di un potenziale pericolo per la nostra democrazia. Ma, andando indietro nel tempo di qualche anno, si può scoprire che il Nazareno perseguiva una linea piuttosto diversa. Il 24 dicembre 2018 veniva pubblicato sul sito del Partito democratico un testo all’interno del quale si sosteneva che: “il nostro riferimento radicale vede nella legalità, nel garantismo e nella lotta alle mafie i cardini della propria azione. La presunzione di innocenza (…) e il giusto processo (…) sono i capisaldi che guidano il nostro pensiero. Capisaldi – si legge ancora – messi seriamente in pericolo dalle recenti riforme del governo 5 Stelle-Lega e minacciati da ulteriori progetti d’intervento. La realizzazione di un processo basato sulla parità delle parti e la terzietà del giudice è il nostro progetto in materia di giustizia finale”. Poi la frase da sottolineare con la matita rossa: “Il tema della separazione delle carriere appare ineludibile per garantire un giudice terzo e imparziale”.
il marchese del grullo arrogante ed indisponente more solito
Conte fa la morale ai candidati ma dimentica i suoi indagatiRicci sfida i grillini: “Non accetto lezioni di onestà”
Appendino è stata condannata in Appello, gli ex sindaci Raggi e Nogarin sono rimasti al loro posto sotto inchiesta. La doppia morale a Cinque stelle
Filippo Facci
era evidente e lapalissiano le belve non vogliono la pace
Gaza, stop ai colloqui. Usa e Israele ritirano le delegazioni dopo le richieste di Hamas

Icolloqui per una tregua nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi sono di nuovo in stallo dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’inviato della Casa Bianca per il Medioriente Steve Witkoff hanno deciso di richiamare le rispettive delegazioni dal Qatar. “Alla luce della risposta di Hamas alla proposta, è stato deciso di richiamare la squadra negoziale da Doha per ulteriori consultazioni in Israele”, ha fatto sapere l’ufficio di Netanyahu. Anche il team statunitense ha d di lasciare il Qatar in quanto Hamas “mostra chiaramente una mancanza di volontà nel raggiungere un cessate il fuoco a Gaza”, ha comunicato Witkoff. “Sebbene i mediatori abbiano compiuto un grande sforzo, Hamas non sembra essere coordinato né agire in buona fede. Valuteremo ora opzioni alternative per riportare a casa gli ostaggi e cercare di creare un ambiente più stabile per la popolazione di Gaza. È un peccato che Hamas abbia agito in modo così egoista”. L’inviato ha assicurato che gli Usa restano “determinati a porre fine a questo conflitto e a raggiungere una pace duratura a Gaza”.
non sono esseri umani e nemmeno animali
Ragazzini cacciati dall’aereo, l’unica loro colpa era essere ebrei

Annalisa Chirico 25 luglio 2025
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Le immagini parlano chiaro: una ragazza 21enne viene ammanettata con violenza all’imbarco del volo che avrebbe dovuto portare cinquanta bambini ebrei francesi da Valencia a Parigi. La malcapitata è la giovane direttrice del campus estivo Kinneret. Il ministro israeliano della Diaspora Amichai Chikli pubblica su X il video dell’arresto e denuncia l’ennesimo «episodio antisemita. Come si fa a non vedere l’assurdità dello sbarco imposto a bambini, di età compresa tra 10 e 15 anni, colpevoli di cantare canzoni ebraiche? «L’equipaggio di Vueling ha dichiarato che Israele è uno stato terrorista e ha costretto i bambini a scendere dall’aereo – ha dichiarato il ministro Chikli – In linea con la campagna di bugie orchestrata da Hamas e rilanciata da Al Jazeera, da Haaretz e da altri, assistiamo, negli ultimi tempi, a numerosi incidenti antisemiti; questo è uno dei più gravi».

Spagna, ragazzi cantano in ebraico: espulsi dal volo, educatrice a terra. È bufera
Immaginate la squadra di bambini che, nel clima gioioso di un campus estivo, intonano delle canzoni ebraiche, magari creano anche un po’ di disordine, come accade spesso negli aeroporti dove gruppi organizzati attendono l’imbarco, tanto più se è estate, tanto più se si tratta di bambini in vacanza. Che cosa avranno provato questi giovanissimi cacciati via, con la forza, dall’aereo che doveva riportarli a casa? La direttrice 21enne, finita per terra e ammanettata come una pericolosa criminale, che cosa deve aver provato mentre veniva tacciata di essere cittadina di uno «stato terrorista»? Un’espressione, per giunta, che appare due volte sacrilega nei confronti di un popolo che convive con il terrorismo islamico sin dalla sua fondazione, e che il 7 ottobre 2023 ha visto morire 1200 fratelli e sorelle ebree in un solo giorno, trucidati a mani nude, casa per casa, dai terroristi di Hamas. Qualcuno ci vorrebbe forse assuefatti alle manifestazioni di odio antisemita, alla minaccia permanente che sconsiglia agli ebrei europei di girare in strada con la kippah, alle sinagoghe vandalizzate, agli atti violenti contro chi è colpevole di essere ebreo. Un trattamento che colpisce soltanto gli ebrei, quelli ammazzati anche se non sono sul campo di battaglia a Gaza, anche se non indossano la divisa ma svolgono altre professioni e neppure vivono in Israele. Un trattamento che non riguarda, per esempio, i russi, colpevoli – si fa per dire – di essere cittadini di uno stato che da tre anni continua a martoriare il popolo ucraino.
Nel caso specifico, i bambini sono cittadini francesi ma il loro essere «ebrei» è la nota stonata, la colpa da espiare, l’elemento che giustifica la demonizzazione, la delegittimazione, i doppi standard. La compagnia aerea, in una nota, ha smentito la matrice antisemita dello sbarco forzato, sostenendo che i giovani sarebbero stati espulsi dal volo per via del loro comportamento «aggressivo» e «per garantire la sicurezza di tutti i passeggeri». Secondo la versione ufficiale del vettore, alcuni membri del gruppo avrebbero interferito con la dimostrazione di sicurezza prima del decollo. Non è chiaro tuttavia come dei bambini possano mettere a repentaglio la sicurezza di un volo aereo, e soprattutto ci sono i racconti dei testimoni che forniscono una ricostruzione ben diversa, per non parlare dell’intervento sproporzionato della Guardia Civil. L’organizzazione Acom (Acción y Comunicación sobre Oriente Medio), che promuove il rafforzamento delle relazioni tra Spagna e Israele, ha annunciato l’intenzione di procedere per le vie legali evidenziando come «questo inaccettabile incidente confermi, ancora una volta, il preoccupante declino della sicurezza degli ebrei in Spagna».
Il Paese il cui governo, a maggio, si è affrettato, insieme a Irlanda e Norvegia, a riconoscere lo stato di Palestina a Gaza, dove Hamas, seppure indebolita, imperversa e punta alla riconquista.
