BASTA CON QUESTI DITTATORI EBETI !!!

Stretta su fumo e svapo: l’Ue vuole il divieto totale

Estendere le proibizioni a luoghi esterni, edifici pubblici, fermate dei mezzi e dehor dei locali

Marco Leardi 25 Ottobre 2024 – 05:00

Stretta su fumo e svapo: l'Ue vuole il divieto totale

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Nessun ripensamento, nessuna possibilità di discussione. L’Europa fa orecchie da mercante e, ancora una volta, si appresta a calare un’imposizione dall’alto. Senza dare ascolto a chi dissente. Ignorando le proteste di esercenti, rappresentanze datoriali e Stati membri, la Commissione Ue ha infatti deciso di accelerare sull’imposizione di nuovi divieti in materia di fumo e svapo all’aperto. Nei giorni scorsi, le autorità europee hanno stretto i tempi per rendere effettive le proposte di ulteriori proibizioni, che si muovono su una duplice direttrice. Come già avevamo raccontato, da una parte l’Ue chiede di estendere i divieti di fumo ai luoghi esterni, quindi ai parchi giochi e divertimenti, agli edifici pubblici, alle fermate degli autobus, alle stazioni e persino ai dehor di bar e ristoranti. Dall’altra, prevede invece di intervenire anche sui prodotti.

A essere colpite dalle restrizioni, infatti, non saranno più soltanto le sigarette ma anche i cosiddetti prodotti senza combustione, quali le e-cig e i dispositivi a tabacco riscaldato, anche se questi non producono fumo passivo ma un aerosol. Spalleggiata dalla presidenza ungherese di turno, la Commissione punta ora a portare a casa il risultato, senza tenere in considerazione i commenti critici ufficialmente pervenuti dai Paesi membri e le rimostranze degli esercenti di tutta Europa. In particolare, Hotrec, l’associazione europea di rappresentanza del settore della ristorazione e dell’ospitalità, aveva messo in dubbio il fatto che l’estensione dei divieti potesse effettivamente raggiungere i pur nobili scopi dell’iniziativa. E in Italia la Fipe-Confcommercio (Federazione pubblici esercizi) aveva lanciato l’allarme sia sulle possibili conseguenze economiche negative per il settore del turismo, sia sulla mancata quantificazione delle stesse da parte degli uffici della Commissione.

Negli uffici di Bruxelles, tuttavia, nessuno sembra essersi curato delle comprensibili e corali apprensioni che da tempo vengono sollevate. La linea dettata degli euro-burocrati rischia dunque di passare senza un’adeguata discussione, peraltro con un’urgenza che appare quantomeno inspiegabile, dal momento che non sono previsti vincoli di tempo per l’aggiornamento della normativa in questione (il cui ultimo adeguamento risale al lontano 2009). Tutto d’un tratto, ora l’Unione europea ha invece messo il turbo, anche se analoghi esperimenti sul divieto di fumo all’aperto si erano rivelati un flop laddove erano stati introdotti. Secondo alcune indiscrezioni, la Commissione vorrebbe chiudere la partita entro il 6 novembre, forse ricorrendo persino a una «silent procedure», ovvero a una procedura scritta di mero silenzio-assenso, che annullerebbe qualsiasi livello di confronto con gli Stati membri. Ieri toccava alle auto elettriche, agli imballaggi, all’agricoltura, alle case green; oggi invece alle sigarette e persino alle svapo, rispetto alle quali si seguono approcci che «colpevolizzano» il consumatore, piuttosto che invitarlo a una maggiore consapevolezza nelle scelte.

Certi metodi utilizzati da Bruxelles perseverano nei difetti di sempre e consolidano la percezione di una Ue poco pragmatica; l’Europa fa la guerra al vizio ma sorvola sui potenziali effetti disastrosi che determinate politiche rischiano di avere sugli esercizi commerciali. Senza peraltro ottenere i risultati sperati per quanto riguarda la salute pubblica.

DISGUSTOSO MORE SOLITO

Report, l’affondo di Marco Bucci: “Disgustato dalla trasmissione in silenzio elettorale”

A.V. 25 ottobre 2024

Oggi i leader nazionali del centrodestra saranno a Genova per la chiusura della campagna elettorale del sindaco di Genova Marco Bucci, candidato alla presidenza della Regione Liguria. Si vota domenica e lunedì, e proprio a urne aperte- domenica sera – il conduttore di Rai 3 Sigfrido Ranucci trasmetterà all’interno della trasmissione Report un servizio sull’inchiesta Toti. Ieri Bucci ha criticato la messa in onda: «Dal punto di vista delle elezioni, non sono assolutamente preoccupato» ha detto a margine di un appuntamento di campagna elettorale della Lega, a Sestri Ponente, «sono un po’ disgustato da questo modo di fare che non è tipico di come dovrebbero essere le democrazie: quando c’è il silenzio, c’è il silenzio». Nel servizio televisivo, secondo quanto è trapelato ieri, dovrebbero essere presenti anche stralci di intercettazioni che riguardano lo stesso Bucci (non indagato).

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«Dal momento che io non posso fare nulla perché ho un interesse nel dire “state zitti, non parlate” – aggiunge il primo cittadino – sarebbe stato bello che fosse il mio avversario, cioè Orlando, a dire: «Queste cose non mi servono per vincere, io vinco in maniera leale e corretta». Alla trasmissione Un giorno da pecora, su Radio 1, il candidato del centrosinistra Andrea Orlando si è detto sicuro della vittoria («Finirà 51% a 47%»). Immediata la replica di Bucci: «Numeri non ne do. So soltanto che il povero Orlando sarà smentito, punto e basta. Pazienza per lui». Quanto alla ribalta nazionale del voto ligure, il sindaco di Genova è contento «perché i riflettori per la Liguria fanno bene a tutto il sistema: si parla della Liguria a livello nazionale, con un’importanza maggiore rispetto al nostro numero molto piccolo di abitanti». 

Per Bucci, questo «vuol dire che noi liguri siamo alla ribalta non solo per le tragedie come in passato, ma anche per le cose belle: un’elezione è sempre una cosa bella, anche se tendono a dipingermi come criminale, cretino, come ha fatto Orlando». Questo pomeriggio, a sostenere Bucci, ci saranno Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini: appuntamento alle 16.30 all’Auditorium Magazzini del Cotone. Un’ora più tardi, al Teatro Politeama, arriveranno a sostenere Orlando Elly Schlein e Giuseppe Conte per il comizio di chiusura del centrosinistra.

imbecilli da galera

Nessuno tocchi Silvia Albano: minacce di morte alla giudice dello stop dei migranti in Albania

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Meloni a Cerno: “Solidarietà per la querela di Cucchi. È la solita sinistra” | GUARDA

Decine di messaggi di minacce sono stati recapitati sulla mail della giudice Silvia Albano, uno dei sei magistrati della Sezione specializzata sui Diritti della Persona ed Immigrazione del Tribunale di Roma che si sono espressi nei giorni scorsi sui provvedimenti di trattenimento in Albania, e sulla mail e i social di Magistratura democratica, di cui il giudice è presidente dal novembre 2023. 

Meloni sui giudici: “Nessun complotto, solo menefreghismo verso gli italiani”

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nessuno li puo’ ingabbiare !!! ne’ giudicare, ne’ punire, dopo Dio solo loro , o forse prima ?

Governo, toghe rosse europee all’assalto della riforma della Giustizia. Lettera a Meloni e Nordio

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L’EAJ, Associazione europea magistrati, «esorta nuovamente l’Italia a rinunciare alle modifiche» della Costituzione e del «quadro giuridico che regola la magistratura». È quanto si legge in una lettera inviata dall’Associazione alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio. «Un organo di governo autonomo unico e comune per giudici e pubblici ministeri – si legge nel testo – offre la possibilità di garantire la necessaria forte rappresentanza della magistratura al suo interno e, di conseguenza, un’efficace protezione contro indebite influenze sulla sua indipendenza. Come reazione all’esperienza del regime fascista, i redattori della Costituzione italiana del 1946 hanno inteso calibrare l’equilibrio tra i vari poteri dello Stato. Questo equilibrio e la necessaria indipendenza della magistratura sarebbero compromessi e messi a repentaglio se la riforma proposta venisse adottata».

La strategia delle toghe, così il piano di Patarnello viene messo in pratica

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In una sua recente risoluzione, l’EAJ ha posto l’accento tra l’altro «sulla proposta di scissione dell’attuale unitario Csm in due separati Consigli, uno per i giudici e l’altro per i pubblici ministeri, sulla selezione per sorteggio dei componenti togati e sulla riduzione delle competenze attribuite all’organo di governo autonomo. Al riguardo, in particolare, la privazione della giurisdizione in materia disciplinare ha sollevato grande preoccupazione essendo stata considerata come ’un grave attacco all’indipendenza della magistratura, una minaccia all’equilibrio dei poteri in Italia e una chiara violazione degli standard europei’».

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SONO CLANDESTINI NON MIGRANTI …E COMUNQUE SONO LIBERISSIMI DI TORNARE A CASA LORO !!

Magistratura democratica, il manifesto delle toghe rosse: “Libertà per tutti i migranti”

Tommaso Montesano 23 ottobre 2024

La copertina già dice tutto: la scritta «no one is illegal» – nessuno è illegale – su un muro altrimenti candido, con annessa stella a cinque punte. Lo slogan non potrebbe rappresentare meglio il contenuto del volume «Immigrazione in Europa e diritti fondamentali. Quale progetto per la prossima legislatura europea?», pubblicato lo scorso mese di luglio da Questione giustizia, la rivista trimestrale di Magistratura democratica, la corrente progressista dell’Associazione nazionale magistrati cui fanno parte le toghe del momento: Silvia Albano, una delle firmatarie della sentenza con la quale il tribunale civile di Roma non ha convalidato il trattenimento dei migranti in Albania, e Marco Patarnello, l’autore della mail anti-Meloni.

Il direttore è Nello Rossi, esponente di punta di Md, ex magistrato, habitué delle interviste in cui critica ogni mossa del Guardasigilli, Carlo Nordio. Il volume raccoglie gli atti della conferenza andata in scena il precedente 12 aprile all’università di Roma Tre e organizzata da Medel, ovvero i Magistrats européens pour la démocratie et les libertés, la sigla che riunisce le “toghe rosse” europee. Un evento cui parteciparono, in collegamento, anche gli esponenti di sinistra Elisabetta Piccolotti (Avs), Pierfrancesco Majorino (Pd) e Massimiliano Smeriglio (ex Pd, poi passato anche lui con Avs).

Le dichiarazioni di guerra dei magistrati al governo: il dossier che inchioda le toghe rosse

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L’esponente di Md accusa Bruxelles di aver approvato misure connotate «dalla stessa impronta securitaria che, negli ultimi decenni, ha trasfigurato il volto dell’Europa in una fortezza». Con il Mediterraneo diventato, «da crocevia di civilità», un «immenso cimitero». E la responsabilità è anche del governo italiano, che «si ostina a ritenere affidabile le autorità libiche contro la realtà ben conosciuta e dichiarata» dell’Onu.

SIMPATICO CHE COLORO CHE NON FANNO FATICA AD ARRIVARE A FINE MESE ED HANNO LA SCORTA CONTINUINO A DEFECARE SIFFATTE MINKIATE A FAVORE DI PARASSITI CHE NON VOGLIONO NE’ LAVORARE NE’ INTEGRARSI !

CHI NON LAVORA E SI FA MANTENERE E’ UN PARASSITA NON UNA RISORSA E CHI LO DIFENDE E’ UN DEMENTE !!