DAL PEGGIO AL PEGGISSIMO

Il Pd si piega al terzo mandato di De Luca. Lo stop della Schlein: non correrà per noi

I dem in Campania seguono l’ordine del governatore. Il braccio di ferro con il partito nazionale, Elly in imbarazzo

Pasquale Napolitano 3 Novembre 2024 – 05:00

Il Pd si piega al terzo mandato di De Luca. Lo stop della Schlein: non correrà per noi

Ascolta ora

Vincenzo De Luca va avanti come un treno sul terzo mandato e spacca il Pd. Martedì alle ore 15 si va in Aula in Consiglio regionale della Campania per votare un pacchetto di norme. Tra cui una nuova legge elettorale e il recepimento della legge nazionale che impone il limite dei due mandati per i presidenti di Regione. Il dossier è nelle mani di Giuseppe Sommese, calendiano di ferro e presidente della commissione Affari istituzionali della Regione Campania. Il blitz di De Luca mette in imbarazzo la segretaria Elly Schlein che due giorni fa in videocall con il gruppo campano del Pd è stata chiara: «Votate pure il terzo mandato, io De Luca non lo ricandido lo stesso». Parole che segnano un solco invalicabile.

Si apre una lunga fase di tensione tra il Nazareno e lo sceriffo salernitano che minaccia le dimissioni immediate, portando la Campania al voto in primavera. È una vera e propria prova di forza tra i vertici nazionali del Pd e il governatore campano.

L’accordo, almeno sul piano locale, sembra a portata di mano. Nonostante le divisioni nel fronte dem: ieri per ben tre volte la commissione per licenziare il testo sul terzo mandato è saltata per tre volte. In Aula martedì sarà recepita la legge sul limite del doppio mandato. De Luca spera così di agganciarsi al precedente di Zaia in Veneto: i due mandati si iniziano a calcolare dal momento del recepimento della norma. Dunque, per De Luca il secondo mandato sarebbe quello 2025-2030. C’è però un giallo, nel 2009 l’allora presidente della Regione Antonio Bassolino intervenne sulla materia, modificando la legge elettorale. Ora i giuristi devono sbrogliare la matassa: quel precedente vale come recepimento della norma sui due mandati? Per De Luca no, che però mette sul piatto una controfferta al Pd per votare il via libera al terzo mandato: l’introduzione della soglia di sbarramento al 2,5 % nella legge elettorale per l’accesso alla ripartizione dei seggi. Una tagliola per i piccoli che potrebbe favori i partiti maggiori. A dar man forte all’operazione terzo mandato di De Luca c’è il gruppo di Italia Viva che appoggia la norma. Non è escluso qualche aiutino anche dal centrodestra. Carmela Rescigno, consigliere regionale della Lega attacca: Pd asservito al potere di De Luca, Schlein ne prenda atto». E poi tutte le liste civiche sono allineate allo sceriffo, oltre ovviamente al partito di Carlo Calenda. Al netto dei posizionamenti locali, lo scontro tra Schlein e De Luca è ormai a livelli altissimi. L’ultima proposta di mediazione arrivata dai pontieri del Nazareno: votiamo il terzo mandato ma solo successivamente sarà indicato il candidato presidente che spetterà al Pd. Una proposta su cui si ragiona con un De Luca assediato nel Palazzo e intenzionato a tirare dritto. Per Schlein il caso Campania sta diventando scivoloso. I suoi, da Sarracino a Ruotolo, spingono per lo strappo definitivo. La segretaria, dopo la sconfitta in Liguria, non vuole aprire un altro fronte caldo.

uno si droga, l’altro straparla per esistere…

Vasco Rossi e Bonelli, Cruciani clamoroso. “Levategli il fiasco”: così li travolge

Sullo stesso argomento:

Quel Blasco da Albachiara a Albadorada

“Parole surreali”. Mollicone contro Vasco: cosa risponde al cantante

03 novembre 2024

Da una parte Vasco Rossi, che con parole pesanti e poco a fuoco ha attaccato il governo, tacciato di fascismo, attraverso un ricordo del padre postato sui social; dall’altra Angelo Bonelli, che per parlare delle alluvioni e delle catastrofi naturali ha tirato in ballo la premier Giorgia Meloni e gettato fango sulle sue scelte politiche. Sono stati questi i due argomenti caldi che Giuseppe Cruciani ha preso di petto nel corso dell’ultima puntata de La Zanzara. Stanco della tendenza che alcuni personaggi e alcuni leader di sinistra hanno ad agitare lo spettro delle dittature e a sposare battaglie green indipendentemente dal legame che le stesse abbiano con ciò che accade nel mondo, il conduttore ha tolto ogni freno e, con nettezza di parole, ha travolto prima il cantautore e poi il portavoce di Europa Verde e parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra. 

Quel Blasco da Albachiara a Albadorada

Quel Blasco da Albachiara a Albadorada

Il caso di Vasco Rossi, che per ricordare il padre ha scritto “Non ti sei piegato ai nazifascisti. Ora sono tornati, bulli e arroganti”, non poteva non finire nell’intervento di Giuseppe Cruciani.  “Allora ragazzi, la prima persona da citare oggi, la primissima persona da citare oggi, è uno che viene considerato un mito assoluto. Uno che si chiama Vasco di nome e Rossi di cognome. Un gigante della musica, non del pensiero, posso dirti, almeno in questo caso”, ha detto per iniziare. La calma da presentatore è durata poco: “Ma io dico come caz** si fa? Per ricordare il padre, attacca la Meloni. Cosa dice? ‘Caro papà, non ti sei piegato ai nazifascisti, ma ora sono tornati.’ Posso dirti una cosa? È una pu****ata. Se questo qua fosse uno dei nostri ospiti, lo attaccherei a spada tratta, lo attaccherei frontalmente”.

Parole surreali. Mollicone contro Vasco: cosa risponde al cantante

grazie d’esistere qs è una garanzia per il governo !”!!

Schlein a Che tempo che fa: “Perché il Pd cresce”, Elly e Fazio oltre il ridicolo

Esplora:

03 novembre 2024

Un fugace riferimento alla polemica che sta squassando il Pd, vale a dire la rottura con il governatore campano Vincenzo De Luca sul terzo mandato. Per il resto, l’intervista di Elly Schlein a Che tempo che fa, sul Nove, è una sarabanda di attacchi al governo, di slogan stantii e di pie illusioni.

Incalzata, si fa per dire, da Fabio Fazio, la segretaria democratica parla di un Partito, quello democratico, “testardamente impegnato a costruire alleanze”. Un refrain che dura da mesi, nonostante l’evidenza di una coalizione sfasciata. “Noi abbiamo fatto bene a continuare, testardamente unitari, a costruire alleanze perché il nostro avversario è la destra”. “Se mi chiede perché il Pd cresce, dico che è perché non perdiamo tempo in polemiche con le altre forze di opposizione e in un dibattito politicista sul perimetro di quali siano le sigle migliori”, ha aggiunto la Schlein a una domanda sull’ultimo flop in Liguria. Risposta paradossale, ma che rappresenta anche un attacco indiretto al Movimeno 5 Stelle di Giuseppe Conte, che ha di fatto minato le regionali. Sull’Umbria “l’astensionismo lo paga da sempre soprattutto la sinistra. Se vogliamo tornare a vincere contro questa brutta destra bisogna che donne e uomini in di tutta la sinistra tornino a votare”.

Sponsored stories

LA SANITA’ 
Quindi si parla di manovra: “I dati che dà Meloni dimostrano che abbiamo ragione noi. Il 6.5% è il livello più basso mai toccato per la spesa sanitaria, ma chi lo sa meglio sono gli italiani che rinunciano a curarsi”, Per la segretaria Pd “non è un caso, è un disegno: la destra vuole una sanità a misura di portafogli. Vedete la vicenda di quel sottosegretario che ha una clinica privata e dice che con loro si saltano le file del servizio sanitario pubblico”. Dove si trovano i soldi? “Già lo scorso anno chiedevamo al governo di mettere 4 miliardi riforma dell’Irpef sulla spesa sanitaria – spiega -, quella riforma dà alle famiglie un risparmio da 15 euro al mese, ma se poi la famiglia ne deve spendere 300 per andare dal privato non stiamo utilizzando bene quella risorsa pubblica”.

LA SCUOLA   

“Sulla sanita’ Giorgia Meloni da i numeri. Con lei al governo la spesa sta scendendo ai minimi storici. Lo sanno i quattro milioni di italiani che hanno rinunciato a curarsi. La salute non è una merce ma è un diritto costituzionale. I soldi si trovano dalla riforma dell’Irpef”, prosegue. “Questa manovra fa tagli sulla scuola pubblica. Devasta la scuola pubblica. Noi proponiamo di pagare meglio gli insegnanti. Hanno tagliato opzione donna e il famoso aumento sulle pensioni sono 3 euro al mese. Sul costo energia non fa niente, la manovra taglia ai comuni e sull’industria dell’auto. E’ una manovra recessiva e non ha idea sul futuro dell’Italia”, osserva ancora Schlein.

FORZA KAMALA

“Non faccio scommesse ma ho una forte speranza che vinca Harris, anche perché le cose che sta dicendo Trump sono gravissime, dice di voler eliminare gli oppositori, oggi ha attaccato la stampa”. Trump “è una persona che è impersonificazione di modello sbagliato, sul lavoro ad esempio, quando si è votato al congresso per il salario minimo ha fatto valere tutto il suo peso”. Quella di Trump “è un’idea di voto a una società per ricchi, privilegiati, bianchi, uomini essenzialmente”. 

CONTRO LOTITO

Schlein se la prende pure contro Claudio Lotito, patron della Lazio: “Vuole dettare legge sulla Federazione gioco del calcio dal suo scranno del Senato”.

il pupazzo scioperoarmato dem dormiva…..

Interni

“Ma tu dov’eri?”. L’imprenditore fulmina Landini

In collegamento con il programma “4 di sera”, l’imprenditore travolge Landini: “Dov’era quando hanno tolto l’articolo 18”

William Zanellato 3 Novembre 2024 – 10:53

"Ma tu dov'eri?". L'imprenditore fulmina Landini

Ascolta ora

La distanza siderale tra il mondo reale e la narrazione targata Maurizio Landini è sempre più evidente. Mentre il numero uno della Cgil, in vista della prossima manovra finanziaria, ha già dichiarato una battaglia senza quartiere al governo Meloni, i lavoratori italiani non si fanno prendere in giro e incalzano il segretario del principale sindacato italiano. È questo il caso di un imprenditore edile che, in collegamento con lo studio di 4 di sera, ha pungolato Landini e il suo sciopero generale a priori.

Sciopero generale per aiutare il Pd in crisi

Ma facciamo un passo indietro. In occasione della scrittura della prossima Legge di Bilancio, Cgil Uil hanno annunciato, e poi confermato, uno sciopero generale per il prossimo 29 novembre. Maurizio Landini da una parte e Pierpaolo Bombardieri dall’altra, senza una grossa propensione al dialogo con l’esecutivo, hanno bocciato preventivamente tutte le proposte avanzate da Giorgia Meloni e dai suoi ministri. “Siamo di fronte a una manovra ingiusta perché continua a tagliare sulla spesa pubblica e quindi sulle lavoratrici e sui lavoratori e sui pensionati, e siamo di fronte a un pericolo democratico per il Paese”, aveva sentenziato Landini. Un refrain che torna nell’ultima intervista che ha rilasciato a Repubblica: “In piazza contro un governo che spacca il Paese, legalizza l’evasione, taglia investimenti e spesa sociale per investire in armi”. Insomma una conferma dello sciopero con tanto di fango gettato sul governo presieduto dalla leader di Fratelli d’Italia.

Da qui la discussione politico-economica che ha animato l’ultima puntata di 4 di sera, il programma di attualità condotto dal giornalista Paolo Del Debbio. Nonostante le posizioni durissime degli opinionisti in studio, a smontare le tesi di Landini ci ha pensato un imprenditore edile in collegamento con lo studio della trasmissione. Incalzato nel merito dello sciopero confermato dalla Cgil, l’imprenditore ha lanciato delle accuse mirate nei confronti del sindacato.

Landini in imbarazzo sullo stipendio

Ma Landini dov’era quando hanno tolto l’articolo 18? Dov’era quando hanno fatto tutte quelle po**ate? Dov’era?”, ha chiesto, scatenando l’applauso di gran parte del pubblico. “Io sono un elettore di centrodestra – ha spiegato – ma sono anche un imprenditore”.

Poi, a stretto giro, arriva la stoccata finale: “Landini deve andare a lavorare e trovare posti di lavoro. Allora sarà un sindacalista. Altrimenti è inutile. Solo noi creiamo posti di lavoro”

. Una serie di colpi che ha messo ko il numero uno della Cgil.

mai piaciuto come cantante…come uomo poi….

FdI, Mollicone contro La7 per il caso-Vasco Rossi: “Inaccettabile, cos’hanno tagliato”

02 novembre 2024

A sorpresa, Vasco Rossi… è sceso in campo. Un duro attacco al governo, tacciato di fascismo, piovuto con un ricordo del padre postato sui social. Parole pesanti, fuori fuoco, che ovviamente hanno acceso un aspro dibattito e fatto parecchia polemica. E in questo calderone, ora piovono le considerazioni di Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera e responsabile Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia, che ha risposto alle affermazioni di Vasco e a quelle fatte nel programma Otto e Mezzo su La7, che si è occupato della vicenda, attraverso un messaggio sui suoi canali social. 

Non ti sei piegato a nazifascisti ma ora sono tornati: Vasco Rossi ricorda il papà così, FdI lo gela | Guarda

“Non ti sei piegato a nazifascisti ma ora sono tornati”: Vasco Rossi ricorda il papà così, FdI lo gela | Guarda

In merito alle parole del cantante Vasco Rossi, Mollicone ha ribadito che il suo paragone tra l’attuale governo e il nazifascismo è “falso”, così come è errato, secondo lui, accusare l’esecutivo di non essere sensibile alla memoria storica, citando iniziative come il Museo della Shoah e il Museo del Ricordo.

“Il fascismo non è tornato”. Vasco Rossi attacca e Giovanni Floris lo smentisce

Mollicone ha concluso il messaggio con un chiarimento sul suo rispetto per l’artista Vasco Rossi: “Ribadisco assolutamente la totale stima artistica nei confronti di Vasco Rossi ma se c’è qualcuno che ha usato parole estreme e surreali in questo caso è stato lui. Suo padre e tutti gli internati militari italiani saranno ricordati grazie a una giornata dedicata al loro ricordo, che solo il centrodestra ha istituito”, ha concluso un piccatissimo Mollicone.

i pagliacci mentono sempre con disinvoltura

Pd e Serracchiani, quanto spendevano per pagare hotel e sci ai migranti

Alessandro Gonzato 02 novembre 2024

C’era un partito, il Pd, che spendeva quasi 5 miliardi all’anno nell’accoglienza indiscriminata dei migranti (dato inserito nei vari documenti di “economia e finanza”); e la stessa sinistra oggi tuona perché nei centri-migranti in Albania il governo di centrodestra ha investito 645 milioni in 5 anni.

E però nelle ultime ore dem e compagni hanno fatto un ulteriore salto di qualità: strillano perché il mantenimento dei poliziotti a Shengjin costerà 8 milioni 897mila euro ogni 12 mesi, un’ottantina di euro al giorno per ciascuno dei 295 agenti che alloggeranno al “Rafaelo Executive” e all’“Hotel Comfort”, rispettivamente 5 e 4 stelle. Nella cifra sono comprese le spese di “ristorazione e altri servizi”. Un inciso: i quasi 9 milioni sono la cifra massima stimata dal ministero dell’Interno.

Propaganda, flop. Albania, il governo manda i nostri poliziotti negli hotel? La sinistra impazzisce

“Propaganda, flop”. Albania, il governo manda i nostri poliziotti negli hotel? La sinistra impazzisce

GLI SMEMORATI

La tipologia degli alloggi (belli, ma non certo sfarzosi, i commenti sul web lo confermano) ha mandato in bestia gli stessi partiti che ai tempi d’oro delle cooperative rosse d’oro per chi lucrava, non per gli italiani – piazzavano nei resort la moltitudine che sbarcava clandestinamente sulle nostre coste. Allora il costo per migrante era di 35 euro al giorno, 45 se minorenne, a cui andavano sommate le spese di polizia e trasporto, il che faceva impennare l’importo. C’erano poi i costi sociali, dato che spesso hotel e altre strutture stipate di veri ma soprattutto presunti profughi (solo uno su dieci lo era veramente) diventavano bombe a orologeria per la sicurezza, e abbiamo riportato una sfilza di casi di cronaca.

Le opposizioni brandiscono questi 80 euro per attaccare il governo, ed è interessante. Nel 2017, per citare solo un caso clamoroso sollevato da Libero, l’allora governatrice dem del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, aveva speso 30 euro a migrante per un corso di sci. Le lezioni erano state organizzate a Timau, in Carnia.

Se non vi piace l'Italia andate via: chi sono i due immigrati che sembrano leghisti e ringraziano l'Italia

“Se non vi piace l’Italia andate via”: chi sono i due immigrati che sembrano leghisti e ringraziano l’Italia

Chi grida allo scandalo poi – non per i corsi di sci ma per l’Albania – non sa che 80 euro al giorno per vitto e alloggio di un poliziotto in missione all’estero rientrano nella normalità. Forse dovevano sistemarli in una stamberga. Gli agenti inoltre – sarebbe superfluo sottolinearlo ma per qualche dem non lo è – nelle strutture albanesi vivranno senza famiglie. C’è la piscina, sì. C’è il mare, certo. Ma c’erano anche per diversi richiedenti asilo nella gioiosa gestione 2014-2018 (Letta, Renzi, Gentiloni).

Nei centri-migranti di Shengjin e Gjader lavorano servitori dello Stato che per la sinistra vengono pagati troppo poco (giusto, col Pd al governo prendevano ancora meno) ma che la stessa sinistra non perde occasione per attaccare. L’ultimo caso è quello dell’agente che a Verona, per difendersi da un immigrato che gli aveva puntato un coltello (nello zaino ne aveva un altro) ha sparato, uccidendolo. Un assessore della giunta di sinistra è arrivato a sostenere che «a una richiesta d’aiuto si è risposto coni colpi di pistola».

È una continua delegittimazione delle divise. A Pisa le forze dell’ordine provano a riportare l’ordine in un corteo non autorizzato anti-Israele, prendono sputi e calci, quindi usano il manganello e vengono catapultate nella macchina del fango di Pd e soci, oltre che in quella giudiziaria. Il Consiglio d’Europa diffonde un documento in cui taccia di razzismo i nostri tutori dell’ordine e i compagni seguono a ruota.
Torniamo a ieri.

L'ossessione dei compagni: nelle divise vedono il fascismo

L’ossessione dei compagni: nelle divise vedono il fascismo

ARMATA BRANCALEONE

Elly Schlein, fresca di insuccesso in Liguria, ha sentenziato: «L’accordo con l’Albania continua a far danni. Dopo la violazione dei diritti umani Meloni brucia altri soldi pubblici. Siamo di fronte a un fallimento». E se lo dice lei… Avs, con cui è stato eletto Soumahoro, ha dichiarato: «L’affaire (si sono dati un tono) dei Cpr è uno scandalo nazionale». Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha raggiunto le consuete vette: «È una pagliacciata propagandistica, aspettiamo un nuovo tentativo di deportare altri naufraghi in terra d’Albania». Prima che venisse affidato l’appalto agli hotel il Viminale ha svolto una serie di verifiche per escludere che le strutture fossero legate ad ambienti malavitosi. Ai tempi delle cooperative rosse era stato fatto?

i secondi assai peggio dei primi perche’ in malafede

Tg4, Cerno smaschera i benpensanti del green: “Ci sono due tipi di sciacalli dopo i disastri”

Sullo stesso argomento:

La “goccia fredda” fa ancora paura in Spagna: dove sono previste “piogge forti”

“Vittime intrappolate in auto”. Emergenza Valencia, sale il numero dei morti

01 novembre 2024

Il disastro di Valencia ha provocato una lunga scia di morte e devastazione su tutto il territorio costiero della Spagna. Se n’è parlato nel corso del Tg4 del 1 novembre con Tommaso Cerno, il direttore de Il Tempo. Dopo il disastro nell’area di Valencia sono in azione gli sciacalli ma Cerno evidenzia che, oltre a loro, è in azione un secondo tipo di sciacallaggio altrettanto pericoloso e nocivo: quello dei benpensanti del green che approfittano della morte per piegare le catastrofi ai loro biechi interessi di parte.    

Dana, nell’alluvione morto Castillejo, ex calciatore delle giovanili del Valencia