Ora Trump incalza Putin: “Tregua entro 12 giorni”
Il tycoon perde la pazienza: “Continua a bombardare, non voglio più parlargli”. Pronte sanzioni durissime
Matteo Basile 29 luglio 2025 – 05:00
POVERETTO CAPITO UN CAZZO DI PUTIN NEVVERO ?
usa il tuo cervello non quello degli altri….coniugatto con : https://gattocuriosoblog.wordpress.com
Il tycoon perde la pazienza: “Continua a bombardare, non voglio più parlargli”. Pronte sanzioni durissime
Matteo Basile 29 luglio 2025 – 05:00
POVERETTO CAPITO UN CAZZO DI PUTIN NEVVERO ?

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Giulia Sorrentino 28 luglio 2025

Poi la riflessione inquietante: «Lo slogan “Free Palestine” è sempre più dietro a ogni aggressione e attentato antisemita? Sta sostituendo la frase “Allahu Akbar” detta dai terroristi. La mia risposta è che in entrambi i casi si strumentalizza un sentimento (religioso o politico) per aggredire e fare del male. Nell’uno e nell’altro caso si tratta di violenti che cercano un alibi per attaccare ebrei e non ebrei. Per questo faccio un appello a tanti politici, soprattutto di certa sinistra, a maneggiare con cura certi slogan, poiché la loro pericolosità non è più una teoria ma un fatto registrato dalle cronache quotidiane di aggressioni e attentati. E la storia insegna che quando si eccita l’odio a pagare sono tutti, non solo gli ebrei». Il riferimento a una sinistra che sembra non trovare mai la voce per esprimere nemmeno mezza parola di solidarietà nei confronti di un popolo che sta pagando un prezzo altissimo e che sente di non essere più sicuro nemmeno nel proprio paese.
I FASCISTI DI OGGI SONO PEGGIO DI QUELLI DI IERI !!
di Pietro Senaldilunedì 28 luglio 2025condividi

4′ di lettura
Matteo Ricci è in stato confusionale. C’è da capirlo. Si sognava governatore delle Marche con vista su Roma e la scalata alla segreteria, dove Elly Schlein traballa sempre più, e si trova invece a giocarsi una buona fetta di futuro politico mercoledì prossimo davanti ai pm che lo stanno indagando per concorso in corruzione. La paura è che i magistrati non abbiano messo tutto nelle carte uscite finora, che lo accusano di «aver compiuto o fatto compiere ai suoi dirigenti atti contrari ai propri doveri d’ufficio, in violazione degli obblighi di trasparenza, imparzialità e buon funzionamento della pubblica amministrazione». Si vocifera che la magistratura si sia tenuta in canna il colpo più pesante, tanto più che l’interrogatorio avverrà dopo quello di Massimiliano Santini, l’uomo di fiducia dell’ex sindaco, quello che decideva gli appalti senza gara e che è accusato di essersi intascato oltre centomila euro.
L’europarlamentare dem ansioso di tornare in provincia a fare il ras cerca di buttarla in vacca mediaticamente. Accusa il centrodestra di squadrismo e di infamarlo, ma il suo rivale nella corsa alla presidenza non abbocca. «Di Ricci non parlo, mi interessa la Regione», ha ripetuto anche ieri il governatore in carica, Francesco Acquaroli, intervistato dal direttore del Corriere Adriatico, Giancarlo Laurenzi, a Senigallia all’evento sul made in Italy organizzato da Fratelli d’Italia. «Non godiamo delle disgrazie altrui, Ricci è un problema di Pd e di M5S», ha specificato il concetto Arianna Meloni, sottraendo la maggioranza al gioco delle provocazioni e alla rissa mediatica che l’ex sindaco indagato continua a voler scatenare. Parlino i fatti e i magistrati, questa la linea del centrodestra.

La sorella d’Italia ha centrato il punto. Sempre il Corriere Adriatico ieri ricordava che sull’aspirante governatore pende una spada di Damocle posta proprio dal suo partito. Statuto del Pd alla mano infatti, casomai vincesse, Ricci sarebbe chiamato a dimettersi nel caso, non poi del tutto improbabile, di rinvio a giudizio, costringendo le Marche a tornare al voto nel giro di dodici mesi. Un’eventualità che i dem considerano seriamente, al punto da essere tentati di modificare lo statuto per anticipare le mosse della magistratura.

Quanto ai grillini, Giuseppe Conte ha espresso una fiducia in sospeso all’ex sindaco di Pesaro: aspetta di capire meglio che piega prenderà la vicenda giudiziaria e come andrà l’interrogatorio del 30 luglio, ma soprattutto aspetta la formalizzazione della candidatura del pentastellato Roberto Fico in Campania. Sembrava fatta, ma il caos marchigiano ha riacceso le ambizioni del governatore Vincenzo De Luca, che dopo aver acconsentito si è messo di traverso per spuntare a Elly Schlein un prezzo più alto per il suo via libera. Nel frattempo, Marco Travaglio, il giornalista che detta la linea all’ex premier, ha già fatto capire che è il caso di mollare il pesarese al suo destino con tre feroci editoriali consecutivi. Nel primo ha scritto che l’ex sindaco è il tipico politico che sprecai soldi pubblici per far carriera. Nel secondo ha sostenuto che il candidato del campo largo per le Marche si sta rivelando un peso per M5S. Nel terzo ha sentenziato che la giustificazione addotta da Ricci di non essersi mai occupato di appalti in realtà ne aggrava la posizione, essendo lui un sindaco, e quindi chiamato a farlo. Tutto ineccepibile.
E allora perché il Movimento non ha ancora rotto? Davvero è solo per far passare Fico in Campania? Le cronache politiche riportano che il partito è attraversato dai dubbi. L’ala più purista, quella che si raduna intorno alla figura dell’ex ministro, Stefano Patuanelli, da sempre molto vicino a Conte, sarebbe favorevole allo strappo. Non vuol pagar dazio ai guai dem con i magistrati. Ricci però si lavora da sei anni i grillini locali. Dopo aver sconfitto, alle Comunali del 2019, la candidata sindaca di M5S, Francesca Frenquellucci, l’ha cooptata nominandola assessore con deleghe economiche. La fiorista, come la soprannominano i nemici, è stata poi confermata nello stesso ruolo dall’attuale sindaco di Pesaro, Andrea Biancani, anche lui del Pd.
I grillini in città sono parte del sistema di potere. Lo dimostrano i due affidi diretti dal Comune di cui beneficiano due candidati di M5S alle elezioni cittadine che non sono risultati eletti. Il primo è una consulenza strategica, pagata poche migliaia di euro, sulla vendita di una scuola affidata al geometra Mattia Galeazzi. Il secondo, inserito in un bando da undici milioni di euro del governo, prevede la creazione di una piattaforma di servizio per gli imprenditori locali ma mantiene ancora i confine nebulosi. L’unica certezza a riguardo è che l’incarico, assegnato al grillino Mauro Rossi, è stato accompagnato dalla conferma alla nomina nel consiglio d’amministrazione dell’Ami, la società che si occupa dei trasporti pubblici. Sarà un travaglio non indolore per Conte e soci sfilarsi dalla congrega di Ricci, alla quale negli anni si sono attaccati come moscioli, il nome con il quale qui vengono ribattezzate le cozze.
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Gabriele Barberis 27 luglio 2025 – 07:00

L’equipaggio della nave Handala della Freedom Flotilla Coalition è arrivato al porto di Ashdod, in Israele, dopo l’arresto da parte dell’esercito israeliano, che ieri sera ha intercettato l’imbarcazione diretta a Gaza con l’intenzione di portare aiuti umanitari, è salito a bordo e ha arrestato le 21 persone a bordo. Lo riferisce la stessa organizzazione, che parla di “rapimento illegale” da parte di Israele. “Secondo il nostro team legale, l’equipaggio civile a bordo della Handala è arrivato al porto di Ashdod dopo il rapimento illegale in acque internazionali da parte delle forze di occupazione israeliane”, riferisce la Freedom Flotilla Coalition, aggiungendo che “i rappresentanti diplomatici e gli avvocati di Adalah sono attualmente presenti e in attesa di poter accedere all’equipaggio” e “tuttavia, al momento, l’accesso non è stato concesso”.
Stamattina il ministero degli Esteri israeliano aveva pubblicato un post su X in cui, riferendosi alla nave Handala con un altro nome, Navarn, riferiva che la Marina aveva fermato l’imbarcazione e la stava portando a riva. “La Marina israeliana ha impedito alla nave Navarn di entrare illegalmente nella zona marittima al largo della costa di Gaza. La nave sta raggiungendo in sicurezza le coste israeliane. Tutti i passeggeri sono salvi”, aveva scritto il ministero degli Esteri israeliano, affermando che “i tentativi non autorizzati di violare il blocco sono pericolosi, illegali e compromettono gli sforzi umanitari in corso”. L’organizzazione che gestisce la nave Handala ha affermato che l’esercito israeliano ha “intercettato violentemente” la nave in acque internazionali a circa 40 miglia nautiche da Gaza poco prima di mezzanotte di sabato e che ha tagliato le telecamere e le comunicazioni.
“Tutto il carico era di natura non militare, civile e destinato alla distribuzione diretta a una popolazione che sta affrontando una fame deliberata e il collasso medico a causa del blocco illegale di Israele”, sottolinea la Freedom Flotilla Coalition. È la seconda nave gestita dal gruppo a cui Israele ha impedito negli ultimi mesi di consegnare aiuti a Gaza: a giugno un’altra nave della Freedom Flotilla, la Madleen, era stata sequestrata dall’esercito israeliano; fra i 12 a bordo quella volta c’era anche l’attivista ambientalista svedese Greta Thunberg. Il gruppo per i diritti umani Adalah, che già per la Madleen si era occupato della difesa legale degli attivisti a bordo, ha affermato che il blitz sulla nave ha violato il diritto internazionale e ha chiesto il rilascio immediato dei 21 attivisti a bordo, fra cui ci sono anche 2 italiani.

Il blocco della Handala giunge mentre Israele affronta crescenti critiche internazionali per il peggioramento della situazione umanitaria a Gaza, con crescente preoccupazione per l’aumento della fame nel nella Striscia a causa delle restrizioni israeliane agli aiuti. “La flottiglia non è mai entrata nelle acque territoriali israeliane, né aveva intenzione di farlo; era diretta verso le acque territoriali dello Stato di Palestina, come riconosciuto dal diritto internazionale”, ha affermato Adalah in una dichiarazione, aggiungendo che “Israele non ha alcuna giurisdizione legale o autorità sulle acque internazionali in cui navigava la nave”.
Sui canali social italiani di Freedom Flotilla sono comparsi i video dei due attivisti italiani che parlano di assalto a bordo, di “pirateria internazionale” e di “rapimento”.