SOTTOMESSI PER IGNAVIA


Schlein, a 12 mesi dalle europee nel Pd comandano estremesti e ProPal

di Daniele Capezzonevenerdì 20 giugno 2025condividi

E cosa dicevano – allora – i dirigenti del Pd e i principali commentatori d’area? Per un verso, sostenevano (argomento ragionevole) che in un grande partito possono naturalmente convivere sensibilità anche molto diverse. Per altro verso (oggi possiamo dirlo: per farsi coraggio da soli), aggiungevano che Tarquinio e Strada esprimevano posizioni assolutamente laterali, marginali, poco più che individuali.

3072x2048

Pd, quali idee ormai vi distinguono dai gruppettari compagni di Avs?

Ma quindi, alla fine della fiera, qual è oggi la differenza politica tra Pd e Avs? Qual è l’elemento…


Insomma la tesi era: le posizioni del partito sono quelle pro Occidente e pro Nato; dopo di che, si garantisce diritto di tribuna anche a qualche isolata voce differente. Ecco, a un annodi distanza, quest’ultimo argomento appare decisamente invecchiato male. In dodici mesi, tutto è stato letteralmente ribaltato.

E non per caso, non per un capriccio del destino, ma per precisa volontà politica di Elly Schlein. In parole povere, ora sono Tarquinio e Strada a fissare le posizioni “ortodosse” nel partito, mentre i poveri “riformisti” – pagando in primo luogo la propria scarsa combattività e l’assenza di coraggio politico – sono ormai confinati in una sorta di riserva indiana.

582x287

Pina Picierno rottama Elly Schlein: “Una minaccia alla credibilità del partito”

Il Pd continua a spaccarsi. E questa volta, dopo averlo fatto sul referendum, i dem si dividono sulla piazza contro il r…

E invece gli altri sono costretti a giocare sistematicamente in difesa, quasi a doversi giustificare, o – in modo ancora più imbarazzante – a elevare flebili proteste verso la segreteria per il peso eccessivo della componente iperpacifista e pro Pal. In altre parole, ammesso che fosse vero allora (e che lo sia anche adesso) lo schema del “diritto di tribuna”, ora a doverne usufruire sono quelli che pensavano di essere al volante del pullman. E invece no: sono ridotti alla condizione di passeggeri malsopportati, relegati in qualche poltroncina laterale.

Non occorre la sfera di cristallo per immaginare che, da qui alle politiche del 2027, questa tendenza non solo non sarà rovesciata, ma sarà accentuata e radicalizzata. In altre parole, la sparuta e intimidita pattuglia riformista sarà dinanzi a un bivio: o sottomettersi definitivamente a un partito diventato la fotocopia di Avs, cioè della lista di Bonelli e Fratoianni, e quindi accettare – come prezzo della rinuncia a fare politica – un piatto di lenticchie consistente in una decina di seggi sicuri tra Camera e Senato, oppure cercare spazio altrove. Succede quando si rinuncia alla battaglia delle idee.

Pubblicato da ergatto

curiosi.....

Lascia un commento